Urca che bello, urca che bello, torna la storia del vampiro verginello. Con queste toccanti parole si apre il capitolo finale della saga che ha inchiodato il pubblico mondiale sul cesso con il paracadute aperto e l’altimetro alla mano. Colpi di sce… no, appassionan… no, imprevedib… no, la straziante storia di un amore nato a scuola tra uno straccio dalle sembianze di donna e un busto da sartoria con le sembianze di uomo. Riusciranno i nostri protagonisti a copulare felici dopo le nozze senza che uno stormo di chupacabra e una muta di lupi della foresta li guardino mentre fanno zin zin?
Nemmeno il tempo di un Calippo e Jacob corre fuori di casa turbato dall’arrivo della partecipazione di nozze della bella Bella e del permafrost Edward. La ragazza, però, è a sua volta turbata dal fatto che non riesce a camminare sui tacchi, mentre il vampiro è turbato dalle imminenti attività del dopo cerimonia: l’unica a non essere turbata è Alice di Telecom Italia Mobile perché, da veggente, ha già visto l’esito degli incassi al botteghino. Prima del suo addio al celibato, lo smaltato futuro sposo confessa alla mappina di aver provato in gioventù l’ebbrezza della caccia stile Ku Klux Klan: il suo hobby era sucare serial killer meno bianchi di lui, cioè tutti, al cinema e salvare donzelle da fine ignobile. Bella applica il rapporto costi benefici come un qualsiasi colonnello in Vietnam e lo assolve da ogni peccato. Di Jacob nessuna traccia, tranne un avvistamento in Mongolia nei pressi di Ulan Bator.
Arriva il giorno delle nozze, sinistramente simili a quelle di “Fracchia Contro Dracula” nonostante l’assenza pesante degli zombie e dell’Avvocato Frankie, in cui assieme alle delegazioni umana e vampirica si presentano anche un paio di quattro zampe pulciosi. Dopo i vari discorsi e le minacce di morte da parte del padre della sposa, fa il suo ingresso Jacob che porta con sé un messaggio fondamentale per la bella Bella: non trombare con Edward perché ce l’ha corto e freddo come un filetto di nasello. Lei, che non aspetta altro si turba e lo caccia in malo modo, giusto in tempo perché il licantropo venga cazziato anche dal capobranco e, naturalmente, si turbi. Gli sposini partono per il Brasile dove il padre di Diamantino ha acquistato un’isola con tutti i comfort nell’intento di favorire la copula. Edward si turba, ma finalmente si ciula: dopo la prima ramatina i due sfondano il letto a baldracchino; dopo la seconda lei è più tumefatta di Rocky Balboa alla fine del primo match contro Apollo Creed.
Edward è ancora turbato, Bella si turba e si turba anche la domestica brasiliana che dà costantemente del mostro al vampiro. Lui decide che non la tromberà mai più per non farle del male e lei si riturba. Bella, dopo una colazione a base di pollo rognonato condito con lo strutto, vomita come una posseduta dal demonio. E’ incinta, ma non poteva andare diversamente fornicando con un individuo che ha la temperatura di una banca del seme. La creatura comincia a causare problemi, Bella sfiorisce come un crisantemo in Agosto e i due devono tornare a casa. Jacob, appresa la notizia, si catapulta a casa Cullen: la bella Bella è un ricordo, ciò che ne rimane è un cesso scozzese con lo sciacquone rotto. L’esserino sta liposucando la madre e nessuno ci capisce un tubo. Sarà masculo? Sarà fimmena? Sarà vampiro? Sarà umano? I licantropi, appresa da Jacob la nascita dell’abominio decidono l’attacco di massa: nella cantina dei Cullen pare ci siano armi batteriologiche di produzione iraniana.
Jacob si ribella al branco, ma non essendo maschio alpha e non avendo ancora messo Frontline, abbandona i pulciosi e si mette alla catena davanti al cottage. Solo il Big Mac Menù al sangue tiene Bella in vita, ma gli altri vampiri non riescono a nutrirsi perché danno tutto a lei. Mentre sono tutti fuori per una caccia alla volpe, tranne Edward e le due sorelline inutili, Bella è pronta per sgravare. Alice si collega via WAP all’Ospedale di Nostra Signora dei Miracoli Inutili ed esegue un cesareo, alla fine del quale Edward Faccia da Culo inietta un cocktail di vampirina e morfina nella ragazza. Il canuomo entra di soprassalto e non appena vede la bimba (fimmena iè) ha l’imprinting con lei: vede il suo destino che è tenersela illibata fino ai diciotto e poi giù di zifonella. Considerato che la bambina è uscita dalla panza già di sei mesi, a occhio e croce il sesso animale dovrebbe avvenire in poche settimane. Bella, sotto effetto della vampirina, viene trasformata in sucatrice cortese e senza aspettare di smaltire la sbornia conferma le sue intenzioni, cioè chiamare la bimba Renèsme, incrocio dei nomi di sua mamma e di quella di Jacob, dopo uno strettissimo ballottaggio con Miasma e Cataplasma.
Pietra angolare indispensabile alla tenuta di ogni arco di stronzate, il film è intelligente come saltare su un trampolino elastico sul bordo del tetto di un grattacielo. Da proibire nei paesi in crisi economica, il lungometraggio contiene talmente tanto turbamento inutile da instillare la tentazione del suicidio in tutti coloro che devono pagare l’Iva. Eccezionale dimostrazione di quanto sia futile sorbire un brodo all’aperto in un giorno di pioggia, la pellicola riesce a occupare quasi due ore con contenuti che sembrano vergati da un bambino dell’asilo dopo il riposino del pomeriggio. Una menzione d’onore al papà della protagonista, tipico prodotto di un rapporto incestuoso, che non si accorge di nulla a un matrimonio in cui due terzi degli invitati hanno il colore della formaldeide e il restante terzo scava buche in giardino per sotterrare ossa.
Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
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