lunedì 16 settembre 2013

119 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Beautiful Creatures!
Mi voglio male, lo ammetto. Ma lo faccio per voi e dovreste essermene grati. Dopo i vampirla e i putrefatti arrivano maghi e streghe. A chiudere un cerchio che nessuno avrebbe mai voluto aprire, a completare il sottile e affascinante milieu delle slinguazzate paranormali, la provincia americana sputa fuori altri due giovani adulti, con la glossite acuta, desiderosi di scambiarsi i fluidi corporei con l’insistenza di due topi in amore. Riuscirà Johnny Little Niggers a sopravvivere a un pomeriggio di ozio estivo dopo aver guardato in successione, senza pausa pipì, questo film e quello precedentemente recensito?
Gatlin, Carolina del Sud, Stati Uniti, un lombrosario mai visto prima. Ethan Wate(r) è il solito studentello anticonformista intellettualoide intrappolato in una cittadina di bifolchi bacchettoni. Dopo la morte di mammà, il padre si è rinchiuso in una stanza da cui non esce mai e la casa viene mandata avanti da Amma, la custode di colore della biblioteca cittadina (senza i neri a prendersi cura di loro metà dei wasp non saprebbero nemmeno allacciarsi la patta dei pantaloni). Il bigottismo cristiano imperversa in ogni casa e peggiora malamente quando la tenebrosa Lena Duchaness, nipote del vecchio Ravenwood Irons, comincia a frequentare la scuola. In città si mormora che i Ravenwood siano dei satanisti, anche se non è comprovata la loro provenienza dalla provincia di Varese. La più acre nei loro confronti è la Sig.ra Lincoln, madre del miglior amico di Ethan e vincitrice del rinomato Premio Beghina per dodici edizioni consecutive.
Sentito profumo di figa a buon mercato, il giovane Wate(r) si mette alle costole della sirena Lena (bisogna combattere in qualche modo la bella Bella): questa sulle prime lo scaccia in malo modo, ma poi non riesce a fare a meno di pensare a quante cose si possono fare con un maschio senza cervello e comincia a fargliela annusare. Ethan si trasforma: non frequenta più gli amici, smette di bere, cerca addirittura di conoscere la famiglia di lei. E qui sono cazzi. Il ragazzo, dopo essere stato sfottuto a sangue per la sua idiozia da Macon Ravenwood, scopre che quella di Lena è una stirpe di maghi e che fra pochi giorni, al compimento del diciottesimo anno di età, lei sarà reclamata dalla luce o dalla tenebra. Tenendo conto che fino a due giorni prima lui non conosceva nemmeno Bukowski, il salto è considerevole.
Mentre i due giovincelli passano le giornate a infilarsi la lingua in tutti gli orifizi, arrivano in città la mamma e la cugina di Lena, entrambe passate al lato oscuro. La cugina, dopo aver sterminato tutta la polizia locale, s’infratta con l’amico di Ethan per plagiarlo, mentre la mamma possiede satanicamente la Sig.ra Lincoln. Tempi cupi, la felicità finisce e Lena vuota tutto il sacco: su di lei grava la maledizione della Sedicesima Luna e solo il libro della Casa della Luna, conservato nella biblioteca della magia, può aiutarla. Guarda caso la custode è Amma (minchia che fantasia!). Lena comincia a leggere il libro magico, su cui apprende di tutto, anche la ricetta dell’abbacchio a scottadito, ma non come fermare la maledizione. I giorni passano, la tensione sale come la cacca in un pozzo nero e alla fine ecco svelato l’inghippo: Ethan, o qualcuno che Lena ama, deve morire (noi votiamo Ethan in blocco).
Si arriva al giorno del compleanno della puttanella magica che cade in corrispondenza della rivisitazione storica di una vittoria sudista nella guerra di secessione, per la gioia del Ministro Kyenge. Mentre mamma e cugina già festeggiano il passaggio di Lena alla luna nera e la sua firma di un contratto blindato in Rai, Ethan cade nel trappolone della suocera e viene fucilato dal suo migliore amico. Lacrime, disperazione, trionfo, seghe, aspirine e liscio (sesso, droga e rock’n’roll ci pare troppo per ‘sta cagata), ma ecco il colpo di scena: Macon Irons, disperato per aver accettato la parte, si è sostituito a Ethan con un sortilegio. Lena piange e poi, spezzata la maledizione, esilia la cugina e scotenna la fattrice risolvendo l’eterno conflitto di Elettra tra madre e figlia. Ethan viene lobotomizzato affinché dimentichi tutto: adesso che a Lena prude la patatina, perché stare con quello sfigato?
Ottava meraviglia del mondo della falegnameria cinematografica, la pellicola è il pezzo forte dell’ultima collezione dei mobilieri di Lissone alla voce “sostegni per scopino da cesso”. Affascinante come scoprire la fine dell’anestetico prima di una colonscopia, il prodotto brilla a tal punto per pathos e aspettativa che a un certo punto, per avere una scarica di adrenalina, viene quasi la voglia di caricare Edward Snowden in spalla e portarlo in Bolivia a piedi. Manifesto dell’agrofilia nel mondo civilizzato, il lungometraggio è la prova della degenerazione indotta dall’eccessiva urbanizzazione e della necessità per alcuni, i protagonisti nella fattispecie, di tornare al badile come mezzo di sostentamento. Certamente il film delle grandi conferme maschili: inutile impegnarsi in un rapporto amoroso serio quando si può trovare facilmente una giovane strega che, dopo svariati amplessi, un bel giorno sparisce dalla tua vita senza aver consumato tutta la birra in frigo.
 
Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

lunedì 2 settembre 2013

118 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Warm Bodies!
Dea delle Dee di Pollon perdonami perché ho gravemente peccato. Invece di esercitare la ragione e continuare nella mia missione per risvegliare le coscienze, ho preferito indugiare nella fornicazione, credendo che il peggio fosse passato. Dopo i vampirla, arriva l’uragano delle frattaglie, l’unione sacrilega tra l’essere umano e la putrefazione. Riuscirà un dinoccolato non morto, che stranamente non puzza di morto, a circuire una bella biondina dalla coscia facile e a raccogliere abbastanza sacche di plasma umano da riempire i suoi corpi cavernosi e avere un’erezione?
Città devastata dall’apocalisse zombie, stranamente negli Stati Uniti, senza voler insinuare che gli americani siano autoreferenziali. R è un simpatico e putrefatto giovane adulto che ama aggirarsi intorno a un aeroporto infestato facendo del sarcasmo gratuito sulla sua condizione. L’essere condivide la passione con il suo amico M con cui comunica attraverso un complesso sistema di grugniti e gemiti, retaggio dell’ultimo Congresso Provinciale della Lega Nord. Nonostante uno spirito critico superiore a qualsiasi essere umano nato in Corea del Nord, essendo uno zombie, R brama continuamente carne umana, specialmente i cervelli, che lo nutrono e gli permettono di vivere i ricordi dei precedenti possessori. Nel frattempo, nell’enclave umana, Julie Grigio e un gruppo di suoi amici, tutti giovani e forti, sono inviati dal padre di Julie nella città per recuperare rifornimenti medici e morire dolorosamente nel tentativo.
R, M e un branco di zombie anonimi attaccano il gruppo in forze, ma quando R vede Julie, sente la sigla di “Sentieri”, “This Is The Time To Remember”, e si innamora di lei anima e corpo macilento. Quando il ragazzo di Julie, Perry, il solito giovane razzista appassionato di armi, gli spara con un fucile facendogli il solletico allo scroto, R lo sbrana e si porta a casa tutto il suo encefalo, di cui gusta qualche porzione in loco. Il barcollante s’impossessa così dei pensieri di Perry, dei ricordi delle fuitine erotiche, del primo barbone incendiato e l'amore verso Julie diventa ancora più forte. Preso da una libido che pensava ormai rosicata dai cagnotti, lo zombie salva Julie dal resto del branco e la porta all'aeroplano dove vive, per proteggerla. R comincia a coniugare i verbi e chiede a Julie se vuole vedere la sua collezione di dischi: le farfalle si sono zombificate e sono volate via. La ragazza comincia a dare retta allo zombie, invece di inorridire totalmente come ogni persona normale.
Tuttavia, a Julie non piace il pensiero di vivere a Zombieville il resto della sua inutile esistenza e convince R a riportarla a casa: un fortino pieno di pazzoidi armati fino ai denti cariati. Presa una BMW (vuoi viaggiare di merda su queste autostrade desolate?) con il pieno di carburante, i due partono e, durante una sosta in una catapecchia, R rivela a Julie che ha ucciso il suo ragazzo. Lei lo abbandona e ritorna da sola all'enclave a farsi sbattere dal primo che abbia il testosterone fuori dai parametri. R ritorna afflitto all'aeroporto, ma M e gli altri zombie, che hanno iniziato anch'essi a mostrare segni di vita, lo spronano a cercare Julie perché gli “ossuti” (zombie infoiati di carne), la vogliono sgranocchiare. Giunto all’enclave, morticino sgattaiola (normalmente barcolla, ma durante le scene action diventa improvvisamente agile come una rana toro) e incontra Nora, l'amica di Julie, ma soprattutto il futuro suocero che minaccia di fargli esplodere la testa.
Così Julie e R, sempre più desiderosi di congiungersi in un amplesso condito con le blatte, scappano in uno stadio di baseball dove M li sta aspettando, ma si ritrovano attaccati da un'orda di "ossuti". Dato che questi uccidono e mangiano qualsiasi cosa con un cuore e dato che gli zombie buoni stanno tornando alla vita, comincia una zuffa pestilenziale tra cadaveri. Come topi in trappola, R e Julie saltano in una piscina da trenta metri di altezza, sopravvivendo per puro culo all'impatto, ma il suocero spara ad R, facendolo sanguinare: la prova che R è tornato nuovamente umano grazie all’ammore. Umani e zombie non più zombie combinano le loro forze e uccidono gli "ossuti". Gli zombie buoni, lentamente, vengono assimilati nella società umana e riprendono il posto che gli compete: politici, manager e capi militari. Gli umani si prendono a badilate nei coglioni per non aver saputo cogliere l’occasione di sterminio.
Picco inattaccabile della cinematografia tecnologica, il lungometraggio si può apprezzare appieno solo nei cessi pubblici della metropolitana, poiché il forte odore di escrementi avvicina il pubblico come non mai all’idea di quadridimensionalità e fa apparire l’Imax come un trastullo per disadattati. Ricca di speranza per la popolazione affetta da alitosi, la pellicola è la dimostrazione che per essere amati a sufficienza basta non emettere odori sgradevoli sia dalla bocca che dall’uccello, soprattutto quando la dieta è essenzialmente proteica. Inefficace come una richiesta di adozione da parte di una coppia omosessuale, nonostante grandi aspettative per il suo messaggio universalistico, il film ha aperto pochi spiragli nella road map mediorientale: dopo la visione il governo israeliano ha sentenziato: “Zombie va benissimo, basta che non siano palestinesi”. Una domanda a John Malkovich: almeno pagavano bene per sputtanarsi così?
 
Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.