giovedì 22 dicembre 2011

59 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Sex List (What’s Your Number?)!
Il mondo ha cercato ogni via plausibile, ma qualcuno ha remato contro. In Italia abbiamo persino nominato un ministro della caratura di una soubrette per risolvere l’annoso problema, ma non ci siamo riusciti. Le pari opportunità sono ancora un miraggio, soprattutto quando le loro sorti vengono affidate al clitoride e alla necessità di matrimonio forzoso dopo il compimento dei trentadue anni. Riuscirà la rediviva Anna Faris, indimenticata protagonista di Scary Movie, a trovare un’ora e mezza di espedienti e dialoghi sensati per non saltare al collo di Chris Evans nudo e spolparlo come una puntina di maiale arrosto?
Boston, Massaciusez (pronuncia all’americana). Ally Darling è una donna attiva sessualmente con partner occasionali che non hanno voglia di impegnarsi e condivide questa passione con il vicino di casa Colin Bisteccone Evans, che ama liquidare le sue pantere da materasso fingendo problemi di memoria e regalando camicie bianche. La bionda patinata viene licenziata dal suo untuoso datore di lavoro e non sapendo come ingannare il tempo con intelligenza, studia un sondaggio su una rivista riguardo il numero medio di partner prima del matrimonio. Scoprendo che la media è circa dieci stalloni per ogni giumenta, comincia a stilare la lista degli ex e si accorge di aver raggiunto quota diciannove. Cifra degna di una sbronza colossale, che la tipa pensa bene di prendere alla festa di addio al nubilato della sorella: dopo aver dato del coglione al futuro cognato, unico momento condivisibile dell’intera pellicola, la bevuta continua in un locale dove viene proclamato che il ventesimo sarà l’uomo giusto. Peccato che la stessa notte blondie si porti a letto l’ex capo, Mr. Abominevole, sputtanando sul nascere il piano diabolico.
Non si può andare avanti così. Il predestinato a condividere la vita con questa idiota deve essere per forza tra i primi venti, quindi Ally chiede aiuto agli addominali di Colin, figlio di uno sbirro e avvezzo allo stalking, per rintracciare gli ex tarelli e scegliere con raziocinio; in cambio lui può utilizzare l’appartamento di lei per seminare le sue conquiste notturne (ho detto seminare non inseminare). Da questo momento il film prende la cadenza sistematica delle vittime della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare. Mentre si cerca il primo fusto, figlio di un ricchissimo uomo d’affari e caldeggiato da mammà, una vecchia alcolizzata, rancida, ricca e con la simpatia di un calzino di lana usato da settimane, sfilano un ex obeso incontrato alla prova delle torte e fidanzato con una modella di colore; un barista prestidigitatore con il fascino di Silvan e l’alito aromatizzato di un cingalese; e un piccolo uomo pagliaccio di origine britannica con la passione per i pub, le freccette, la birra e le scoregge. Il tutto inframmezzato dalle frequenti incursioni di Colin nudo o in mutande e dalla sua visione edificante della vita disimpegnata: sta nascendo l’ammore. Che novità tra due erotomani.
La lista si assottiglia, la menopausa galoppa, la sorella la mette in mezzo per risolvere i conflitti tra i suoi genitori divorziati sulla presenza alla cerimonia. I riempitivi inutili si sprecano finché non compare il classico attivista di colore in cardigan conosciuto al college e di stanza a Washington. Dopo averlo riagganciato alla biblioteca del Congresso con espedienti degni stupratore al ballo delle debuttanti, Ally riesce a imbucarsi a una festa insieme all’aitante gentiluomo. Alla fine della stessa, l’uomo chiede alla ragazza di diventare la sua moglie di copertura in quanto gay. Lui confessa di aver scoperto di essere un biadesivo grazie a lei, cioè la versione omosessuale del classico “per me se come un fratello”, frase preferita dalle stronze del pianeta. Scornata, Ally torna a Boston e cede all’alchimia creata con Colin, ma scopre che lui, il ventunesimo, non le ha dato il numero del fustaccio ricco, uomo con la verve e il fascino tipico della salma al momento dell’inumazione.
Colin, deluso, fugge a casa sua. Mammà gongola e smette temporaneamente di bere, lui tutto sommato può avere un paio di pass gratuiti per il suo utero a patto che la accompagni al matrimonio della sorella. Sembra tutto in fase, ma il manichino non riesce a fare a meno di sminuire Ally ogni volta che parlano (e chi può dargli torto con cotanto palmares). Dopo la cerimonia, dopo aver parlato con il padre, che ha lasciato la madre avvizzita per una bella milfona rampante, dopo una cinquantina di seghe mentali, la donna corre a un altro matrimonio, dove Colin suona con la sua band, stranamente vestito, e si dichiara di fronte a un pubblico basito, sia dentro sia fuori il film. Sembra essere giunta la fine e invece no: mancava la chicca di buon gusto. Mentre Ally e Colin si coccolano guardando la lucha libre sul canale messicano arriva la telefonata dell’ultimo presunto ex francese che annuncia, come l’Arcangelo Gabriele, che non hanno consumato, ma, ubriachi, lei gli ha fatto solo una manovella veloce. Il manzo tartarugato è quindi il ventesimo.
Incomprensibile percorso di terapia contro l’autostima, il film è un caleidoscopio di fallimenti amorosi che potrebbero tranquillamente essere cancellati con un intervento di ringiovanimento vaginale o, per le tasche meno piene, con una buona lavanda profumata. Capolavoro di surrealismo dadaista, la pellicola trattiene il pubblico in sala attraverso una serie di attività collaterali come unire i puntini sugli addominali di Chris Evans o interpretare a quale ramo della scuola cubista appartenga il viso di Anna Faris. Osteggiato dal perbenismo moralista del Massaciusez, il lungometraggio si presenta innovativo solo per la diffusione di un particolare costume nella gestione degli inviti a casa subito integrato nel rito di Scientology e della neo congrega Apple Computers: la padrona di casa si presenta in mutande e reggiseno accogliendo l’invitato nudo che copre le sue pudenda con una mela morsicata.

Sleep-o-Meter: 03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso)

mercoledì 7 dicembre 2011

58 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The Resident!
La testa gira e alla fine non si sa dove ci si trova. Potrebbe essere la testimonianza di una persona drogata con le benzodiazepine, invece è la squallida realtà di tutti coloro che inseguono la tensione e si trovano di fronte a un minestrone di luoghi comuni ben al di sopra di una chiacchierata con un anziano su un treno regionale qualsiasi. Riusciranno un’attrice più puntuta di un porcospino e uno strano cocktail genetico tra difetti di diversi attori famosi a regalare al pubblico sognante una performance degna delle latrine pubbliche di Nairobi durante un giorno di sciopero della società spurghi?
New York, USA. La dottoressa del distretto genitale Juliet Mascella a Poligono Swank professa la sua attività al pronto soccorso di un ospedale pubblico, dove risistema le membrane cardiache dei feriti da arma da fuoco con filo di ferro, spago e cucitrice a punti. La ragazza cerca casa disperatamente, avendo trovato il suo ex, un pingone con lo sguardo affascinante di una tarantola cieca, a letto con una bambolina a fare le cosacce. Come in ogni reality che si rispetti, Juliet trova un fantastico appartamento in stile inizio secolo multi accessoriato in centro a due soldi di affitto: a chi non capita oggigiorno. Bloccata la casa, la dottoressa conosce Max Insulso Morgan, padrone dello stabile apparentemente timido come un ragazzino delle medie alla prima sega, e il nonno di lui, un ex-vampiro, ex-stregone, ex-cavaliere sith che lancia messaggi inquietanti mentre spia gli inquilini del palazzo. Ah, a proposito, nel palazzo non ci sono inquilini, ma la donna ha voglia di ca…sa e non ci fa caso.
Trascorsa la prima mezz’ora assistendo alle ripetute tolette di Miss Swank, un atlante anatomico perfetto dello scheletro umano, dato che la sciacquetta difetta di carne e si fa fatica a chiamarla donna, viene il momento della fase due: dimenticare il merluzzone sostituendolo con un altro pesce di mare. Il caso vuole che Juliet incontri Max a una mostra e tenti di sedurlo. Lui resiste, nonostante il pisello barzotto, grazie a una terapia d’urto: si infila in un’intercapedine dello stabile e spara tre chiodi nel suo braccio destro con una sparachiodi. Il nonno, un vero ardito, gli dice che è un pervertito e Max lo ammazza con un’iniezione di Preparazione H per endovena. Libero di sfoggiare la sua totale assenza di carisma, Max ci riprova con la dottoressa, ma lei lo respinge perché anela ancora il becco di Jack, che si è rifatto vivo. Attendendo il suo uccellone preferito, la tipa si mastruzza nella vasca da bagno, ma non gode perché si sente osservata.
Ed ecco il colpo di genio del regista. Svelare a metà film che l’incontro tra Max e Juliet è stato favorito dallo stesso uomo che, non contento, spia dalle intercapedini attraverso gli specchi e le prese della corrente. E adesso? Sesso, azione ed effetti speciali in ordine sparso. Max vede la donna che limona violentemente con il suo ex non più ex e si ingelosisce a tal punto che la droga con del vino e se la ripassa per due o tre notti. Avendo seguito le lezioni per almeno il primo anno di corso, Juliet capisce che c’è qualcosa che non va: coscientemente non l’ha preso eppure gode di tutti i benefici di averlo preso. Chiama un tecnico e fa installare delle telecamere in casa che immortalano il barbuto mentre se la luma come una puledra con i bollori. Juliet è sconvolta; cerca di chiamare Jack, ma squilla l’intercapedine accanto alla cucina: il tonno pinna gialla è incappato nella tonnara Max e ha fatto una fine peggiore di Prometeo.
La donna tenta la fuga, ma il maniaco è Max di nome e di fatto e la raggiunge prima dell’ingresso. Il porcone cerca di trascinare Juliet in un’intercapedine, ma lei si divincola, sfrutta le arti della boxe apprese in “Million Dollar Baby” prima della paralisi e ingaggia un duello rusticano con l’assalitore che per difendersi prende la fedele sparachiodi. Mentre tutti si aspettano che spigolina faccia la fine di un puntaspilli, si dimenticano che lui è un mix genetico sbagliato, cioè un George Clooney con il sorriso obliquo non affascinante montato su un Gerald Butler incapace di girare sequenze d’azione. La frittata è fatta: lui inciampa come un ubriaco sulle frattaglie del nonno, lei afferra l’attrezzo, quello da carpentiere, e comincia a trafiggerlo con inusitata violenza in tutti i punti anatomicamente dolorosi e mortali. Dopo qualche secondo, con una dozzina di chiodi piantati nel cuore, Max muore e Juliet può finalmente masturbarsi in solitudine durante il bagnetto della sera.
Incredibile delirio di carpenteria amatoriale, il film rappresenta una brillante via per l’inserimento lavorativo dei disadattati, insegnando alla perfezione come ristrutturare il proprio appartamento con l’aiuto di uno psicopatico armato di sparachiodi. Inestimabile risorsa per la ricerca sociologica sui generi, la pellicola permette al pubblico maschile di immedesimarsi con un eunuco ogni qualvolta la protagonista prende contatto con la vasca o si spalma di crema idratante. Ripudiato dall’American Medical Association, il prodotto propone la figura di un medico infoiato che fa jogging in canotta con temperature polari, rimorchia casualmente, dà il suo fiorellino illibato al primo moscone, lascia crepare dei vecchi dementi sotto i suoi occhi e va a letto con i capelli bagnati sotto una finestra aperta. Pornograficamente disgustoso, sembra di vedere un orso schizofrenico che corteggia una palma da datteri per un’ora e mezza.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.