giovedì 22 dicembre 2011

59 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Sex List (What’s Your Number?)!
Il mondo ha cercato ogni via plausibile, ma qualcuno ha remato contro. In Italia abbiamo persino nominato un ministro della caratura di una soubrette per risolvere l’annoso problema, ma non ci siamo riusciti. Le pari opportunità sono ancora un miraggio, soprattutto quando le loro sorti vengono affidate al clitoride e alla necessità di matrimonio forzoso dopo il compimento dei trentadue anni. Riuscirà la rediviva Anna Faris, indimenticata protagonista di Scary Movie, a trovare un’ora e mezza di espedienti e dialoghi sensati per non saltare al collo di Chris Evans nudo e spolparlo come una puntina di maiale arrosto?
Boston, Massaciusez (pronuncia all’americana). Ally Darling è una donna attiva sessualmente con partner occasionali che non hanno voglia di impegnarsi e condivide questa passione con il vicino di casa Colin Bisteccone Evans, che ama liquidare le sue pantere da materasso fingendo problemi di memoria e regalando camicie bianche. La bionda patinata viene licenziata dal suo untuoso datore di lavoro e non sapendo come ingannare il tempo con intelligenza, studia un sondaggio su una rivista riguardo il numero medio di partner prima del matrimonio. Scoprendo che la media è circa dieci stalloni per ogni giumenta, comincia a stilare la lista degli ex e si accorge di aver raggiunto quota diciannove. Cifra degna di una sbronza colossale, che la tipa pensa bene di prendere alla festa di addio al nubilato della sorella: dopo aver dato del coglione al futuro cognato, unico momento condivisibile dell’intera pellicola, la bevuta continua in un locale dove viene proclamato che il ventesimo sarà l’uomo giusto. Peccato che la stessa notte blondie si porti a letto l’ex capo, Mr. Abominevole, sputtanando sul nascere il piano diabolico.
Non si può andare avanti così. Il predestinato a condividere la vita con questa idiota deve essere per forza tra i primi venti, quindi Ally chiede aiuto agli addominali di Colin, figlio di uno sbirro e avvezzo allo stalking, per rintracciare gli ex tarelli e scegliere con raziocinio; in cambio lui può utilizzare l’appartamento di lei per seminare le sue conquiste notturne (ho detto seminare non inseminare). Da questo momento il film prende la cadenza sistematica delle vittime della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare. Mentre si cerca il primo fusto, figlio di un ricchissimo uomo d’affari e caldeggiato da mammà, una vecchia alcolizzata, rancida, ricca e con la simpatia di un calzino di lana usato da settimane, sfilano un ex obeso incontrato alla prova delle torte e fidanzato con una modella di colore; un barista prestidigitatore con il fascino di Silvan e l’alito aromatizzato di un cingalese; e un piccolo uomo pagliaccio di origine britannica con la passione per i pub, le freccette, la birra e le scoregge. Il tutto inframmezzato dalle frequenti incursioni di Colin nudo o in mutande e dalla sua visione edificante della vita disimpegnata: sta nascendo l’ammore. Che novità tra due erotomani.
La lista si assottiglia, la menopausa galoppa, la sorella la mette in mezzo per risolvere i conflitti tra i suoi genitori divorziati sulla presenza alla cerimonia. I riempitivi inutili si sprecano finché non compare il classico attivista di colore in cardigan conosciuto al college e di stanza a Washington. Dopo averlo riagganciato alla biblioteca del Congresso con espedienti degni stupratore al ballo delle debuttanti, Ally riesce a imbucarsi a una festa insieme all’aitante gentiluomo. Alla fine della stessa, l’uomo chiede alla ragazza di diventare la sua moglie di copertura in quanto gay. Lui confessa di aver scoperto di essere un biadesivo grazie a lei, cioè la versione omosessuale del classico “per me se come un fratello”, frase preferita dalle stronze del pianeta. Scornata, Ally torna a Boston e cede all’alchimia creata con Colin, ma scopre che lui, il ventunesimo, non le ha dato il numero del fustaccio ricco, uomo con la verve e il fascino tipico della salma al momento dell’inumazione.
Colin, deluso, fugge a casa sua. Mammà gongola e smette temporaneamente di bere, lui tutto sommato può avere un paio di pass gratuiti per il suo utero a patto che la accompagni al matrimonio della sorella. Sembra tutto in fase, ma il manichino non riesce a fare a meno di sminuire Ally ogni volta che parlano (e chi può dargli torto con cotanto palmares). Dopo la cerimonia, dopo aver parlato con il padre, che ha lasciato la madre avvizzita per una bella milfona rampante, dopo una cinquantina di seghe mentali, la donna corre a un altro matrimonio, dove Colin suona con la sua band, stranamente vestito, e si dichiara di fronte a un pubblico basito, sia dentro sia fuori il film. Sembra essere giunta la fine e invece no: mancava la chicca di buon gusto. Mentre Ally e Colin si coccolano guardando la lucha libre sul canale messicano arriva la telefonata dell’ultimo presunto ex francese che annuncia, come l’Arcangelo Gabriele, che non hanno consumato, ma, ubriachi, lei gli ha fatto solo una manovella veloce. Il manzo tartarugato è quindi il ventesimo.
Incomprensibile percorso di terapia contro l’autostima, il film è un caleidoscopio di fallimenti amorosi che potrebbero tranquillamente essere cancellati con un intervento di ringiovanimento vaginale o, per le tasche meno piene, con una buona lavanda profumata. Capolavoro di surrealismo dadaista, la pellicola trattiene il pubblico in sala attraverso una serie di attività collaterali come unire i puntini sugli addominali di Chris Evans o interpretare a quale ramo della scuola cubista appartenga il viso di Anna Faris. Osteggiato dal perbenismo moralista del Massaciusez, il lungometraggio si presenta innovativo solo per la diffusione di un particolare costume nella gestione degli inviti a casa subito integrato nel rito di Scientology e della neo congrega Apple Computers: la padrona di casa si presenta in mutande e reggiseno accogliendo l’invitato nudo che copre le sue pudenda con una mela morsicata.

Sleep-o-Meter: 03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso)

mercoledì 7 dicembre 2011

58 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The Resident!
La testa gira e alla fine non si sa dove ci si trova. Potrebbe essere la testimonianza di una persona drogata con le benzodiazepine, invece è la squallida realtà di tutti coloro che inseguono la tensione e si trovano di fronte a un minestrone di luoghi comuni ben al di sopra di una chiacchierata con un anziano su un treno regionale qualsiasi. Riusciranno un’attrice più puntuta di un porcospino e uno strano cocktail genetico tra difetti di diversi attori famosi a regalare al pubblico sognante una performance degna delle latrine pubbliche di Nairobi durante un giorno di sciopero della società spurghi?
New York, USA. La dottoressa del distretto genitale Juliet Mascella a Poligono Swank professa la sua attività al pronto soccorso di un ospedale pubblico, dove risistema le membrane cardiache dei feriti da arma da fuoco con filo di ferro, spago e cucitrice a punti. La ragazza cerca casa disperatamente, avendo trovato il suo ex, un pingone con lo sguardo affascinante di una tarantola cieca, a letto con una bambolina a fare le cosacce. Come in ogni reality che si rispetti, Juliet trova un fantastico appartamento in stile inizio secolo multi accessoriato in centro a due soldi di affitto: a chi non capita oggigiorno. Bloccata la casa, la dottoressa conosce Max Insulso Morgan, padrone dello stabile apparentemente timido come un ragazzino delle medie alla prima sega, e il nonno di lui, un ex-vampiro, ex-stregone, ex-cavaliere sith che lancia messaggi inquietanti mentre spia gli inquilini del palazzo. Ah, a proposito, nel palazzo non ci sono inquilini, ma la donna ha voglia di ca…sa e non ci fa caso.
Trascorsa la prima mezz’ora assistendo alle ripetute tolette di Miss Swank, un atlante anatomico perfetto dello scheletro umano, dato che la sciacquetta difetta di carne e si fa fatica a chiamarla donna, viene il momento della fase due: dimenticare il merluzzone sostituendolo con un altro pesce di mare. Il caso vuole che Juliet incontri Max a una mostra e tenti di sedurlo. Lui resiste, nonostante il pisello barzotto, grazie a una terapia d’urto: si infila in un’intercapedine dello stabile e spara tre chiodi nel suo braccio destro con una sparachiodi. Il nonno, un vero ardito, gli dice che è un pervertito e Max lo ammazza con un’iniezione di Preparazione H per endovena. Libero di sfoggiare la sua totale assenza di carisma, Max ci riprova con la dottoressa, ma lei lo respinge perché anela ancora il becco di Jack, che si è rifatto vivo. Attendendo il suo uccellone preferito, la tipa si mastruzza nella vasca da bagno, ma non gode perché si sente osservata.
Ed ecco il colpo di genio del regista. Svelare a metà film che l’incontro tra Max e Juliet è stato favorito dallo stesso uomo che, non contento, spia dalle intercapedini attraverso gli specchi e le prese della corrente. E adesso? Sesso, azione ed effetti speciali in ordine sparso. Max vede la donna che limona violentemente con il suo ex non più ex e si ingelosisce a tal punto che la droga con del vino e se la ripassa per due o tre notti. Avendo seguito le lezioni per almeno il primo anno di corso, Juliet capisce che c’è qualcosa che non va: coscientemente non l’ha preso eppure gode di tutti i benefici di averlo preso. Chiama un tecnico e fa installare delle telecamere in casa che immortalano il barbuto mentre se la luma come una puledra con i bollori. Juliet è sconvolta; cerca di chiamare Jack, ma squilla l’intercapedine accanto alla cucina: il tonno pinna gialla è incappato nella tonnara Max e ha fatto una fine peggiore di Prometeo.
La donna tenta la fuga, ma il maniaco è Max di nome e di fatto e la raggiunge prima dell’ingresso. Il porcone cerca di trascinare Juliet in un’intercapedine, ma lei si divincola, sfrutta le arti della boxe apprese in “Million Dollar Baby” prima della paralisi e ingaggia un duello rusticano con l’assalitore che per difendersi prende la fedele sparachiodi. Mentre tutti si aspettano che spigolina faccia la fine di un puntaspilli, si dimenticano che lui è un mix genetico sbagliato, cioè un George Clooney con il sorriso obliquo non affascinante montato su un Gerald Butler incapace di girare sequenze d’azione. La frittata è fatta: lui inciampa come un ubriaco sulle frattaglie del nonno, lei afferra l’attrezzo, quello da carpentiere, e comincia a trafiggerlo con inusitata violenza in tutti i punti anatomicamente dolorosi e mortali. Dopo qualche secondo, con una dozzina di chiodi piantati nel cuore, Max muore e Juliet può finalmente masturbarsi in solitudine durante il bagnetto della sera.
Incredibile delirio di carpenteria amatoriale, il film rappresenta una brillante via per l’inserimento lavorativo dei disadattati, insegnando alla perfezione come ristrutturare il proprio appartamento con l’aiuto di uno psicopatico armato di sparachiodi. Inestimabile risorsa per la ricerca sociologica sui generi, la pellicola permette al pubblico maschile di immedesimarsi con un eunuco ogni qualvolta la protagonista prende contatto con la vasca o si spalma di crema idratante. Ripudiato dall’American Medical Association, il prodotto propone la figura di un medico infoiato che fa jogging in canotta con temperature polari, rimorchia casualmente, dà il suo fiorellino illibato al primo moscone, lascia crepare dei vecchi dementi sotto i suoi occhi e va a letto con i capelli bagnati sotto una finestra aperta. Pornograficamente disgustoso, sembra di vedere un orso schizofrenico che corteggia una palma da datteri per un’ora e mezza.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

martedì 29 novembre 2011

57 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Abduction!
C’era una volta la commedia italiana. C’era una volta il libero mercato delle marchette cinematografiche. C’era una volta l’ipertrofia di inquadrature fuori contesto, di fumate fuori contesto e di bevute fuori contesto. C’erano una volta quelli che dicevano che l’America era più avanti. Riuscirà il patinato prodotto hollywoodiano a recuperare il meglio della nostra tradizione cinematografica, grazie una pellicola il cui unico scopo è inserire sequenze plausibili tra uno spot pubblicitario e l’altro, e a far credere ad attori, regista e spettatori di essere alle prese con una struttura narrativa?
Pittsburgh, Stati Uniti. Nathan Licantropo Lautner è un adolescente con tonnellate di ormoni in subbuglio, il fisico di un dio greco e lo sguardo intelligente di uno gnu. Con i suoi amici del cuore, stereotipi ignoranti di un bianco benestante che non resiste alla tentazione di bere e di un negro benestante che non resiste alla tentazione di delinquere, frequenta feste chiassose e finisce spesso addormentato in mutande nei giardini dei vicini di casa. Punizione in vista: mentre mamma gli vieta di uscire, papà lo sfascia di cazzotti simulando pietosi allenamenti (Everlast: Strike Your Balance). A farcire questo sandwich di minchiate ci sono le sedute dalla psichiatra Sigourney Pensione Mai Weaver, che continuano dall’età di sei anni, quando il pupo si è autodiagnosticato il discontrollo della rabbia e la disfunzione erettile.
Confinato in casa il ragazzo può solo scrivere tesine di sociologia insieme alla vicina di casa Karen, suo sogno erotico nonché problema fisico quando il discontrollo subentra durante la masturbazione. Chiusi nella stanza di Nathan, i due svolgono ricerche su internet in relazione ai bambini scomparsi e al loro impatto sulla società (Apple: The Next Generation of MacBooks). In una pausa tra YouPorn e PornHub, il ragazzo scopre la sua fotografia peggiore su un sito di scomparsi e chiede lumi a mammà che scoppia in un pianto: loro non sono i veri genitori, ma solo due ignobili figuranti strapagati da copione. Figuranti dalla vita breve come la plausibilità della pellicola, perché il sito era collegato a ottocento popup di Mediashopping, tra cui l’organizzazione segreta dei serbi infoiati che arrivano a fare una strage e radono al suolo casa. Il giovane fugge con Karen e la porta all’ospedale, dal telefono del quale riesce a contattare tutti, anche l’astronave di E.T., ma non la polizia (911 è un numero che nasconde diverse insidie).
Alla fine è la CIA a prendere la linea e a cercare di convincere Nathan a consegnarsi come una prostituta in una caserma. Arriva in soccorso la psichiatra, che è in realtà l’ennesimo agente sotto copertura al pari dei defunti genitori, che sul suo suv multi accessoriato (BMW: La Passione al Primo Posto) conduce i ragazzi in un luogo sicuro come il cesso di casa propria, cioè l’appartamento del vero padre del bisteccone, che assomiglia a un set di Tinto Brass. Lì i due scoprono che tutti gli inseguitori cercano la lista dei malfattori che paparino ha sottratto ai serbi e salvato sul suo cellulare. A quel punto impostano un piano di fuga geniale: utilizzare la M3 (BMW: La Passione al Primo Posto) che c’è in garage con il pieno e poi una cuccetta in treno (Ametras: We Manage Your Rail). Scatta la quasi trombata, ma un serbo rompe il momento magico e Nathan è costretto a buttarlo dal finestrino: non aveva obliterato il biglietto ed è scattato il discontrollo. Fuga nel bosco, ma la CIA è dietro l’angolo e si va tutti a mangiare i panini di Gualtiero Marchesi da McDonald’s.
Il ristorante è presidiato da agenti, arrivati su suv neri (Chevrolet: Excellence For All), che hanno fatto il concorso a Catanzaro e che possono solo essere sterminati dai serbi, il capo dei quali, Nikolaij si accorda per uno scambio: la vita dei giovani per la lista criptata sul telefonino di papà. Nathan discontrolla e fissa l’appuntamento allo stadio del baseball. Si procura una pistola dall’amico negro e medita ulteriore piano geniale: omicidio chirurgico ai distinti davanti solo a ottantamila testimoni. Il cugino di Mladic, però, è più furbo di Lancillotto furbo più di un gatto e confessa di aver ucciso la vera mamma del ragazzo facendolo ulteriormente discontrollare. Maxiconvergenza allo stadio (MLB Pittsburgh Pirates) con real daddy che fredda il serbo e fa arrestare tutti gli agenti CIA corrotti presenti sul listone. Il ragazzo, orgoglione per il suo primo omicidio indiretto, se ne va a fornicare con la bella Karen in mezzo alle macerie fumanti di casa con cadaveri carbonizzati annessi. La Jacuzzi funziona ancora (ah, sì, Jacuzzi: Reflect Yourself).
Plateale puttanata all’aroma di genere azione, il film basa tutta la propria solidità su uno sguardo vacuo, un sorriso fresco di trattamento sbiancante, dialoghi stupidi all’infinito più uno e addominali formato carapace di testuggine centenaria. Speranza emerita tra tutte le speranze di morte, il prodotto potrebbe essere la degna conclusione della non carriera di un non attore in grado di recitare solo non soggetti. Delirio pubblicitario totale, il lungometraggio soffre delle cause legali immediatamente intentate dai canali commerciali per concorrenza sleale, messaggi pubblicitari devianti e assenza di una sezione fitness che certifichi il fisico photoshoppato di Lautner. Una delicata menzione per la bella co-protagonista che ogni volta che cerca di parlare o si vede costretta a limonare duro con qualcuno con il cervello della dimensione di un’oliva o riceve un cazzotto in bocca: ci sarà un motivo?

Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

martedì 22 novembre 2011

56 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…L’Alba del Pianeta delle Scimmie!
“Spaceballs?!?!? Oh, maledizione! E’ l’inizio della fine”. Così due scimpanzé sentinella dibattevano all’arrivo del Presidente Scrocco, di Lord Casco Nero e del Colonnello Nunziatella sul Pianeta delle Scimmie. Mentre questo momento si avvicina inesorabile come la dissenteria a Sharm El Sheik, riuscirà lo spettatore medio, ignaro dei contenuti della proiezione, costretto ad andare al cinema per non ascoltare i famigliari, ad affrontare i primi dieci minuti in sala senza cominciare a fare paragoni tra ogni scimmia sullo schermo e ogni parlamentare sullo scranno?
Mondo cane sull’orlo del collasso, giorni nostri. Mentre i congolesi sono chiamati al referendum per decidere se rimanere in Africa, alcuni sgamati si danno al bracconaggio in cambio di preservativi bucati e superalcolici scadenti. Gli scimpanzé, catturati con metodi sofisticatissimi come reti, tagliole, dinamite, cani da riporto e canarini da richiamo, vengono inviati al laboratorio californiano della Gen-Sys, azienda galenica guidata da un afroamericano imborghesito peggio del parolaio di Washington. Lì il Professor Will Figlio Sfigurato del Goblin sta conducendo esperimenti per curare l’Alzheimer e va inoculando un virus benefico nei primati. Occhiluminosi, un’esemplare femmina, dopo l’inoculazione, oltre ad accentuare la propria somiglianza con Livia Turco ne raggiunge anche il livello intellettivo, riuscendo a mangiare senza sbrodolarsi. Eureka! La scoperta deve essere presentata agli investitori, ma proprio nel giorno X Occhiluminosi comincia a sentirsi strana, entra in modalità Rosy Bindi e deve essere crivellata di pallottole.
Il consiglio di amministrazione, presieduto dalla rana Kermit, opta per l’abolizione delle Province e l’abbattimento di tutta la muta di antropoidi: nonostante le resistenze, anche gli esemplari più paciosi e restii ad abbandonare il seggio devono essere sottoposti a iniezione letale. Si salva solo il cucciolo di Occhiluminosi, motivo della sua furia omicida, che viene adottato da Will, in considerazione del fatto che la differenza genetica tra la bestia e la badante del padre malato è inferiore allo 0,5%. Il ricercatore, giovane fanatico della scuola medica tedesca anni ’30, si porta a casa anche tre o quattro tonnellate di virus per continuare le ricerche e sperimentarlo sul vecchio rincoglionito, ormai parassita sociale. Passano gli anni, papà migliora, entra nelle mire di Brunetta come falso invalido, e il cucciolo, Cesare, mostra di essere molto più sveglio della media del nucleo famigliare, sebbene tenda ad aggredire le figlie del vicino con la sua protesi peniena a pompa.
Will, insulso come uno scroto depilato a metà, grazie all’animale rimorchia una pin-up, che di secondo mestiere fa la veterinaria, e, grato per i soffoconi presenti e futuri, premia Cesare con una bella gita alla foresta delle sequoie dove, finalmente, può farla seduto su un ramo. Ma l’idillio è destinato a finire, come la carriera dell’inutile Tabacci. Papà peggiora improvvisamente dopo un servizio di Striscia la Notizia, Cesare viene rinchiuso in un ricovero per scimmie gestito dalle Orsoline SS e Will deve tornare a lavorare come un sottosegretario qualsiasi. L’unico che non perde la trebisonda è il primate che comincia la campagna di tesseramento del suo movimento politico raccogliendo lo scontento che serpeggia nelle masse indignate che si spulciano alla luce del sole. Grazie a un orango e un gorilla, che chiameremo per comodità Pierferdinando e Gianfranco, Cesare assume la leadership durante il primo storico congresso e rifiuta di tornare a casa con Will. Più virus dell’intelligenza per tutti: le scimmie cominciano a pensare e riescono a evadere dal lager mangiando biscotti.
Nel frattempo gli esperimenti condotti da Will in laboratorio danno i primi frutti: il custode degli scimpanzé muore contagiato come una blatta sotto il Baygon e Koba Bossi, il quadrumane guerrigliero indipendentista, conduce la rivolta degli scimpeones del Congo del Nord. Le forze scimmiesche si riuniscono in un governo tecnico di salute nazionale appoggiato da Cesare e Koba e cercano la fuga verso la foresta promessa, ma sul Golden Gate vengono affrontati dalla polizia della Val Susa in tenuta antisommossa. Le forze della natura hanno la meglio, e Koba riesce a uccidere il boss della compagnia ricacciandolo sullo zatterone fetido con il quale era arrivato dalla Libia. Solo Will riesce ad arrivare alla foresta, implorando Cesare di andare con lui alle Isole Cayman, ma l’amico di un tempo lo congeda giusto in tempo per rispondere alla richiesta di dimissioni presentata dai rappresentanti dell’opposizione dei gorilla di montagna guidati dagli accidiosi Nichi, Tonino e Pierluigi.
Mirabolante interpretazione della storia contemporanea, il film cancella le ansie generazionali sul futuro stimolando una risposta concreta alle recenti difficoltà economiche, cioè investire nello sviluppo del Congo e soprattutto della sua popolazione non umana. Approvata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la pellicola diffonde un’insana fiducia nel sistema immunitario di una specie oberata da vaccinazioni e abuso di farmaci e immobilizzata dal numero trentasette. Aperto e speculativo, il prodotto lascia immaginare diverse soluzioni, anche le più avveniristiche, per il suo proseguo sebbene le limiti all’ampio e levigato alveo delle possibili alleanze elettorali. Per tutte le età, per tutti gli orientamenti ideologici e per tutti i livelli intellettivi: non serve un Big Bang per capire la naturale evoluzione di primati che sono sulla cresta dell’onda da circa duemila anni.

Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

lunedì 7 novembre 2011

55 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Le Amiche della Sposa!
Capogiro dopo capogiro, dolori dopo dolori, gonfiori dopo gonfiori, tornano le grandi pagine di vita al femminile, le inconfondibili e toccanti vicende di un gruppo di donne con la “V” maiuscola, in omaggio all’organo con cui pensano. Riuscirà una squallida e trita commedia stracciamutande, tenuta insieme dalle nevrosi di una quarantenne vincente come un ronzino da macello con il meteorismo e lo scolo, a scuotere le tube di falloppio della salma di Liala e le prostate dei fratelli De La Rosiere, resuscitando la grande epopea letteraria del romanzo Tantum Rosa?
Milwaukee, giorni nostri, purtroppo. Annie Nevrotichin è una biondina slavata, priva di una qualsiasi forma di carattere che possa definirsi tale, brava a fare torte, ma pessima con gli affari, tanto da riuscire a far fallire la sua pasticceria. Senza soldi e senza prospettive, Annie è aggrappata come una cozza all’avvenente Ted, uomo che la caccia da casa con il sorriso sulle labbra dopo ogni trombata, e all’amica del cuore Lilian con cui condivide la vita dalle scuole elementari. Pepe su questa teglia di escrementi alla parmigiana, la donna vive con una coppia di fratelli, non suoi, con il quoziente intellettivo di Luca Giurato e l’avvenenza di Maurizio Costanzo: invertendo i fattori l’orrendo risultato non cambia. Lo scossone viene dato dall’imminente matrimonio dell’amica, che le chiede di fare da damigella d’onore e di organizzare tutto il movimento dei manzi da monta prematrimoniali.
La squadra delle damigelle sembra la fotocopia mestruata della stereotipia femminile: Rita, cugina infoiata di Lilian con tanta voglia di birillo; Becca, un nome un programma, idealista, sposata con un esponente di hezbollah vestito da Armani; Megan, cognata di Lilian, latrina del gruppo con evidenti disturbi psichiatrici; e Helen, moglie del capo del futuro sposo nonché figa di legno diplomata a Milano con lode. Quest’ultima, nonostante la bellezza da bambolina, è schifata anche dai gatti neri randagi emaciati per il suo atteggiamento falso come i quadri dei musei norvegesi e vuole prendere il posto di Annie nel cuore di Lilian. Si comincia con un match per chi è più patetica e lacrimevole nel fare un discorso alla festa di fidanzamento, si prosegue tirandosi palle da tennis sui capezzoli a cento all’ora al country club e si conclude aizzando le altre ad avere un’opinione che il pubblico non vuole perché allunga l’insostenibile proiezione.
Il giorno della scelta del vestito, Annie porta tutte a mangiare il churrasco in una bettola di immigrati clandestini, provocando problemi di stomaco a tutte, tranne a Helen che ha mangiato verdura bollita, proprio durante le prove abito nella boutique più chic della città (due francesismi e già mi viene la colite). Meno male che le donne sono più raffinate: non scoreggiano, non fanno ruttini, non fanno mai niente di sconveniente; Rita vomita nel water, Becca vomita in testa a Rita, Megan caga nel lavandino e Lilian, invece, la fa per la strada coprendola con il vestito da sposa in prova. La povera Annie è nel centro del mirino e la sua vita sarebbe più schifosa del solito se non fosse per il poliziotto Rhodes che cerca una relazione con lei. Bocciate le idee di Annie, Helen porta tutte a Las Vegas, ma sull’aereo rifila whiskey e antidepressivi alla bionda facendone una terrorista che costringe tutti allo sbarco a metà strada. Rita e Becca, ubriache, lesbicano in prima classe senza motivo.
Lilian mette in discussione l’amica come un qualsiasi allenatore dell’Internazionale Football Club e il rapporto scoppia quando Helen le frega l’idea della festa francese come addio al nubilato. Cacciata da casa dai due batraci, di nuovo a vivere con la mamma svampita, in rotta con Rhodes, pressata da Ted che vuole dei pompini mentre guida la Porsche e licenziata dal lavoro: la vita di Annie è quella tipica di una “culona inchiavabile” senza il titolo di Cancelliere. Lilian, però, ha bisogno di lei: Helen si è impossessata di tutto da brava psicotica persecutoria e l’amica è in crisi. A quel punto la biondina recupera il suo potere amicale, recupera il matrimonio, recupera l’amica, recupera l’autostima, recupera gli anticoncezionali, recupera il tarello di Rhodes e vola per una nuova strada del futuro lastricata di assorbenti interni, seni cadenti, ringiovanimenti vaginali, botox, nausee, menopausa, sesso cerebrale, liposuzioni e stipsi.
Quint’essenza del maschilismo involontario, il film induce la voglia di tornare alla gestione medievale dei rapporti tra coniugi in qualsiasi donna dotata di cervello. Inesistente come i preservativi durante un’orgia sponsorizzata dall’Opus Dei, la pellicola si prostituisce, in barba alle sue velleità di umorismo raffinato al femminile, alla ricerca di un momento da ricordare e si affida a capisaldi del cinema di genere maschile, come cacca a spruzzo e vomito, senza sapere come utilizzarli al meglio: la prossima volta chiedere al pubblico in sala, di sicuro affetto da entrambi. Clamoroso nei suoi spunti di deficienza, il film seleziona naturalmente il livello intellettivo degli esseri viventi finendo per essere apprezzato solo da quegli organismi che passeggerebbero con i sandali su un letamaio.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

martedì 1 novembre 2011

54 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Quarantena 2: Terminal!
Capire tu non puoi, tu chiamali se vuoi emo-zombie! Dopo i fasti del 2008, dopo averci svelato la cruda realtà delle riunioni condominiali e di quella strana bavetta molliccia che compare alla bocca di alcuni infervorati durante la conferma del preventivo spese dell’amminstrazione, un nuovo film verità ci colpisce agli zebedei come il maglio perforante di Goldrake. Riuscirà un sequel raffazzonato come la sceneggiatura de “I Borgia” a portare la luce sull’oscuro mondo dei voli a basso costo e sugli effetti di breve periodo della dittatura fisica e psicologica imposta dalle nuove Jill Cooper in divisa blu?
Los Angeles, Aeroporto. Jenny e Paula sono due hostess della Sciacquapadelle Flight, compagnia rinomata per la schifezza dei suoi voli charter, e assistono il Capitano Corri Forrest Corri e il suo Co-Pilota Wilson, uomo inguardabile che continua a starnutire nelle mani e a spiaccicare il moccio sulle pareti dell’aeromobile, un Uppercut Burnelli a elica degli anni ’30. Jenny ha la responsabilità di George, un ragazzino foruncoloso che viaggia da solo tra un genitore divorziato e l’altro, mentre Paula si coccola l’ammasso ripugnante dei passeggeri tra cui spicca il maestrino Henry: un cervello formidabile che cerca di far passare una gabbia per criceti grossa come un container in una cappelliera. I criceti dei nipotini devono andare nella stiva pressurizzata, non prima di essersi rivelati delle pantegane bianche orribili e aver morso un giocatore di golf orrendamente obeso che si strafoga di merendine.
Si parte. Mentre Wilson copre di caccole anche il pannello comandi, le ragazze gestiscono le flatulenze di un’accozzaglia puzzolente che raccoglie il meglio dell’umanità: malati di Parkinson, donne incinte, turisti spompinanti, babbione con gatto persiano bianco da pubblicità al seguito, uomini d’affari negri imborghesiti e medici dell’esercito. Ralph il panzone comincia a schiumare come un ottantenne in un topless bar e pensa bene di vomitare in faccia a Jenny. La ragazza cede allo schifo e mentre il gatto bianco si mangia il vomitino come fosse Sheba, sull’aereo si scatena l’anarchia. Nemmeno il tempo di darsi una ripulita e il panzone, con occhi iniettati di sangue, cerca di fare irruzione nella cabina di comando attratto dal ben di Dio caccoloso. Il capitano deve atterrare in emergenza a Las Vegas, dopo che il pachidermico golfista è stato steso con un sedativo da rinoceronti e ammanettato con un sigillaborse dell’Ipercoop. Appena a terra, affamato come non mai, ciccio zombiccio mangia il naso a Paula e ci vogliono venti persone, cioè tutti, per chiuderlo nel cesso.
L’aereo è fermo al gate, i passeggeri vengono fatti scendere con l’aiuto dell’immancabile addetto portoricano ai bagagli, timbro finale di ogni cazzata cinematografica che si rispetti. Per portare Paula viene rubata la sedia al malato di Parkinson che rimane come un cetriolo sull’aereo. Il terminal, però, è sigillato. I passeggeri sono in quarantena per opera della crew di Extreme Makeover Home Edition. Dovendo aspettare i soccorsi, Jenny decide di prendere i bagagli dalla stiva per pascolare, ma il velivolo è deserto, coperto di sangue e moccio. I criceti sono fuggiti perché la gabbia si è aperta e un altro passeggero viene morso mentre cercava la sua pistola e tre caricatori tre di proiettili esplosivi: ma che controlli fanno all’imbarco di Los Angeles? Si scatena il putiferio, anche il capitano e il co-pilota sbavano, assalgono e devono essere abbattuti. Di nuovo tutti al terminal, perdendo anche la moglie del parkinsonato e l’uomo d’affari (il negher l’è andà, missione compiuta).
Cominciano fughe e inseguimenti con moria generale annessa. Foruncolino accusa Henry Pioggia di Bava di aver portato sull’aereo i pontaghi infetti, ma Jenny non gli crede perché vorrebbe accoppiarsi con l’insegnante. Arrivano le forze speciali che cominciano a iniettare sieri vari al gruppo. La babbiona viene infettata dall’artiglio di Fluffy, il gatto ormai rancido; Parkenstein da un topo che gli cade in testa insieme a tre valigie; il pistolero si mangia la moglie e il pargolo che aveva in grembo e le forze speciali, con turisti sessuali al seguito, vengono freddate dalla polizia mentre scappano. E’ il delirio: Henry si rivela un terrorista biologico e dopo essersi fatto indicare la strada da Puertorico Sta Bailando gli spara. Jenny, con l’aiuto della Dottoressa del Distretto Militare, poi sbranata dagli altri relitti, viene salvata da George, che fredda Henry, ma è stata morsa su una chiappa. Si fa in tempo a uscire dallo scarico dei cessi: il ragazzino è salvo perché talmente rachitico che passa dalla grata, Jenny morde e sbava come un mastino napoletano in calore e il gatto scorrazza felice per Las Vegas dopo aver firmato il contratto per il terzo capitolo della serie.
Indecente eruzione cinematografica al sapore di pancakes, il prodotto sembra costruito da una guida turistica con la diarrea cronica che ha terminato gli antipropulsivi: all’inizio sembra quasi in salute, ma alla lunga non può durare. Riconosciuto per la sua visione futuristica dell’economia, il film delinea una società pacificata dal patto collaborativo tra gatti e topi che di fronte alla recente crisi economica e finanziaria non disdegnano decisioni bipartisan in favore del bene comune. Cinofilo, il film è particolarmente gradito nei canili per l’abnegazione con cui gli attori cani riescono a immedesimarsi nella parte di attori cani con la rabbia. Sicura candidatura all’Oscar per l’interprete del malato di Parkinson, unico attore degno di nota in quanto costretto al silenzio e sottoposto a tutte le umiliazioni possibili, ma capace, al momento opportuno di irrompere sulla scena e staccare la giugulare a una comparsa con un morso degno di un pitbull.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

lunedì 24 ottobre 2011

53 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Priest!
Sentivamo la mancanza dei vampiri. Dopo averne visti così pochi, sentivamo proprio la mancanza di tonnellate di sbudellati, prosciugati, sucati, leccati, cotti al sangue e mangiati. Ammesso che il vampirismo cinematografico sia una realtà, ormai ci troviamo sull’orlo di una pericolosa irreversibile estinzione di idee culinarie che solo Benedetta Parodi può arrestare. Riuscirà l’ennesima guerra tra succhiasangue e succhiabanane a non appiattire definitivamente l’elettroencefalogramma del pubblico e a votarlo alla visione continua di “Sale, Pepe e Fantasia”, “Guerrino Consiglia” e “La Prova del Cuoco”?
Pianeta Terra, Città Fortificata della Chiesa del Futuro. La guerra tra umani e vampiri è ormai un lontano ricordo, come la vegetazione sul pianeta, ma nell’avamposto 10 un’allegra famigliola di coloni viene sbrindellata da misteriosi assalitori. La Chiesa, che protegge gli umani in città fortificate dotate di tutti gli “sconfort”, rifiuta di credere che i vampiri siano scappati dalle riserve, luoghi meravigliosi dove vengono nutriti con sangue di pollo con l’aviaria, e continua a imbesuire la popolazione con messaggi di alto valore spirituale tipo “con troppe manovelle diventi cieco”. A tal proposito anche i sacerdoti, monaci guerrieri più infervorati di Antonio Socci dopo la Santa Messa, sono stati cassaintegrati e condannati a spalare rifiuti al termovalorizzatore di Acerra.
Tuttavia Ivan Isaacs Bettany Ero San Michele in Legion Adesso Solo un Pretaccio si ribella al diktat. Vuoi perché gli hanno ammazzato il fratello da lui cornificato, vuoi perché gli hanno spazzolato la bella cognata o vuoi perché gli hanno rapito la nipote, il nero sterminatore si mette in viaggio con la sua moto a energia solare insieme a Cam Hicks, un uomo un pareggio, sceriffo dell’avamposto. Giunti alla riserva dei vampiri, in cui tutte le guardie sono state pappate come pomodori San Marzano, i due si trovano a combattere con quattro orrende creature e un esercito di famigli che non usano Durban’s. Inutile dire che senza Ivan il povero pareggio a quest’ora sarebbe una lombata al rosmarino con contorno di patate al forno. Nel frattempo la Chiesa, per lavare l’onta e anche le mutande dei vescovi, scongela gli altri sacerdoti che, capeggiati da Maggie Q di Quadro, inseguono l’eretico.
Ivan e Hicks si recano all’alveare di tutti gli alveari, luogo di riproduzione vampiresca, scoprendolo desolatamente vuoto. Anche Maggie Q arriva in zona, ma solo per fare gli occhi dolci a Isaacs e accompagnarlo nella sua crociata contro le trasfusioni. I vampiri hanno preso il regionale Trenitalia per Jericho e si preparano a invadere il mondo degli umani guidati dal Black Hat, un ex sacerdote convertito al vampirismo con qualche succhione e una purga. Il mondo è un deserto e il treno arriva in orario: si vede che è un film. I pendolari scemano dai vagoni e non bastano tre preti, che vengono prontamente crocefissi, per impedirgli di timbrare il cartellino in orario. Quando i tre dell’oca putrefatta arrivano in città trovano uno scempio stile Oviesse Industry durante i saldi: bisogna fermare a tutti i costi il treno. Si potrebbe lavorare di fino indicendo uno sciopero dei macchinisti, ma i tre scelgono la dinamite.
Raggiunto il convoglio, mentre i due maschietti fanno il lavoro sporco, Maggie si occupa di sterminare qualche motociclista zanne lunghe e piazzare il detonatore sull’unica linea ferroviaria funzionante, per la gioia dei contribuenti. Dentro il treno è uno spettacolo: Vivo Morto Hicks scappa isterico di fronte a qualsiasi cosa come una checca nella Playboy Mansion, mentre Ivan viene frollato di mazzate da Black Hat prima che venga rivelato il suo segreto, cioè la paternità della nipote. Altro che celle umide e penitenze! Fortunatamente Q di Quaderno decide che rovinare i binari è un peccato e si lancia con la moto carica di tritolo contro il treno: che si stia convertendo all’islam? Non c’è tempo di saperlo, perché a parte i protagonisti tutto il vampirame frigge nel rogo, compreso il temibile Black Hat che è immortale, mena come un fabbro, ma non sa saltare giù da un treno in corsa. La Chiesa accoglie il successo con la consueta bonaria allegria e scomunica tutti, anche le comparse.
Emozionante come una partita di bridge al Circolo Amici del Libro, il film si distingue da una scarica diarroica solo nei momenti in cui gli attori non recitano per viaggiare nel deserto in motocicletta. Accattivante nella sua visione politico-religiosa, l’intreccio sembra scritto a quattro mani da Armin Benedikter e un paguro bernardo femmina che soffre di endometriosi. Vergognosa nelle sue illazioni futuristiche contro Santa Madre Chiesa, la pellicola ha sfiorato il meeting di Rimini, quello di Riccione e quello di Milano Marittima, ma alla fine è rimbalzata sul trampolino della sua stessa idiozia in un fragore di piadina allo squaquerone. Di buon livello, ma ancora lontano dal meglio del genere, come “Shaolin Contro i Mostri Diabolici”, il prodotto rammenta spedizione di Cristoforo Colombo: finisce bene solo grazie a un colpo di culo.

Sleep-o-Meter: 06 – L’Assedio (Coma Profondo)

domenica 16 ottobre 2011

52 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The Rommate!
Finalmente il grande thriller americano. Finalmente il grande thriller da campus universitario. Finalmente un po’ di belle rustegone che se la annusano facendo ingrifare tutti i maschietti, umide comparse al fetore di muschio bianco votate a raccogliere il femmineo frutto proibito. Riuscirà un film girato prevalentemente in una stanza con due squinzie e un gattino a mettere in ginocchio, per una fellatio cinematografica, conclamati capolavori del genere come “Bloodsucking Freaks” e “Poultrygeist”, rilanciando Gossip Girl verso ruoli che maggiormente le competono come friggitrice e hamburgeratrice da McDonald’s?
Los Angeles. Mentre la città viene ricostruita dopo l’attacco di un esercito di semirettili coreani, i giovani ricchi e bene continuano a frequentare l’università e ad accoppiarsi furibondi. Tra essi, la giovane Sara (senza la “h”, ma che fantasia con i nomi questi cinematografari) vuole diventare stilista. Mentre aspetta che inizino i corsi, in un campus dove nemmeno la turca pubblica può essere definita cesso, e arrivi la sua compagna di stanza, va con l’amica Tracy, una che ha visto più volatili che frutti, a una festa. Lì beve come una spugna e rimorchia Stephen, il batterista di un gruppo che non avrà mai futuro, nemmeno in Italia, il paese dove solo i mediocri hanno una speranza di emergere. Tornando a casa, la giovane incappa in Regina della Becca (Rebecca per gli amici), la futura coinquilina, una biondina inquietante che cambia personalità con la stessa leggiadria con cui cambia marca di lavanda vaginale.
La studentessa continua la normale vita universitaria americana e cerca di stabilire l’armonia tra Rebecca e Tracy, ma le due si adorano come gorilla maschi durante la stagione dei bollori. La compagna di stanza è un tantinello morbosa, ma la dolce Sara è tutta presa dal corso di design del Prof. Billy Zane (un attore una garanzia che il film sarà una ciofeca) e non se ne accorge, nemmeno quando la biondazza le sottrae i suoi effetti personali e li indossa, assorbenti compresi. Il rapporto tra le due diviene sempre più stretto e i maschietti alla visione già cominciano a fantasticare, in mancanza di uno straccio di trama, quando la popputa Tracy cerca di mettere Sara sull’attenti. Il pathos erotico, però, non demorde: la Regina incastra Tracy sotto la doccia stile Edvige Fenech e le strappa il piercing all’ombelico dopo toccamenti vari e inutili dettagli macro del corpo nudo della malcapitata.
Nemmeno il tempo di rifiatare per la povera psicopatica che il Prof. Zane cerca di sdrumare la dolce Sara: super Rebecca interviene e lo fa cacciare dall’università circuendolo come un militare di leva in libera uscita. A chi toccherà dopo? Tutti pensano Stephen, ma hanno sottovalutato il potere della gattina trovatella Coccola che ruba affetto e tempo e finisce dentro la prima lavatrice libera della lavanderia a gettoni per ammorbidire il pelo grazie al cugino Coccolino (disgustorama, disgustomatico). Ok, adesso è il turno di Stephen, personaggio talmente inutile da dover crepare per forza. E invece no! A contrapporsi al destino ci pensa Irene, una stilista amica di Sara con un debole per la patata, cotta in tutti i modi, ma soprattutto al sangue. A Rebecca tocca anche il bacio lesbo che nessun film ormai nega al pubblico degli oranghi. Esplosa l’erezione, le due amiche vanno in gita a casa di Rebecca.
Qui Sara scopre che la Regina non prende le pillole contro la schizofrenia e il bipolarismo da una vita, che i genitori e Ted Bundy hanno paura di lei e che al liceo aveva perseguitato tutte le ragazze della scuola, due bidelle e persino tre peripatetiche che bazzicavano nei pressi dell’istituto. La futura stilista cerca di trasferirsi da Irene, ma la trova legata al letto come un insaccato in stagionatura in compagnia di Rebecca armata di pistola. Gossip Girl confessa piangendo tutti i suoi delitti, sclera nella peggiore scena di pazzia dai tempi di Barbra Streisand e muore come si confà ai fuori di testa, riuscendo per un po’, ferita da un’arma da fuoco, a tenere testa al pagliaccio Stephen (il quale, peraltro, rischia persino di far finire l’amata giù dalla finestra). L’indomani, per cancellare un trauma che abbatterebbe Ned Flanders, basta portare il letto della Regina fuori dalla stanza e lasciarlo all’Amsa californiana per il ritiro prenotato.
Ottava meraviglia del mondo della pasticceria cinematografica, il lungometraggio è la perfetta riuscita di una torta a cinque strati di deficienza farcita di gustosissima crema di batterista cretino. Spauracchio per l’industria degli antiemetici, il film riesce a causare nausee da terza settimana di gravidanza dopo pochissimi minuti, acquisendo l’ambito riconoscimento di emetico più veloce del mondo. Avvincente nella sua infinità banalità, la pellicola è stata riconosciuta dalla comunità scientifica psichiatrica come collaudato sistema di valutazione della mediocrità intellettiva. Menzione d’onore per la protagonista, capace di arricchire la sua vita facendo un secondo lavoro interessante come l’attrice, sebbene la zappa rimanga una fonte di sicuro reddito.


Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

lunedì 26 settembre 2011

51 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Dragon Wars!
I grandi cervelli si riuniscono e fanno faville. La potenza americana affianca la potenza coreana e grazie al ginseng, al cumino e ai massaggi sozzi produce un sodalizio di ben più alto livello rispetto al progetto Manhattan. La carne di manzo si confonde con il riso, le proteine si confondono con gli omega tre, ma soprattutto la pecorella si confonde con la pecorina. Riuscirà un enigmatico copione scritto in ideogrammi tondi a dimostrare come un produttore con la colite e una traduttrice sbronza possano fare più danni dell’uragano Irene dopo che si accoppiato con Irina in un amplesso meteo-lesbico?
Los Angeles. In un cantiere edile l’FBI trova un cratere grosso come la bocca del Krakatoa contenente una squama grande come una Fiat Cinquecento e minimizza di fronte al giovane reporter Ethan Palle Mosce incolpando i terroristi norvegesi molto di moda. Il ragazzo, però, ricorda di aver già visto la squama da bambino, nel negozio di antiquariato di Jack Fiatella: uno zitellone rancido che gira vestito in kimono e ingurgita inutili beveroni al ravanello. Costui raccontò al bimbo la leggenda degli imoogi alla ricerca dello iuiciu e dei guerrieri delle fazioni buona e cattiva, uomini tremendi, pronti a tutto e capaci di eliminare i sottotitoli dalla parte recitata in coreano, dieci minuti dieci. Ethan è la reincarnazione del difensore dello iuiciu e deve trovare la portatrice prima che venga appropinquata e inglobata dall’imoogi cattivo.
La donna si chiama Sarah, una sciacquetta slavata e insipida capace solo di scrivere inutili pergamene protettive in coreano, tanto che lo zitellone deve intervenire più volte per impedire che la stuprino anche i Teletubbies. In compenso, finalmente il pubblico scopre le sembianze di un imoogi: un cobra reale di centinaia di tonnellate che ingurgita tutto quello che incontra nonostante sia un artificio posticcio in computer grafica inserito in post produzione. Sfortunatamente è l’imoogi cattivo e si è pure portato dietro un Rutger Hauer sfigato che parla ruttando e un esercito di rettili. Ethan si mette alle costole di Sarah insieme al suo cameramazz Bruce, un panzerotto al cioccolato che flirta telefonicamente anche con le segreterie. Seguono nella classifica delle Wacky Races l’imoogi cattivo, l’esercito rettile, lo zitellone, l’FBI, il Diabolico Coupè e l’Insetto Scoppiettante. Attardata Penelope PitStop.
Alla fine trionfa la polizia, che spedisce l’Eleonora Duse di Downtown in un bel reparto psichiatrico. Ethan riesce a farla evadere poco prima che la computer grafica distrugga tutto l’ospedale. Lo zitellone comunica a quello sfigato del suo allievo che la ragazza deve essere condotta alla grande grotta e l’idiota comincia a fare il giro turistico di Los Angeles con annesse distruzioni. Durante le visite guidate ai monumenti della città vengono intercettati da Rutger Burp che folgora Bruce. Clamoroso: il negro non muore, ripeto il negro non è morto. Muoiono tutti gli altri cittadini per la legge del contrappasso: i rettili si rompono i gioielli e invadono la città guerreggiando con l’esercito. L’FBI, risolto il caso grazie alla sezione fenomeni paranormali e vene varicose, tenta di sopprimere la ragazza per rimandare il problema di cinquecento anni, ma Ethan la salva e ci limona duro. Al che lei gli domanda se dopo la copula possono andare alla grande grotta perché di lì a mezz’ora ha un casting per la pubblicità della pomata contro le verruche.
L’armata rettile ha trionfato sugli elicotteri Apache e può festeggiare l’avvento dell’imoogi cattivo sacrificando Ethan e Sarah come porchette, ma il ragazzo estrae dal cilindro un medaglione coreano, trovato su una Daewoo Nubira con su scritto “Il Paradiso della Brugola”, e annienta tutto l’esercito. Il ruttante è sopravvissuto, ma non riesce a uccidere la ragazza che evoca l’imoogi buono: un crotalo bianco con l’occhio della madre della corazzata Potemkin. Inizia uno scontro stile Tekken, tra due posticci peggio di un parrucchino in crine, che vede la bontà soccombere. Sarah, ormai in ritardo irrecuperabile per il casting della sua vita, decide di farla finita e di farsi inglobare dall’imoogi buono trasformandolo nel drago delle sette sfere che scassa tutto ed esaudisce il desiderio di Ethan: diventare un vero attore.
Godibile come provare tutte le torture elaborate nel Medioevo, il film sembra scritto dal piede sinistro di uno sceneggiatore cui è stata praticata un’amputazione di entrambe le gambe. Politicamente avvincente, la pellicola mette in subbuglio il gotha dell’urbanistica per la rivoluzionaria visione della città di Los Angeles esercitata da un rettile affetto da gigantismo. Assimilabile a un percorso benessere, il lungometraggio rilassa il corpo e l’anima consentendo a chi lo guarda di dedicarsi a qualsiasi altro hobby che non sia la visione senza mai perdere il filo logico degli eventi, in quanto inesistente. Campione d’incasso durante tutte le processioni devozionali, il prodotto costituisce una validissima alternativa a ogni percorso penitenziale che preveda la mortificazione fisica, soprattutto oculare, e spirituale dell’individuo.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

lunedì 19 settembre 2011

50 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The Warrior’s Way!
Quando pensi di averle sentite tutte. Quando pensi di averle viste tutte. Quando pensi di averle annusate tutte, soprattutto in macchina, arriva la flatulenza delle flatulenze, il broccolo lessato in crema di cavolfiore, l’ovetto sodo della sera prima, l’ora di tutte le ore del bifidus che ogni stitico attendeva per rimettere in moto l’impensabile. Riuscirà una piccola bambina cinese, nata svezzata e con l’arcata dentale di Woopy Goldberg, a distruggere a colpi di vagito i progressi economici raggiunti dall’economia mondiale e ad allargare in modo irreversibile lo spread tra Btp e Bund?
Cina, XIX secolo. Yang è il più spietato killer del clan dei Flauti Tristi, un nome una garanzia di disfunzione erettile. L’uomo compensa con la spada ogni complesso sessuale, finché non deve uccidere la discendente del clan rivale, una neonata che gli ride in faccia appena lo vede. L’assassino decide di tradire il clan e intraprendere la via ascetica dei Siffrediani. Per fare questo si trasferisce negli Stati Uniti d’America da un conoscente, Smiley, che vive nella ridente Lode, una cittadina arida come il senso dell’umorismo di Giulio Tremonti e popolata da quattro avvinazzati e un intero circo. Yang è accolto dal nano negro Palla Otto, dal vecchio Ron Barbossa, un lurido con l’alito al sapore di acqua di porto, e dalla rossa Lynn, lanciatrice di coltelli che dovrebbe essere la figa del paese, ma ha la mascella più volitiva di Ridge di “Beautiful”.
I tre derelitti informano l’uomo che Smiley è morto, ma che lui può prendere il suo posto nella gestione della lavanderia locale. La carriera di Yang decolla; lui comincia a lavare e stirare sigillando la spada nel ripostiglio per la gioia del nanerottolo colorato, anche se in realtà gli servirebbe Omino Bianco per togliersi la rossa dallo scroto. A questo scopo le prova tutte: le insegna persino a lanciare i coltelli perché se ne vada con il circo, ma il circo è stanziale. Nel frattempo i Flauti Tristi, guidati dal loro maestro, un vecchio che medita con i corvi che gli cagano in testa, fanno rotta per il Nord America. Ascoltando gli sproloqui di Ron, Yang scopre che la famiglia di Lynn è stata sterminata da un delinquente psicopatico locale, chiamato il Coglionnello, dopo che la ragazza lo ha sfigurato con una pentola di patate fritte (è tutto vero, lo giuro).
L’assassino, dopo queste scottanti rivelazioni, si impietosisce e, durante il festeggiamento natalizio, permette alla ragazza di combattere con lui in mezzo al deserto. Lei sta per consegnargliela con un arbre magique appeso al clitoride, ma il Coglionnello irrompe nella cittadina e comincia a massacrare tutti. Lynn non ci vede più dalla fame di vendetta, ma siccome la fiesta è finita, si accontenta di un tentativo di omicidio ai danni del nemico mortale. Il fallimento sarebbe pari solo al primo viaggio del Titanic, se non intervenisse Yang con la sua spada. I Flauti sentono il pianto dell’arma e partono abbandonando un patrimonio di guano di corvo. Gli abitanti e i circensi sono spaventati di fronte alla possibile vendetta del Coglionnello, ma Palla Otto rivela un nuovo segreto: Ron da sobrio era un cecchino infallibile, talmente infallibile da uccidere anche sua moglie con un proiettile che passava di lì per caso.
Segue una scia di morte e distruzione in cui gli indigeni, guidati da Ron e dal Rum, resistono alle ondate infinite di seguaci del Coglionnello a colpi di dinamite. Purtroppo però gli amici del tartaro gengivale sono troppi e piano piano l’armata circense deve ritirarsi dopo aver perso i suoi pezzi forti: clown tristi con le emorroidi, gemelli siamesi attaccati per il frenulo e sputa fuoco con l’alitosi. La ritirata è resa ancor più difficoltosa dal sopraggiungere delle banane tristi del Sol Levante. Nell’impeto Lynn ha la bella pensata di affidare la bambina al più forte del gruppo, il nano negro, che viene crivellato dopo pochi secondi dallo sfregiato. La vendetta è una patatina fritta che si deve gustare fredda e Lynn coglie la sua occasione dopo che Yang ha sterminato anche le nonne dei cowboys e dei Flauti Tristi. Resta solo il maestro di Yang: in un duello agghiacciante al tramonto, con una pioggia di petali di ciliegio nel deserto, si compie il destino di quell’uomo cattivo che ha costretto il muso giallo a uccidere in tenera età il suo migliore amico Hachiko.
Capolavoro dell’innovazione ecologica, il film è la via che nessun sindaco di Napoli ha avuto il coraggio di battere per risolvere l’annoso problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Devastante nelle ripercussioni sul settore della pornografia, la pellicola raggiunge punte inimitabili di verismo verghiano quando mette la patata, intesa come ortaggio, al centro di un intreccio che sembra elaborato da un gruppo di alghe depresse. Clamoroso per profondità umana, il lungometraggio disegna gli orientali come dei terminator con la spada che parlano per aforismi e amano farsi coprire di merda d’uccello aspettando le risposte ai quesiti esistenziali, mentre gli occidentali come relitti ruttanti che campano di pistolettate, whiskey e stupri. Una prece per i fratelli negri: oltre alla vita, in questa boiata, gli tolgono anche la superiorità fisica, in tutti i sensi.


Sleep-o-Meter: 06 – L’Assedio (Coma Profondo)

lunedì 12 settembre 2011

49 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Scre4m!
Escono dalle tombe. Entrano nelle nostre case in silenzio. Strisciano inarrestabili sul nostro pavimento fino alla meta e ci mordono le terga. Non è un’estrema sintesi di un film di Romero, ma il contemporaneo ritorno sugli schermi cinematografici di David Arquette, Courtney Cox e Neve Campbell. Riuscirà il sofisticatissimo dead-o-meter dell’Obitorio Civico di Tomba (UD) a conteggiare minuto per minuto, ma che dico secondo per secondo, la scia di cadaveri adolescenti che fanno da corolla funebre ai tre feretri hollywoodiani in cerca di rilancio impossibile?
Woodsboro, Stati Uniti. A dieci anni dagli efferati delitti del serial killer Ghostface, White Snow Campbell Prestgnock torna nella cittadina natale per presentare il libro in cui mette a nudo la sua rinascita e il passaggio dal ruolo di vittima al ruolo di cugina della prossima vittima. In questa occasione la tipa incontra lo sceriffo Linus Arquette Arquone Che Fresca Bontà e sua moglie, la ex giornalista Gale Sucking Cox. Pronti via, nemmeno il tempo di una presentazione alla libreria di quartiere e il killer si fischia due biondine slavate orfane, che condividono una casa a tre piani con tanto di garage automatizzato (ding, ding), durante la visione di “Squartati 7”, film stupido tratto dalla storia della Prestgnock. Linus torna in azione insieme al suo vice, la bionda infoiata ed evidentemente psicopatica Judy, generando un inutile conflitto di bernarda con la moglie Gale che si giustifica solo con la desinenza “sboro” nel nome della città.
Ai fantastici tre si uniscono diversi adolescenti tra cui occorre indovinare vittime brutalizzate e un paio di assassini: le tre lavoratrici di pingone Jill, cugina della Prestgnock, Kirby e Olivia; i due nerd segalitici Charlie e Robbie; e Trevor ex fidanzato di Jill, reo di aver appoggiato la regale pannocchia su qualche altra squinzia del liceo. Unici adulti in gioco (oltre agli zombie, la madre al botox di Jill, Kate, e la manager della Prestgnok, Rebecca) sono i giornalisti che eseguono brillantemente la parte di loro stessi, cioè gli organi genitali. Linus, preoccupato per la ripetitività del film, fa una mossa a sorpresa, ossia mette due sbirri a guardia della casa di Jill e cugina. I due prendono l’incarico alla lettera e quindi Ghostface squarta con facilità Olivia, che vive alla porta accanto (ding). La popolazione orfana di Woodsboro cala sempre più, ma l’assassino è un neomalthusiano e non guarda in faccia nessuno: anche Rebecca, personaggio inutile, è fottuta (ding).
Mentre Linus tranquillizza inutilmente la popolazione e si vede recapitare il cadavere di Rebecca dal quindicesimo piano, collezionando l’ennesima figura di cioccolato fondente, Ghostface irrompe alla maratona “Squartati”, organizzata dai due nerd segalitici e per poco non fa fuori Gale, accorsa sul posto per indagare lontana dal cretino di suo marito. Mentre la polizia si arrabatta al festival horror, ormai andato in vacca, il killer va a casa di White Snow, fa fuori i due sbirri di guardia (ding, ding), tra cui l’unico negro dell’intero cast operatori compresi e la mamma botulinica Kate (ding), che si sostituisce a uno stipite per salvare la Prestgnock. Non stanno tranquilli nemmeno i ragazzi, trasferitisi al brefotrofio cinque stelle in cui vive da sola Kirby per continuare la visione di “Squartati 7”. Robbie, disperato per l’evento andato in fumo, viene trafitto mentre sorbisce uno scotgs alla Calboni (ding).
Trevor e Jill spariscono al piano di sopra per una rimpatriata anale e arriva il turno di Charlie che viene legato a una sedia, pronto per le torture. Kirby, che se lo vuole spupazzare nel ripostiglio, cerca di salvarlo partecipando a Raschiatutto contro Ghostface: la bella slandrona sembra avere vinto la puntata, ma quando slega Charlie, scopre, grazie a un cesareo al volo, che il killer è lui (ding). Intanto la Campbell arriva magicamente in loco per assistere Trevor mentre si becca una palla in fronte dalla tenera Jill (ding), che si rivela una psicopatica in combutta con Charlie. Il povero coglione non può neanche festeggiare che diventa anche lui una mezzena di vitello (ding). Teen psycho tenta di ammazzare la cugina con una coltellata e poi si autofrolla per passare da vittima e ottenere imperitura fama giornalistica; ma Santa Amanda Knox guarda dall’alto e permette a Linus, White Snow e Gale di ottenere l’illuminazione e fucilare la sgarzolina in una stanza d’ospedale. I giornalisti, nel frattempo, continuano a concentrarsi su cose futili come i rating borsistici.
Fotocopia senza toner delle precedenti tre edizioni, la pellicola si distingue solo per la sua utilità scientifica nel dimostrare l’esistenza di emorroidi di natura psicosomatica. Brillante come lavare le tende in lavatrice utilizzando delle bovacce al posto del detersivo, il lungometraggio emerge come manifesto delle pari opportunità cinematografiche mettendo sullo stesso piano umano normodotati (spettatori) e ritardati gravi (produttori). Lineare e diretto come la partita doppia, il film riporta in auge prepotentemente il sillogismo aristotelico come forma di ragionamento: gli attori fanno schifo, il film è interpretato da attori, quindi il film fa schifo. Menzione d’onore al personaggio di Judy, unico essere umano donna capace di essere preso sul serio nonostante le tette di Callahan e il cervello di Tuckelberry.

Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

lunedì 5 settembre 2011

48 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…L’Ultimo dei Templari!
La consacrazione del mito. La prova vivente dell’esistenza della divinità biblica. Un vecchio infermo, ormai ritenuto incapace di qualsiasi performance, torna a cavalcare, a spingere un carro e a combattere con una spada finta e pesantissima. E’ ufficiale: Nicolas Cage è la reincarnazione di Sansone; ritrovati i capelli, ritrovata la forza. Riuscirà un cast di mediocri normodotati, arricchito da un ottimo vecchio attore, parlo di Ron Perlman, a scrivere un nuovo avvincente capitolo del Libro dei Giudici e a lanciare in tutte le librerie il libro verità “Nuovissimo Testamento: Credevo di Essere un Attore, ma Ero un Personaggio Biblico”?
Europa Centrosettentrionale. Behmen Cage e il suo compagno d’armi Felson Perlman hanno disertato dalla milizia teutonica dopo l’ultimo assalto a un fortino di eretici in Val Susa. Schifati per le loro nefandezze e per il progetto di strada per carri leggeri Torino-Lione, i due vagano a cavallo per l’Europa Centrale quando si imbattono in un villaggio di appestati. La loro furbizia è pari solo alla loro bellezza, tanto che vengono immediatamente sgamati e arrestati come disertori. La salvezza, però, è dietro l’angolo. Il monaco mano amica Debelzac vuole condurre i due dal cardinale, un orrendo vecchio bubbonato con il culo basso, per affidargli un incarico di Santa Madre Chiesa dominus reveriscum blinda: scortare all’Abbazia di Pedo Mountain la strega responsabile della pestilenza perché venga sottoposta a giusto processo.
Dopo essersela tirata un po’ e aver insultato il cardinale moribondo con frasi da asilo i due accettano. Al gruppo si uniscono il cavaliere Eckhardt, uomo che ha perso la famiglia per la peste (destino già scritto come i protesti di Cecchi Gori), il giovane eunuco Kay Figlio Gay, e il furfante Hagamar, carne da cannone con pochissime battute. Appena avviata la Compagnia del Pisello, la pulzella rancida, al secolo Anna, comincia a portare fortuna all’intero gruppo: induce carne morta Eckhardt ad auto trafiggersi con la spada di Kay, scambiato per la figlia morta ancora illibata e sogno di ogni padre medievale, e provoca una stimmata su una mano a Debelzac con un crocefisso uncinato da alta cerimonia. Il curriculum si avvicina pericolosamente al livello Serbelloni Mazzanti Viendalmare, ma Behmen Cage si fida ancora di lei perché la vuole salvare (visto Drive Angry, forse vuole qualcos’altro, mah).
La Compagnia del Pisello raggiunge un ponte marcio dove Cage gioca a “Din Don Campanon” con il suo cavallo prima di architettare uno stratagemma degno di Hannibal Smith. Passano prima uomini e cavalli, poi tornano indietro gli uomini: alcuni per trainare il carro, altri per fare da contrappeso con una corda. E chi mettiamo a tenere la corda? Il prete con la mano sanguinante. Kay rischia la vita, ma viene salvato da Anna che lo regge sullo strapiombo con una mano sola: Behmen comincia ad avere un sospetto, ma piccolo. Lentezza di comprendonio che costa la vita ad Hagamar, sbranato dai lupi famelici infoiati nella nebbia della foresta. L’arrivo all’Abbazia è festoso e gaudente: tutti morti di peste. Debelzac piange i monaci e cerca di farsi dire dove sono le miniature con le donnine nude, ma un confratello coperto di puss gli indica solo il libro di Salomone, summa enciclopedica dei riti contro Belzebù. Il prete inizia la purificazione della strega, ma si accorge che non funziona.
Al primo bestemmione, Debelzac intuisce che serve “L’Esorciccio”, “Giovannona Coscia Lunga”, ma soprattutto “La Polizia s’Incazza”. La donna è posseduta da Satana che scioglie la gabbia come Nutella e scappa dentro il monastero. I quattro cervelli in fuga capiscono che il demonio è lì per distruggere il libro di Salomone e furbescamente lo riportano nella biblioteca, dove vengono assaliti da monaci zombie amanuensi pornografi e da Mefistofele. Debelzac a metà del rito crepa e gli subentra Kay Figlio Gay, mentre Felson viene incenerito e Behmen si fa massacrare dal satanasso volante. Fortunatamente il mezz’uomo compie la lettura e lo spirito maligno abbandona il corpo della ragazza, che giace nuda sul pavimento, ricoperta d’olio per massaggi e pronta per girare la prima scena di “All’abbazia la do via”. Kay e Anna, dopo aver seppellito i defunti, cavalcano verso casa, pronti per saltare in un burrone, visto che il ponte è crollato, o essere divorati dai lupi, fermi all’antipasto da qualche giorno.
Pluripremiato al Gonorrea Film Festival di Gnocca (RO), il film diventa godibile solo in caso di crollo della retina e contemporanea perforazione della cornea. Intelligente come defecare con la testa nella tazza e il sedere in alto, la pellicola regala, agli spettatori che hanno resistito sino alla fine, la morte dei personaggi per cui sarebbe stato significativo un seguito. Enciclopedico nel raccogliere duemila anni di storia cristiana, il lungometraggio è assimilabile a un cocktail di spermatozoi incestuosi nato a caso dalla rottura di una mensola nel frigo della banca del seme. Banale e b-anale nel tema della possessione diabolica dell’unica vulva senza bubboni dell’intera regione, il capolavoro si distingue dalla filmografia di settore per il transfert totale attore-spettatore: il primo è indemoniato, il secondo vomita.

Sleep-o-Meter: 01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)

martedì 30 agosto 2011

47 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Salvate New York!
La cricca ha colpito ancora. Le varie logge massoniche che cominciano con le diverse lettere dell’alfabeto si sono associate per distruggerlo. Nemmeno l’Enac e l’AgCom si sono risparmiate. Il capolavoro comico del millennio stava per finire nel dimenticatoio come un assorbente interno sul fondo di una borsetta, ma la resistenza ha trionfato nuovamente sull’oscurantismo. Riuscirà chi scrive a fare una recensione che possa lontanamente essere avvicinabile alla sceneggiatura di un film che doveva essere catastrofico, ma si è rivelato il primo esperimento al mondo di parodia di se stesso in tempo reale?
New York, Festa dei Pompieri. Il coro canta felice “Bo Bo Bo La La La” dopo che un jet si è schiantato nel fiume a pochi passi dal simposio. Durante la celebrazione a Central Park, il vicesindaco James e sua moglie Cassie, meteorologa ufficiale del sindaco, sbolognano la nipote campagnola a un aitante piacione in divisa giusto in tempo per assistere all’irruzione di diversi minitornado che terrorizzano i bimbi e, non contenti, inglobano un fotografo, lo congelano e lo sbattono sul parabrezza di un suv posteggiato senza motivo in mezzo al prato. Cassie, come una ladra, fotte la macchina fotografica al cadavere e la porta in ufficio per analizzare il fenomeno, mentre James mette in allerta il sindaco, un italoamericano con l’arroganza di Michele Santoro, la supponenza di Giovanni Floris e il naso di Gad Lerner, che lo snobba per inveire a caso su alcune comparse.
Il laboratorio meteo, situato in cima a un grattacielo, dopo dieci minuti di approfondite analisi e una telefonata all’aeronatica civile (dalle prime battute emerge che lavorano col culo) scopre che il motivo degli strani fenomeni è l’incompatibilità caratteriale tra l’atmosfera inferiore e quella superiore determinata dal riscaldamento globale. Nemmeno Anna Bernardini de Pace, nota divorzista, può nulla contro la furia atmosferica, che dirige a Liberty Island in tempo per mutilare il braccio della statua e seppellire in un tombino il piacione e la campagnola. La tensione sale come il pipino di un tetraplegico centoduenne e Cassie prova a mettere in guardia il sindaco, che continua a gridare a vuoto, mentre James, demansionato ad addetto call center del 911, dice alle squadre di soccorso di prestare soccorso. James e Cassie sanno che non c’è alternativa: bisogna bombardare le due atmosfere sperando che nella difficoltà ritrovino l’amore perduto e tornino a copulare.
La NASA non intende lanciare razzi che non siano nucleari e i due coniugi vanno nel New Jersey al centro spaziale hippie di un reduce del Vietnam il cui unico successo è stato creare il fango in un paese dove passano i monsoni per nove mesi l’anno. Raggiunto l’accordo con il proletaroide occorre stabilire cosa lanciare: la risposta è a Midtown, dove il passaggio dei tornado ha congelato tutti quelli che uscivano dalla metropolitana, compresa la Sacra Famiglia in gita, tranne una scappata di galera che è rimasta mezza folgorata. Cassie corre in ufficio per progettare un modello fisico che sembra l’andamento del NASDAQ e James, che ha finito il turno telefonico, la accompagna. Nel frattempo i due seppelliti vagano per i cunicoli, limonano duro e si ricordano di mandare un sms di aiuto. Il palazzo meteo è tutto ricoperto di nebbia verde e l’isolamento elettrico sta cedendo. Cassie ha scoperto come fermare il fenomeno: serve della CO2; gli americani devono continuare a sgasare su automobili di cilindrata improponibile, però a dodicimila metri di altezza. La Fiat trema.
Cassie corre ad avvertire il sindaco, ma rimane intossicata da uno strano fumo (ci sarà un suv parcheggiato anche in cantina?) e collassa, mentre nell’ufficio delle sfere elettriche viola fluttuano e folgorano le persone a caso. La fuga è impossibile: le scale sono tutte una scarica statica, ma James e il portinaio portoricano (non era saltato in aria a Los Angeles durante Skyline? Si vede che la detonazione lo ha lanciato a New York) stendono dei tappeti di gomma come passerelle. Lo stratagemma funziona finché una segretaria ginocchia forti non si appoggia al corrimano e quell’idiota del custode le va dietro con un poncho di gomma: ha dimenticato il preservativo sulla testa. James, durante il tragitto, salva anche Cassie dai suffumigi. Anche i due giovinastri seppelliti si salvano, ma mentre lei finisce all’ospedale per un tampone vaginale, lui corre a prendere servizio e viene abbrustolito da una manichetta antincendio. La NASA spara ioduro d’argento, il Colonnello Fricchettone spara CO2: alla fine vincono gli anni ’70, ma il povero sindaco Leonardo muore sucato dal vortice e lanciato nel Nebraska.
Tesoro inestimabile del cinema comico, il film, se non rispettato nella sua essenza profonda, metterebbe in grande difficoltà qualsiasi satirista amatoriale che ne volesse fare una recensione divertente. Promotore di un rilancio dell’industria meccanica statunitense, il lungometraggio inserisce automobili ovunque, soprattutto quando non servono, scatena interrogativi pressanti nella comunità nerd, tipo “Quanti Suv ci sono contemporaneamente in Salvate New York?”, e riesce a trasmettere il messaggio che contro il riscaldamento globale serve più CO2. Rivoluzionaria nell’utilizzo degli stereotipi, la pellicola recupera i ruoli migliori della cinematografia mondiale, come il meteorologo e il vicesindaco, e li accosta a figure di minima rilevanza, come il portinaio portoricano bi-defunto e il pompiere spompato, che vanno bene giusto per fare da comparsa nel video di “Danza Kuduro”.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

venerdì 5 agosto 2011

02 - The Riccardelli Hall Of Fame induction is...

…Bubba Smith! 



Grazie Hightower! Proprio come diceva il mitico Mahoney quando il gigante timido e buono arrivava a risolvere le situazioni fisiche e spinose come le risse al Blue Oyster Bar per l’assegnazione dell’ambitissimo primo premio per il Tango Contest. Il 3 Agosto 2011 a Los Angeles, una città appena liberata da recenti invasioni aliene, si è spento all’età di 66 anni l’uomo che per anni è stato il manifesto dell’inferiorità fisica delle forze dell’ordine di tutto il mondo. La notizia mi è giunta sul telefono durante una partita con gli “Uccelli Infoiati” e il mondo ha smesso di girare per un po’, in dissonanza con i miei testicoli. Mentre in questi giorni il suo corpo viene spolpato come una trota da un anatomopatologo, il mio pensiero va alle risate che quest’uomo mi ha regalato, ma soprattutto ai sogni, tra cui spicca quello, mai realizzato per incapacità fisica, di portare in giro qualsiasi essere umano come una valigia afferrandolo per la cintura. Nel meraviglioso e meglio riuscito libro “Cuore” che è stato “Police Academy”, Moses Hightower era il Garrone a cui nessuno sarebbe mai andato a rompere le scatole, colui al quale mi sono ispirato, ogni giorno di scuola della mia vita, per rispondere all’appello non con il consueto “Presente!”, ma con “Eccolo!”, pronto a ricevere l’immancabile ramanzina sul mio volermi distinguere dalle altre scimmie dal Mauser di turno. Un fiorista in divisa con la forza di Pastamatic e il cuore di Suor Germana, preoccupato per l’incolumità di tutte le Laverne Hooks del mondo. Perché farlo entrare nella Hall of Fame, se così ricco di qualità? Semplice, perché un uomo di tal fatta, un uomo capace di scegliere con coscienza di chiamarsi per tutta la vita Bubba, come l’amico idiota al cubo del già idiota al quadrato Forrest Gump, deve essere ricordato ogni giorno che la Riccardelli Society avrà vita. Caro Bubba, sappi che adesso resterò ogni notte alla finestra ad aspettare che tu possa arrivare, come angelo vendicatore garbato e sorridente, a prendere come valigie Luca Marin, Federica Pellegrini e Filippo Magnini per lanciarli in una vasca di acido solforico e porre fine, alla tua maniera, a questa stucchevole e inutile soap opera all’aroma di cloro (se proprio non riesci tutti e tre basta la Pellegrini). 

Sinceramente tuo, 

Johnny Little Niggers

martedì 19 luglio 2011

46 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Beastly!
Era partito bene. Lo avevamo accettato come bell’alieno tenebroso e braccato. Gli avevamo creduto quando sembrava voler lanciare la sua carriera in una direzione diversa. Ora il cerchio è completo e, se non arriva Padre Maronno Kenobi a salvarlo, il cinema americano scenderà nella cantina dove pascola quello italiano. Riuscirà il complotto ordito dalla cinematografia stupefacente, quella al miele tagliato con l’aspartame, a condurre un giovane e interessante prospetto verso l’insulinoresistenza e a trasformarlo nella versione “testosterone free” del compianto “Stiffmeister”?
New York. Lo stupendo figlio di papà Kyle Kingston sceglie di lanciare la sua candidatura a presidente del comitato studentesco basando il suo programma sulla lotta alla bruttezza e l’insulto libero ai nerd foruncolosi. A difendere le categorie deboli si ergono Lindy, una puffetta mora vestita come Janis Joplin e le labbra canottate di Alba Parietti, e Kendra Gramigna Strega Maligna Olsen, una tizia punk post-moderna con una gemella in clinica a disintossicarsi. Kyle vince a mani basse, come le emorroidi al gay pride, concede l’onore delle armi a Lindy, ma non resiste alla tentazione di sfottere Kendra. La Maga Magò della Fifth Avenue scaglia sul ragazzo una maledizione terrificante: lo trasforma nel frequentante medio di un centro sociale, con ferraglia assortita in faccia e tatuazzi, e gli concede un anno di tempo per trovare una ragazza bene da impalmare.
Il papà di Kyle trasecola al pensiero di avere un figlio che fa schifo ai lebbrosi e lo confina in una casa aldilà del fiume insieme alla cameriera clandestina giamaicana Zola, orfana dei tre figli Fiordilatte, Provola e Provolone con cui componeva i quattro formaggi da pizza, e all’insegnante italoamericano cieco Will: brutti, negri e italiani sono la feccia che ha reso New York un inferno. L’isolamento migliora il carattere del ragazzo che odia tutto l’odiabile, persino il buonismo cantilenoso di Rita Dalla Chiesa, e perde il senno sviluppando una passione per i Teletubbies e la tv coreana. A salvare la sua anima ci pensa la pagina di social network di Lindy, unica persona onesta con lui, che lo elogiava per il carattere e non per l’aspetto. Il ragazzo, sempre più squilibrato, diventa uno stalker e pedina la scassona giorno e notte.
Fortunatamente per lui, il padre di lei è un tossicomane pieno di debiti. Tra un fattone e torme di spacciatori uno stalker è acqua fresca, tanto che una sera Kyle salva Lindy dalla canna fumante di un pusher poi freddato dal padre prima di spararsi un boiler di eroina in vena. Il sindacato degli spacciatori promette vendetta contro Lindy, mentre Kyle, che si fa chiamare Hunter per mantenere il classico anonimato da pervertito, le offre protezione. La bestia rimbambisce completamente: prova a conquistare la ragazza con regali costosi, senza intuire che lei si trova nella fase comunistico idealistica e non in quella borghese radical chic. Poi costruisce una serra, coltiva rose e legge poesie del calibro di “Una Coca Con Te”, che a lei ricorda molto papà per questioni di coca. L’ammore sembra sbocciare e lui la vuole stendere, in tutti i sensi, nel suo cottage al lago.
Kyle, sicuro di pinolare la morettina, scommette con Kendra circa il suo successo e si gioca il permesso di soggiorno per i tre formaggi e la vista nuova di Will, personaggio affascinante come un cardigan. Mentre si sta per consumare la copula, Lindy riceve una chiamata dall’ospedale: il padre si è fatto di Svitol ed è gravissimo. Dopo una corsa alla stazione, il ragazzo le consegna una lettera d’amore e si sente dire che è un amico fantastico: la frase che tutte le donne amano dire e che lo farebbe ammosciare a un marinaio dopo dodici anni di navigazione ininterrotta. Kyle torna ai Teletubbies, mentre lei prova a chiamarlo per capire l’improvvisa scomparsa. Sdegnata per questa amicizia in fumo, Lindy decide di andare sul Machu Picchu per ritrovare i suoi scampoli d’essenza e magari un orango che la bombi. Trova invece Kyle all’aeroporto, lo bacia, facendo vomitare tutti, e lo riporta al vecchio aspetto, mentre i miracoli promessi da Kendra si avverano e la strega si accanisce, mestruatissima, sul padre di lui.
Realistico come può essere un prodotto di Hollywood che sponsorizza la bruttezza fisica, il film è la prova che si può lavorare defecando senza distinguere, nonostante l’odore, ciò che va nel cesso da ciò che va nel computer. Banale come un calzino blu su un vestito blu e sotto un scarpa blu, la pellicola stimola una copiosa produzione di moccio, come fosse un’allergia all’ossigeno, mietendo più vittime della spagnola. Sottodimensionati i comprimari, proprio come in “Rock’n’Roll Rocco”, soprattutto il non vedente, paralizzato dalla sua inutilità se paragonato al ben più intraprendente candelabro parlante Disney, che almeno aveva facoltà di dar fuoco alla copia principale del lungometraggio in caso di debacle. Serio candidato al “Boero d’Oro”, non si assisteva a un tale mix discriminatorio dai provvedimenti sudafricani del 1948.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

domenica 3 luglio 2011

45 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Come l’Acqua per gli Elefanti!
Quando Nicolas chiama Robert risponde! Non si tratta del titolo di un film con Maurizio Merli, ma dell’infinita sfida tra tupè e cerone, tra pallore senile e pallore puerile, tra sguardo da triglia e sguardo da rana pescatrice, tra rana toro e rospo di fosso. Riuscirà il fu vampiro Pattinson a contrastare tutto il viagra e il cialis di nonno Cage con tonnellate di insulso e melenso dramma amoroso e a confermare la sua indiscussa leadership nel settore pompe auto gonfianti per scroti di individui di sesso maschile normalmente poco avvezzi a sorbirsi papponi sentimentali che superino le due ore?
Stati Uniti, anni ’90. Mentre tutto il mondo festeggia l’esplodere dei fratelli Vanzina, il vecchio Jacob sfugge alla rigida vigilanza degli aguzzini della casa di riposo e si mette, con sedia a rotelle e girello, in mezzo alla statale, pronto per essere sfrittellato dal transito di un circo. Salvato dal proprietario dello stesso, dopo aver resistito con tutta la forza della sua prostata, l’uomo prende residenza negli alloggi del primo, come una tenia nell’apparato gastrico, e gli propina la storia della sua inutile vita circense. Nel 1931 Jacob Vampirosky Pattinson era il ceruleo virgulto di una famiglia di emigranti polacchi. Mentre papà e mammà si ammazzavano per pagargli l’università, il bambascione progettava un avvenire di successo. Il giorno dell’ultimo esame, neanche a dirlo, il povero Giacobbe viene raggiunto dalla notizia che i suoi sono stati maciullati mentre si recavano a prendere il latte. Bel decennio gli anni ’30 per i polacchi.
Pur essendo polacco, quindi un incrocio tra un russo e un tedesco con i difetti di entrambi, ma non essendo Papa, Jacob cerca di tirarsi su e senza casa, lavoro, famiglia decide di fare il tuttologo sui binari del treno: una passione di sempre quella di farsi stirare da mezzi in movimento. Nello scegliere se stare sotto o sopra il treno di passaggio, il ragazzo incrocia il circo di August Waltz With The Death e Marlena Blondie Witherspoon presso cui ottiene, grazie alla raccomandazione di un vecchio alcolista, l’ambito posto di spalatore di merda assortita. Comincia la scalata al successo di Jacob che solo il primo giorno rischia tre volte il licenziamento. Grazie alla sua cultura universitaria veterinaria, il giovane menagramo comincia a diagnosticare mali incurabili a tutti gli animali del circo per la gioia di August che cerca a più riprese di buttarlo dal treno in corsa.
Più resistente di Ebola, Jacob riesce a guadagnarsi le grazie del padrone abbattendo il cavallo moribondo della moglie Marlena, impareggiabile rivale in amore per qualsiasi essere umano, e dandolo da mangiare ai felini feroci. Vampirosky soffre come un cane a uccidere i suoi simili, ma deve sottostare alla dura legge della sopravvivenza. Perso un cavallo, il circo guadagna un’elefantessa, Rosie, ma i guai non finiscono: il veterinario mancato è di scuola montessoriana nell’addestramento del pachiderma, mentre August ha la stessa sensibilità di Mengele. Marlena comincia a sentire un certo pruritino per il giovin quasi dottore e i due uomini scimmia entrano in contrasto. Fortunatamente la proboscide, unico esemplare sopravvissuto al trattato Molotov-Ribbentrop, capisce solo il polacco e faccia di marmo Pattinson riesce ad addomesticare l’unico animale intelligente del cast.
Il successo dello spettacolo circense grazie a Rosie, declassa la brama omicida di August da livello Totenkopfbund a livello Hitlerjugend, e Jacob e Marlena possono avviare in grande stile il corso di cornificazione avanzata dopo aver brillantemente superato il livello base. Nel frattempo il malcontento serpeggia nel circo: gli operai non vedono un dollaro e vivono di alcolici tagliati con i solventi da mesi. Si prepara una ribellione degna di “Papillon”: gli animali vengono liberati in pista; gli spettatori non capiscono più dove si trovi Pattinson, un pipistrello gay mimetizzato tra i leoni e le tigri; August cerca di far fuori Marlena Witherspoon e mai attrice fu così insulsa nel prendere mazzate per finta. Ci pensa Rosie a far piazza pulita da tutta questa immondizia cinematografica e a ristabilire il dominio polacco nel mondo chiudendo la farsa a colpi di proboscide.
Capolavoro di drammaturgia circense, il film si colloca senza timore reverenziale tra “Anche i Baudi Piangono” e “Doctor Beruscus”, sebbene manchi di quella pienezza tragica che lo faccia rivaleggiare pienamente con le toccanti avventure di Beruscao in “Una Brutta Fazenda”. Invitante allegoria della Seconda Guerra Mondiale, la pellicola è il manifesto ideologico con cui la Polonia si rilancia in Polonia e si prepara a produrre milioni di Fiat Multipla. Monumentale interpretazione di Reese Witherspoon che dopo parti difficili e ricche di battute, come quella de “La Rivincita delle Bionde”, può finalmente interpretare il suo ruolo ideale: stare in groppa a qualcosa salutando con la mano qualcos’altro senza parlare. Non pervenuto Pattinson, sostituito magnificamente da un manichino figura completa liquidato da Bloomingdales.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.