martedì 19 luglio 2011

46 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Beastly!
Era partito bene. Lo avevamo accettato come bell’alieno tenebroso e braccato. Gli avevamo creduto quando sembrava voler lanciare la sua carriera in una direzione diversa. Ora il cerchio è completo e, se non arriva Padre Maronno Kenobi a salvarlo, il cinema americano scenderà nella cantina dove pascola quello italiano. Riuscirà il complotto ordito dalla cinematografia stupefacente, quella al miele tagliato con l’aspartame, a condurre un giovane e interessante prospetto verso l’insulinoresistenza e a trasformarlo nella versione “testosterone free” del compianto “Stiffmeister”?
New York. Lo stupendo figlio di papà Kyle Kingston sceglie di lanciare la sua candidatura a presidente del comitato studentesco basando il suo programma sulla lotta alla bruttezza e l’insulto libero ai nerd foruncolosi. A difendere le categorie deboli si ergono Lindy, una puffetta mora vestita come Janis Joplin e le labbra canottate di Alba Parietti, e Kendra Gramigna Strega Maligna Olsen, una tizia punk post-moderna con una gemella in clinica a disintossicarsi. Kyle vince a mani basse, come le emorroidi al gay pride, concede l’onore delle armi a Lindy, ma non resiste alla tentazione di sfottere Kendra. La Maga Magò della Fifth Avenue scaglia sul ragazzo una maledizione terrificante: lo trasforma nel frequentante medio di un centro sociale, con ferraglia assortita in faccia e tatuazzi, e gli concede un anno di tempo per trovare una ragazza bene da impalmare.
Il papà di Kyle trasecola al pensiero di avere un figlio che fa schifo ai lebbrosi e lo confina in una casa aldilà del fiume insieme alla cameriera clandestina giamaicana Zola, orfana dei tre figli Fiordilatte, Provola e Provolone con cui componeva i quattro formaggi da pizza, e all’insegnante italoamericano cieco Will: brutti, negri e italiani sono la feccia che ha reso New York un inferno. L’isolamento migliora il carattere del ragazzo che odia tutto l’odiabile, persino il buonismo cantilenoso di Rita Dalla Chiesa, e perde il senno sviluppando una passione per i Teletubbies e la tv coreana. A salvare la sua anima ci pensa la pagina di social network di Lindy, unica persona onesta con lui, che lo elogiava per il carattere e non per l’aspetto. Il ragazzo, sempre più squilibrato, diventa uno stalker e pedina la scassona giorno e notte.
Fortunatamente per lui, il padre di lei è un tossicomane pieno di debiti. Tra un fattone e torme di spacciatori uno stalker è acqua fresca, tanto che una sera Kyle salva Lindy dalla canna fumante di un pusher poi freddato dal padre prima di spararsi un boiler di eroina in vena. Il sindacato degli spacciatori promette vendetta contro Lindy, mentre Kyle, che si fa chiamare Hunter per mantenere il classico anonimato da pervertito, le offre protezione. La bestia rimbambisce completamente: prova a conquistare la ragazza con regali costosi, senza intuire che lei si trova nella fase comunistico idealistica e non in quella borghese radical chic. Poi costruisce una serra, coltiva rose e legge poesie del calibro di “Una Coca Con Te”, che a lei ricorda molto papà per questioni di coca. L’ammore sembra sbocciare e lui la vuole stendere, in tutti i sensi, nel suo cottage al lago.
Kyle, sicuro di pinolare la morettina, scommette con Kendra circa il suo successo e si gioca il permesso di soggiorno per i tre formaggi e la vista nuova di Will, personaggio affascinante come un cardigan. Mentre si sta per consumare la copula, Lindy riceve una chiamata dall’ospedale: il padre si è fatto di Svitol ed è gravissimo. Dopo una corsa alla stazione, il ragazzo le consegna una lettera d’amore e si sente dire che è un amico fantastico: la frase che tutte le donne amano dire e che lo farebbe ammosciare a un marinaio dopo dodici anni di navigazione ininterrotta. Kyle torna ai Teletubbies, mentre lei prova a chiamarlo per capire l’improvvisa scomparsa. Sdegnata per questa amicizia in fumo, Lindy decide di andare sul Machu Picchu per ritrovare i suoi scampoli d’essenza e magari un orango che la bombi. Trova invece Kyle all’aeroporto, lo bacia, facendo vomitare tutti, e lo riporta al vecchio aspetto, mentre i miracoli promessi da Kendra si avverano e la strega si accanisce, mestruatissima, sul padre di lui.
Realistico come può essere un prodotto di Hollywood che sponsorizza la bruttezza fisica, il film è la prova che si può lavorare defecando senza distinguere, nonostante l’odore, ciò che va nel cesso da ciò che va nel computer. Banale come un calzino blu su un vestito blu e sotto un scarpa blu, la pellicola stimola una copiosa produzione di moccio, come fosse un’allergia all’ossigeno, mietendo più vittime della spagnola. Sottodimensionati i comprimari, proprio come in “Rock’n’Roll Rocco”, soprattutto il non vedente, paralizzato dalla sua inutilità se paragonato al ben più intraprendente candelabro parlante Disney, che almeno aveva facoltà di dar fuoco alla copia principale del lungometraggio in caso di debacle. Serio candidato al “Boero d’Oro”, non si assisteva a un tale mix discriminatorio dai provvedimenti sudafricani del 1948.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

domenica 3 luglio 2011

45 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Come l’Acqua per gli Elefanti!
Quando Nicolas chiama Robert risponde! Non si tratta del titolo di un film con Maurizio Merli, ma dell’infinita sfida tra tupè e cerone, tra pallore senile e pallore puerile, tra sguardo da triglia e sguardo da rana pescatrice, tra rana toro e rospo di fosso. Riuscirà il fu vampiro Pattinson a contrastare tutto il viagra e il cialis di nonno Cage con tonnellate di insulso e melenso dramma amoroso e a confermare la sua indiscussa leadership nel settore pompe auto gonfianti per scroti di individui di sesso maschile normalmente poco avvezzi a sorbirsi papponi sentimentali che superino le due ore?
Stati Uniti, anni ’90. Mentre tutto il mondo festeggia l’esplodere dei fratelli Vanzina, il vecchio Jacob sfugge alla rigida vigilanza degli aguzzini della casa di riposo e si mette, con sedia a rotelle e girello, in mezzo alla statale, pronto per essere sfrittellato dal transito di un circo. Salvato dal proprietario dello stesso, dopo aver resistito con tutta la forza della sua prostata, l’uomo prende residenza negli alloggi del primo, come una tenia nell’apparato gastrico, e gli propina la storia della sua inutile vita circense. Nel 1931 Jacob Vampirosky Pattinson era il ceruleo virgulto di una famiglia di emigranti polacchi. Mentre papà e mammà si ammazzavano per pagargli l’università, il bambascione progettava un avvenire di successo. Il giorno dell’ultimo esame, neanche a dirlo, il povero Giacobbe viene raggiunto dalla notizia che i suoi sono stati maciullati mentre si recavano a prendere il latte. Bel decennio gli anni ’30 per i polacchi.
Pur essendo polacco, quindi un incrocio tra un russo e un tedesco con i difetti di entrambi, ma non essendo Papa, Jacob cerca di tirarsi su e senza casa, lavoro, famiglia decide di fare il tuttologo sui binari del treno: una passione di sempre quella di farsi stirare da mezzi in movimento. Nello scegliere se stare sotto o sopra il treno di passaggio, il ragazzo incrocia il circo di August Waltz With The Death e Marlena Blondie Witherspoon presso cui ottiene, grazie alla raccomandazione di un vecchio alcolista, l’ambito posto di spalatore di merda assortita. Comincia la scalata al successo di Jacob che solo il primo giorno rischia tre volte il licenziamento. Grazie alla sua cultura universitaria veterinaria, il giovane menagramo comincia a diagnosticare mali incurabili a tutti gli animali del circo per la gioia di August che cerca a più riprese di buttarlo dal treno in corsa.
Più resistente di Ebola, Jacob riesce a guadagnarsi le grazie del padrone abbattendo il cavallo moribondo della moglie Marlena, impareggiabile rivale in amore per qualsiasi essere umano, e dandolo da mangiare ai felini feroci. Vampirosky soffre come un cane a uccidere i suoi simili, ma deve sottostare alla dura legge della sopravvivenza. Perso un cavallo, il circo guadagna un’elefantessa, Rosie, ma i guai non finiscono: il veterinario mancato è di scuola montessoriana nell’addestramento del pachiderma, mentre August ha la stessa sensibilità di Mengele. Marlena comincia a sentire un certo pruritino per il giovin quasi dottore e i due uomini scimmia entrano in contrasto. Fortunatamente la proboscide, unico esemplare sopravvissuto al trattato Molotov-Ribbentrop, capisce solo il polacco e faccia di marmo Pattinson riesce ad addomesticare l’unico animale intelligente del cast.
Il successo dello spettacolo circense grazie a Rosie, declassa la brama omicida di August da livello Totenkopfbund a livello Hitlerjugend, e Jacob e Marlena possono avviare in grande stile il corso di cornificazione avanzata dopo aver brillantemente superato il livello base. Nel frattempo il malcontento serpeggia nel circo: gli operai non vedono un dollaro e vivono di alcolici tagliati con i solventi da mesi. Si prepara una ribellione degna di “Papillon”: gli animali vengono liberati in pista; gli spettatori non capiscono più dove si trovi Pattinson, un pipistrello gay mimetizzato tra i leoni e le tigri; August cerca di far fuori Marlena Witherspoon e mai attrice fu così insulsa nel prendere mazzate per finta. Ci pensa Rosie a far piazza pulita da tutta questa immondizia cinematografica e a ristabilire il dominio polacco nel mondo chiudendo la farsa a colpi di proboscide.
Capolavoro di drammaturgia circense, il film si colloca senza timore reverenziale tra “Anche i Baudi Piangono” e “Doctor Beruscus”, sebbene manchi di quella pienezza tragica che lo faccia rivaleggiare pienamente con le toccanti avventure di Beruscao in “Una Brutta Fazenda”. Invitante allegoria della Seconda Guerra Mondiale, la pellicola è il manifesto ideologico con cui la Polonia si rilancia in Polonia e si prepara a produrre milioni di Fiat Multipla. Monumentale interpretazione di Reese Witherspoon che dopo parti difficili e ricche di battute, come quella de “La Rivincita delle Bionde”, può finalmente interpretare il suo ruolo ideale: stare in groppa a qualcosa salutando con la mano qualcos’altro senza parlare. Non pervenuto Pattinson, sostituito magnificamente da un manichino figura completa liquidato da Bloomingdales.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.