lunedì 10 maggio 2010

06 - Hardwired

Può un film di fantascienza, ambientato nel futuro prossimo e interpretato da due tra gli attori peggio visti del panorama cinematografico mondiale, al secolo Cuba Gooding Jr. e Val Kilmer, avere la benché minima probabilità di essere preso sul serio e distribuito in ogni angolo del pianeta senza avere effetti sconvolgenti sulla carriera di chiunque vi abbia partecipato?
Hardwired è la risposta orrenda a questo e altri innumerevoli quesiti, tipo il perché dei suicidi di massa tra adolescenti in Giappone o quello della migrazione verso riva dei giovani capodogli.
Negli Stati Uniti del XXI secolo (e già il film è datato in quanto ambientato in un futuro prossimo incredibilmente passato) una grande crisi finanziaria (ma dai? nuovo!) ha messo in ginocchio il paese che si sta risollevando grazie alle manovre sporche delle corporazioni, che riempiono con i loro loghi terre e cieli (mmh, mi ricorda vagamente Equilibrium). Tra grattacieli oscuri e corporativi in divisa (mmmh, mi ricorda vagamente Blade Runner), l'ex palombaro chitarrista afroamericano, nonché membro delle forze speciali in congedo (mmmh, mi ricorda vagamente Commando), Luke Gibson sta accompagnando la giovane moglie incinta Veronica al gran galà della pubblicità, quando la loro berlina cesso viene speronata da un SUV il cui autista si da alla macchia. Il poveraccio, vedovo in tempo reale, viene portato di corsa all'Ospedale della Sacra Vergine dei Bianchi e forse dei Gialli dove, causa la mancanza dell'assicurazione, viene gettato in corsia a macerare dal neurochirurgo cinese con la barba più finta della storia del cinema (mmmmh, mi ricorda E.R.).
Le Hope Industries, nella persona di Virgil Kirkill, mezzobusto dalla pettinatura improponibile e dall'occhiale anni settanta, si offrono di pagare le cure in cambio dell'installazione di un microchip nella testa del malcapitato e la sorella accetta frettolosamente, in quanto il suo stipendio da spacciatrice di crack non le permetterebbe di mantenere un vegetale in casa, piante di marijuana escluse naturalmente (mmmmmh, mi ricorda Timer). Il chip spara pubblicità olografica a tutte le ore e l'unica facoltà di Luke, orfano anche della memoria, è comprare le cose che vengono pubblicizzate al fine di far smettere le apparizioni: un orologio patacca con previsore emorroidario, del "barbon" whiskey (nel senso che piace solo ai barboni) e delle gomme da masticare alla fragola. Piccolo problema: se al centoventesimo spot in tre minuti il tipo sclera e diventa violento o, peggio, fa domande, il chip gli fa esplodere la testa (mmmmmh, mi ricorda L'Implacabile).
Luke, invece di usare la Forza, sceglie di spaccare la faccia al neurochirurgo, ma viene intercettato dagli sbirri corrotti (ma pensa, chi avrebbe mai detto che la corporazione controllasse la polizia). Fortuna vuole che l'Alleanza Ribelle di Sunset Boulevard, nelle persone di Red (punk femmina coi capelli tinti di rosso) e suo fratello Blue (indovinate di che colore ha i capelli?), riesca a inserirsi nel chip e a condurre il protagonista nel covo sindacale tugurio dove il temibile hacker Keyboard (già che c'erano potevano chiamarlo Hacker), uno Stephen Hawking senza sedia parlante, suo padre e alcuni pesci rossi dirigono i sabotaggi alla corporazione (mmmmmmh, mi ricorda Johnny Mnemonic). Nel frattempo Virgil, sempre più infoiato dall'esito nefasto dell'esperimento numero 660, assolda un ex commilitone di Luke per fargli la festa.
L'Alleanza, dopo aver registrato su Facebook il profilo di Luke e avergli regalato qualche foto della moglie gravida, lo manda allo sbaraglio a indagare: da chi partire? Ma dall'attore che gira lo spot dell'orologio, chi sennò! Le emozioni e gli inseguimenti montano come Panda in calore (quindi non montano mai) e il nostro protagonista si affanna verso l'appartamento dell'ex compagno d'armi che si rivela colui che, ai tempi della guerra in Kekkazzistan, aveva intessuto il traffico clandestino di armi che Luke aveva sbaragliato (mmmmmmmh, mi ricorda Arma Letale). Proprio dopo averlo frollato di cazzotti, il fuggiasco viene catturato dalla corporazione, che assassina il trafficante d'armi e ripulisce la scena. L'Alleanza ha perso l'unico scroto in circolazione insieme alle speranze di vittoria e comincia a raccattare armi e bagagli sentendo prossima la sconfitta: come spostare il mitico Keyboard e il suo letto modello grandi degenti?
Luke, imprigionato nel grattacielo Hope, futura sede della Regione Lombardia, si lascia scappare l'ubicazione del covo alla semplice domanda "dov'è?". Volontà d'acciaio, degna di un ex marines. Il papà di Keyboard consegna a Red e Blue i programmi del figlio per entrare nei chip e decide di suicidarsi con il suo ragazzo, che dalla faccia non sembra molto convinto pur non potendo protestare: maledetta sedia parlante assente! Le forze corporative fanno irruzione nel covo e si assiste alla struggente scena del padre mitragliato che stacca il respiratore al figlio cadendo come un sacco di escrementi (mmmmmmmmh, mi ricorda L'Aereo Più Pazzo del Mondo). I due punk, intrufolatisi nel chip di Luke, lo guidano verso il malvagio Virgil totalizzando un numero di morti soddisfacente per l'accesso al mostro finale, che viene sconfitto con una squallida revolverata in testa (degna di nota la scena in cui Luke sgattaiola tra le guardie che si sparano tra loro; mmmmmmmmmh, mi ricorda Shoot'em Up). Il film si conclude con Red, Blue e Luke che si involano verso altri lidi minacciando il Sig. Hope, proprietario delle industrie omonime nonché androide modello Bishop (mmmmmmmmmmh, mi ricorda Alien), ma soprattutto il pubblico per un seguito che mai speriamo vi sia.
Pellicola costruita da un dodicenne nella pausa tra una masturbazione e l'altra mettendo insieme il peggio prodotto da diversi film di cassetta o presunti tali. Progetto fallito in partenza: un po' come un bordello gestito dalle Suore Orsoline. Difetto principale dell'opera il prendersi troppo sul serio, anche dopo aver scritturato i protagonisti, accompagnandosi a una lenta e inesorabile prevedibilità. Degno avversario di Activia Frutta Cotta nel produrre un movimento intestinale alla nonna della Marcuzzi, al suo fianco anche la Santa Messa della domenica avrebbe una trama thriller con sprazzi di mistero della fede. Fede: proprio quello che ci vuole per arrivare alla fine senza desiderare una vasectomia e l'estinzione volontaria del genere umano.

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Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

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