lunedì 27 settembre 2010

26 - The Box

...The Box!
Scelte etiche. Alieni. Gente che parla di sé in terza persona. Morbi incurabili. Assenti e fin troppo presenti. Prostatiti e cateteri. No, non è una normale giornata in Parlamento, ma una nuova, emozionante, inquietante, agghiacciante, vicenda sui misteri di ciò che non riusciamo a spiegare. Riuscirà questa pellicola, agognato intervento riformatore atteso da Emma Marcegaglia, a rivitalizzare settori industriali di sicuro affidamento come lo spurgo fognario e la produzione di ventose da tazza, senza per questo infliggere un colpo ingiustificato al settore fermenti lattici, coadiuvanti e probiotici?
Richmond, Virginia. I mitici anni '70 corrono veloci e la scialba professoressa Norma conduce una vita di tranquillità tra lezioni su Sartre, un marito, Arthur, ricercatore alla NASA e aspirante astronauta, e un inguardabile figlio, Walter, piccolo Beatles con la diabetica propensione del piccolo Lord. Durante una nottata di quelle della settimana in cui le coppie sposate non amano fornicare, viene lasciata sulla soglia una scatola contenente un pulsante e un biglietto che annuncia la visita del Signor Steward. E sti cazzi viene subito da pensare. La mattina successiva è foriera di soddisfazioni per la famiglia: lei, dopo essere stata umiliata da uno studente psicotico, si vede azzerate le borse di studio per il piccolo Ringo Starr, poiché la scuola non ne vuole sapere di finanziare l'educazione a uno che si veste come nella Londra dell'800; lui trova respinta la domanda come esploratore spaziale in quanto attore mediocre, nonché sordido clone di Tom Cruise.
Alle cinque del pomeriggio il Signor Steward si presenta con una proposta indecente al pari della sua faccia sfigurata. Considerando che anche Norma ha un piede cionco, viene da chiedersi se di lì non sia passato Mengele con un po' di fenolo. Se schiacci il bottone ti becchi un milione e crepa il vicino di casa che fa cagare il cane nel tuo giardino; se non schiacci ti fischi i soldi e torni a fare la tua vita orrenda. I coniugi hanno un giorno di tempo per decidere. Inizia uno slalom tra seghe mentali, sospetti, rimorsi e coliche renali. Alla fine, in preda alla sindrome da piede equino, la donna schiaccia. Puntuale come la colite dopo aver mangiato le cotiche, Steward arriva con la valigia piena di dollari a ritirare il dispositivo. Nemmeno il tempo di gioire che la cittadina si trasforma in un ammasso inverecondo di personaggi inclini al delirio che soffrono di epistassi. A conti fatti gli unici due sani e non sfigurati sono padre e figlio, ma sfortunatamente non fanno un cervello in due.
Arthur se ne sbatterebbe bellamente lasciando finire questo film demente, ma Steward non ci sta e comincia a fornire indizi spaiati e allucinanti a lui e consorte, coinvolgendo amici, parenti, conoscenti, scimmie ammaestrate e mandolinari della costiera amalfitana. Le indagini vanno a gonfie vele, visto che le conduce direttamente l'oggetto delle stesse, e i due scoprono che il Signor Steward è un ex-dipendente della NASA colpito da un fulmine, morto, risorto e in grado di parlare con "loro", i governatori dei fulmini: la puzza di Sumeri Spaziali aleggia nell'aria. Mentre l'emissario dei folgoratori intrattiene conversazioni con Norma e le svela che la prova del bottone è nientecacarelladimenoche un test per giudicare l'umanità e stabilirne l'eventuale prematura estinzione, Arthur incontra la nonna di Mike Bongiorno che gli chiede quale portale interdimensionale desidera utilizzare, tra l'uno il due e il tre, per evitare la dannazione.
Sembra tutto finito a tarallucci e alieni, ma c'è ancora tempo (ma quanta pellicola avevano?) per il colpo di scena. L'astronauta mancato viene rapito da uno che ha vissuto la sua stessa esperienza , gli consegna il manuale di somministrazione del test attitudinale alieno e gli confessa che a breve dovrà scegliere tra moglie e figlio. Lui continua a non capire e a vivere a ottusolandia. Il piccolo Walter viene rapito, utilizzato per fare balconing nella piscina di un motel e reso cieco e sordo dai seguaci di Steward, il quale si presenta a casa dei coniugi disfatti con una nuova scelta. I due figli della deficienza possono tenersi un piccolo Stevie Wonder sordo e curarlo con il milione oppure chi ha schiacciato il bottone secca quello che non l'ha schiacciato e dona per magia vista, udito e milione al pargolo. Finale drammatico con il piccolo che non riesce a uscire dal cesso, Arthur che non capisce come funziona la pistola e Norma che si rivolge l'arma contro per porre fine al matrimonio con l'emulo di Homer Simpson.
Pellicola che lascia sempre aperta una seconda ipotesi di fuga dalla sala. Estenuante nella sua lentezza, è assimilabile a una gara di velocità tra menhir. Violentemente emotivo, genera un transfert immediato nello spettatore che comincia a pigiare tutti i pulsanti a disposizione nella speranza di sterminare i protagonisti e le loro famiglie. Monumento all'idiozia umana, dice già nel titolo che è un pacco, ma lo spettatore deve per forza vederlo per capire. Film rivoluzionario che stabilisce un nuovo livello di bassezza negli intrighi cospirativi alieni e dona la dignità mai posseduta a capolavori come "La Terra contro i Dischi Volanti". Menzione d'onore per la coerenza granitica del protagonista maschile capace di rifiutare il fiorire dell'intelligenza nel suo cranio per l'intera durata della pellicola e oltre, tanto è vero che si vocifera sia ancora sul set ad aspettare che suo figlio esca dalla latrina.

Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

domenica 12 settembre 2010

25 - L'Apprendista Stregone

...L'Apprendista Stregone!
Cinema, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterniggers durante la sua missione cinquantennale, diretta all'esplorazione di nuovi films, alla ricerca di altre forme espressive e di arte, fino ad arrivare in una sala dove nessuno spettatore è mai giunto prima. Riuscirà chi scrive, dopo essersi seduto sul cesso con in mano un santino recante la scritta "Vai Piano", a fare un salto nell'iperspazio fognario, tirando lo sciacquone a curvatura, prima che nostra signora delle caciotte pronunci quindici sillabe nel suo impercettibile accento francociociarumbro creando un paradosso nel continuum defecatio-tubature?
Anno 740. A Camelot se la passano malissimo. Merlino è un vecchio incontinente, i suoi assistenti hanno cinquant'anni per gamba, ma giocano ancora a fare gli adolescenti. Deve essere l'aria di Hogwarts. Morgana parte all'assalto del castello marcondirondirondello e il vecchiardo sembra poterla fermare, ma viene tradito dall'infido Horvath. Balthazar Cesare Ragazzi Cage e Veronica Bellucci arrivano al piccolo trotto, l'età è quella che è: lui sbatacchia l'antico compagno, lei cerca di aprire bocca, ma Morgana per non sentirla decide di infilarsi dentro le fauci e possederla. La Bellucci che favella libera è troppo anche per una maga potente e il povero Balthazar è costretto a intrappolarle in una matrioska insieme a Horvath e altri morganiani. Merlino, con l'ultimo rantolo, ordina al discepolo di cercare il Sommo Merliniano, unico in grado di sfondare la malvagia maga e magari, perché no, far tacere l'avvenente italiana.
Il prescelto, dopo mille anni di ricerche, è un ragazzino di dieci anni di New York di nome Dave. Durante una gita scolastica si infila nella bottega di Balthazar e comincia a fare danni appena ricevuto il prezioso anello con il drago di Merlino. In pochi minuti riesce a liberare Horvath, distruggere numerosi reperti antichissimi, infradiciarsi le pudenda di acqua fetida e a chiudere il suo mentore in un'urna per due lustri. Passano dieci anni e Dave è diventato il partecipante modello de "La Pupa e il Secchione", convive con una vescica di lardo color ebano e studia fisica, soprattutto teorie innovative: le bobine di Tesla, un esperimento del 1891. Mentre sbava dietro a Becky, la solita gnocchetta bionda persa di vista dalle elementari e affascinante come un mocio che ha pulito i pavimenti di un McDonald's, Balthazar e Horvath balzano fuori dall'urna, terrorizzano la famiglia Moratti newyorkese, e partono alla sua ricerca.
Superata la frustrazione rispettivamente per dover insegnare magia e per dover rubare l'anello al gran visir degli sfigati, Balthazar e Horvath iniziano la loro battaglia per il recupero di Veronica. Il primo vorrebbe liberare l'amata il secondo, mosso a pietà, vorrebbe liberare Morgana dall'inutile presenza della Bellucci e risvegliare tutti i morganiani. Si salta da Chinatown, dove non fanno altro che festeggiare il Capodanno, alle aule della New York University, dove Dave cerca di rimorchiare, tra un incantesimo e l'altro, Becky mentre Balthazar cerca di mantenerlo fuori dalla mota per almeno un quarto d'ora. Horvath, invece, assistito da un aberrante David Copperfield ossigenato, predispone l'operazione risveglio e sfila per la città vestito come Al Capone. Il vuoto narrativo di questa fase è abilmente riempito da incantesimi, inseguimenti, nani e ballerine. Ci si risveglia quando Horvath riesce a irrompere nel laboratorio del Dott. Jeckyll di Dave, a immobilizzare Balthazar, a rubare la matrioska fatata e a rapire Becky.
Dave, che fino a quel momento è riuscito solo ad allagare il laboratorio facendo ballare le scope e a trasformare in un catorcio la macchina del mentore, dice di essere finalmente pronto a distruggere Morgana e Balthazar è d'accordo! Il trattamento sanitario obbligatorio è dietro l'angolo. L'assalto al regno di Horvath finisce in un bagno di sangue: Balthazar è fottuto e l'anello di Merlino perso per riscattare la sciacquetta. Sembra tutto perduto, ma ecco che Carne da Cannone Dave ha un'intuizione: questione di riflessi. Mentre manda Becky, che soffre di vertigini, a spostare un'antenna in cima a un grattacielo, per interrompere il rito, attacca la Morgana risvegliata e separata dalla Bellucci con le bobine e la fa a pezzi peggio di Lo-Pen. Sembra tutto finito, ma la Bellucci inizia a parlare: Balthazar Cage muore all'istante, Dave, convinto che non se la possa cavare così a buon mercato morendo, lo rianima per condividere lo struggente finale e il povero Cesare Ragazzi Cage è costretto a baciare la regina del pecorino di fossa per farla tacere.
Effetto speciale folgorante con il film intorno, rappresenta il massimo assoluto del cinema gay maschile per il suo uso spregiudicato di personaggi femminili inutili e irritanti. Trama di elevato spessore, sembra scritta dall'esordiente accoppiata Califano-Moccia, stenta alla lunga persino contro consumati ronzini come "Panarea" e "Vita Smeralda". Efficace nella distribuzione delle scene orrorifiche e delle scariche diarroiche, alimenta l'ansia dell'evento nefasto e brutale dall'inizio sino all'inevitabile finale, quando Monica nostra si produce in un fantastico "Balthazar, che cosa hai fatto?". Esponente prezioso del cinema concettuale, instilla nel pubblico grandi domande senza risposta, come ad esempio: "Da dove vengono quei capelli?" o "Perché la virtù di Vincent Cassel non è mai nei paraggi quando serve turare le falle?". Consigliamo l'uso assiduo di bobine di Tesla per avere le risposte.

Sleep-o-Meter: 01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.