giovedì 28 giugno 2012

77 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Chronicle!
Il mare è la voce del mio cuore, cantava Sergio Bruni. Con un poderoso effetto risacca sulla vescica, il genere simil documentario amatoriale non pornografico impone al grande pubblico un altro prodotto in grado di rivaleggiare alla grande con i polifosfati organici. Tre ragazzi, un grande potere, pochissima gnocca. Riuscirà un cast uscito dal circo Medrano a rendere plausibile la presenza di una videocamera nei luoghi più impensati del pianeta, mentre tre adolescenti sperimentano le loro nuove facoltà all’insaputa di un’umanità decerebrata dalla visione prolungata di “Mammoni”?
Seattle, Stai Uniti. Andrew è un giovane residuato della rivoluzione grunge di Kurt Kobain, con annesse occhiaie, camicioni di flanella e tonnellate di problemi di natura psichiatrica. La mamma soffre di una grave malattia polmonare e il papà è un ex pompiere alcolizzato che ha come hobby utilizzare il figlio come un sacco da boxe. Per difendersi dal genitore, il ragazzo decide di superarlo nella scala della delinquenza e di diventare uno stalker: si dota di una videocamera e riprende tutto, rischiando ripetute denunce per molestie da parte di una cheerleader della scuola. L’unico a sopportare Andrew è suo cugino Matt: un bizzarro incrocio tra uno psicologo e un filosofo, privo di pregi che non siano caratteri al di sotto della cintola. Il ragazzo trascina Andrew a un rave party studentesco dove riescono a rimorchiare solo Steve, l’inutilmente sorridente candidato negro alle elezioni dei rappresentanti scolastici.
Durante la festa Steve e Matt scoprono un cratere nel terreno, in cui è nascosto un manufatto alieno che brilla come Don Zauker, ma senza il bel culetto a mandolino di Koros. I ragazzi, Andrew compreso, toccano il manufatto e cominciano a sanguinare dal naso. Dal giorno dopo è un delirio di telecinesi. I tre amici spostano le cose con il pensiero, smembrano insetti, cagano e pisciano per corrispondenza e si divertono come pazzi a fare scherzi idioti, tipo cambiare posteggio alle auto: chi non sprecherebbe le sue giornate così, se in possesso dei poteri di Giucas Casella? Un giorno Andrew, in un impeto di rabbia, scaraventa un suv in un fiume con tanto di autista e da quel momento i sodali decidono di darsi delle regole: non fare male a nessuno, non inviare sperma a domicilio alle nonnine del quartiere e non fare bolle di scoregge da spedire sotto il naso degli altri mentre dormono. Firmato il regolamento di condominio, i ragazzi tornano al cazzeggio quotidiano.
Il più ardito è Steve, che scopre di essere in grado di volare e insegna agli altri due come farlo. L’azione si trasferisce nella ionosfera, dove ci sono diverse videocamere abbandonate a fluttuare con le correnti ascensionali, altrimenti non si spiegherebbero alcuni piani sequenza, e dove viene imbastita una partita di football americano, bruscamente interrotta da un Boeing 757 che investe il giovane Obama. Andrew lo salva, per il disappunto del Ku Klux Klan. La vita sembra mettersi bene: Steve lancia la carriera di prestigiatore di Andrew durante la sua campagna elettorale e quest’ultimo sembra persino poter trombare una finta scassona sua coetanea, ma sul più bello le vomita addosso quei quindici litri di birra bevuti nell’attesa. Il risveglio è brusco: tornato a casa, lo sfigatello viene aggredito dal padre e risponde con i suoi poteri, riducendo il genitore come un cracker sotto la suola di un obeso.
Steve percepisce il turbamento di Andrew e lo incontra in cielo durante un temporale, ma il ragazzo è talmente sconvolto che di punto in bianco folgora il negro con una saetta presa in prestito a una nuvola. Nei giorni successivi Psychoboy evita Matt e si chiude nel suo vendicativo delirio di onnipotenza. Prima strappa i denti al bullo della scuola, poi rapina a morte i delinquenti del quartiere e un benzinaio, provocando un’esplosione. Riposino in ospedale per guarire le ustioni, prima della grande festa finale con tentativo di omicidio del padre redivivo e distruzione totale della città in stile Godzilla con il catetere e la padella. Solo Matt, che durante la catastrofe stava fornicando e ha visto sanguinare il suo glande come segno di sventura, può intervenire e in un momento di distrazione di Andrew, che si stava attaccando una caccola sulla vestaglia, lo trafigge con una lancia da oplite rubata a una statua cittadina, a sua volta rubata da un tempio greco durante un tour estivo.
Stucchevole viaggio nel mondo dell’adolescenza falsamente perversa, il film risulta palesemente irrealistico dal momento in cui, acquisiti i grandi poteri telecinetici, i tre protagonisti rinunciano alla ricerca di una via aliena all’autocompiacimento sessuale, ad esempio allungandosi il pene senza macchine svedesi, in favore di pratiche obsolete, dal sapore eccessivamente vintage, come l’alcool e il pompino. Apprezzato dal pubblico che utilizza un libro Adelphi per prendere sonno nelle notti agitate, il prodotto riprende le concezioni de “La Lentezza” di Milan Kundera esasperandole a tal punto da agganciare allo scroto dello spettatore, in eterno, un pendolo spirituale di circa un quintale. Divertente come trainare un treno alta velocità con le palpebre, la pellicola riporta prepotentemente in auge pratiche autolesionistiche tipiche del Primo Conflitto Mondiale: dolore scaccia dolore.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

giovedì 21 giugno 2012

01 - The Riccardelli Scientific Commission presents...

…The Sleep-o-Meter!


Dopo anni d’intuizioni geniali e crampi genitali, la scienza riccardelliana colpisce duro, colpisce forte. Grazie a una preparazione inarrivabile, come l’idea di un film con una trama coerente, a una sperimentazione più lunga di una commedia di Woody Allen e alla riunione delle migliori menti scientifiche cinematografiche, senza contare gli inutili, lauti finanziamenti del nostro sponsor principale, è con grandissimo orgoglio che presentiamo l’ultimo ritrovato nella misurazione della noiosità di un film: lo Sleep-o-Meter!
Il congegno, che potete vedere nella foto, è il frutto dell’unione di tre dispositivi elettronici sofisticatissimi: il Ricettore di Wiene, il Trasformatore di Lang e il Codificatore di Murnau. Il primo dispositivo, grazie a un sensore che riproduce fedelmente nelle fattezze l’orecchio di un produttore, capta le onde Omega (Omega = prezzo biglietto x PiGreco/2) generate dai primi tre sbadigli degli spettatori. L’attività di raccolta, che può essere indistintamente individuale o multipla data la potenza dell’apparecchio, è scandita da un temporizzatore che ripete l’operazione ogni tre minuti e mezzo per un massimo di quattro sessioni o, in alternativa, sino alla prima emissione di onde Teta (Teta = comodità poltrona / volume audio) generate dal russare del pubblico.
Il secondo aggeggio, grazie a un circuito di smistamento disturbi modello Moretti, marchio leader nella fuffa, e a un sincronizzatore miniaturizzato modello Garrone, leader nel sincronizzare gli impulsi del cervello con quelli dello sfintere, pura tecnologia italiana, trasforma il segnale analogico prodotto dal Ricettore di Wiene in un segnale digitale. Tale segnale, opportunamente codificato grazie all’algoritmo di Muccino, basato, come noto, sul principio dell’eterna ridondanza cinematografica, è incanalato in flussi sequenziali, relativi alle singole misurazioni, verso il terzo dispositivo.
Quest’ultimo, che monta un canalizzatore di flusso basato sul principio del doppio senso di Brass, raccoglie il segnale digitale dal Trasformatore di Lang e lo riduce a una misura numerica ben definita, rispettando la classica sequenza di Siffredi, che può essere direttamente tradotta, su supporto cartaceo, nella scala di Bertolucci, riconosciuto riferimento ultimo di misurazione della noia (di seguito riportata). Al fine di dare a tutti i lettori una misura quantitativa dei livello di noiosità del film, utilizzeremo lo Sleep-o-Meter e i responsi del Codificatore di Murnau durante le visioni e inseriremo l’opportuna misurazione in tutte le recensioni, anche quelle passate, per cui sottoporremo nuovamente Johnny Little Niggers a inutili e devastanti proiezioni di ciofeche già viste.

LA SCALA BERTOLUCCI
I 10 passi della noia

01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)
02 – La Luna (Sonno Ortodosso)
03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso)
04 – Il Piccolo Buddha (Coma Etilico)
05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)
06 – L’Assedio (Coma Profondo)
07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)
08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)
09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

giovedì 14 giugno 2012

76 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Intruders!
Spagnoli, inglesi, una fazza una razza. Trattati come casi a parte gli affetti da patologie oculari, nessun essere umano dotato di senno potrebbe mai confondere un inglese con uno spagnolo, a meno di non avere la testa nel cesso guardandoli mentre stanno defecando: lì qualche somiglianza c’è. Riuscirà una micragnosa produzione a basso costo, che ha investito tutto per l’attore protagonista e ha dovuto ambientare il film in Europa, a terrorizzare il pubblico pagante con la tensione generata dalla trama invece che con la pochezza umorale generata dalle idee presenti nel copione?
Città in crisi economica dove la vita fa schifo, Spagna. Il piccolo Juan vive con la mamma in un quartiere che farebbe schifo agli immigrati clandestini. La mamma, astuta puericultrice, ama far addormentare il figlio scrivendo con lui storie aberranti di mostri che rapiscono bambini e il pupo non si perde un incubo, anche quelli dei cinema di terza visione. Protagonista delle sue nottate è il terribile Senza Faccia: un tipo incappucciato che gli vuole fregare la faccia e se capita buttargli giù la mamma. Con grande freddezza, S.O.S. Mamma porta il pargolo da Don Dan Din, giovane prete di periferia con il vizietto di ripassare le parrocchiane. Nulla di fatto: niente esorcismo e per punizione si passa a Londra, dove John Farrow Owen, ingegnere edile, vive felice con la moglie Susanna Van Houten e la figlia Formaggina Mia, giovane adolescente con il vizio di sbucare nella stanza dei suoi mentre trombano.
In campagna dai nonni Mia trova, in un albero cavo, una scatola con un messaggio che narra le vicende del mostro Senza Faccia e decide, con intelligenza rara, di scriverne un seguito sul suo diario. Bastava semplicemente chiedere per essere accontentati: Senza Faccia si installa nell’armadio della ragazza e comincia a perseguitarla come un prete bostoniano con gli iscritti alla scuola elementare. L’unico a credere alla bambina è John che chiama gli invincibili di Scotland Yard, una torma di disadattati provenienti da una scuola differenziale, e fa installare in casa un allarme ultratecnologico, modello bombardamento Luftwaffe 1941, con telecamera fissa sul letto della figlia. Senza faccia è inesorabile e una notte, dopo una colluttazione con John, riesce a strappare il sorriso e la parola a Mia. Susanna dormiva beata: giornata dura con il postino e l’idraulico.
Intervengono i servizi sociali che dopo un esame accurato della pargoletta, decidono di tenere sotto osservazione la famiglia, mentre Scotland Yard requisisce i video di sorveglianza della casa. In Spagna non va tanto meglio al piccolo Juan: lui e la madre fanno a gara a chi dà maggiori segni di squilibrio, ma procedono imperterriti nella scrittura di storie aberranti. Grazie alla loro perseveranza artistica concorrono a un risultato importantissimo, cioè la coincidenza diagnostica tra autorità religiosa e autorità sanitaria che non si verificava dai tempi di Torquemada. Dopo l’ennesimo caso di apparizione di Senza Faccia, un esorcismo sfiorato e la difficoltà nella ricerca di un maschio da mantenimento che non abbia la tonaca e possa compiere i suoi doveri coniugali, i due si trasferiscono in un posto tranquillo: la campagna inglese; guarda caso nella magione dei nonni di Mia. Vuoi vedere che Juan è John da giovane?
Esticazzi; bucio de culo. Ben arrivati al trionfo della banalità. John, smascherato dai video, risulta un filo psicotico a causa di un tentativo di rapimento subito da bambino da parte di un malvivente e ha trasferito la paranoia alla figlia. Preso atto della dura realtà, l’uomo corre dalla mamma, invecchiata con la plastilina in faccia per risparmiare su un trucco credibile, e si sgrava del peso dei suoi traumi come un affetto da dissenteria fulminante. Mentre un rivolo di bava scorre dalla bocca degli ultimi sopravvissuti in sala, John torna a casa da Formaggina Mia e la assiste durante una crisi psicotica con cui anche lei si libera di tutti i mostri che la opprimono: acne giovanile, mestruazioni, primo rapporto sessuale, alitosi e prime prove di fellatio. Susanna per la prima volta partecipa all’azione, ma anche noi, per la prima volta, non ci domandiamo il perché della sua precedente letargia: probabilmente aveva visto il trailer.
Vista con grande sospetto da alcuni rami dell’industria dell’attrezzistica erotica, la pellicola è una pietra miliare di orticoltura cinematografico onanistica, a causa della tendenza di chi la osserva a prendere in considerazione una patata lessa come qualcosa di esotico da usare per la masturbazione al fine di spezzare la noia dirompente. Ottimo percorso terapeutico contro l’eccesso di autostima, il lungometraggio può essere recitato, alla bisogna, da chiunque e ha la funzione di deprimere immediatamente qualsiasi buona impressione si potesse avere di sé. Risposta artistica alla crisi occupazionale e alla sovrappopolazione, il prodotto è la dimostrazione che tutti, almeno per una volta, possono fare i registi con esiti certi sulla conseguente riduzione della popolazione mondiale. Menzione per la caparbietà di Clive Owen che ha cercato di recitare nonostante tutti gli altri seguissero un percorso professionale nettamente contrario.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

giovedì 7 giugno 2012

75 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Trespass!
E’ entrato e poi è uscito. E’ uscito e poi è rientrato. Come un pisellone nel pieno delle sue funzioni, sebbene pieno di conservanti tossici tra cui acido benzoico, anidride solforosa, tiabendazolo e netamicina, Nicolas Cage ha giocato con il casting della produzione cinematografica cambiando ruolo con la frequenza con cui cambia tintura al procione che ha in testa. Riuscirà Joel Schumacher a portare a casa qualcosa che possa essere definito film, anche alla lontana, nonostante la presenza di una bambolina australiana invecchiata male e di un gommoso protagonista sudato con due gote grosse e molli come otri sahariane da dromedario?
Quartieri alti dove la gnocca è foderata d’oro, Stati Uniti. Kyle Miller Cage è un intermediario nella vendita di diamanti ricco sfondato, con una megavilla con fontana, piscina e allarme laser, una moglie finta giovane siliconata di nome Sarah Kidman e una figlia adolescente pronta a trombarsi anche la maniglia del forno a microonde, Avery. Dopo aver impedito alla sgarzolina di andare a una festa fichissima piena di ubriachi e drogati, il sogno di ogni padre, marito e moglie si preparano per la cena, ma vengono interrotti a bordo copula dall’irruzione di una masnada di rapinatori che sembra uscita dalla relazione incestuosa tra due bifolchi di palude: Elias, il capo, con un cervello sviluppato a livello ornitorinco, ma meno agile nel ragionamento; Petal, la sua tipa lap dancer tossica; Jonah, il fratello psicotico ossessivo trendy; e Ty, l’energumeno con il nome facile da ricordare, la passione per il sadismo e la favella di un babbuino.
Il piano di razzia sembra scritto da Bombolo ed Ennio Antonelli, tanto che dopo qualche minuto abbiamo il primo inconveniente: la figlia della coppia non è in casa e Petal non serve più a nulla, per cui viene parcheggiata in zona guardaroba a provarsi i vestiti da sera della Kidman e fumare crack. Elias chiede a plastico Cage la combinazione della cassaforte, ma lui si rifiuta di dargliela. Chi la vuole dare è Sarah che, a quanto pare, si è sparata un succhione con Jonah in tempi passati. Questo, da buon ossessivo, è convinto di avere una tresca; per lei, invece, è stata una sana iniezione di proteine. Parte una trattativa estenuante tra Elias e Kyle che porta alla rottura di una mano del gommoso, svariate minacce e che viene interrotta dagli inutili monosillabi di Ty. Lo stallo viene spezzato dal mesto ritorno a casa di Avery: o ti magni questa festa o rientri dalla finestra. Con la figlia di Kyle in mano e l’isteria costante di Sarah, la combinazione è a un passo.
La cassaforte è vuota come quella del produttore dopo la prima settimana di botteghino ed Elias la prende bene: distrugge la casa e comincia a insultare tutti. L’unico a mantenere la calma è Ty, perché non ha capito nulla. Jonah, che ha fatto l’appostamento preparatorio, continua a sostenere che i soldi ci sono, ma a causa del suo sguardo ebete nessuno lo prende sul serio. Kyle Cage, invece, vuota il sacco con una sceneggiata degna del Dawson Piangente: la famiglia non ha più una lira e lui si è impegnato anche le mutande sporche per pagare i debiti. Si cade nel patetico ed Elias risponde che la rapina gli serve a sua volta per pagare i suoi debiti di pusher sfigato: guerra tra morti di fame in una villa da sceicchi, tutto molto credibile. Ty prende la palla al balzo e si atteggia da macho. Elias, in crisi competitiva, fracassa una mano e spara a una gamba a Kyle. Jonah sclera e fa le lingue voluttuose a Sarah. Petal insulta Avery perché è ricca. Il pubblico dorme: è passata un’ora, ma sembrano quattro.
Rissa, contro rissa, strarissa e il fronte dei cattivi si spacca. Parte un momento di confusione che consente al regista di spostare la scena nel garage in costruzione della villa. Nel delirio Elias uccide Ty, Avery uccide Petal e Cage si prende la seconda pallottola nell’addome. Nel disastro totale, il padre di famiglia, lottando con Elias per chi ha l’alito peggiore, sfonda la parete di cartongesso dietro cui aveva stipato il tesoro dei Romanov e l’Arca dell’Alleanza. Elias, felice per il bottino ritrovato, decide di uccidere Sarah Kidman, ma viene freddato dal fratellino psicopatico che si lancia a pesce sui soldi e sulla donna. Con l’ultimo grammo di botox, la donna svicola e porta via la figlia, mentre il marito scatena la sua violenza sul piede di Jonah con una sparachiodi e brucia tutti i soldi. Un genio: ma sparargli un chiodo in testa? Inchiodato in mezzo al fuoco Jonah diventa una crocchetta, mentre Kyle, recuperato dalle donne di famiglia, muore sul prato per la gioia dell’assicurazione con cui aveva appena stipulato una polizza sulla vita.
Apprezzatissimo dall’ingegneria civile per la sua capacità di gettare basi solide per impianti complessi, il prodotto si regge sulle sue fondamenta finché sopravvive l’intelligenza brillante di Ty, un individuo semi muto che, se gli fosse richiesto di mettersi un dito in bocca e uno nel sedere, userebbe lo stesso dito e partirebbe dal posteriore. Di grande impatto sull’industria della chirurgia estetica, la pellicola è il migliore spot per le materie plastiche ipoallergeniche di ultima generazione che, una volta apposte sui volti dei protagonisti, si dimostrano ignifughe e resistenti ai traumi, anche gravi. Confusionario e demotivante, il film accende il morale e il ragionamento come un tatuaggio fatto sulla carne viva, pulito con la sabbia e disinfettato con l’urina da un quadrumane che si diverte a decorare i piercing linguali con il suo cerume.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.