mercoledì 24 aprile 2013

110 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Paranormal Activity 4!
Sentivamo la mancanza di qualcosa, ma non riuscivamo a capire che cosa. Sentivamo di essere circondati da inquietanti presenze, ma l’avevamo spiegato con la presenza di vicini di casa che si lavavano poco. L’essere soprannaturale più perseguitato della storia dell’umanità, non Berlusconi, torna nelle nostre case alla ricerca di un tozzo di pane e di un pagliericcio pulito. Riuscirà il pubblico mondiale a liberare la povera presenza demoniaca dalla convivenza forzata con un popolo di mentecatti prima che il nobile dittatore nordcoreano nuclearizzi tutto il Nord America con le sue testate di cazzo?
Cittadina con quartieri residenziali da ricchi, Stati Uniti. Vicino a una tranquilla famigliola americana che si nutre prevalentemente di proteine e grassi saturi, si stabilisce una tale Katie (il nome è sospetto, ricorda qualcosa) con il figlioletto Robbie, un piccolo psicotico con l’espressione allegra della bambina di “The Ring”. Dopo una sola notte, Katie deve essere ricoverata in ospedale (sicuramente in psichiatria) e il bimbo viene affidato ai vicini che, volenti o nolenti, se lo devono sciroppare. A prenderla peggio di tutti è la figlia adolescente Alex, che vorrebbe perdere l’imene con il suo ragazzo Ben, ma ogni volta che ci prova si trova il marmocchio in mezzo alla vagina. Di diverso avviso il piccolo Wyatt, fratellino minore di Alex, che finalmente ha un altro bambino su cui esercitare atti di bullismo. Madre e padre, invece, preferiscono l’alcolismo e l’ignoranza.
Insieme al bambino, tuttavia, nella casetta di duemila metri quadrati si stabilisce anche il solito inutile demone da compagnia che, invece di mantenere un profilo basso, comincia subito a scorrazzare per le stanze, disturbando la copula dei due adolescenti. Insomma, qui bisogna ciulare e c’è sempre un intoppo nonostante due genitori assolutamente assenti. Bisogna filmare tutto. Ben mette in rete tutte le webcam dei trentadue Mac sparsi per la casa più il kinect della XBox (ho capito: non è un demone qualsiasi, è il demone del commercio) e si comincia. A parte i ragazzini che circolano per la casa e parlano con i muri, Robbie che si tatua dei triangoli e dei cerchi sulla schiena e il kinect che gioca da solo, fila tutto liscio. Alex prova a rendere partecipi i genitori, ma questi la coglionano peggio dei suoi compagni di scuola (tecnica sbagliata, bastava dire “Io e quel proletario di Ben abbiamo fatto sesso e gli ho dato anche il mio illibato popò”).
Si parte con il solito diluvio di movimenti notturni strani e di movimenti diurni inspiegabili tipo bloccare Wyatt sul triciclo lanciandogli delle sedie di legno massello addosso o rubare il coltello da insalata della madre. La verginità di Alex perde mordente in favore del cambiamento di umore di Wyatt, ormai plagiato da Robbie e dalla presenza. Il piccolo, pronto per entrare nel corpo elettorale, esce di notte, segue ciecamente Robbie e suscita i rimproveri di Alex che, seguendolo un pomeriggio, scopre che Katie è tornata a casa. Sollievo e sollazzo: finalmente il piccolo posseduto torna nel cesso di casa sua. Purtroppo, però il demone resta con Wyatt, cerca di affogarlo mentre fa il bagnetto con il suo modellino della Costa Concordia (che affonda anche lì) e gli rivela la sua vera identità: lui è Hunter, il figlio della sorella di Katie, destinato a ospitare il demonio nel suo colon.
Mammina, stanca dei vaneggiamenti della figlia le mette un paio di Xanax nel Nesquik e la stordisce per dodici ore: giusto il tempo che serve allo spirito inquieto di Arcore per possedere carnalmente la biondazza. Nel frattempo, la setta si riunisce a casa di Katie, ma nessuno si preoccupa del fatto che un gruppo di streghe occupi un giardino privato recitando nenie sataniche. Dopo aver ucciso Ben e mammà e averli riposti nello sgabuzzino di casa, il demone manda papà, Robbie e Wyatt a casa di Katie, in modo che Alex li segua. Lei, dopo mesi di paranoia, cosa fa? Ci va. E allora muori preda! Dilaniata da un gruppo di mamme infoiate, appartenenti a un’associazione religiosa calvinista, Alex smette di rompere i coglioni al mondo. Il povero demone, ancora una volta, fa le valigie dopo aver messo una croce sull’ennesima città della cartina.
Memorabile esempio di funzionalità delle tabelline e dell’aritmetica, il prodotto è solo il quarto capitolo della saga, ma sembra, a tutti gli effetti, il trentaduesimo grazie a una lentezza rara. Piatta e poco emozionante, la pellicola è figlia di un soggetto più trito del battuto da soffritto e potrebbe essere ravvivata solo mettendo una webcam anche nel cesso mentre sta cagando il papà, dato il suo regime alimentare fatto di birra e noccioline. Rampa di lancio per una solida carriera legale, il lungometraggio è stato l’ultimo necessario tassello per le credenziali con cui il demone è entrato nella Corte Suprema del Kerala che ha deciso di riunirsi per giudicare i casi in sospeso non appena si farà vivo: essendo un demone, fate voi. Simpatia particolare per il povero Ben, morto conoscendo sessualmente solo la sua mano destra e assurto immediatamente a oggetto di culto.
 
Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.