giovedì 30 agosto 2012

82 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…La Leggenda del Cacciatore di Vampiri!
La grande storia americana. L’epopea guerresca di una nazione che vive dei propri piccoli e grandi eroi, e si alimenta con cibi degni di una porcilaia, ha una nuova, verosimile, chiave di lettura: quella che potrebbe ottenere un contorsionista che infila la sua testa nell’ano. Riuscirà il “sincero” Abe Lincoln a farci credere, cilindro da prestigiatore alla mano, che la guerra di secessione è stata un duro conflitto tra vampiri e umani, lasciando perdere quell’insignificante dettaglio chiamato necessità degli industriali protezionisti del nord di manodopera negra a basso costo da “liberare” dai ricchi possidenti schiavisti liberoscambisti del sud?
Stati Uniti, metà Ottocento giorno più, giorno meno. Il giovanissimo Abraham Lincoln, biondo e con la faccia da pirla, vive con babbo e mamma nello stato dell’Indiana. Un bel giorno, per salvare il suo amichetto negro Will, decreta il licenziamento del padre e la morte della madre. Il capo del paparino, Barts, è un vampiro pustoloso che nella notte suca la mamma e le attacca il morbo di Parkenstein, feroce malattia che rende tormentata l’infanzia dei futuri presidenti degli Stati Uniti. Abe cresce, i capelli diventano corvini per uno strano mistero genetico, ma la faccia resta la stessa. La sua sete di vendetta non si placa e, pistola alla mano, l’uomo cerca di fare la pelle all’assassino di mammà, ma ne prende un sacco e una sporta e se non fosse per Henry Sturgess, misterioso personaggio che porta occhiali da sole non ancora creati in quell’epoca, a quest’ora sarebbe solo una testa appesa a un muro.
Henry dice tutto ad Abe sui vampiri, lo addestra a diventare un cacciatore in quattro minuti (basta fare mossettine a cazzo, roteare lame con sicumera e avere argento spalmato anche sui testicoli) e lo spedisce nell’Illinois a fare strame di dentati. Nella nuova cittadina di Springfield, nata dalla fantasia di Matt Groening, Abe incontra Speed, proprietario del Kwik-E-Mart e suo datore di lavoro che si chiama come una droga non ancora creata in quell’epoca, e Mary Toad (è Todd, ma non ho resistito), di nome e di fatto, sua futura moglie. A tempo perso decapita il farmacista, un possidente locale, ritrova e salva l’amico Will, si attiva in politica per abolire la schiavitù. Ah dimenticavo la cosa più importante: istituisce la giornata di settantadue ore per riuscire a fare tutto. Una volta raggiunto il centonovantottesimo livello (Sgranocchiatore di Pipistrelli) viene mandato contro l’assassino della genitrice che viene devastato a colpi d’ascia: l’arma preferita dal “sincero” coglione.
Il cattivaccio, però, prima di morire gli ruba l’orologio d’argento di papà e se lo porta nella tomba in modo che il capo vampiro, Adam, lo possa trovare. Nel frattempo Abraham scopre che anche Henry è un vampiro, trasformato da Adam dopo aver assistito al sucamento della sua maiala. I vampiri, consumato il matrimonio con Mary Rospo, tendono una trappola ad Abe nei pressi di New Orleans, tramite rapimento di Will, e lo costringono a chiedere l’aiuto di Speed che accetta. Nel Sud i due compari scoprono che i vampiri usano gli schiavi come pasto, oltre al piacere di trombarsi la cugina. Liberato Will, Lincoln decide di candidarsi alla presidenza e abolire la schiavitù (ma solo perché se li mangiano, altrimenti andava bene). Passano gli anni e Abe finalmente riesce nel suo intento: scatenare una guerra civile sanguinosissima, farsi uccidere il figlio dalla vampirotta milf di Adam mentre gioca con i soldatini e farsi odiare dalla moglie.
Il Nord è al collasso, il Sud manda i vampiri in battaglia e sembra che non se ne esca. A quel punto Abraham, invecchiato con una barba finta di pelo di cane, decide di imitare un dittatore del futuro chiedendo di donare l’argento alla patria per forgiare armi antivampiro. Il tutto senza motivare la scelta allo stato maggiore che funge solo da carne da cannone del Presidente. Le armi devono essere inviate a Gettysburg con un treno direttissimo, ma i vampiri lo intercettano e si scatena una lotta furibonda cui partecipano tutte le comparse più Adam. I nostri eroi sembrano avere la peggio, ma si scopre che, grazie a un astuto piano di Speed, trasportano solo pietre. Abe carbonizza Adam in tempo per vincere il conflitto, grazie alla Rospa che ha portato tutte le armi a piedi insieme ai suoi domestici negri (schiavi no, ma servi sì, esticazzi) e a tempo perso ha segato la milfotta che gli ha infettato l’inutile erede.
Orripilante in ogni suo fotogramma, la pellicola ha ricevuto massimo gradimento solo dai webmaster del sito www.ratemyvomit.com, sommersi da materiale fotografico raccolto nelle sale per i prossimi dieci anni. Di grande impatto sulla storiografia nazionalista europea, il prodotto ha dato il via a un filone cinematografico che avrà i suoi prossimi cardini in “Otto Von Bismarck Uccisore di Licantropi”, ambientato durante l’unificazione tedesca, e “Camillo Benso Distruttore di Zombie”, per l’inutile panorama storico italiota, sebbene, visti i rispettivi attuali Presidenti e Primi Ministri, si capisca il mancato successo dei protagonisti nella loro lotta. Rivalutativo per alcune figure vituperate, il lungometraggio restituisce il necessario smalto all’opera dell’attore John Wilkes Booth che con il suo insano gesto ha impedito la costruzione dell’ennesima stucchevole saga. Da rottamare il protagonista Benjamin Walker: era dai tempi di Eric Bana che non si vedeva un citrullo simile.
 
Sleep-o-Meter: 06 – L’Assedio (Coma Profondo)

giovedì 9 agosto 2012

01 - The Riccardelli Society augura a tutti...

...delle buone vacanze, lontane dai cinema dove proiettano i film che vengono recensiti su questo blog!!!

Se sentite la nostra mancanza avete un archivio ben fornito, ma siete proprio sicuri di voler usare uno schermo anche fuori dagli uffici?

Si riaprono le danze il 30 Agosto 2012!!!

Buone Ferie

JLN

giovedì 2 agosto 2012

81 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Biancaneve e il Cacciatore!
Prendete la recensione precedente e aggiungete un cacciatore ubriaco. Sarebbe troppo facile e non renderebbe onore allo sforzo immane del pancreas di ogni spettatore nel mantenere la glicemia a livelli accettabili. Cristina Morticina torna sul grande schermo per la sua migliore qualità, la simulazione del cadavere. Riuscirà un cervo bianco pluricornuto, che cammina leggiadro sulle ninfee di uno stagno boschivo, a far desistere l’intero cast dal provare a recitare a tutti i costi al livello dell’unica attrice presente, Charlize Theron, producendo smorfie degne di un tarantolato?
Reame tre isolati a sinistra poi la prima a destra. Dopo aver condotto inutilmente in battaglia la sua cavalleria migliore contro un esercito di vetri di Murano, il Re Magnus trova la bella Ravenna Theron, focosa romagnola con l’hobby degli uccelli, chiusa in un carro prigionieri. Il Re dimostra subito di essere un cretino: come fa un figone dei boschi, sequestrato da un esercito in marcia, a rimanere illibato negli orifizi? Che sia un trucco? Niente, non ci arriva e merita di morire per mano della novella sposa, che, come secondo atto di governo, ordina la segregazione della Principessa Biancaneve Stewart nella torre nord, quella su cui vanno a cagare le gazze ladre. Nel frattempo la nuova Regina, per mantenersi intonsa, suca la bellezza a tutte le donne del Regno e interroga il suo specchio magico sull’esito del trattamento. Un bel dì, la dura verità: Biancaneve recita molto peggio, è evidentemente più brutta, ha le orecchie a parabolica, ma per uno strano abbaglio di massa lo fa venire duro anche alle creature incantate e rischia di distruggere il dominio di Ravenna.
La Regina manda il fratello incestuoso e porcello, Finn, a prendere la ragazza per strapparle il cuore e ottenerne l’ingenua purezza, ma la giovane, ingenua e pura appunto, cerca di cavare un occhio all’uomo con un chiodo e riesce a fuggire sino al Bosco Oscuro Tremendo Che Più Tremendo Non Si Può. Per recuperare la svenevole coglioncella viene noleggiato il cacciatore vedovo avvinazzato Eric Hemsworth, con la promessa di far resuscitare la moglie morta. Tuttavia, sulle tracce della Principessa c’é anche William, figlio del Duca Ducazz, capo della resistenza contro il tiranno e pretendente alla regale patonza. Una trama originale come la pancera del Dott. Gibaud. Eric dopo qualche scaramuccia trova la ragazza e si innamora di lei. In seguito incontrano un troll, all’inizio feroce e poi tenero gigione, che si innamora di lei. Poi incontrano otto nani, incattiviti da precedenti screzi con il cacciatore, che si innamorano di lei. Lo stuolo di pretendenti aumenta al pari del pallore di Biancaneve, detta confidenzialmente la bianca Bianca.
Dopo il solito trekking infinito per i boschi, incontri sempre più improbabili, come le fatine buone del cazzo, e le solite scene di fraternizzazione intorno al fuoco, la bianca Bianca viene condotta al cospetto del Sacro Cervo Bianco che Galleggia, il quale la benedice con una scoreggia al mughetto prima di essere trafitto, senza morire, dagli arcieri di Finn. Infuria una battaglia senza quartiere, in cui perisce Gus, il nano dolce, paffuto e carotino come una Camilla del Mulino Bianco. Alla fine della colluttazione, William, mimetizzato tra le fila dei cattivi, esce allo scoperto, mentre Eric, figlio di Odino, impala Finn su un tronco di quercia. Ravenna non la prende bene e si tramuta in William, invecchiando di cinquant’anni a causa dello sforzo magico, per somministrare alla ragazza la mela avvelenata. La bianca Bianca muore (standing ovation) e William ne approfitta per una slinguata con le spoglie, che vengono condotte al Castello del Duca Ducazz per l’inumazione. Edward Cullen di “Twilight” non è nei paraggi, quindi dovrebbe rimanere morta.
Nella camera ardente nemmeno Eric resiste alla necrofilia e limona duro con la salma. Dannato bacio d’amore vero! La tipa si ripiglia giusto in tempo per fare il peggiore discorso alle truppe della storia dell’universo, ma fortunatamente l’esercito è composto di masochisti che decidono di seguirla in un assalto impossibile al castello di Ravenna. Due maroni con ‘ste battaglie… Con l’aiuto dei nani, che aprono il cancello grazie alla loro ineguagliabile stazza, le truppe della bianca Bianca penetrano e fanno strame dell’esercito regio, mentre la ragazza va ad affrontare la mortale nemica. Ravenna impegna i buoni con i suoi guerrieri di cristallo nero di Boemia e Biancaneve si lancia contro di lei prendendone quante un trotzkista nella sede di Casa Pound. Il Dio del Cinema sembra aver ascoltato le nostre preghiere, ma l’attore migliore, si sa, non vince mai e la slavata protagonista trionfa come la muffa sulla frutta troppo matura senza bisogno di concedere le sue grazie a nessuno: la solita figa di legno.
Utilizzato all’Actor Studio per la crescita professionale dei giovani attori, il prodotto snatura quasi il suo genere e diviene apertamente didattico nel presentare una grande attrice, l’antagonista, a confronto con la versione di sé colta da ritardo mentale alla nascita, la protagonista. Studiata da tutte le scienze che si occupano di deterioramento della materia, la pellicola dimostra ampiamente la coincidenza tra Kristen Stewart e una piastra di Petri a elevatissima carica batterica cinematografica, non solo per gli effetti empirici della ragazza sulla fertilità del pubblico, ma anche per la lunga lista di rifiuti incassati dalla produzione per il ruolo di protagonista maschile (Michael Fassbender, Johnny Depp, Viggo Mortensen, Hugh Jackman). Una prece per il povero Chris Hemsworth che, in questo momento, starà martellando il suo vigoroso schwanzstuck con Mjollnir, l’indistruttibile martello di Thor.

Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.