…Riddick!
Il personaggio più apprezzato da Vin Diesel torna sullo schermo con una nuova mirabolante avventura. L’uomo che si esprime per un’ora e mezza con meno di cinquecento caratteri è pronto a sbudellare un intero pianeta con uno stuzzicadenti in cambio di un minimo rientro sul budget fissato. Un dramma umano che ha la profondità psicologica di una puntata di Manny Tuttofare. Riuscirà un grande regista sconosciuto a dirigere un’accozzaglia di relitti di altri settori e a far spiccare colui che si sta aggrappando a quei due personaggi in croce per cui viene ritenuto degno di essere ancora scritturato?
Spazio, ultima frontiera. I viaggi spaziali della nave Enterprise sono un lieto, ma lontano ricordo. Qui abbiamo la nave dei Necromongoli, un gruppo di banditi omossessuali dello spazio con il cervello grosso come un calzino arrotolato, che si dirige verso un futuro di saccheggi sotto il comando di Riddick Diesel (che per comodità e assonanza, d’ora in avanti, chiameremo Radicchio). Dopo innumerevoli trionfi di cui non si ha memoria, Radicchio opta per lo sbarco su un pianeta disperato e desertico: lui sì che ha l’occhio lungo. Il suo comandante in seconda, però ha capito che lui, in fondo, è un cripto-gay con pulsioni verso la gnocca, per cui decide di tradirlo. Dopo averlo spinto giù da una rupe, i Necromongoli se ne vanno a protestare contro l’omofobia interplanetaria e lasciano il vecchio capo al suo destino nefasto. Questi, dopo aver evitato di finire alla griglia o nel risotto di tutte le bestie feroci del pianeta, comprende di dover tornare il maniaco spietato di una volta.
Si cominciano le attività venatorie con lo sterminio di un branco di dingo spaziali famelici: Radicchio ne risparmia uno solo per le sue esigenze di natura fisica e per avere un amico con cui ululare alle tre lune del posto. Successivamente, il pazzo criminale si dedica agli scorpioni acquatici, con cui il rapporto è burrascoso e mai sincero fino in fondo. Radicchio sente che non potrà mai integrarsi in quell’ambiente ostile in cui tutte le altre creature rifiutano di morire per mano sua. Fortunatamente sulla sua testa pende una taglia astronomica, giusto per rimanere in tema, e i gruppi di mercenari cominciano a invadere il territorio. Il primo gruppo è la dimostrazione che Franz Joseph Gall aveva ragione con la frenologia, mentre il secondo è organizzatissimo, ma è costituito da quattro gatti e una gatta. Il nostro amato muflone se la ride sgranocchiando la tibia di una specie appena fatta estinguere.
Dopo aver cominciato la solita caccia all’uomo notturna, condotta in scioltezza grazie agli occhi a LED, Radicchio instilla il seme della discordia tra i due gruppi con l’obiettivo di fottersi una nave spaziale e andare sul suo pianeta natale Furya. Mietute un po’ di vittime, l’ex Necromongolo viene catturato grazie all’inoculazione di otto litri di sedativo per cavalli sparato a distanza, mentre il suo dingo da compagnia viene fatto fuori da uno zozzone. Condotto alla base dei mercenari, Radicchio comincia con le previsioni del tempo: pioggia su tutto il pianeta con proliferazione immediata di scorpioni acquatici. I mercenari lo coglionano un po’, tranne la miciona virago che comincia ad avere i bollori per il maniaco, e si preparano a morire in modo rumoroso e sanguinolento. Tra essi c’è il padre inutile di un personaggio del primo film che nessuno ricorda e che vuole risposte sul figlio tossico.
Radicchio gliele vomita poco prima dell’assalto degli scorpioni. Si scappa su una stola di cadaveri e i mercenari superstiti (ben tre su una ventina!) riescono a tornare sulla loro nave. Per la prima volta Radicchio, rimasto a piedi, rimpiange il caro vecchio carrozzone Necromongolo con tutta la sua carica di virilità omoerotica, ma a spezzare le lacrime ci pensa la bella marmottona che, armata fino ai denti, elimina le minacce organiche e si cala dalla nave spaziale per tirare su il buon protagonista e promettergli una rapida conversione al sacro verbo della patata. Potrebbe finire qui, ma Radicchio è un uomo nuovo e comincia un pippone (che nel suo caso corrisponde a due battute e un sorriso) sul vivere con il cuore e sul trovare significati corretti per gli eventi dell’esistenza. La metamorfosi è completa: Riddick è diventato una lesbica e chi scrive, da ora, sarà messo alla gogna da una lobby potentissima e condannato a cuocere in una marmitta di pasta Barilla.
Palese manifestazione del fatto che la gratitudine verso lo spettatore non è più sentimento condiviso nella cinematografia, la pellicola dimostra che se Vin Diesel avesse un cuore, dopo aver incassato milioni con i primi due capitoli avrebbe chiuso la vicenda e non minaccerebbe il quarto mattone della saga. Intenso e per palati forti, il lungometraggio è paragonabile alla classica tazzina di Volluto di George Clooney, ma filtrato mettendo nella macchina i calzini sudati dello sceneggiatore. Più inquietante del terrorismo islamico, il prodotto è equiparabile a una cellula dormiente, non debellabile e che periodicamente si riattiva per danneggiare il sistema nervoso di chi la guarda. Una menzione per il wrestler David Bautista che si lancia nella carriera di attore: si lancia dalla finestra del cesso.
Sleep-o-Meter: 03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso)