…Ghost Rider – Spirito di Vendetta!
Delinquenti e manigoldi del mondo, tremate! Il castigamatti infernale è arrivato in Europa per fare incetta di anime sfruttando il corpo bolso di un anziano attore italoamericano rivestito di finta pelle e radica lucidata. Dopo un milione di chilometri e di autovelox sverniciati, il supereroe che riuscirebbe a far andare veloce persino una Fiat Qubo a gas deve sottoporsi all’ennesimo copione ignobile. Riuscirà l’intero Inferno a dissociarsi dai contenuti della pellicola e a mantenere un’immagine di rispettabile terribilità prima che questo terremoto cinematografico faccia finire tutto nel guano di gargotta?
Paesi dell’Est, continente precedentemente conosciuto come Europa. Nell’allegro monastero fortificato di Vattelapiglià le forze del bene sono pronte a difendere il piccolo Danny, figlio anale del demonio, e la madre Nadya Placido, una prostitutazza che per non morire si è accoppiata con Belzebù. Al santuario giunge il monaco Moreau, avvinazzato figlio di un frate trappista francese rastafaro negro, che cerca di avvertire la cricca gesuita di un imminente pericolo. I fratacchioni lo sbeffeggiano, come fosse un elettore di Sarkozy, appena prima di essere travolti da una masnada di mercenari guidati da Carrigan, un inutile belloccio affetto da cretinismo delle valli. La donna e il bambino fuggono a bordo della loro Dacia accessoriata di tutto, vale a dire sedili, volante, freno, frizione, acceleratore e cambio, mentre Moreau parte alle ricerca del ghost rider, unico in grado di scortare la coppia al santuario degli accoliti di San Michele.
Lo trova in una squallida officina situata in uno scorcio di Wyoming in Romania, dove Johnny Blaze Cage si è ritirato per cercare di controllare lo spirito che lo possiede e anche l’effetto ricrescita sul suo parrucchino cromato. Il monaco, tra una sbronza e l’altra, promette di liberare l’uomo dal patto con il demonio Roarke in cambio della protezione dei due fuggiaschi. La bestia accetta e si mette subito sulle tracce del pupattolo, seminando un’allegra scia di cadaveri, ma Carrigan, scaltro come uno gnu in un fiume infestato di coccodrilli, gliela fa sotto il naso e consegna il figlio a Satana. Questi, onde evitare che il Raider possa stargli alle calcagna, installa Satan Antivirus 2012 sul ragazzo, nascondendolo al fiuto del cavaliere. L’istinto di mammà, però, è incontenibile e alla fine il teschio bruciante arriva a mettere le manone roventi sul bimbo devastando fisicamente tutta la truppa di prezzolati con una scavatrice industriale.
Roarke la prende malissimo e scatena tutta la sua magia infernale sulla carcassa di Carrigan, sdraiata da un masso di quindici tonnellate, regalandogli il tocco della putrefazione: un fantastico potere che fa marcire tutto, ma proprio tutto, quello che viene a contatto con le mani anche attraverso i guanti. Fa eccezione, non si capisce per quale ragione medianica, il volante di ogni veicolo che ruba, altrimenti lo scagnozzo sarebbe diventato ancora più inutile che da umano. Moreau conduce mamma, bambino e teschio infuocato dal priore di San Michele, Methodius Lambert, che lo premia con un avanzamento di carriera, cioè la promozione da Moreau a Morellino di Scansano, guardiano delle cantine. Proprio nelle cantine, grazie al rito del pane ammuffito, il monacastro libera Johnny dal patto e dal potere del ghost rider. Vai, è finito il film. Invece no.
Methodius, ligio al dovere imposto dalla divinità, cerca di decapitare il pupo come Abramo con Isacco, ma, scarsamente memore dei trascorsi da highlander, si fa freddare da Corrigan che recupera il ragazzo. Il trio della tristezza, composto da Nadya, Moreau e Johnny, si reca al nascondiglio di Roarke, dove il rito del passaggio dei poteri al biondino è in corso. Il bagascione spara da lontano con il fucile di precisione, mentre il monaco e l’anziano motociclista fanno irruzione. Il piano è una cacata, almeno quanto l’intera sceneggiatura, e infatti finisce con la morte del negro (anche in Romania i negri muoiono come mosche) e la cattura del vecchio. Ma il piccolo Danny, ormai posseduto, trasferisce di nuovo i poteri del rider in Blaze che scassa tutti e rispedisce Roarke all’Inferno tramutando la sua fiamma da rossa, cioè mossa dalla vendetta, a blu cioè mossa da un impianto a metano, con conseguente riduzione dei consumi e minore impatto sull’ambiente.
Indelebile scrittura delle più grandi stupidaggini sulla pagina della vita, la pellicola rappresenta l’orripilante passaggio di consegne tra due tra i più sublimi interpreti, Lambert e Cage, del cinema senza: la scuola cinematografica priva di tutto ciò che può essere accostato all’intelligenza. Divertente come espellere un bovino adulto per via rettale, il lungometraggio è talmente privo di spunti da sembrare basato su un libro di Alberto Bevilacqua. Catartico lobotomizzatore per disadattati, il prodotto recide le connessioni della corteccia prefrontale con la precisione di un bisturi e la potenza di un ordigno termonucleare, lasciando allo spettatore solo la lucidità necessaria per scaccolarsi furiosamente e appiccicare il risultato di tale attività sulla camicia del vicino di posto. Menzione particolare per la bella Violante Placido che attenta al primato dell’orrore di Asia Argento in “XXX”, ma non riesce nell’impresa poiché le parti cretine le hanno assegnate tutte agli uomini.
Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
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