domenica 5 dicembre 2010

31 - Due Cuori e una Provetta

...Due Cuori e una Provetta!
Tutti i nodi vengono al pettine. Le bugie hanno le gambe corte. Pane panelle patate vugghiute fanno li fimmine tutte chiattute. T’amo pio bove; e mite un sentimento di vigore e pace al cor m’infondi. La saggezza popolare ha sempre fatto sfracelli almeno quanto la poesia carducciana. Riuscirà la soporifera Jennifer Aniston, una donna che per anni ha ingannato tutti facendo credere di essere un’attrice mentre interpretava se stessa in ogni pellicola, a valorizzare il detto di nuovo conio che la miglior difesa (dai suoi film) è senz’altro l’assenza (dai cinema dove li proiettano)?
Le giornate scorrono nevrotiche tra Kassie Aniston, quasi quarantenne sull’orlo di una crisi ormonale, e lo sfigatissimo migliore amico Wally Bateman che se la vorrebbe bombare a morte, ma è intrappolato nel suo ruolo di guastafeste pessimista da cui tornare in lacrime in caso di relazione finita malissimo. All’apice di una distrofia delle mucose vulvovaginali, Kassie annuncia all’amico che vuole un bambino e ha deciso di avvalersi di un donatore di sperma. Wally si propone come birillo a noleggio e lei gli ride in faccia. Respinto e mai domo, l’uomo chiede consiglio al collega Leonard Goldblum che gli risponde che le ragazze della terra sono facili a patto che gliela si chieda. Non c’è nemmeno tempo per litigare con l’amica, poiché una parrucchiera di periferia, al secolo Juliette Lewis e anch’essa perfetta nell’intepretare la sua incomparabile idiozia, organizza un party di inseminazione.
Wally decide di partecipare in veste istituzionale, ma ben presto è talmente a disagio che comincia a bere come un lavandino cui è stato appena fatto lo spurgo. Nel marasma conosce anche Ronald, ammogliato appoggiatore di pennello, poco prima che possa andare in bagno, con elmo vichingo calcato in testa, a svolgere il lavoro che, notoriamente, riesce meglio in assoluto a qualsiasi maschio. Lo sperma viene depositato e tutto è pronto per l’inseminazione a pera, quando l’uomo senza qualità si reca alle latrine per vomitare l’anima. In preda ai fumi del Negroni, Wally gioca al Titanic con il barattolo fino a far annegare tutti gli spermatozoi nel lavandino. Chi di slunga perisce di slunga ferisce: l’amicone acchiappa il coraggio e qualcos’altro a due mani e si tira un segone fotonico. Siccome pensare ad Angelina Jolie sembra di cattivo gusto, si ispira con la Cesara Buonamici americana, tale Diane Sawyer.
Dopo aver timbrato di vomito anche casa di Leonard, Wally rimuove l’accaduto. Anni di fuitine mancate hanno il loro peso e Kassie rimane pregna al primo tiro di schioppo. Per far crescere il mostro in un ambiente sano, decide di lasciare New York e tornare nel suo paesello del Michigan ad alta concentrazione di serial killer pedofili. Passano sei anni, in cui i due si sono sentiti solo per gli auguri di Natale, e Kassie rientra nella grande mela bacata: il ruolo di verme era rimasto scoperto, lei necessita di qualcuno che la copra; insomma, esigenze convergenti. Wally torna ad avere un’erezione e pensa che finalmente si possa sturare il piffero, ma non ha fatto i conti con il pacco appresso: un orrendo marmocchio di nome Sebastian (perché non chiamarlo Segastian già che c’erano?) paranoide pieno di nevrosi con la fissa di collezionare cornici fotografiche vuote. Normalmente sarebbe rinchiuso in un istituto per deviati, ma l’uomo comincia a notare delle inquietanti somiglianze con la sua infanzia.
Mentre all’imbranato onanista vengono le crisi di coscienza alla vogliosa amica vengono le crisi di pingone. Il brillante piano è far rientrare Ronald, fresco di divorzio, nella vita del piccolo. Questi lo odia, Wally lo odia, la stessa Kassie lo odia, ma gli sceneggiatori hanno scritto che ci doveva essere un antagonista a un protagonista che si rende la vita impossibile da solo. La regola dell’amico non sbaglia mai, anche se, dato il rapporto sempre più stretto con Sebastian, vacilla: non passa che qualche settimana e Ronald chiede alla regina delle psicosi di sposarlo. Anche gli ignavi di Dante agirebbero, ma Wally vuole proprio strapparci delle bestemmie di bocca. In punta di pennello (aridaje) l’uomo cede e racconta a Kassie che il piccolo pazzo è suo figlio. Lei lo espelle acida dalla sua vita, poi fa due conti: dovere coniugale e mantenimento per il piccolo. Mah sì, sposiamo Wally. Di Ronald, a oggi, si sa che è ancora a casa di Kassie che aspetta una risposta alla sua proposta di nozze con l’inconfondibile sorriso da culo allegro.
Alternativa, con effetto immediato, al miglior purgante, la pellicola si sviluppa su idee sconnesse che sembrano prodotte da un consorzio di persone affette dalla sindrome di Tourette. Film che sorprende per come riesce sempre a mantenersi un passo avanti rispetto a qualunque imbecillità possa partorire lo spettatore. Strumento efficacissimo per la promozione della violenza come sistema di risoluzione dei conflitti: se fosse stato proiettato in un piccolo paese del frosinate con un secolo di anticipo, oggi si parlerebbe di Maria Goretti come di Ted Bundy. Prodotto cinematografico che nel suo piccolo spiega alcuni interrogativi esistenziali. Due su tutti: 1) può far fortuna nel cinema uno che ha esordito con il sequel di un film su un licantropo che eccelle nello sport?; 2) ha avuto così tanto torto Brad Pitt a preferire di svegliarsi la mattina con accanto Lara Croft invece che Kassie l’aviopenica?

Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

lunedì 29 novembre 2010

01 - The Riccardelli Hall Of Fame induction is...

...Leslie Nielsen!
Avrei voluto inaugurare questa nuova rubrica del blog con il nuovo anno, proprio prima di preparare la corsa al Riccardello d'Oro, l'ambito premio cinematografico per le ciofeche dell'anno solare, tuttavia stamane, pieno di lavoro e di cose da fare, sonnecchiavo sul sito del Corriere della Sera in attesa di un facile viatico verso la tazza. Superata la ripugnanza per il serioso ambiente redazionale, mi sono imbattuto nella notizia che non avrei mai voluto leggere. Tra le confessioni di una puttana (ehm escort sennò si offende) e le rivelazioni di un sito "politicamente scorretto" (uh, che brividi, ma per chi volesse sapere tutto, anche delle epoche passate, basta aprire un libro di storia a una pagina qualsiasi et voilà: è sempre successo), ho appreso della morte di Leslie Nielsen, l'attore che, nelle pause di vita reale, prendeva il posto di Frank Drebin, tenente della Police Squad; un uomo a cui tutti dobbiamo momenti memorabili e irripetibili, come uccidere un pesce lottatore giapponese cercando di occultare una penna samurai bagnata; oppure salutare un paraplegico dicendogli di stare comodo; per non parlare di tentare di cancellare una voglia dalle natiche del medesimo invalido con un flessibile; o ancora scatenare una rivolta carceraria a causa della temperatura del vino bianco servito alla mensa. Tanti ancora ce ne sarebbero da citare, ma mi sono venuti in mente questi, insieme all'eco di mille risate e, di conseguenza, mille momenti di benessere vissuti. Oggi, a Fort Lauderdale (Florida) all'età di 84 anni, è morto un eminente membro della mia personale equipe psichiatrica. Molti potrebbero chiedersi perché inserire una persona che ha fatto del buon cinema demenziale nella nostra Hall Of Fame. Ebbene, risponderò al diretto interessato: caro Leslie, sperando che un domani tu possa tornare tra i vivi come zombie a morderci le terga flaccide, ti prego solo di non prendere in considerazione la variante vampiresca: diciamocelo fuori dai denti, "Dracula Morto e Contento" è stata una schifezza degna di "Twilight" (scegli pure il capitolo che preferisci, a meno che la polmonite che ti ha stroncato non sia diretta conseguenza della visione di uno dei tre immortali capolavori).
Sinceramente tuo,
Johnny Little Niggers

lunedì 15 novembre 2010

30 - Paranormal Activity 2

...Paranormal Activity 2!
In tempi di crisi non si va troppo per il sottile ed è possible che anche un demone, nonostante il suo alto livello di competenze personali e di leadership, debba vivere da abusivo nella cantina di una media famiglia americana. La triste epopea di un belzebù qualsiasi, che, a differenza dei quadri di Lehman Brothers, non riesce a ricollocarsi nemmeno da Strozus, si arricchisce di un nuovo esaltante capitolo. Riusciranno le sorelle materassi a incastrare il povero disoccupato e a farsi possedere ripetutamente come nemmeno John Holmes in “The Good The Bad & The Horny”?
Nella cittadina di Carlsbad, antico rifugio di nazisti, è tempo di fiocchi azzurri. Daniel Roy e sua moglie Kristie dopo una copula perfetta portano a casa il piccolo Hunter. Ad accoglierli Ali, la figlia di primo pene di Daniel, Abby la pastora tedesca e la domestica portoricana Martine, appena arrivata da Goon Docks, dove agiva sotto le mentite spoglie di Rosalita e teneva separate le droghe. Passa un anno e i coniugi Roy, tornando da una gita al mattatoio, trovano la casa devastata a eccezione della stanza del piccolo moccioso insopportabile. Daniel che gestisce casa con lo stesso polso con cui gestisce il suo punto vendita Burger King vuole ripartire di slancio e organizza una bella grigliata a base di grassi saturi, conservanti e carboidrati: la cucina tipica americana. Nell’occasione sono della partita una budelona flaccida di nome Katie, sorella di Kristie, e un idiota fissato con le telecamere dal sorriso ottuso chiamato Micah.
Daniel fa installare un circuito di telecamere di sicurezza negli ambienti principali della casa in modo da evitare che la figlia adolescente faccia le zozzerie con il suo ganzo, Brad, un personaggio agghiacciante, prova vivente che alcuni quando si grattano la testa si stanno masturbando. Cominciano i rumorini, poi i rumoretti, poi i rumoracci. Hunter, che dimostra giorno dopo giorno di essere un ritardato (a un anno non sillaba, si esprime solo a versi e vive tra lettino e seggiolone), piange di notte; Abby ha un comportamento strano; il macchinario di pulizia della piscina a forma di Pikachu si sposta da solo e le pentole cadono dai ganci. Mentre Martine avvisa Ali che lei ha presentato un esposto con tanto di malocchio per lo sfratto esecutivo dei demoni dalla cantina, Kristie pensa che si tratti del fantasma di una prozia partenopea che vuole darle i numeri del lotto (11, la pentola vuota; mangia che è bbuono).
Una sera, marito e moglie scoprono Martine che fa una contromacumba in casa. Daniel, laico democratico non credente favorevole alla cittadinanza breve per gli immigrati, anche dall’Inferno, licenzia la donna sostenendo che è tutta suggestione da sindrome premestruale. Peccato che la babbiona sia in menopausa. Ali, invece, crede ciecamente alla domestica e si documenta sulla possessione demoniaca. Il demone è lì perché qualcuno, nella famiglia di Kristie, ha fatto un contratto con l’equo canone per arricchirsi e adesso col cavolo che se ne va, anzi se lo si fa arrabbiare è possibile che faccia la cacca sul letto e rapisca il bambino per fargli lavare i vetri delle auto al semaforo. Partita la colf, la casa diventa un enorme parco giochi per l’inquilino invisibile: disturba il segnale via cavo di Mediashopping, chiude fuori Ali di notte, accende e spegne le luci, apre contemporaneamente tutti i pensili della cucina mentre Kristie si sta facendo il the.
Katie, un cervello obnubilato dallo strutto, dice alla sorella che va tutto bene e lei ci crede. La situazione degenera quando in due notti il demone ingroppa la cagna, facendola entrare in coma, e poi copre Kristie che va in stato catatonico e si barrica nella stanza della scimmietta Hunter, che gioca con i protozoi e le amebe della sua fantasia. Daniel sventola sotto il naso di Martine un bel permesso di soggiorno a tempo indeterminato e l’innocente signora suggerisce il piano diabolico: ci sarebbe una certa soffitta a casa di Katie e Micah. L’uomo, al pensiero di suo cognato, accetta immediatamente. Kristie non è dello stesso parere: una volta assaggiata la virilità esotica del demone non ne vuole sapere di tornare da suo marito e per ripicca disdice il contratto elettrico costringendo tutti al buio, ma non basta a evitare il trasferimento coatto. Trasferimento che pagano con gli interessi quando Katie posseduta e mai così felice, dopo aver sbudellato Micah (grazie!), torna a prendersi il ritardato Hunter e ammazza i cognati: il demone non ama il fast food, preferisce la macrobiotica.
Capolavoro struggente e feroce che dipinge una società insensibile al lato umano di patti e maledizioni. Come nel precedente capitolo, lo spettatore è in immediata sintonia con il demone e la sua condizione di disagio in mezzo a una famiglia di deficienti. Surreale nell’illustrare la vita degli unici adolescenti che non si danno alla fornicazione con piscina libera e fratellino analfabeta, recupera in realismo dimostrando come l’amniocentesi sia indispensabile per evitare incidenti come Micah, come Katie, come Hunter, come Kristie, come Daniel, come Ali. Triste nel suo ostracismo contro la verdura, la pellicola si infiamma nella scena di sesso con la cagna, di certo la migliore interprete del ruolo assegnato, pur dimostrando la superiore intelligenza del felino che già dal primo rumore si sarebbe trasferito dai vicini a dormire sulla poltrona più morbida e a bere litri di latte fresco.

Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)

domenica 7 novembre 2010

29 - The American!

...The American!
Passatemi il defibrillatore. Carica a cinquecento! Ptum. Niente. Carica a mille! Ptum. Niente. Qui ci vuole un siringone di adrenalina nel cuore. Ptuff. Niente. Elettrocardioencefalogramma assolutamente piatto. Dottor Ross si arrenda non c'è speranza. Nemmeno David Copperfield, ma che dico, nemmeno Giucas Casella era riuscito a indurre uno stato comatoso irreversibile di massa. Riuscirà l'Organizzazione Mondiale della Sanità a rianimare qualche milione di individui nel mondo arrischiatisi nella visione dell'ultimo grande capolavoro cinematogastrico interpretato da George Canalis?
Svezia. Il killer Attore Americano Gay Succube di un'Attricetta Sarda vive in solitudine in una baita insieme a una strappona con cui si da al sesso orale e alla lettura dei classici del pensiero lappone, che fanno tanto intellettualoide progressista. Un pomeriggio, usciti per la consueta passeggiata in mezzo a un inutile lago ghiacciato e innevato, la Celebrità con una Villa a Laglio si accorge che qualcosa non va e decide di agire con calma e razionalità. Incastra la manza dietro a una pietra, aspetta che gli sparino addosso, fredda il sicario, fredda la tipa senza motivo e non contento di tutto quel freddo, fredda pure il compare del sicario. Darsi alla macchia è un attimo. Dove? Ma in Italia, perepè quaraqua quaraqua perepè. Dopo ingegneri russi, badanti sudamericane, colf filippine, anche i killer americani vengono a rubarci i posti di lavoro.
Dopo una breve sosta a Roma, l'uomo, grazie al faccendiere Martin, ottiene una fantastica Fiat Tempra anni '90 e un domicilio nella ridente Castel Del Monte, in Abruzzo. Sulle prime sembra il solito paesino montanaro stracciamaroni con un bel paesaggio per rilanciare una regione sfortunata e invece c'è più malavita che a Chicago negli anni '30. Anzitutto, vi si trova l'unica casa di tolleranza tollerata d'Italia, dove il prode George finge orgasmi a più riprese tra le braccia della Placida Violante che si concede persino al sesso anale (e qui si capisce che aria tira in casa Canalis). Poi si scopre che anche il prete del luogo, unico in paese capace di parlare, oltre alle mignotte, faceva ciuf ciuf con le puledre quando era giovane. Tra una chiavata e una benedizione, George trova il tempo di accontentare la voglia di canna dell'enigmatica Mathilde che gli commissiona un bel fucile di precisione.

Un ultimo lavoro e poi si sciacqua dalle palle. Il killer comincia a preparare il fucile, ma i fantasmi dalla Svezia sono sempre in agguato. Nonostante sia evidentemente stupido, in quanto in un paese di mori non si accorge che c'è un ariano di due metri che lo segue, l'americano sopravvive a un agguato (al suo posto muore un barista del paese in Vespa, tumulato in un pilone della Roma-L'Aquila) e fredda l'inseguitore mettendo seriamente a rischio estinzione la popolazione scandinava. Clara, la zoccola, si innamora di lui, nonostante non parli se non con il prete. Passano i giorni e il fucile si completa. Il killer porta Mathilde in camporella al fiume per farle provare la verga e a lei piace, soprattutto con il silenziatore. George Canalis continua il suo mutismo, ma Clara ha voglia d'ammore e cerca di scuoterlo. Non c'è tempo per scappare insieme. Tonnellate di svedesi lo rincorrono a colpi di aringhe e l'uomo non dorme più dalla cacarella.
Mathilde, infatti, è una sicaria inviata da Stoccolma per fargli la festa. In una prima occasione, Edward, questo il suo nome, si salva grazie a una squadra di calcio di piccoli italiani obesi, ma in occasione della processione del paese sembra non esservi scampo. Dopo aver mandato Clara in mezzo ai campi per preparare un'alcova per il sesso auricolare e nasale, l'americano sventa il piano di Mathilde: le ha rifilato un arma pacco che esplode al primo colpo facendola volare da un balcone. Naturalmente in paese non si scompongono e proseguono con la processione nonostante il prete sia accorso. Il povero Edoardo, però, finisce vittima del suo contatto Martin, che gli spara prima di morire a sua volta per la strada calpestato dalle vecchiette che dicono il rosario. Arrancando come il motore della sua Fiat, E.R. Killer al Capolinea giunge al fiume dove schiatta come una trota salmonata tra le braccia del suo puttanone preferito.
Divertente come farsi un clistere con le emorroidi infiammate, il film lascia in bocca lo stesso retrogusto che si otterrebbe sorbendo un ghiacciolo al gusto urina. Soggetto che sembra scritto da un mutilato di entrambe le mani coadiuvato, per i dialoghi, da un sordomuto, dipinge l'affresco neorealista di un Italia fatta di mignotte, preti e pile di cadaveri. Scientificamente impeccabile, rappresenta la risposta cinematografica al Propofol, sebbene ne rimangano ancora ignoti gli effetti di lungo periodo a esclusione di prepotenti scariche diarroiche. Sfida la fisica quantistica e demolisce il concetto filosofico di spazio e tempo: anche se fosse stato un cortometraggio, infatti, grazie a una noia degna di "Godsford Park", sarebbe sembrato lungo come "Satantango".


Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

domenica 17 ottobre 2010

28 - Resident Evil Afterlife

...Resident Evil Afterlife!
Nemmeno il tempo di un morso alla giugulare che si archiviano i cadaveri imbalsamati con i dentoni per fare largo a un'orda di salme putrefatte e mugolanti. Spizzichi, bocconi, frattaglie, cervella e sanguinaccio per un assedio che raccatta tutto il peggio del cinema già visto. Riuscirà qualche milione di zombie famelici a eliminare finalmente la bella Milla multiclonata e a porre fine al genere umano, risparmiando ai superstiti nelle sale l'uscita del quinto estenuante capitolo di una saga inflazionata come un paio di mutande di cotone bianco indossate per un anno nel deserto del Gobi?
Tokio. Alice Jovovich invade il Giappone con i suoi cloni e, schivato uno scontro tra Jeeg Robot e gli Aniwa, dirige verso il laboratorio sotterraneo del nemico. Obiettivo dell'infervoratissima gnoccolona il presidentissimo della Umbrella Corporation Albert Wesker, un surrogato di paninaro ricoperto di gel per capelli e capace di indossare occhiali da sole anche cento metri sotto terra. Il laboratorio è sorvegliato da migliaia di guardie armate giapponesi pronte a morire a frotte sparando colpi in direzioni sbagliate. Wesker, capito l'andazzo, scappa con un elicottero, ma Alice, sacrificando tutti i suoi cloni, alla faccia dell'etica biologica, lo acchiappa. Colluttazione nell'abitacolo durante la quale l'omaccione, indossata la divisa Naj-Oleari e il piumino Moncler, inietta un'antitossina che priva Alice dei poteri del virus T. Giusto in tempo per schiantarsi contro il Monte Fuji durante l'uscita di Mazinga.
Alice sarà anche tornata una semplice umana, ma sopravvive senza ferite allo schianto e, non contenta, trova chissà come un aereo monoelica biposto con il pieno di carburante, pronto per volare sino in Alaska. Nella fredda regione la aspetta Arcadia, la terra degli esseri umani sopravvissuti che si rivela una bufala peggio del tubo Tucker. Per non farsi mancare nulla, la donna chiava di mazzate la vecchia compagna di sbronze Claire Redfield, preda di amnesie a causa di uno strano congegno tossico. Ripreso l'aeroplano, rifornito dalla fatina buona del cazzo amica del Sergente Maggiore Hartman, le due donne volano verso la California alla ricerca di qualche superstite. Los Angeles è stranamente deserta: tutti gli zombie, scappati dalle grinfie delle gang, assediano il carcere dove un gruppo di disperati si difende. Nel frattempo l'energumeno sanguinario di Silent Hill, in visita agli Universal Studios, sbaglia set e comincia ad aizzare i morti viventi.
Le due tipe atterrano sul tetto del carcere dimostrando che i poteri di Alice erano solo un limite a tutte le cose che poteva fare senza. Dopo i soliti convenevoli e la scoperta che Arcadia è una nave guarda caso ormeggiata al largo di Los Angeles, le difese dei disperati, che hanno retto per anni, improvvisamente cedono e gli zombie invadono il luogo, ma non sono zombie normali, bensì residuati di vampiri mutati di “Blade II” venuti via in saldo per due foto a seno nudo della modella croata. Tra sbudellamenti, tritacarnone, stupri e sesso interspecie, Claire riceve il postino della De Filippi: nel carcere ritrova suo fratello Chris, membro delle forze speciali. Pianti, lacrime e decapitazione di buona parte degli zombie, energumeno compreso, dopo ripetuti duelli stile Matrix. Un subdolo individuo si frega l'aereo, che deve avere un serbatoio tipo Boeing 757, e i nostri prodi fuggono dalle fogne verso la baia, lasciando indietro l'unico negro del gruppo.
Raggiunta Arcadia, la nave si rivela una trappolona della Umbrella Corporation che sta raccogliendo superstiti per fare nuovi esperimenti e ridonare la sua umanità a Wesker, il quale si è iniettato il virus dopo lo schianto e dopo aver sconfitto anche il grande Mazinga. Alice, Claire e Chris a colpi di fucile, come dei veri americani, scotennano il presidentissimo, nonostante le sue Vans nuove, la cintura El Charro, i suoi dobermann zombie e tutti i mostri presenti nell'ultimo film di Romero. I tre liberano tutti gli esseri umani congelati nei laboratori della nave, lasciando il subdolo chiuso a morire nella stiva, e salpano verso l'isola dei porno famosi dove si impegneranno per far riprodurre l'umanità. Purtroppo il negro, sicuramente più adatto allo scopo, viene lasciato all'imboccatura delle fogne dove fredda altri zombie e avvia un traffico di crack per non morti.
Autentico capolavoro del cinema ambientalista, la pellicola si distingue per il record internazionale di riciclaggi, sebbene insorga potente la voglia di archiviarla nell'unico posto dove potrebbe essere davvero utile, ossia un termovalorizzatore. Vacuo e poco presente, come lo sguardo del pubblico pagante dopo i primi tre minuti, il film è un'abile e articolata gincana tra elementi potenzialmente plausibili alla ricerca, riuscita, della madre di tutte le idiozie. Impianto narrativo costruito sui toccanti dialoghi tra morti viventi e sull'abilissimo alternarsi di spari e lame che stridono, soffre alla lunga l'eccessivo presenzialismo della protagonista e dei suoi insopportabili monosillabi. Bandito dall'indice vaticano per il nome azzardato della nave che, volto al maschile e non contestualizzato, potrebbe rappresentare giudizio molto efficace.

Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)

lunedì 11 ottobre 2010

27 - L'Ultimo Dominatore dell'Aria

...L'Ultimo Dominatore dell'Aria!
Antonetto, Giuliani e tutte le grandi famiglie della digestione sono in fibrillazione. Severino Cicerchia, detto lo scoreggione, è pronto allo scontro. Il mercato di fagioli, fave, ceci, lenticchie e piselli si è impennato come una protesi peniena alla fiera del cinema pornografico di Budapest. Riuscirà un ragazzino ricoperto di tatuaggi fluorescenti trovati nelle patatine a donare nuove inusitate speranze a milioni di persone affette da meteorismo, a scalzare il dominio dei bovini d'allevamento come maggiori produttori di gas serra e a resistere a una notte in cuccetta con il Geometra Calboni?
La giovane Scatarra vive con il fratello Socmel nel Villaggio dell'Acqua del Sud. La ragazza è la dominatrice dell'acqua del paesello, mentre il fratello è un mediocre cacciatore di cui, sin dai primi fotogrammi, ci si chiede l'utilità. Durante una battuta di caccia alla ricerca di foche tigre, versione transessuale del leone marino, i due si imbattono in un ragazzino calvo, tatuato e congelato insieme al suo FortunaBufalo, animale volante tipico delle tribù nomadi dell'aria. Fedeli al verbo di San Dionigi Tettamanzi si prendono lo zingarello Aang, ultimo dominatore dell'aria, in casa e questo, dopo aver rubato dei vestiti asciutti, comincia subito a dire che deve tornare al campo dove possiede una roulotte con tutti i comforts. Gli anziani del villaggio lo riconoscono come l'Avatar, colui che, rubando i poteri a tutti, porta la pace. Il bambino riparte per il suo campo nomadi e i due ragazzi dell'acqua lo seguono: già un doppio rapimento e non sono ancora passati quindici minuti.
Sfortunatamente, il campo nomadi è stato incendiato da Forza Nuova, convenzionata con la nazione del fuoco, e non c'è più alcun superstite. Rabbia e dolore, conducono il giovane Aang a incontrarsi con lo spirito del drago della scoreggia che lo indirizza al Villaggio dell'Acqua del Nord per acquisire il dominio dei fluidi organici. Sulle tracce dell'Avatar ci sono tutta la Nazione del Fuoco, uno pseudo regime militarista comandato da uno straccione indiano vestito come un legionario romano in vacanza in Cina di nome Ozai, e il principe ripudiato Sucamistatega, accompagnato dallo zio Antonio Iroh, vecchio wrestler del fuoco in pensione. Il viaggio del nano si snoda per vari villaggi, dove lo strano proliferare dei furtarelli e della microcriminalità viene imputato agli invasori del fuoco, aizzando la ribellione. Aang viene catturato più volte, ma grazie a loffe, cataloffe e piriti a rotelle se la cava.
Scatarra tenta di addestrare al dominio dell'acqua il piccolo nomade, ma questi è troppo anarchico, non si applica e continua a pensare al drago. Una notte, recatosi al tempio dell'Aria del Nord per chiacchierare con il rettile, il piccolo viene ingannato da un monaco che lo vende per trenta denari e un’abbonamento a “Monache Vogliose” al Generale Zhao a Tutti, il classico idiota messo lì con lo specifico obiettivo di morire a fine pellicola. Non si fa a tempo a torturare il delinquentello per scoprire dove ha messo la refurtiva che Sucamistatega interviene in suo aiuto per rapirlo e recuperare la stima di papà. Aang, ormai un virus contagioso della delinquenza, gli sfugge e riesce a raggiungere la città dell'Acqua del Nord dove la Principessa Azula lo accoglie e predispone il suo addestramento mentre si fa inchiavardare dall'aitante Socmel, che finalmente spiega la sua presenza nel copione. Zhao a Tutti, infuriato, predispone l'assedio della città e l'uccisione degli spiriti tutelari della stessa, due squallide carpe arcobaleno.
Scatta il delirio e l'assedio. Aang entra nel santuario degli spiriti per parlare con il drago, che lo sbeffeggia, emette svariate flatulenze e vola via. Scatarra protegge il piccolo, ma perde la sfida con Sucamistatega, ormai membro onorario dell’anonima sarda, che sequestra l'Avatar. Zhao a Tutti attacca, sfonda le linee di difesa, anche per l'inerzia totale dei soldati dell'acqua che contro il fuoco non usano l'acqua bensì alabarde, e si insinua nel santuario dove uccide gli spiriti di oceano e luna, prima di essere scacciato da Iroh, che passa da cattivo a buono e si allea con il gigante Baba. Sfuggito a Sucamistatega, il cui ripudio è giusitificato dato che toppa con frequenza disarmante, Aang è senza potere dell'acqua causa decesso carpe e solo grazie ad Azula, che sacrifica la sua vita per rianimare altri due pesci oltre quello di Socmel, può fare una simulazione di tsunami che terrorizza la flotta a vapore di Zhao a Tutti, massacrato da quattro dominatori dell'acqua che, finalmente, contro il fuoco usano l'acqua.
Film che giustifica la sua lunghezza solo per l'espressione completa della nomastica, che sembra scritta da Puffo Quattrocchi dopo la dose giornaliera di Anafranil. Appassiona nella misura in cui può appassionare la storia di un nomade minorenne inseguito dalle forze dell'ordine: sai già che non lo possono arrestare e che dopo qualche ora è ancora fuori a far danni. Capolavoro di autolesionismo razzista, evidenzia tutti i pregi del colonialismo belga più becero facendo apparire tutti i non occidentali come animali da soma campioni di inettitudine. Prodotto che sta al cinema come Carla Bruni a qualsiasi attività che non implichi l'utilizzo della vagina. Non raggiunge la profondità emotiva bolliwoodiana pur essendo infarcito di costumi, balli e gesti incomprensibili, ma mancando completamente dell'unico gesto consono: l'ombrello.

Sleep-o-Meter: 04 – Il Piccolo Buddha (Coma Etilico)

lunedì 27 settembre 2010

26 - The Box

...The Box!
Scelte etiche. Alieni. Gente che parla di sé in terza persona. Morbi incurabili. Assenti e fin troppo presenti. Prostatiti e cateteri. No, non è una normale giornata in Parlamento, ma una nuova, emozionante, inquietante, agghiacciante, vicenda sui misteri di ciò che non riusciamo a spiegare. Riuscirà questa pellicola, agognato intervento riformatore atteso da Emma Marcegaglia, a rivitalizzare settori industriali di sicuro affidamento come lo spurgo fognario e la produzione di ventose da tazza, senza per questo infliggere un colpo ingiustificato al settore fermenti lattici, coadiuvanti e probiotici?
Richmond, Virginia. I mitici anni '70 corrono veloci e la scialba professoressa Norma conduce una vita di tranquillità tra lezioni su Sartre, un marito, Arthur, ricercatore alla NASA e aspirante astronauta, e un inguardabile figlio, Walter, piccolo Beatles con la diabetica propensione del piccolo Lord. Durante una nottata di quelle della settimana in cui le coppie sposate non amano fornicare, viene lasciata sulla soglia una scatola contenente un pulsante e un biglietto che annuncia la visita del Signor Steward. E sti cazzi viene subito da pensare. La mattina successiva è foriera di soddisfazioni per la famiglia: lei, dopo essere stata umiliata da uno studente psicotico, si vede azzerate le borse di studio per il piccolo Ringo Starr, poiché la scuola non ne vuole sapere di finanziare l'educazione a uno che si veste come nella Londra dell'800; lui trova respinta la domanda come esploratore spaziale in quanto attore mediocre, nonché sordido clone di Tom Cruise.
Alle cinque del pomeriggio il Signor Steward si presenta con una proposta indecente al pari della sua faccia sfigurata. Considerando che anche Norma ha un piede cionco, viene da chiedersi se di lì non sia passato Mengele con un po' di fenolo. Se schiacci il bottone ti becchi un milione e crepa il vicino di casa che fa cagare il cane nel tuo giardino; se non schiacci ti fischi i soldi e torni a fare la tua vita orrenda. I coniugi hanno un giorno di tempo per decidere. Inizia uno slalom tra seghe mentali, sospetti, rimorsi e coliche renali. Alla fine, in preda alla sindrome da piede equino, la donna schiaccia. Puntuale come la colite dopo aver mangiato le cotiche, Steward arriva con la valigia piena di dollari a ritirare il dispositivo. Nemmeno il tempo di gioire che la cittadina si trasforma in un ammasso inverecondo di personaggi inclini al delirio che soffrono di epistassi. A conti fatti gli unici due sani e non sfigurati sono padre e figlio, ma sfortunatamente non fanno un cervello in due.
Arthur se ne sbatterebbe bellamente lasciando finire questo film demente, ma Steward non ci sta e comincia a fornire indizi spaiati e allucinanti a lui e consorte, coinvolgendo amici, parenti, conoscenti, scimmie ammaestrate e mandolinari della costiera amalfitana. Le indagini vanno a gonfie vele, visto che le conduce direttamente l'oggetto delle stesse, e i due scoprono che il Signor Steward è un ex-dipendente della NASA colpito da un fulmine, morto, risorto e in grado di parlare con "loro", i governatori dei fulmini: la puzza di Sumeri Spaziali aleggia nell'aria. Mentre l'emissario dei folgoratori intrattiene conversazioni con Norma e le svela che la prova del bottone è nientecacarelladimenoche un test per giudicare l'umanità e stabilirne l'eventuale prematura estinzione, Arthur incontra la nonna di Mike Bongiorno che gli chiede quale portale interdimensionale desidera utilizzare, tra l'uno il due e il tre, per evitare la dannazione.
Sembra tutto finito a tarallucci e alieni, ma c'è ancora tempo (ma quanta pellicola avevano?) per il colpo di scena. L'astronauta mancato viene rapito da uno che ha vissuto la sua stessa esperienza , gli consegna il manuale di somministrazione del test attitudinale alieno e gli confessa che a breve dovrà scegliere tra moglie e figlio. Lui continua a non capire e a vivere a ottusolandia. Il piccolo Walter viene rapito, utilizzato per fare balconing nella piscina di un motel e reso cieco e sordo dai seguaci di Steward, il quale si presenta a casa dei coniugi disfatti con una nuova scelta. I due figli della deficienza possono tenersi un piccolo Stevie Wonder sordo e curarlo con il milione oppure chi ha schiacciato il bottone secca quello che non l'ha schiacciato e dona per magia vista, udito e milione al pargolo. Finale drammatico con il piccolo che non riesce a uscire dal cesso, Arthur che non capisce come funziona la pistola e Norma che si rivolge l'arma contro per porre fine al matrimonio con l'emulo di Homer Simpson.
Pellicola che lascia sempre aperta una seconda ipotesi di fuga dalla sala. Estenuante nella sua lentezza, è assimilabile a una gara di velocità tra menhir. Violentemente emotivo, genera un transfert immediato nello spettatore che comincia a pigiare tutti i pulsanti a disposizione nella speranza di sterminare i protagonisti e le loro famiglie. Monumento all'idiozia umana, dice già nel titolo che è un pacco, ma lo spettatore deve per forza vederlo per capire. Film rivoluzionario che stabilisce un nuovo livello di bassezza negli intrighi cospirativi alieni e dona la dignità mai posseduta a capolavori come "La Terra contro i Dischi Volanti". Menzione d'onore per la coerenza granitica del protagonista maschile capace di rifiutare il fiorire dell'intelligenza nel suo cranio per l'intera durata della pellicola e oltre, tanto è vero che si vocifera sia ancora sul set ad aspettare che suo figlio esca dalla latrina.

Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

domenica 12 settembre 2010

25 - L'Apprendista Stregone

...L'Apprendista Stregone!
Cinema, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterniggers durante la sua missione cinquantennale, diretta all'esplorazione di nuovi films, alla ricerca di altre forme espressive e di arte, fino ad arrivare in una sala dove nessuno spettatore è mai giunto prima. Riuscirà chi scrive, dopo essersi seduto sul cesso con in mano un santino recante la scritta "Vai Piano", a fare un salto nell'iperspazio fognario, tirando lo sciacquone a curvatura, prima che nostra signora delle caciotte pronunci quindici sillabe nel suo impercettibile accento francociociarumbro creando un paradosso nel continuum defecatio-tubature?
Anno 740. A Camelot se la passano malissimo. Merlino è un vecchio incontinente, i suoi assistenti hanno cinquant'anni per gamba, ma giocano ancora a fare gli adolescenti. Deve essere l'aria di Hogwarts. Morgana parte all'assalto del castello marcondirondirondello e il vecchiardo sembra poterla fermare, ma viene tradito dall'infido Horvath. Balthazar Cesare Ragazzi Cage e Veronica Bellucci arrivano al piccolo trotto, l'età è quella che è: lui sbatacchia l'antico compagno, lei cerca di aprire bocca, ma Morgana per non sentirla decide di infilarsi dentro le fauci e possederla. La Bellucci che favella libera è troppo anche per una maga potente e il povero Balthazar è costretto a intrappolarle in una matrioska insieme a Horvath e altri morganiani. Merlino, con l'ultimo rantolo, ordina al discepolo di cercare il Sommo Merliniano, unico in grado di sfondare la malvagia maga e magari, perché no, far tacere l'avvenente italiana.
Il prescelto, dopo mille anni di ricerche, è un ragazzino di dieci anni di New York di nome Dave. Durante una gita scolastica si infila nella bottega di Balthazar e comincia a fare danni appena ricevuto il prezioso anello con il drago di Merlino. In pochi minuti riesce a liberare Horvath, distruggere numerosi reperti antichissimi, infradiciarsi le pudenda di acqua fetida e a chiudere il suo mentore in un'urna per due lustri. Passano dieci anni e Dave è diventato il partecipante modello de "La Pupa e il Secchione", convive con una vescica di lardo color ebano e studia fisica, soprattutto teorie innovative: le bobine di Tesla, un esperimento del 1891. Mentre sbava dietro a Becky, la solita gnocchetta bionda persa di vista dalle elementari e affascinante come un mocio che ha pulito i pavimenti di un McDonald's, Balthazar e Horvath balzano fuori dall'urna, terrorizzano la famiglia Moratti newyorkese, e partono alla sua ricerca.
Superata la frustrazione rispettivamente per dover insegnare magia e per dover rubare l'anello al gran visir degli sfigati, Balthazar e Horvath iniziano la loro battaglia per il recupero di Veronica. Il primo vorrebbe liberare l'amata il secondo, mosso a pietà, vorrebbe liberare Morgana dall'inutile presenza della Bellucci e risvegliare tutti i morganiani. Si salta da Chinatown, dove non fanno altro che festeggiare il Capodanno, alle aule della New York University, dove Dave cerca di rimorchiare, tra un incantesimo e l'altro, Becky mentre Balthazar cerca di mantenerlo fuori dalla mota per almeno un quarto d'ora. Horvath, invece, assistito da un aberrante David Copperfield ossigenato, predispone l'operazione risveglio e sfila per la città vestito come Al Capone. Il vuoto narrativo di questa fase è abilmente riempito da incantesimi, inseguimenti, nani e ballerine. Ci si risveglia quando Horvath riesce a irrompere nel laboratorio del Dott. Jeckyll di Dave, a immobilizzare Balthazar, a rubare la matrioska fatata e a rapire Becky.
Dave, che fino a quel momento è riuscito solo ad allagare il laboratorio facendo ballare le scope e a trasformare in un catorcio la macchina del mentore, dice di essere finalmente pronto a distruggere Morgana e Balthazar è d'accordo! Il trattamento sanitario obbligatorio è dietro l'angolo. L'assalto al regno di Horvath finisce in un bagno di sangue: Balthazar è fottuto e l'anello di Merlino perso per riscattare la sciacquetta. Sembra tutto perduto, ma ecco che Carne da Cannone Dave ha un'intuizione: questione di riflessi. Mentre manda Becky, che soffre di vertigini, a spostare un'antenna in cima a un grattacielo, per interrompere il rito, attacca la Morgana risvegliata e separata dalla Bellucci con le bobine e la fa a pezzi peggio di Lo-Pen. Sembra tutto finito, ma la Bellucci inizia a parlare: Balthazar Cage muore all'istante, Dave, convinto che non se la possa cavare così a buon mercato morendo, lo rianima per condividere lo struggente finale e il povero Cesare Ragazzi Cage è costretto a baciare la regina del pecorino di fossa per farla tacere.
Effetto speciale folgorante con il film intorno, rappresenta il massimo assoluto del cinema gay maschile per il suo uso spregiudicato di personaggi femminili inutili e irritanti. Trama di elevato spessore, sembra scritta dall'esordiente accoppiata Califano-Moccia, stenta alla lunga persino contro consumati ronzini come "Panarea" e "Vita Smeralda". Efficace nella distribuzione delle scene orrorifiche e delle scariche diarroiche, alimenta l'ansia dell'evento nefasto e brutale dall'inizio sino all'inevitabile finale, quando Monica nostra si produce in un fantastico "Balthazar, che cosa hai fatto?". Esponente prezioso del cinema concettuale, instilla nel pubblico grandi domande senza risposta, come ad esempio: "Da dove vengono quei capelli?" o "Perché la virtù di Vincent Cassel non è mai nei paraggi quando serve turare le falle?". Consigliamo l'uso assiduo di bobine di Tesla per avere le risposte.

Sleep-o-Meter: 01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)

sabato 28 agosto 2010

24 - Splice

...Splice!
L'evoluzione non ha più limiti. Dopo aver effettuato nefasti esperimenti su mosche, cani, gatti, cavalli, serpenti, muli, elefanti, bradipi e procioni, gli esseri umani cercano di superare sè stessi e le barriere naturali. Nonostante le difficoltà nel far accoppiare panda, watussi e pigmei, fortunatamente non tra loro, riuscirà una coppia di spostati con il pallino della genetica a creare una nuova razza in grado di riunirle tutte in un unico esemplare e di ridurre i costi di mantenimento del serraglio di ogni abile produttore che voglia offrire della pornografia animalista d'avanguardia?
Clive ed Elsa sono due abili genetisti in grado di manipolare il DNA. Invece di dare una ripassata genetica a lui, che è una di una bruttezza inguardabile, la coppia si dedica a produrre aborti di tubero ibridi con i geni di nutrie, grilli talpa, tenie, cincillà e galline. Ginger e Fred, le prime due schifezze di laboratorio, con al posto della testa un enorme glande, si ingroppano che è un piacere e l'azienda che finanzia il tutto è molto contenta. I due dottori chiedono di poter effettuare l'esperimento con del DNA umano, ma il capitalismo chiama e prima bisogna estrarre e sintetizzare tutte le nuove proteine contenute nei due piccoli fornicatori da teca. Elsa non ne vuole sapere e istiga il bambascione Clive a procedere comunque di nascosto. Lui, uomo con tre palle tanto è cazzuto, cede allo sventolar di bernarda: d'altronde con quella faccia dove la trova un'altra?
L'esperimento comincia tra mille difficoltà, ma alla fine si riescono a combinare i diversi elementi. Elsa non ne vuole sapere di interrompere il tutto e prova a inseminare il nuovo DNA per vedere se funziona. Con un'altra prova da maschio dominante, Clive acconsente. Non passa nemmeno un giorno che la Bestia nasce, punge la donna causandole uno shock anafilattico e comincia a muovere i primi passi: si tratta di una gallina glabra senza ali, con un pungiglione a fine coda e organi interni mescolati a casaccio. Lui la vuole ammazzare, lei si coccola l'orrore come un pupo. Nel frattempo Gavin, fratello di Clive gestisce a capocchia il progetto Ginger e Fred. La Cosa raggiunge in pochi giorni l'età fanciullesca e sviluppa braccia, faccia e il simpaticissimo carattere di uno stronzettino di terza elementare. Una notte preda di tosse e febbre altissima i due la immergono in acqua gelida. Clive non resiste al peso della paternità e come ogni buon genitore del duemila cerca di affogare la prole.
Peccato! E' anche anfibia. Passano i giorni e voilà! Eccoci all'adolescenza. La Bestia, dal verso irritante, parla attraverso le tessere da Scarabeo e viene battezzata Dren (anagramma di Nerd, nome del laboratorio). Gavin, che ha scoperto l'inghippo rischiando la morte per puntura, copre il fratello, ma l'azienda desidera fare del laboratorio esperimenti uno scannatoio per intrallazzi tra manager e segretarie carrieriste. Dren viene trasferita alla fattoria di Elsa, fornita di vasca da immersione e conigli da pasto, non prima, però di aver visto mamma e papà che si sparano una sveltina, più che altro sveltissima, sul divano. Nella Bestia si risveglia la sana voglia di pennello paterno edipico, oltre alle ali. Arriva la presentazione del progetto tuberi agli azionisti, ma a causa dell'incompetenza di Gavin nessuno si è accorto che Ginger è in realtà un aborto transessuale: lo scandalo esce su "Chi" in esclusiva, i due maschi si sbudellano e gli azionisti tagliano i fondi.
Dren è sempre più calda. Adora Clive, dimostrando di avere in sé, oltre al DNA della madre anche quello dello stercorario che gli fa piacere la cacca, ma comincia a detestare Elsa. Le due litigano come prostitute sulla tangenziale e la seconda, per ripicca e per sintetizzare la proteina milionaria, mutila la prima del pungiglione. Clive si dimostra un padre moderno e comprensivo: dopo l'infanticidio si dà all'incesto e fa ricrescere miracolosamente il pungiglione alla belva. La trombata malsana, vista in diretta da Elsa, provoca la morte di Dren poco prima che la megaditta sappia tutto da Gavin. Colpo di scena: Dren non è morta, era anche lei un travone. Sconcerto in Clive, morte orribile per Gavin e scagnozzo aziendale, trombata transgender per Elsa che, liberata dal suo maschio (ammesso che lo fosse davvero) prima di morire, accoppa Dren come una trota a colpi di pietrone sulla testa. Qualcosa, però, già si muove dentro di lei.
Film altezzoso, cui la scienza sta come l'aranciata all'urina di cammella gravida. Riesce nell'unico intento di far apparire il protagonista maschile un adone, nonostante qualche settimana prima fosse riuscito a terrorizzare un'intera colonia di Predator su un pianeta sconosciuto. Trama affascinante che sembra scritta parola per parola, a rotazione, da un intero reparto psichiatrico di una qualsiasi clinica universitaria malese. Progetto che fonda la sua forza su un laboratorio di genetica affidato una coppia di luminari incapaci di ipotizzare la possibilità che un ibrido acquisisca le caratteristiche insite nel suo patrimonio genetico: un po' come sperare che un pilota cieco guidi una jeep in Amazzonia senza finire contro un albero. Un encomio per Gavin: unico biologo che non solo non distingue gli ormoni, ma anche il pisello dalla passerina.

Sleep-o-Meter: 01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)

venerdì 27 agosto 2010

23 - L'Uomo nell'Ombra

...L'Uomo nell'Ombra!
Le scale non vogliono più passare sotto di lui. I gatti neri non vogliono più passare davanti a lui. Nemmeno le caritatevoli monachelle si azzardano ad attraversare la strada mentre sta guidando. Il grande, inesauribile, geniale e psicopatico Roman Polanski è tornato e con lui la sinistra fama che lo accompagna. Riuscirà l'uomo che ha sposato la sfiga e ha avuto anche il coraggio di trombarla ad assurgere al ruolo di autoiettatore e a divenire più potente del pelo irto e setoso che campeggia, ormai da decenni, sulla fronte grinzosa dell'Ingegner Corinto Marchialla di "Occhio, Malocchio, Prezzemolo e Finocchio"?
Tizio Caio Sempronio McGregor, rubata la parte a Nicolas Cage, è un ghostwriter di successo. Nel suo palmares la biografia del Mago Zurlì inglese. Il suo manager, solito stereotipo italico all'estero di aitante imprenditore laido e untuoso, sebbene senza canotta sporca di sugo, gli combina un incontro con una casa editrice che deve pubblicare l'inutile, ma milionaria biografia dell'ex primo ministro Adam Facevo Schifo Come 007 Brosnan. Lo scrittore sente puzza di pannolini usati, soprattutto alla notizia che il suo predecessore Mike è morto in circostanze misteriose, ma viene convinto a suon di verdoni a partire per una ridente isola del Massachussetts dove il politico si è ritirato con moglie, amante e filippini da soma: un'etnia nata per servire tutte le altre.
Giunto sul posto, Tizio si sente subito a casa, ritrovando le bellezze tipiche dell'Inghilterra: cielo plumbeo, pioggia a catinelle, acque gelide, gente che non ride mai e scogliere ottime per suicidarsi. Ambiente a prova di stress grazie anche alla serenità domestica: una moglie, Ruth Mastino Williams, in continuo conflitto con un'amante, Amelia Vagina Pectoris Cattrall, per il birillo di Adam, il quale fa continuamente sport per non dover ottemperare ai doveri coniugali ed extraconiugali. Il politicante viene salvato dal triangolo grazie a un'inchiesta per crimini di guerra da parte del tribunale dell'Aja, che tuttavia non ha giurisdizione nei paesi democratici come USA, Irak, Cina, Corea del Nord. Chi non scampa alla tortura è il povero Caio: mentre Adam, pressato dai dimostranti, parte con la bella Amelia per una serie di incontri con le autorità americane, che danno pieno appoggio, a lui tocca continuare quell'oscenità di libro, svelare il mistero della morte del predecessore e, a tempo perso, dare una bella pinolata a Ruth.
Trovati degli indizi nella stanza di Mike, circa alcune incongruenze del manoscritto, Sempronio si mette sulle tracce di un professore impelagato con la CIA e il traffico di prigionieri terroristi. Crimini di guerra e CIA? Che fantasia! Gli intenditori di cinema cominceranno a parlare di colpo di scena classico e trama degna di Hitchcock, che sarà preda di un attacco di aerofagia nella tomba. Scappato dall'isola e trovata la residenza del professore grazie al navigatore BMW, unico con gli indirizzi degli agenti segreti sotto copertura, il ghostwriter ottiene risposte evasive a domande precise. Un successo. Non gli va meglio con l'ex ministro degli esteri di Adam, già in contatto con Mike e fulcro dell'inchiesta, cui confessa tutto l'intrigo tra CIA e governo inglese negli anni della lotta al terrorismo. Lo scrittore è braccato da forze occulte, si sente sotto assedio, come un wasp nel covo del LRA durante una gita in Uganda.
A trarlo d'impiccio, il ritorno di Adam dalla tournè che passa a prenderlo con l'aereo, si sorbisce tutte le sue paranoie sui complotti e fa la cosa migliore dall'inizio del film: muore assassinato da un dimostrante in aeroporto. Funerali in pompa magna, da eroe di Stato, come per ogni delinquente che si rispetti, e via, pronti per presentare la biografia completata in tutta fretta da Caio. Alla presentazione, invitato da Amelia, Sempronio ha la classica folgorazione: riunendo le pagine dei primi quattro capitoli del manoscritto originale trova un incredibile messaggio in codice negli incipit, ovvero che l'agente della CIA è Ruth. E qui la salma del povero Hitchcock si arrende: è meteorismo. Giusto il tempo di far sapere alla donna dal volto canino che sa il suo segreto e il povero imbrattacarte prende al volo un taxi per il primo giornale pronto a ricevere la storia; peccato che lo prenda in faccia. La lunga verga dei servizi segreti colpisce ancora.
Thriller limaccioso dal sapore antico di mozzarella scaduta. Inquietante solo per la durata, affianca egregiamente come passatempo la disgustosa, per quanto benefica, abitudine di ingoiare le proprie caccole. Ricco di allusioni alla politica recente, si dimentica invece di alludere alla suspence trasformandosi in un insano esperimento di supplizio cinematografico. Si sente poderosa la mano del regista, soprattutto durante le giornate di riprese passate in cella e agli arresti domiciliari. Pellicola ineguagliabile nel saper riprodurre nello spettatore maschio la sintomatologia tipica della gravidanza, con particolare riferimento a nausea, vomito e voglie, soprattutto quella di scappare dalla sala. Si consigliano ripetizioni, possibilmente non con minorenni, per ciò che concerne l'unica scena di sesso, poiché anche il sesso come concetto la trova straziante.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

mercoledì 11 agosto 2010

22 - Chloe - Tra Seduzione e Inganno

Dopo averci propinato tutti i metodi logicamente plausibili per salvare un matrimonio in crisi, compresa la solita stucchevole Margherita Buy paralizzata nella scelta tra Activia e Danaos mentre il marito si pappa la squinzia di turno, il cinema va in vacanza e con esso la giusta propensione a rileggere criticamente i soggetti. Riuscirà un dramma di coppia fondato sulle brillanti idee dell'Architectural Digest a trattenere la componente maschile presente in sala come farebbe una doppia dose di Imodium con gli effetti immediati e nefasti del protozoo Entamoeba histolytica?
Toronto. La quiete degli Stewart, una famiglia dedita all'accoglienza sugli aeromobili e alle fiere cittadine, è messa in pericolo dalla crisi di mezz'età. Mentre Catherine Pallore, brillante ginecologa, vende alle pazienti l'orgasmo come una serie di contrazioni muscolari ripetibili in palestra con lo step, il marito David Nasone insegna musica a New York e flirta anche con studentesse, bidoni della monnezza e parchimetri. In tutto ciò si inserisce il figlio adolescente Michael, costretto a una carriera musicale classica sebbene desideri solo sesso, droga e rock'n'roll. Col primo ci va già duro e mammina non gradisce che fresche diciottenni nude frequentino la sua casa dato che, per questioni evidenti come pallore fisso, fiatella e tette piccole, non assurge nemmeno al grado minimo di milf.
Il punto di non ritorno viene superato quando David perde apposta l'aereo e si intrattiene con una studentessa di nome Melissa Sulle Tue Pere Vado in Fissa, nonostante la moglie avesse organizzato un festeggiamento degno del compleanno di Donald Trump nel loro fantastico monolocale di ventimila metri quadri vista su tutte le viste possibili. Catherine intercetta l'IPhone del marito con annesso messaggio della zoccoletta ed elabora un piano diabolico degno di una donna in menopausa che riassapora la sindrome premestruale: noleggiare un puttanone di nome Chloe, conosciuto nel cesso di un ristorante e reduce dallo sbudellamento del demone Jennifer, per sedurre il marito e porlo di fronte al proprio tradimento. La ragazza accetta e comincia a raccontare alla donna puntigliosi resoconti erotici dei suoi incontri con il marito.
Il popolo maschile che guarda si sveglia all'improvviso e si prepara alla prossima ora di proiezione tra sguardi languidi e labbrucce stile Sig.na Silvani. Chloe, oltre a staccare cedole con tre zeri, diventa sempre più invadente e riesce ad attizzare anche il giovane Michael alla vigilia di un concerto. Fortunatamente il ragazzo non suona con il pingone e va tutto bene. Catherine chiede un ultimo incontro chiarificatore con la sgualdrina a noleggio, ma nell'impeto della descrizione di un pompino cede alla seduzione e tromba in maniera furibonda con la giovane. Il popolo maschile in sala addirittura commenta e supera la fase di attivazione delle funzioni primarie. Chloe dichiara il suo amore a Catherine, ma questa, pur ammettendo di aver goduto come una puledra, decide di non proseguire la relazione. Dopo un po' di stalking da parte della giovane, Catherine organizza, in una tavola calda come le sue vampate, un incontro chiarificatore con il marito e Chloe.
Il triangolo non l'avevano considerato: i racconti della bionda dispensatrice di gioia a pagamento sono solo invenzioni, David non si è mai fatto fare manovelle e succhioni e la coppia ritrova il gusto della quotidianità con baci alla Rhett Butler, cioè labbra su labbra immobili. Disperata, Chloe si catapulta a casa di Catherine e si spupazza Michael sul talamo nuziale, ma per eccitarsi guarda le scarpe di sua madre. Anche feticista: ha tutte le psicosi ossessive. Catherine irrompe in stanza e trova il ragazzo tra le grinfie dell'amante. Il piccolo idiota cerca di far capire alla madre che il loro è un grande amore, ma anche Chloe lo scaccia disgustata dal suo pipino. Siamo all'epilogo: la donatrice di sesso sequestra Catherine e mendica un suo bacio prima di sfondare una vetrata con il sedere, unica parte anatomica della donna sino ad allora non utilizzata nel film, e lanciarsi nel vuoto come Tania Cagnotto.
Veicolo per la veloce diffusione del simblefaron nel mondo, il film si pone come alternativa sbagliata a qualsiasi forma di intrattenimento. Coinvolgente come recitare un rosario ortodosso per ventiquattr'ore, si sente nettamente che alla trama manca l'apporto di un cavallo per ripopolare il pianeta dell'utile specie denominata bardotto. Manifesto sui pregi della prostituzione da strada, la pellicola dimostra con efficacia come il meretricio d'alto bordo, lasciando troppo tempo libero alla donna, scateni nell'esercente una propensione preoccupante verso la psicopatia. Se l'evoluzione dei drammi femminili è questa, si consigliano poderose applicazioni di Vagisil. Ovviamente per via orale. Sconsigliatissimo per le pratiche autoerotiche, poiché sclerotizza attività già di per sé sterili e costringe l'uomo alla difficilissima simulazione dell'orgasmo.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

martedì 10 agosto 2010

21 - Piacere Sono Un Po' Incinta

Volevano i pantaloni e li hanno indossati. Volevano lavorare e sono andate a lavorare. Volevano diventare il capo, con il segretario gnocco, e sono diventate il capo, anche se con il segretario gay perché è meno molesto. Volevano superare i confini biologici e organici e hanno bevuto il Tantum Rosa. Riuscirà un film scritto con la cervice uterina e rifinito nei periodi di ovulazione a sublimare a tal punto il femminismo da trasformarlo in maschilismo oltranzista, fornendo anche utili e plausibili scuse su come abbandonare la propria famiglia con i pargoli in fasce?
Zoe è una culona portoricana che gestisce un negozio di articoli per animali e condivide l'appartamento con un topo ragno a rotelle. Stanca di cercare l'uomo ideale e desiderosa di repentini sbalzi ormonali, la donna pensa di farsi ingravidare in provetta da un donatore rosso de cavei e goloso d'usei. Ignorando gli amici Clive e Mona, molto forte in Veneto, soprattutto d'estate sulla litoranea, che le sconsigliavano il passo, Zoe va da un ginecologo e si fa fare una bella peretta di sperma. Uscendo dall'ambulatorio, la donna si litiga un taxi con Stan, produttore indipendente di formaggi di capra che studia alle scuole serali, e comincia a sentire un certo non so che. Per affrontare la gravidanza serenamente, la donna si inserisce in un gruppo di spostate fiere di essere madri single composto da camioniste, veline maggiorate, otarie pallide e stereotipi vari della madre abbandonata.
La ragazza incontra di nuovo Stan al mercatino dei piccoli produttori. C'è una simpatia di fondo che l'uomo, ricordando i buoni consigli di De Beers, cerca di alimentare con il caprino. Lui la desidera e insiste, lei sente che le manca qualcosa da un po' e Mona, che se ne intende, la spinge tra le braccia dell'aitante casaro. Un appuntamento tira l'altro, ma la pagnotta lievita tanto da indurre voglie, nausea e orgasmi multipli nelle prime dieci ore. E' inevitabile che l'ometto sappia: dopo un weekend alla fattoria, qualche ciulatina e una cena a base di avanzi di stufato, la donna si confessa. Stan è un po' sorpreso, ma lei, vista la sua difficoltà nel fare una professione di fede alla cieca e su due piedi, lo scarica come fosse il peggiore dei cornificatori. Il masochista, confessando di essere uno studente delle serali, con una fattoria in perdita, accetta di fare da padre al pane di Altamura. Arriva la prima ecografia e i due colombi scoprono che Natica Prominente Lopez è incinta di due gemelli.
Lui è in paranoia totale, complice anche un giovane padre afro con un figlio raccogli merda conosciuto al parco, e comincia a fare i conti di quanti soldi servono da qui all'università per mantenere i due bastardelli. Lei, dopo essere stata anche ostracizzata dal Circolo dell'Eroina (intesa come madre coraggio, forse) e dopo aver fatto mente locale sul suo sedere da giovane (non c'era modo di farcelo entrare altrimenti), lo rimbalza di nuovo in favore di un cuscino per donne gravide. Ma come, fai anche i conti, invece di pensare romanticamente alla venuta al mondo di Brian di Nazareth I & II? Stan continua a non capire che il destino lo vuole smaccatamente favorire e rimane vicino alla donna. Giusto in tempo per assistere dal vivo al parto-esorcismo dentro una piscina gonfiabile di una magazziniera lesbica appartenente a gruppo di autoaiuto. Di ritorno da questo evento nefasto, si consuma la rottura definitiva quando Stan ammette l'ovvio in presenza di una compagna di studi: i figli non sono suoi.
Zoe è decisa a fare tutto da sola, nonostante Mona e sua Nonna Alice (orfana di Mel, Vera e Flo) la vogliano riavvicinare al formaggiaio. Lei risponde che il suo modello è la nonna stessa, che in vita non si è mai fidata degli uomini, ma, colpo di teatro per tutta la Residenza Anni Azzurri di New York, Nonna Alice ha deciso dopo quarant'anni di fidanzamento di sposare Howard Cunningham alla faccia di Marion, Richard, Joanie, Fonzie e quell'infoiata di Lory Beth. Zoe capisce che, in fondo, un idiota che le dedica un formaggio come Stan non lo troverà mai e ritorna a tampinarlo. Alla festa di matrimonio della babbiona si rompono le acque e ciò che segue è il normale cammino della partoriente: si va con la macchina degli sposi a chiedere scusa al papà in barba alle doglie e poi all'ospedale dove i gemelli attendono fumando sigarette con l'ostetrica che arrivi la bernarda da cui uscire. E vissero tutti felici e contenti: lui aprendo una formaggeria, lei, ripristinato il culetto santo, aprendo qualcosa d'altro e rimanendo di nuovo incinta.
Abominio cinematografico che getta oscuri presagi sul futuro della commedia e in cui anche le compagne dell' Unione Donne in Italia finiscono per parteggiare per l'unico pene funzionante dell'intero film. Lento ad arrivare alla fine come una testuggine di mare sopra un tapis roulant, il lungometraggio alterna sapientemente momenti stupidi a momenti cretini a momenti dementi. La protagonista ruota meravigliosamente le sue quattro espressioni, ma non riesce mai a scalfire il dominio del caprino, vero e indiscusso mattatore della pellicola nelle versioni stagionato, dolce, di latte vaccino e light. Da non proiettare in tutti gli stati del nord in quanto è stato scientificamente accertato che le grida della partoriente, durante la scena dello sgravio casereccio, attraggono mandrie di renne maschio in calore. In tutto ciò della gravidanza non frega nulla a nessuno, attori compresi, tanto da guadagnare tutte le nomination possibili per la Notte degli Oscal (Academy Movie Awald): versione cinese scadente, ma politicamente orientata, dell’ambito premio cinematografico.

Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

martedì 13 luglio 2010

20 - The Twilight Saga - Eclipse

Il momento è giunto. La più grande battaglia di vampiri senza la battaglia. Il più struggente dramma vampiresco senza il dramma. Lo cunto de li cunti. Abbiamo pianto con loro mentre piangevano, mentre ridevano, mentre dormivano, mentre giocavano, mentre si separavano. Riusciranno dei ventenni, che è meglio si godano ora il successo, perché fuori da questa saga possono solo andare raccogliere i pomodori Pachino, nell'impresa di far apparire il Conte Dracula uno stupido per aver riempito il suo castello di succubi vogliose quando sarebbe stato molto più romantico aspettare cinquecento anni, ammazzarsi di raspe e vivere un amore platonico con quella sciacquetta insulsa di Mina Harker?
La bella Bella, sempre più bella da quando ha riabbracciato il surgelato Edward, vive spensierata la sua stucchevole storia d'amore tra un ti amo e un bacio velocissimo e un ti amo e un bacio e un ti amo. Si avvicina il giorno in cui verrà sucata e trasformata e la ragazza non vede l'ora, tanto che deve aver smesso anche con l'eroina. Edward da galantuomo ottocentesco quale è rispetta il coprifuoco e la verginità imposti dallo sceriffo Charlie, padre della squinternata, tanto da buon sofficino si scalda solo con olio da frittura abbondante. Ma un pericolo incombe: la metallizzata Victoria Secret's ha ancora un conto in sospeso con la famiglia Intimissimi per la morte del suo James e sta facendo proseliti e capatine veloci nel boschetto della loro fantasia insieme al vitello dai piedi di balsa. La famiglia e i lupacchiotti fanno buona guardia, tuttavia cominciano a perdere colpi a causa della carenza di ripetitori in zona e dell'assenza di campo per i poteri della telepate Alice di Telecom Italia Mobile.
Bella, nel frattempo, vuole recuperare il rapporto con Jacob per la nota legge secondo cui una donna scopata poco o non scopata proprio si guarda in giro. Il rapporto è teso: Jake non sopporta Capitan Findus e viceversa, ma devono trovare un accordo quando i neonati di Victoria si fanno pericolosi soprattutto perché i Volturi giocano a incularella e non muovono un dito. Edward, fedele ai dettami de "The Last Boyscout", compra alla futura sposa un cane per quando lui non c'è, peccato che il cane è Jake. Il film potrebbe proseguire con lo scontro finale, ma perché non allungare il brodo già scipito? Ah, dimenticavo, i due innamorati si dicono ti amo circa ogni diciassette minuti e proliferano scene patetiche in cui Cucciolone, il gelato trigusto, e Bun Bun, il cane abbandonato, si sfidano con pose da macho per impressionare l'arrosto di tacchina con poco grasso e solo il 2% di colesterolo.
Cominciano una serie di inutili flashback: la tribù dei lupi, dopodiché Jake ci prova con Bella che si sturba di brutto, gli tira un pugno e si frantuma una mano; Rosalie, vampirella invidiosa sdrumata e che si vendica degli stupratori ubriachi; Jasper, ex ufficiale della guerra di secessione e grande stratega invitto. Drenato il liquido e presa l'azitromicina per tamponare l'orchite si torna sul pezzo: i vampiri buoni si alleano con i lupacchiotti, Edward chiede la mano di Bella dopo averle rifiutato la verga e tutti si addestrano insieme sotto la guida di Jasper per fronteggiare l'esercito ingrifato. La battaglia per l'intimo sta per cominciare. Il piano è geniale: spargere litri di sangue di Bella per la foresta, cosicché la vampiraglia giunga nella radura per essere maciullata, mentre Edward, Jacob e la sfitinzia si rifugiano in alta montagna. Fish and Crock Edward prende il dettame alla lettera: monta una canadese a seimila metri cosicché la sua amata possa rischiare l'assideramento in una notte di tempesta se non fosse per Jake che si infila nel letto e la scalda ignudo. Puah!
Bella sturba ancora: ha voglia di pingone e si dice innamorata anche del canuomo. Non c'è tempo. Ruttolomeo scopre il matrimonio imminente, si incavola come un lupo e va sbocconcellare frattaglie di pipistrello in umido. Victoria, captati i pensieri della bella Bella (bella zio!), scova il nascondiglio, ma viene scassata di mazzate da Edward grazie alla futura mogliettina, nonché gangbanger, che si taglia le vene e attira l'attenzione su di sè. Sembra tutto finito, ma Jacob per salvare un pastore maremmano del suo branco viene frantumato da un energumeno che viene fatto a pezzi a sua volta. Il tutto mentre al capo vampiro Intimissimo non si scombina nemmeno la pettinatura. Le mutande a basso costo sono salve: la catena popolare vince contro il lusso. Il pelosone viene riparato e i due piccioncini, o meglio la piccioncina e il pipistrellino possono programmare le future ammucchiate. Tuttavia l'ambiguità dei Volturi incombe. Cosa vorranno ancora esseri con un nome tanto idiota e indegni di più di cinque battute in un copione già insulso?
Capolavoro di qualsiasi arte figurativa che non sia il cinema, rivaleggia prepotentemente con un'ora e mezza di scariche elettrostatiche su un canale analogico dopo che è stato effettuato lo switch over al digitale terrestre. Ricco di spunti per gli amanti del sesso interspecie, si muove nei meandri dell'approfondimento psicologico con la stessa agilità che avrebbe Charles Manson dovendo officiare una Messa Copta. Potrebbe essere iscritto tra i grandi capolavori dell'espressionismo, non fosse per il fatto che a ogni battuta l'espressione del pubblico rimane monolitica. Comodissima la futura versione per dispositivi portatili per processioni religiose con espiazione, autodafè e processi di combustione umana a scopo di protesta. Divertente come esercitare il Valsalva dopo essersi nutriti con sole arachidi per dieci giorni.

Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

sabato 10 luglio 2010

19 - Cinque Appuntamenti per Farla Innamorare

Come disse Morpheus: "E' lui, è l'Eletto!". Lo abbiamo aspettato. Dopo anni di terrore, piegati alla convinzione che nessuno potesse mai raccogliere l'ingrato fardello, finalmente una luce, una nuova speranza si affaccia dai balconi di Wheeling di Sotto. Riuscirà John Corbett, l'alternativa americana al marmo di Carrara, a raccattare le frattaglie di pudicizia, le briciole di dignità lasciate da Sua Maestà Nicolas Cage e a trasformarsi nella nuova promessa del cinema ittico, scalzando crostacei, cetacei e cefalopodi e imponendo l'assoluto stile cernia come unico teologico?
Uno spettro si aggira per le strade di New York. E' lo spettro del botulinismo. Genoveffa, una maschera mortale di iniezioni nei punti sbagliati, gestisce un negozio di fiori insieme a due obliqui che amano farsi le sopracciglia con il fertilizzante (e non oso pensare a cosa fanno con i cactus). La donna è sempre felice perché ha scoperto il metodo per non soffrire in amore: relazione di cinque appuntamenti e poi chiusura concordata con il potenziale partner. Grazie a questa teoria ride come una scema per il quartiere che le va dietro come un branco di cinesi durante la rivoluzione culturale di Mao, anche se si sa che i gatti preferiscono Whiskas. A rompere la monotonia del luogo lo stentoreo Greg che, abbandonata la facoltà di legge, ha deciso di comprare il negozio più fallimentare e farne un tapas bar. Un essere più crudele di San Francesco d'Assisi, irriguardoso degli sforzi paterni e votato a parlare agli uccelli.
Dopo le prime schermaglie, dopo aver dispensato inutili consigli sbagliati agli amici falliti, Genoveffa, imbeccata dal duo Gloria Gaynor, comincia a flirtare con Greg che nel frattempo, utopista, aveva sperato di imbastire una relazione duratura con un'assistente di volo. Come andare a pesca utilizzando come esca il proprio pisello con la convinzione che il pesce succhi senza mordere. Immancabile premessa, la regola dei cinque appuntamenti deve valere anche per loro. Pronti via! Si parte con l'appuntamento di conoscenza, per poi convolare all'appuntamento culturale, seguitare con il puntello avventuroso e proseguendo con l'immancabile trombata estenuata da sette ore con orgasmi multipli, apparizioni di santi, rivelazioni mistiche e scoperta di cure per malattie incurabili. Genoveffa trasecola, ma improvvisamente lui non la chiav... ehm chiama più.
Infatti, dopo un attento esame con il commercialista, Greg, grazie allo scorporo dell'otto per mille alla comunità dei chirurghi cocainomani, ha scoperto che, essendo passata la mezzanotte a trombare, il quarto appuntamento si è trasformato anche nel quinto: è tutto finito. Genoveffa contesta la cosa e scrive a Rita dalla Chiesa che, tuttavia, su imbeccata della Sig.ra Irma di Frascati nega l'intervento. La ragazza è disperata: quante speranze di pinolo infrante. Gli amici, i dipendenti invertiti e mammà, una babbiona francese pluricornificata, cercano di tirarla su, mentre Greg viene aiutato a farselo tirare su da un amico avvocato egocentrico. Nel frattempo irrompono nella vita della donna anche il dramma di un padre playboy con cui non parla e gli amici che si accoppiano alla spicciolata con lingua a mulinello. Va tutto male, come quando si lasciano gli assorbenti con le ali nell'altra borsetta in giornate di flusso abbondante.
Il gruppo sfiga, rinforzato dal duo Raffaella Carrà, convince Greg a calcolare l'Iva al netto del sopravalore delle donazioni e a valutare il quarto appuntamento solo come quarto, ma lui, prima ben intenzionato, distrugge psicologicamente l'innamorata e torna a fare quarto più quinto prima di spedire tutto alle Olimpiadi di Matematica. Un disastro: si avvicina San Valentino, ma nemmeno nuove iniezioni di botox riescono a riportare l'espressione di Belfagor sul volto di Genoveffa. Lei ricompone la sua vita come una sbrisolona e incontra papà, un orrendo panzone con la coppola e le ascelle sudate. Si riappacificano. Manca solo Greg: e puntualmente arriva. Fa ciò che il Maestro Nicholas comanda: espressione da orata in brodetto di pomodorini, serenata con band rastafara, comparse a forma di cuore e richiesta a Genoveffa di diventare la sua fidanzata e condividere con lui, ancora una volta, quel rilassante sorriso rubato a Chucky la Bambola Assassina.
Film manifesto della decadenza civile e sentimentale della razza umana, giustifica tutti coloro che si danno a pratiche erotiche emulatorie in solitaria come buchi nei muri, bistecche arrotolate, soffocamento indotto. Giustifica qualsiasi epiteto lanciato contro i canadesi da prima della costituzione dello stesso Canada. Non bastano dosi sovrumane di taurina a rinunciare all'intervento del Sergente Maggiore Hartman, tanto che verso il quarantesimo minuto si opta per l'arruolamento in ferma lunga tra le truppe cammellate dell'esercito libico. Già previsto un'esaltante seguito a basso costo in cui gli attori protagonisti presteranno solo le voci e verranno sostituiti da due manichini delle Galeries Lafayette in pensione, certamente più credibili di un branzino che copula con il Jolly delle carte da ramino.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

lunedì 28 giugno 2010

18 - Daybreakers

Tavolini, armadi, sedie, librerie, vetrine e tazze del cesso non traballano più a causa della quantità di libri pubblicati sull'argomento succhiatori. La scrivania tarlata di mia bisnonna esulta: grazie a una pila ben fatta potrà tornare ad avere la quarta gamba che ingiustamente prelevò un nazista nel novembre 1944 per ravvivare il camino dopo averla crivellata di colpi. Anche il Capitano Achab sta pensando di sostituire il suo arto di mogano meranti con una gamba posticcia fatta da una pila di libri inutili. Riuscirà un film sui vampiri, scritto da due fratelli tedeschi che si chiamano come una bibita e prodotto in Australia, a preludere in modo degno alla mamma di tutte le minchiate in uscita italiana alla fine di Giugno 2010 e a inaugurare la prima pila di pellicole da sostegno per mobili disabili?
Anno 2019. Il mondo è dominato dai vampiri stitici, gli esseri umani sono quasi estinti e quei pochi che restano vengono tenuti in grandi camere dove vengono munti come vacche bavaresi per nutrire tutta la vampiraglia. Le scorte di sangue sono agli sgoccioli, anzi ormai i ciucciabanane si sono sucati anche gli sgoccioli. Il giovane Edward (ma si chiamano tutti Edward?), vampiro obiettore di coscienza nonché ematologo, fuma come un soffione boracifero e cerca la formula del plasma sintetico: il progetto non fila granché, considerando che ogni cavia salta per aria come una trincea irachena durante Desert Storm. Charles Bromley, industriale del plasma, che vedendo finire le scorte di umani vede cadere anche eterna giovinezza e scroto, soffia la sua fiatella putrens sul collo del sottoposto.
Una mattina, in realtà sera per i sukasuka in quanto hanno il bioritmo di una prostituta, tornando a casa dal lavoro Edward rischia un incidente con un gruppo di umani. Fedele al suo credo hippy decide di aiutarli nascondendoli alla polizia e non appropinquandoseli. Appena in tempo, perché il fratello testosterincoglionito Frankie, membro della polizia militare antiumana, arriva a festeggiare il compleanno del fratello con una bella boccia di sangue d'annata. L'odore del nettare attira un aggressivo vampiro che si è autosucato per fame e si sta trasformando in un pipistrellone flaccido. Scampato all'assalto e litigato con il fratello che lo accusa di essere un palle mosce amante del sangue di maiale e della sausizza, Edward viene contattato dagli umani che gli danno un appuntamento diurno con uno strano messaggio in codice: piantina con tanto di nomi e una freccia con scritto "mangiami".
L'ematologo va all'appuntamento con la sua berlina antiabbronzante dove conosce Audrey, umana purissima in astinenza da pingone, e Elvis ex meccanico vampiro che, grazie a uno strano incidente in cui prima si è croccato al sole e poi ammollato nel putridume, è tornato umano. Che scoperta sensazionale, le donne vampiro potranno tornare ad avere la vaginite e il fastidioso prurito intimo; gli uomini la disfunzione erettile e le infezioni alla prostata. Frankie li scova e comincia un inseguimento furibondo. Giunti al rifugio, mentre la truppaglia armata umana va al recupero di altri umani in una scena inutile giusto per far cadere in trappola la figlia di Charles, personaggio determinante quanto una ragade, Edward ripete su di sè la doratura della fettina panata di Elvis in una cisterna da fermentazione vini e funziona. Frankie, invece si fa uno spritz con la figlia ribelle di Charles, la trasforma, ma lei disperata si ciuccia i polsi e diventa come Rita Levi Montalcini.
Intanto la società vampira sclera a causa dell'assenza di sangue e dell'uscita del trentesimo episodio della stucchevole saga umana di Dawn. Charles trova la formula del sangue sintetico e si prepara a far miliardi, ma Frankie comincia ad avere le crisi dovendo mettere a morte i ciuccioni impazziti. Il fratello aiuta Edward e compagnia, ma preso dalla fame assale Elvis. Miracolo: l'uomo sucato che poi si fa crocchetta e si ammolla nel vin santo può infettare i vampiri e farli tornare umani. I tre si catapultano da Charles, lo riconvertono con l'inganno, lo danno in pasto agli affamati, salvano la tipa, poi si tuffano nel carnaio sociale, diffondono il virus umano e corrono a fare la cacca. Dopo anni e anni, con tutte quelle proteine in corpo è il minimo.
Infame pellicola all'olezzo di sanguinaccio in cui l'unica cosa che sopravvive alla noia sono spunti per leggi ad personam contro gli sceneggiatori. Piacevole come evacuare su un cespuglio di ortiche, nella scala della bruttezza si colloca con merito tra i denti di Willem Dafoe e il naso porcino di Ethan Hawke. Soggetto che sembra scritto da un seguace analfabeta di Mamma Ebe, arrivato secondo al concorso delle idee più stupide dietro quella di un umana della provincia americana che si innamora di un vampiro vegetariano. Apprezzatissimo in Corea del Nord, dove viene passato come film verità sugli effetti nefasti del capitalismo per la rieducazione dei dissidenti, sebbene sia stato ingenerosamente tagliato nelle parti in cui appaiono i pipistrelli flaccidi giudicati troppo somiglianti a Kim Yong Il.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

domenica 13 giugno 2010

17 - Legittima Offesa

Le chiamavano "sesso debole", poi è arrivata Annie Wilkes e ha frantumato le caviglie di Paul Sheldon difendendo Misery. Le chiamavano "angelo del focolare", poi è arrivata Letizia Moratti e ha provocato l'impennata della popolazione maschile omosessuale in Milano e provincia. Le chiamavano "amazzoni", poi è arrivata Donatella Versace e ha dimostrato che un tuffo nell'acido solforico puro può essere migliorativo per l'estetica. Riuscirà Kim Basinger, coadiuvata da una sceneggiatrice/regista evidentemente affetta da prurito pelvico di origine parassitaria, a far lanciare una fatwa contro un film che potrebbe, al massimo, essere utilizzato come cura sperimentale per le forme gravi di paralisi permanente, data la voglia smodata di scappare dal luogo di proiezione che riesce a suscitare?
Della, una donna un complemento di specificazione, vive in un ridente quartiere alto borghese in una fantastica cittadina inutile della provincia americana. La donna, una MILF sul viale del tramonto, accudisce durante il giorno i suoi due gemelli, Monica e Manico, mentre la sera prende la consueta dose di insulti dal marito Kenneth, uomo d'affari bolso e dedito ai superalcolici, quando non dice alla moglie che non lo arrapa più. Arriva la vigilia di Natale. La casa è un cesso, Kenneth sta sfondando pareti con la mossa della gru perché Della non ha messo la cera e non ha tolto la cera, ma fortunatamente la carta da regalo è finita e la donna può indossare il suo spolverino di Gucci e mettere in moto il suo ciclopico SUV per recarsi al più vicino centro commerciale, nei pressi di Calcutta.
Dopo qualche migliaio di chilometri la donna scopre con orrore che i centri commerciali sono stracolmi la vigilia di Natale e non c'è posteggio per il trattore. La piega dei capelli si turba quando si accorge una vecchia carriola occupa ben due spazi sosta. La fu fatalona trova un buco qualche centinaio di miglia più lontano, ma quando ripassa davanti al residuato lascia un biglietto intriso di turpiloquio. La frangia vibra, che diamine! Finito il credito sulla carta omonima per un paio di rotoloni colori assortiti, Della torna al suo catafalco, ma viene sorpresa dai proprietari del mezzo vetusto, la terrificante Banda delle Pari Opportunità: un bianco pistolato che comanda un indio tatuato in giubbotto e canotta a Dicembre, un fumatore cinese vestito 200% acrilico laboratorio clandestino e il solito simil-rapper negro con giubottino peloso e catename.
Nemmeno il tempo di un colpo di rossetto e i quattro freddano la guardia del posteggio, partita in soccorso due mesi prima dal centro commerciale. Della fugge e gli altri dietro. La donna fa di tutto per farsi raggiungere, compreso perdersi in un quartiere residenziale in costruzione ai limiti di un bosco sterminato, distruggere l'auto e aspettare dietro la carcassa l'arrivo degli aguzzini. Quando questi giungono, Della afferra un candelotto luminoso e la cassetta degli attrezzi, giusto per fare poco rumore, e si invola verso il cantiere. Oggi le comiche: lei produce un casino che a confronto le vuvuzelas sembrano la filarmonica di Vienna e gli inseguitori cominciano a essere vittima di incidenti a catena. Coglione MC è il primo: si lancia all'inseguimento dove manca il pavimento e si frantuma il collo. Si passa al bosco, dove Miguel Ascellas viene finito a colpi di chiave tubolare da cambio gomme.
Chuck, il capo banda psicotico frustrato, spara a vuoto dal suo caricatore infinito, ma ormai Della è lontana. Niente panico, ok panico. Della ha una crisi isterica e in seguito fa una pipì di due ore, nonostante non accompagnata da una sua simile, in un ruscello per dar modo agli altri due di raggiungerla. Cho Mal U Cul è il prossimo sulla lista, trafitto alla cervice da un cacciavite a stella. Chuck è stanco. Massì, chissenefrega, perché invece di ammazzarla non farsela dura nel bosco blandendola con psicologia spicciola? Della, capita l'antifona, si apre al teppista e gli dice "prendimi". Lui cerca la monta selvatica, ma quel cavolo di spolverino è una sorta di goldone magnum e la donna, rubata la pistola, gli carbonizza la faccia col candelotto e spara. Poi, come nulla fosse, risistemato il trucco, recupera il SUV, lo fa ripartire collegando i cavi e torna a casa sotto la pioggia, con la carta da regalo, giusto in tempo per regalare un proiettile al marito. Non prima di aver dato il bacio della buona notte ai suoi due sgorbi.
Film palesemente sponsorizzato da una ferramenta, rimodella il concetto di difesa personale e mette in crisi l'industria del diamante dimostrando inequivocabilmente come il miglior amico di una donna sia a tutti gli effetti la chiave a brugola. Kim Basinger riporta alle atmosfere di "Nove Settimane e Mezzo", tempo stabilito per giungere alla fine alternando qualche minuto di proiezione a cicli di AZT per evitare complicazioni da forme blande di immunodepressione. Pellicola rivoluzionaria che, al contrario degli intenti, ha saputo mettere la donna ancora al di sotto di un oggetto di forma cilindrica, sebbene di natura non organica: l'attrezzo. Grande successo comico in tutto il mondo islamico, dove persino il Mullah Omar ha benedetto l'immortale capolavoro della commedia dell'assurdo, in cui una donna circola senza velo e riesce a non prenderle da nessun uomo nonostante ne incontri almeno sei, tra cui il coniuge.

Sleep-o-Meter: 04 – Il Piccolo Buddha (Coma Etilico)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.