Il pubblico mondiale aveva bisogno di mito, di antichità e di epico furore, poiché erano passate troppe ore dall'ultimo film a tema. Dopo un sonnellino di circa duemila anni, il culto di Zeus torna prepotente raccattando tutti gli scarti di sceneggiatura degli altri film fantastici prodotti nell'ultimo cinquantennio e avvalendosi della fantastica tecnologia -3D (pari alla temperatura in sala). Sarà possibile infilare tutto in un paio d'ore di pellicola con una trama di senso compiuto non facendo rimpiangere al pubblico pagante (e scaricante) che il titolo dell'opera non sia "Scontro tra Totani" o "Scontro tra Tettone"?
Perseo, frugolo in fasce, viene raccattato da un pescatore mentre veleggia lieto dentro la cassa da morto di sua madre compresa di salma. Il ragazzo cresce con padre un attore ottantenne mascherato da pescatore quarantenne grazie a Just For Men e due inutili personaggi femminili privi di battute al seguito. Tutto procede da schifo, finché non decidono di veleggiare alle porte di Argo, città ribelle agli Dei, una cui truppa pensa bene di ribaltare una statua di Zeus sulla nave dei malcapitati. Ecco che lo schifo diventa improvvisamente guano alle caviglie. Sopravvissuti non si sa come a qualche tonnellata di marmo, i parenti acquisiti di Perseo soccombono alle arpie di Ade, accorso a vendicare l'onta subita dagli Dei Olimpici riuniti in plenaria nella torre d'avorio de "La Storia Infinita".
Il ragazzo scampa alla strage e viene fatto prigioniero dagli ultimi dodici soldati di Argo, accolti in patria da trionfatori nonostante perdite da prima guerra mondiale. I regnanti dichiarano vinta la guerra contro gli Dei giusto quindici secondi prima di aver ricevuto una seconda visita con sterminio di Ade: per volere di Zeus, se la principessa Andromeda non verrà sacrificata il giorno del solstizio d'estate, il Kracken, fatti su armi e bagagli dalla serie "Pirati dei Caraibi", distruggerà Argo. Unico scampato alla furia del Dio, manco a dirlo, Perseo che si scopre un semidio in quota Zeus, il quale, per fare dispetto a un Re riottoso, gli ha trombato la moglie prima di ridurlo a una crocchetta con una folgore. Gli argivi ripongono tutte le speranze nell'eroe e allestiscono una spedizione di carne da fossa.
Alla combriccola si aggiunge Io, levatrice di Perseo e regina dei pronomi personali soggetto e condannata alla giovinezza eterna. Su sua indicazione la spedizione volge verso il covo delle Streghe di Stigia uniche a conoscere il punto debole del Kracken oltre alla marina britannica. Ade, come contromisura, fornisce poteri speciali a Re Fish&Crock e lo manda allo sbaraglio. Dopo un diluvio di vittime i soldati capitanati da Perseo si trovano nel deserto più introvabile della Grecia, in quanto inesistente, assediati dagli scorpioni giganti, ma vengono salvati dalla tribù Djinn, Predoni Tusken di "Star Wars", che domano le bestie. Trovate le orrende streghette, Perseo strappa loro l'unico occhio vedente e scopre che per fare fuori la bestia occorre lo sguardo di Medusa prigioniera negli Inferi.
Dopo l'aiuto di Zeus, papà commosso dalla bravura del pargolo, un ultimo profluvio di carni straziate, compreso un Djinn kamikaze e la bella Io messa a morte dal croccantissimo nemico, la gorgone, stanca dalle riprese di Percy Jackson dove già ha lasciato una testa, viene sopraffatta e decapitata. Perseo, cavalcando Pegaso Nero, accorre su Argo, appena in tempo per sterminare le arpie, pietrificare il bestione e mandare in fumo i piani dei fanatici religiosi cultisti di Ade. Questi, come solito, torna sottoterra a giocare con la nipotina Pollon nella speranza che diventi ben presto la Dea delle polverine. Zeus, orgoglioso del sangue del suo sangue e della gnocca di un altro, offre a Perseo la divinità, ma lui rifiuta in cambio della vita della bella Io con cui preferisce affannarsi a copulare per il resto dei suoi giorni. Non c'è cosa più divina che trombarsi la cugina.
Delirio mitologico al sapore evanescente di una scoreggia su un molo ventoso, la pellicola fornisce agli stessi Dei il pretesto per altri duemila anni di sonno. Ripetitivo e noioso come la posizione del missionario per gli amanti del sesso anale, esce senza turbare il colon come un pasto a base di sola lattuga. Apologia surreale della classe operaia che punta tutto sulla voglia di un semidio di fare il pescatore sfigato e sulle peripezie che deve affrontare per tornare alle reti: un po' come se di fronte a Jenna Haze si preferisse fare sesso con Margherita Hack. Ancora lontano dallo scalfire il primato di "Jesus Christ Vampire Hunter", esegesi impeccabile del ruolo del Cristo, anche la Sacra Sindone si è chiusa a rotolo dopo solo un'ora dalla proiezione in barba ai tempi di ostensione.
Sleep-o-Meter: 01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)
Sleep-o-Meter: 01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)
Nessun commento:
Posta un commento