lunedì 26 settembre 2011

51 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Dragon Wars!
I grandi cervelli si riuniscono e fanno faville. La potenza americana affianca la potenza coreana e grazie al ginseng, al cumino e ai massaggi sozzi produce un sodalizio di ben più alto livello rispetto al progetto Manhattan. La carne di manzo si confonde con il riso, le proteine si confondono con gli omega tre, ma soprattutto la pecorella si confonde con la pecorina. Riuscirà un enigmatico copione scritto in ideogrammi tondi a dimostrare come un produttore con la colite e una traduttrice sbronza possano fare più danni dell’uragano Irene dopo che si accoppiato con Irina in un amplesso meteo-lesbico?
Los Angeles. In un cantiere edile l’FBI trova un cratere grosso come la bocca del Krakatoa contenente una squama grande come una Fiat Cinquecento e minimizza di fronte al giovane reporter Ethan Palle Mosce incolpando i terroristi norvegesi molto di moda. Il ragazzo, però, ricorda di aver già visto la squama da bambino, nel negozio di antiquariato di Jack Fiatella: uno zitellone rancido che gira vestito in kimono e ingurgita inutili beveroni al ravanello. Costui raccontò al bimbo la leggenda degli imoogi alla ricerca dello iuiciu e dei guerrieri delle fazioni buona e cattiva, uomini tremendi, pronti a tutto e capaci di eliminare i sottotitoli dalla parte recitata in coreano, dieci minuti dieci. Ethan è la reincarnazione del difensore dello iuiciu e deve trovare la portatrice prima che venga appropinquata e inglobata dall’imoogi cattivo.
La donna si chiama Sarah, una sciacquetta slavata e insipida capace solo di scrivere inutili pergamene protettive in coreano, tanto che lo zitellone deve intervenire più volte per impedire che la stuprino anche i Teletubbies. In compenso, finalmente il pubblico scopre le sembianze di un imoogi: un cobra reale di centinaia di tonnellate che ingurgita tutto quello che incontra nonostante sia un artificio posticcio in computer grafica inserito in post produzione. Sfortunatamente è l’imoogi cattivo e si è pure portato dietro un Rutger Hauer sfigato che parla ruttando e un esercito di rettili. Ethan si mette alle costole di Sarah insieme al suo cameramazz Bruce, un panzerotto al cioccolato che flirta telefonicamente anche con le segreterie. Seguono nella classifica delle Wacky Races l’imoogi cattivo, l’esercito rettile, lo zitellone, l’FBI, il Diabolico Coupè e l’Insetto Scoppiettante. Attardata Penelope PitStop.
Alla fine trionfa la polizia, che spedisce l’Eleonora Duse di Downtown in un bel reparto psichiatrico. Ethan riesce a farla evadere poco prima che la computer grafica distrugga tutto l’ospedale. Lo zitellone comunica a quello sfigato del suo allievo che la ragazza deve essere condotta alla grande grotta e l’idiota comincia a fare il giro turistico di Los Angeles con annesse distruzioni. Durante le visite guidate ai monumenti della città vengono intercettati da Rutger Burp che folgora Bruce. Clamoroso: il negro non muore, ripeto il negro non è morto. Muoiono tutti gli altri cittadini per la legge del contrappasso: i rettili si rompono i gioielli e invadono la città guerreggiando con l’esercito. L’FBI, risolto il caso grazie alla sezione fenomeni paranormali e vene varicose, tenta di sopprimere la ragazza per rimandare il problema di cinquecento anni, ma Ethan la salva e ci limona duro. Al che lei gli domanda se dopo la copula possono andare alla grande grotta perché di lì a mezz’ora ha un casting per la pubblicità della pomata contro le verruche.
L’armata rettile ha trionfato sugli elicotteri Apache e può festeggiare l’avvento dell’imoogi cattivo sacrificando Ethan e Sarah come porchette, ma il ragazzo estrae dal cilindro un medaglione coreano, trovato su una Daewoo Nubira con su scritto “Il Paradiso della Brugola”, e annienta tutto l’esercito. Il ruttante è sopravvissuto, ma non riesce a uccidere la ragazza che evoca l’imoogi buono: un crotalo bianco con l’occhio della madre della corazzata Potemkin. Inizia uno scontro stile Tekken, tra due posticci peggio di un parrucchino in crine, che vede la bontà soccombere. Sarah, ormai in ritardo irrecuperabile per il casting della sua vita, decide di farla finita e di farsi inglobare dall’imoogi buono trasformandolo nel drago delle sette sfere che scassa tutto ed esaudisce il desiderio di Ethan: diventare un vero attore.
Godibile come provare tutte le torture elaborate nel Medioevo, il film sembra scritto dal piede sinistro di uno sceneggiatore cui è stata praticata un’amputazione di entrambe le gambe. Politicamente avvincente, la pellicola mette in subbuglio il gotha dell’urbanistica per la rivoluzionaria visione della città di Los Angeles esercitata da un rettile affetto da gigantismo. Assimilabile a un percorso benessere, il lungometraggio rilassa il corpo e l’anima consentendo a chi lo guarda di dedicarsi a qualsiasi altro hobby che non sia la visione senza mai perdere il filo logico degli eventi, in quanto inesistente. Campione d’incasso durante tutte le processioni devozionali, il prodotto costituisce una validissima alternativa a ogni percorso penitenziale che preveda la mortificazione fisica, soprattutto oculare, e spirituale dell’individuo.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

lunedì 19 settembre 2011

50 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The Warrior’s Way!
Quando pensi di averle sentite tutte. Quando pensi di averle viste tutte. Quando pensi di averle annusate tutte, soprattutto in macchina, arriva la flatulenza delle flatulenze, il broccolo lessato in crema di cavolfiore, l’ovetto sodo della sera prima, l’ora di tutte le ore del bifidus che ogni stitico attendeva per rimettere in moto l’impensabile. Riuscirà una piccola bambina cinese, nata svezzata e con l’arcata dentale di Woopy Goldberg, a distruggere a colpi di vagito i progressi economici raggiunti dall’economia mondiale e ad allargare in modo irreversibile lo spread tra Btp e Bund?
Cina, XIX secolo. Yang è il più spietato killer del clan dei Flauti Tristi, un nome una garanzia di disfunzione erettile. L’uomo compensa con la spada ogni complesso sessuale, finché non deve uccidere la discendente del clan rivale, una neonata che gli ride in faccia appena lo vede. L’assassino decide di tradire il clan e intraprendere la via ascetica dei Siffrediani. Per fare questo si trasferisce negli Stati Uniti d’America da un conoscente, Smiley, che vive nella ridente Lode, una cittadina arida come il senso dell’umorismo di Giulio Tremonti e popolata da quattro avvinazzati e un intero circo. Yang è accolto dal nano negro Palla Otto, dal vecchio Ron Barbossa, un lurido con l’alito al sapore di acqua di porto, e dalla rossa Lynn, lanciatrice di coltelli che dovrebbe essere la figa del paese, ma ha la mascella più volitiva di Ridge di “Beautiful”.
I tre derelitti informano l’uomo che Smiley è morto, ma che lui può prendere il suo posto nella gestione della lavanderia locale. La carriera di Yang decolla; lui comincia a lavare e stirare sigillando la spada nel ripostiglio per la gioia del nanerottolo colorato, anche se in realtà gli servirebbe Omino Bianco per togliersi la rossa dallo scroto. A questo scopo le prova tutte: le insegna persino a lanciare i coltelli perché se ne vada con il circo, ma il circo è stanziale. Nel frattempo i Flauti Tristi, guidati dal loro maestro, un vecchio che medita con i corvi che gli cagano in testa, fanno rotta per il Nord America. Ascoltando gli sproloqui di Ron, Yang scopre che la famiglia di Lynn è stata sterminata da un delinquente psicopatico locale, chiamato il Coglionnello, dopo che la ragazza lo ha sfigurato con una pentola di patate fritte (è tutto vero, lo giuro).
L’assassino, dopo queste scottanti rivelazioni, si impietosisce e, durante il festeggiamento natalizio, permette alla ragazza di combattere con lui in mezzo al deserto. Lei sta per consegnargliela con un arbre magique appeso al clitoride, ma il Coglionnello irrompe nella cittadina e comincia a massacrare tutti. Lynn non ci vede più dalla fame di vendetta, ma siccome la fiesta è finita, si accontenta di un tentativo di omicidio ai danni del nemico mortale. Il fallimento sarebbe pari solo al primo viaggio del Titanic, se non intervenisse Yang con la sua spada. I Flauti sentono il pianto dell’arma e partono abbandonando un patrimonio di guano di corvo. Gli abitanti e i circensi sono spaventati di fronte alla possibile vendetta del Coglionnello, ma Palla Otto rivela un nuovo segreto: Ron da sobrio era un cecchino infallibile, talmente infallibile da uccidere anche sua moglie con un proiettile che passava di lì per caso.
Segue una scia di morte e distruzione in cui gli indigeni, guidati da Ron e dal Rum, resistono alle ondate infinite di seguaci del Coglionnello a colpi di dinamite. Purtroppo però gli amici del tartaro gengivale sono troppi e piano piano l’armata circense deve ritirarsi dopo aver perso i suoi pezzi forti: clown tristi con le emorroidi, gemelli siamesi attaccati per il frenulo e sputa fuoco con l’alitosi. La ritirata è resa ancor più difficoltosa dal sopraggiungere delle banane tristi del Sol Levante. Nell’impeto Lynn ha la bella pensata di affidare la bambina al più forte del gruppo, il nano negro, che viene crivellato dopo pochi secondi dallo sfregiato. La vendetta è una patatina fritta che si deve gustare fredda e Lynn coglie la sua occasione dopo che Yang ha sterminato anche le nonne dei cowboys e dei Flauti Tristi. Resta solo il maestro di Yang: in un duello agghiacciante al tramonto, con una pioggia di petali di ciliegio nel deserto, si compie il destino di quell’uomo cattivo che ha costretto il muso giallo a uccidere in tenera età il suo migliore amico Hachiko.
Capolavoro dell’innovazione ecologica, il film è la via che nessun sindaco di Napoli ha avuto il coraggio di battere per risolvere l’annoso problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Devastante nelle ripercussioni sul settore della pornografia, la pellicola raggiunge punte inimitabili di verismo verghiano quando mette la patata, intesa come ortaggio, al centro di un intreccio che sembra elaborato da un gruppo di alghe depresse. Clamoroso per profondità umana, il lungometraggio disegna gli orientali come dei terminator con la spada che parlano per aforismi e amano farsi coprire di merda d’uccello aspettando le risposte ai quesiti esistenziali, mentre gli occidentali come relitti ruttanti che campano di pistolettate, whiskey e stupri. Una prece per i fratelli negri: oltre alla vita, in questa boiata, gli tolgono anche la superiorità fisica, in tutti i sensi.


Sleep-o-Meter: 06 – L’Assedio (Coma Profondo)

lunedì 12 settembre 2011

49 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Scre4m!
Escono dalle tombe. Entrano nelle nostre case in silenzio. Strisciano inarrestabili sul nostro pavimento fino alla meta e ci mordono le terga. Non è un’estrema sintesi di un film di Romero, ma il contemporaneo ritorno sugli schermi cinematografici di David Arquette, Courtney Cox e Neve Campbell. Riuscirà il sofisticatissimo dead-o-meter dell’Obitorio Civico di Tomba (UD) a conteggiare minuto per minuto, ma che dico secondo per secondo, la scia di cadaveri adolescenti che fanno da corolla funebre ai tre feretri hollywoodiani in cerca di rilancio impossibile?
Woodsboro, Stati Uniti. A dieci anni dagli efferati delitti del serial killer Ghostface, White Snow Campbell Prestgnock torna nella cittadina natale per presentare il libro in cui mette a nudo la sua rinascita e il passaggio dal ruolo di vittima al ruolo di cugina della prossima vittima. In questa occasione la tipa incontra lo sceriffo Linus Arquette Arquone Che Fresca Bontà e sua moglie, la ex giornalista Gale Sucking Cox. Pronti via, nemmeno il tempo di una presentazione alla libreria di quartiere e il killer si fischia due biondine slavate orfane, che condividono una casa a tre piani con tanto di garage automatizzato (ding, ding), durante la visione di “Squartati 7”, film stupido tratto dalla storia della Prestgnock. Linus torna in azione insieme al suo vice, la bionda infoiata ed evidentemente psicopatica Judy, generando un inutile conflitto di bernarda con la moglie Gale che si giustifica solo con la desinenza “sboro” nel nome della città.
Ai fantastici tre si uniscono diversi adolescenti tra cui occorre indovinare vittime brutalizzate e un paio di assassini: le tre lavoratrici di pingone Jill, cugina della Prestgnock, Kirby e Olivia; i due nerd segalitici Charlie e Robbie; e Trevor ex fidanzato di Jill, reo di aver appoggiato la regale pannocchia su qualche altra squinzia del liceo. Unici adulti in gioco (oltre agli zombie, la madre al botox di Jill, Kate, e la manager della Prestgnok, Rebecca) sono i giornalisti che eseguono brillantemente la parte di loro stessi, cioè gli organi genitali. Linus, preoccupato per la ripetitività del film, fa una mossa a sorpresa, ossia mette due sbirri a guardia della casa di Jill e cugina. I due prendono l’incarico alla lettera e quindi Ghostface squarta con facilità Olivia, che vive alla porta accanto (ding). La popolazione orfana di Woodsboro cala sempre più, ma l’assassino è un neomalthusiano e non guarda in faccia nessuno: anche Rebecca, personaggio inutile, è fottuta (ding).
Mentre Linus tranquillizza inutilmente la popolazione e si vede recapitare il cadavere di Rebecca dal quindicesimo piano, collezionando l’ennesima figura di cioccolato fondente, Ghostface irrompe alla maratona “Squartati”, organizzata dai due nerd segalitici e per poco non fa fuori Gale, accorsa sul posto per indagare lontana dal cretino di suo marito. Mentre la polizia si arrabatta al festival horror, ormai andato in vacca, il killer va a casa di White Snow, fa fuori i due sbirri di guardia (ding, ding), tra cui l’unico negro dell’intero cast operatori compresi e la mamma botulinica Kate (ding), che si sostituisce a uno stipite per salvare la Prestgnock. Non stanno tranquilli nemmeno i ragazzi, trasferitisi al brefotrofio cinque stelle in cui vive da sola Kirby per continuare la visione di “Squartati 7”. Robbie, disperato per l’evento andato in fumo, viene trafitto mentre sorbisce uno scotgs alla Calboni (ding).
Trevor e Jill spariscono al piano di sopra per una rimpatriata anale e arriva il turno di Charlie che viene legato a una sedia, pronto per le torture. Kirby, che se lo vuole spupazzare nel ripostiglio, cerca di salvarlo partecipando a Raschiatutto contro Ghostface: la bella slandrona sembra avere vinto la puntata, ma quando slega Charlie, scopre, grazie a un cesareo al volo, che il killer è lui (ding). Intanto la Campbell arriva magicamente in loco per assistere Trevor mentre si becca una palla in fronte dalla tenera Jill (ding), che si rivela una psicopatica in combutta con Charlie. Il povero coglione non può neanche festeggiare che diventa anche lui una mezzena di vitello (ding). Teen psycho tenta di ammazzare la cugina con una coltellata e poi si autofrolla per passare da vittima e ottenere imperitura fama giornalistica; ma Santa Amanda Knox guarda dall’alto e permette a Linus, White Snow e Gale di ottenere l’illuminazione e fucilare la sgarzolina in una stanza d’ospedale. I giornalisti, nel frattempo, continuano a concentrarsi su cose futili come i rating borsistici.
Fotocopia senza toner delle precedenti tre edizioni, la pellicola si distingue solo per la sua utilità scientifica nel dimostrare l’esistenza di emorroidi di natura psicosomatica. Brillante come lavare le tende in lavatrice utilizzando delle bovacce al posto del detersivo, il lungometraggio emerge come manifesto delle pari opportunità cinematografiche mettendo sullo stesso piano umano normodotati (spettatori) e ritardati gravi (produttori). Lineare e diretto come la partita doppia, il film riporta in auge prepotentemente il sillogismo aristotelico come forma di ragionamento: gli attori fanno schifo, il film è interpretato da attori, quindi il film fa schifo. Menzione d’onore al personaggio di Judy, unico essere umano donna capace di essere preso sul serio nonostante le tette di Callahan e il cervello di Tuckelberry.

Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

lunedì 5 settembre 2011

48 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…L’Ultimo dei Templari!
La consacrazione del mito. La prova vivente dell’esistenza della divinità biblica. Un vecchio infermo, ormai ritenuto incapace di qualsiasi performance, torna a cavalcare, a spingere un carro e a combattere con una spada finta e pesantissima. E’ ufficiale: Nicolas Cage è la reincarnazione di Sansone; ritrovati i capelli, ritrovata la forza. Riuscirà un cast di mediocri normodotati, arricchito da un ottimo vecchio attore, parlo di Ron Perlman, a scrivere un nuovo avvincente capitolo del Libro dei Giudici e a lanciare in tutte le librerie il libro verità “Nuovissimo Testamento: Credevo di Essere un Attore, ma Ero un Personaggio Biblico”?
Europa Centrosettentrionale. Behmen Cage e il suo compagno d’armi Felson Perlman hanno disertato dalla milizia teutonica dopo l’ultimo assalto a un fortino di eretici in Val Susa. Schifati per le loro nefandezze e per il progetto di strada per carri leggeri Torino-Lione, i due vagano a cavallo per l’Europa Centrale quando si imbattono in un villaggio di appestati. La loro furbizia è pari solo alla loro bellezza, tanto che vengono immediatamente sgamati e arrestati come disertori. La salvezza, però, è dietro l’angolo. Il monaco mano amica Debelzac vuole condurre i due dal cardinale, un orrendo vecchio bubbonato con il culo basso, per affidargli un incarico di Santa Madre Chiesa dominus reveriscum blinda: scortare all’Abbazia di Pedo Mountain la strega responsabile della pestilenza perché venga sottoposta a giusto processo.
Dopo essersela tirata un po’ e aver insultato il cardinale moribondo con frasi da asilo i due accettano. Al gruppo si uniscono il cavaliere Eckhardt, uomo che ha perso la famiglia per la peste (destino già scritto come i protesti di Cecchi Gori), il giovane eunuco Kay Figlio Gay, e il furfante Hagamar, carne da cannone con pochissime battute. Appena avviata la Compagnia del Pisello, la pulzella rancida, al secolo Anna, comincia a portare fortuna all’intero gruppo: induce carne morta Eckhardt ad auto trafiggersi con la spada di Kay, scambiato per la figlia morta ancora illibata e sogno di ogni padre medievale, e provoca una stimmata su una mano a Debelzac con un crocefisso uncinato da alta cerimonia. Il curriculum si avvicina pericolosamente al livello Serbelloni Mazzanti Viendalmare, ma Behmen Cage si fida ancora di lei perché la vuole salvare (visto Drive Angry, forse vuole qualcos’altro, mah).
La Compagnia del Pisello raggiunge un ponte marcio dove Cage gioca a “Din Don Campanon” con il suo cavallo prima di architettare uno stratagemma degno di Hannibal Smith. Passano prima uomini e cavalli, poi tornano indietro gli uomini: alcuni per trainare il carro, altri per fare da contrappeso con una corda. E chi mettiamo a tenere la corda? Il prete con la mano sanguinante. Kay rischia la vita, ma viene salvato da Anna che lo regge sullo strapiombo con una mano sola: Behmen comincia ad avere un sospetto, ma piccolo. Lentezza di comprendonio che costa la vita ad Hagamar, sbranato dai lupi famelici infoiati nella nebbia della foresta. L’arrivo all’Abbazia è festoso e gaudente: tutti morti di peste. Debelzac piange i monaci e cerca di farsi dire dove sono le miniature con le donnine nude, ma un confratello coperto di puss gli indica solo il libro di Salomone, summa enciclopedica dei riti contro Belzebù. Il prete inizia la purificazione della strega, ma si accorge che non funziona.
Al primo bestemmione, Debelzac intuisce che serve “L’Esorciccio”, “Giovannona Coscia Lunga”, ma soprattutto “La Polizia s’Incazza”. La donna è posseduta da Satana che scioglie la gabbia come Nutella e scappa dentro il monastero. I quattro cervelli in fuga capiscono che il demonio è lì per distruggere il libro di Salomone e furbescamente lo riportano nella biblioteca, dove vengono assaliti da monaci zombie amanuensi pornografi e da Mefistofele. Debelzac a metà del rito crepa e gli subentra Kay Figlio Gay, mentre Felson viene incenerito e Behmen si fa massacrare dal satanasso volante. Fortunatamente il mezz’uomo compie la lettura e lo spirito maligno abbandona il corpo della ragazza, che giace nuda sul pavimento, ricoperta d’olio per massaggi e pronta per girare la prima scena di “All’abbazia la do via”. Kay e Anna, dopo aver seppellito i defunti, cavalcano verso casa, pronti per saltare in un burrone, visto che il ponte è crollato, o essere divorati dai lupi, fermi all’antipasto da qualche giorno.
Pluripremiato al Gonorrea Film Festival di Gnocca (RO), il film diventa godibile solo in caso di crollo della retina e contemporanea perforazione della cornea. Intelligente come defecare con la testa nella tazza e il sedere in alto, la pellicola regala, agli spettatori che hanno resistito sino alla fine, la morte dei personaggi per cui sarebbe stato significativo un seguito. Enciclopedico nel raccogliere duemila anni di storia cristiana, il lungometraggio è assimilabile a un cocktail di spermatozoi incestuosi nato a caso dalla rottura di una mensola nel frigo della banca del seme. Banale e b-anale nel tema della possessione diabolica dell’unica vulva senza bubboni dell’intera regione, il capolavoro si distingue dalla filmografia di settore per il transfert totale attore-spettatore: il primo è indemoniato, il secondo vomita.

Sleep-o-Meter: 01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.