…Sex List (What’s Your Number?)!
Il mondo ha cercato ogni via plausibile, ma qualcuno ha remato contro. In Italia abbiamo persino nominato un ministro della caratura di una soubrette per risolvere l’annoso problema, ma non ci siamo riusciti. Le pari opportunità sono ancora un miraggio, soprattutto quando le loro sorti vengono affidate al clitoride e alla necessità di matrimonio forzoso dopo il compimento dei trentadue anni. Riuscirà la rediviva Anna Faris, indimenticata protagonista di Scary Movie, a trovare un’ora e mezza di espedienti e dialoghi sensati per non saltare al collo di Chris Evans nudo e spolparlo come una puntina di maiale arrosto?
Boston, Massaciusez (pronuncia all’americana). Ally Darling è una donna attiva sessualmente con partner occasionali che non hanno voglia di impegnarsi e condivide questa passione con il vicino di casa Colin Bisteccone Evans, che ama liquidare le sue pantere da materasso fingendo problemi di memoria e regalando camicie bianche. La bionda patinata viene licenziata dal suo untuoso datore di lavoro e non sapendo come ingannare il tempo con intelligenza, studia un sondaggio su una rivista riguardo il numero medio di partner prima del matrimonio. Scoprendo che la media è circa dieci stalloni per ogni giumenta, comincia a stilare la lista degli ex e si accorge di aver raggiunto quota diciannove. Cifra degna di una sbronza colossale, che la tipa pensa bene di prendere alla festa di addio al nubilato della sorella: dopo aver dato del coglione al futuro cognato, unico momento condivisibile dell’intera pellicola, la bevuta continua in un locale dove viene proclamato che il ventesimo sarà l’uomo giusto. Peccato che la stessa notte blondie si porti a letto l’ex capo, Mr. Abominevole, sputtanando sul nascere il piano diabolico.
Non si può andare avanti così. Il predestinato a condividere la vita con questa idiota deve essere per forza tra i primi venti, quindi Ally chiede aiuto agli addominali di Colin, figlio di uno sbirro e avvezzo allo stalking, per rintracciare gli ex tarelli e scegliere con raziocinio; in cambio lui può utilizzare l’appartamento di lei per seminare le sue conquiste notturne (ho detto seminare non inseminare). Da questo momento il film prende la cadenza sistematica delle vittime della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare. Mentre si cerca il primo fusto, figlio di un ricchissimo uomo d’affari e caldeggiato da mammà, una vecchia alcolizzata, rancida, ricca e con la simpatia di un calzino di lana usato da settimane, sfilano un ex obeso incontrato alla prova delle torte e fidanzato con una modella di colore; un barista prestidigitatore con il fascino di Silvan e l’alito aromatizzato di un cingalese; e un piccolo uomo pagliaccio di origine britannica con la passione per i pub, le freccette, la birra e le scoregge. Il tutto inframmezzato dalle frequenti incursioni di Colin nudo o in mutande e dalla sua visione edificante della vita disimpegnata: sta nascendo l’ammore. Che novità tra due erotomani.
La lista si assottiglia, la menopausa galoppa, la sorella la mette in mezzo per risolvere i conflitti tra i suoi genitori divorziati sulla presenza alla cerimonia. I riempitivi inutili si sprecano finché non compare il classico attivista di colore in cardigan conosciuto al college e di stanza a Washington. Dopo averlo riagganciato alla biblioteca del Congresso con espedienti degni stupratore al ballo delle debuttanti, Ally riesce a imbucarsi a una festa insieme all’aitante gentiluomo. Alla fine della stessa, l’uomo chiede alla ragazza di diventare la sua moglie di copertura in quanto gay. Lui confessa di aver scoperto di essere un biadesivo grazie a lei, cioè la versione omosessuale del classico “per me se come un fratello”, frase preferita dalle stronze del pianeta. Scornata, Ally torna a Boston e cede all’alchimia creata con Colin, ma scopre che lui, il ventunesimo, non le ha dato il numero del fustaccio ricco, uomo con la verve e il fascino tipico della salma al momento dell’inumazione.
Colin, deluso, fugge a casa sua. Mammà gongola e smette temporaneamente di bere, lui tutto sommato può avere un paio di pass gratuiti per il suo utero a patto che la accompagni al matrimonio della sorella. Sembra tutto in fase, ma il manichino non riesce a fare a meno di sminuire Ally ogni volta che parlano (e chi può dargli torto con cotanto palmares). Dopo la cerimonia, dopo aver parlato con il padre, che ha lasciato la madre avvizzita per una bella milfona rampante, dopo una cinquantina di seghe mentali, la donna corre a un altro matrimonio, dove Colin suona con la sua band, stranamente vestito, e si dichiara di fronte a un pubblico basito, sia dentro sia fuori il film. Sembra essere giunta la fine e invece no: mancava la chicca di buon gusto. Mentre Ally e Colin si coccolano guardando la lucha libre sul canale messicano arriva la telefonata dell’ultimo presunto ex francese che annuncia, come l’Arcangelo Gabriele, che non hanno consumato, ma, ubriachi, lei gli ha fatto solo una manovella veloce. Il manzo tartarugato è quindi il ventesimo.
Incomprensibile percorso di terapia contro l’autostima, il film è un caleidoscopio di fallimenti amorosi che potrebbero tranquillamente essere cancellati con un intervento di ringiovanimento vaginale o, per le tasche meno piene, con una buona lavanda profumata. Capolavoro di surrealismo dadaista, la pellicola trattiene il pubblico in sala attraverso una serie di attività collaterali come unire i puntini sugli addominali di Chris Evans o interpretare a quale ramo della scuola cubista appartenga il viso di Anna Faris. Osteggiato dal perbenismo moralista del Massaciusez, il lungometraggio si presenta innovativo solo per la diffusione di un particolare costume nella gestione degli inviti a casa subito integrato nel rito di Scientology e della neo congrega Apple Computers: la padrona di casa si presenta in mutande e reggiseno accogliendo l’invitato nudo che copre le sue pudenda con una mela morsicata.
Sleep-o-Meter: 03 –La Tragedia di un Uomo
Ridicolo (Sonno Paradosso)
Sleep-o-Meter: 03 –
