martedì 30 agosto 2011

47 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Salvate New York!
La cricca ha colpito ancora. Le varie logge massoniche che cominciano con le diverse lettere dell’alfabeto si sono associate per distruggerlo. Nemmeno l’Enac e l’AgCom si sono risparmiate. Il capolavoro comico del millennio stava per finire nel dimenticatoio come un assorbente interno sul fondo di una borsetta, ma la resistenza ha trionfato nuovamente sull’oscurantismo. Riuscirà chi scrive a fare una recensione che possa lontanamente essere avvicinabile alla sceneggiatura di un film che doveva essere catastrofico, ma si è rivelato il primo esperimento al mondo di parodia di se stesso in tempo reale?
New York, Festa dei Pompieri. Il coro canta felice “Bo Bo Bo La La La” dopo che un jet si è schiantato nel fiume a pochi passi dal simposio. Durante la celebrazione a Central Park, il vicesindaco James e sua moglie Cassie, meteorologa ufficiale del sindaco, sbolognano la nipote campagnola a un aitante piacione in divisa giusto in tempo per assistere all’irruzione di diversi minitornado che terrorizzano i bimbi e, non contenti, inglobano un fotografo, lo congelano e lo sbattono sul parabrezza di un suv posteggiato senza motivo in mezzo al prato. Cassie, come una ladra, fotte la macchina fotografica al cadavere e la porta in ufficio per analizzare il fenomeno, mentre James mette in allerta il sindaco, un italoamericano con l’arroganza di Michele Santoro, la supponenza di Giovanni Floris e il naso di Gad Lerner, che lo snobba per inveire a caso su alcune comparse.
Il laboratorio meteo, situato in cima a un grattacielo, dopo dieci minuti di approfondite analisi e una telefonata all’aeronatica civile (dalle prime battute emerge che lavorano col culo) scopre che il motivo degli strani fenomeni è l’incompatibilità caratteriale tra l’atmosfera inferiore e quella superiore determinata dal riscaldamento globale. Nemmeno Anna Bernardini de Pace, nota divorzista, può nulla contro la furia atmosferica, che dirige a Liberty Island in tempo per mutilare il braccio della statua e seppellire in un tombino il piacione e la campagnola. La tensione sale come il pipino di un tetraplegico centoduenne e Cassie prova a mettere in guardia il sindaco, che continua a gridare a vuoto, mentre James, demansionato ad addetto call center del 911, dice alle squadre di soccorso di prestare soccorso. James e Cassie sanno che non c’è alternativa: bisogna bombardare le due atmosfere sperando che nella difficoltà ritrovino l’amore perduto e tornino a copulare.
La NASA non intende lanciare razzi che non siano nucleari e i due coniugi vanno nel New Jersey al centro spaziale hippie di un reduce del Vietnam il cui unico successo è stato creare il fango in un paese dove passano i monsoni per nove mesi l’anno. Raggiunto l’accordo con il proletaroide occorre stabilire cosa lanciare: la risposta è a Midtown, dove il passaggio dei tornado ha congelato tutti quelli che uscivano dalla metropolitana, compresa la Sacra Famiglia in gita, tranne una scappata di galera che è rimasta mezza folgorata. Cassie corre in ufficio per progettare un modello fisico che sembra l’andamento del NASDAQ e James, che ha finito il turno telefonico, la accompagna. Nel frattempo i due seppelliti vagano per i cunicoli, limonano duro e si ricordano di mandare un sms di aiuto. Il palazzo meteo è tutto ricoperto di nebbia verde e l’isolamento elettrico sta cedendo. Cassie ha scoperto come fermare il fenomeno: serve della CO2; gli americani devono continuare a sgasare su automobili di cilindrata improponibile, però a dodicimila metri di altezza. La Fiat trema.
Cassie corre ad avvertire il sindaco, ma rimane intossicata da uno strano fumo (ci sarà un suv parcheggiato anche in cantina?) e collassa, mentre nell’ufficio delle sfere elettriche viola fluttuano e folgorano le persone a caso. La fuga è impossibile: le scale sono tutte una scarica statica, ma James e il portinaio portoricano (non era saltato in aria a Los Angeles durante Skyline? Si vede che la detonazione lo ha lanciato a New York) stendono dei tappeti di gomma come passerelle. Lo stratagemma funziona finché una segretaria ginocchia forti non si appoggia al corrimano e quell’idiota del custode le va dietro con un poncho di gomma: ha dimenticato il preservativo sulla testa. James, durante il tragitto, salva anche Cassie dai suffumigi. Anche i due giovinastri seppelliti si salvano, ma mentre lei finisce all’ospedale per un tampone vaginale, lui corre a prendere servizio e viene abbrustolito da una manichetta antincendio. La NASA spara ioduro d’argento, il Colonnello Fricchettone spara CO2: alla fine vincono gli anni ’70, ma il povero sindaco Leonardo muore sucato dal vortice e lanciato nel Nebraska.
Tesoro inestimabile del cinema comico, il film, se non rispettato nella sua essenza profonda, metterebbe in grande difficoltà qualsiasi satirista amatoriale che ne volesse fare una recensione divertente. Promotore di un rilancio dell’industria meccanica statunitense, il lungometraggio inserisce automobili ovunque, soprattutto quando non servono, scatena interrogativi pressanti nella comunità nerd, tipo “Quanti Suv ci sono contemporaneamente in Salvate New York?”, e riesce a trasmettere il messaggio che contro il riscaldamento globale serve più CO2. Rivoluzionaria nell’utilizzo degli stereotipi, la pellicola recupera i ruoli migliori della cinematografia mondiale, come il meteorologo e il vicesindaco, e li accosta a figure di minima rilevanza, come il portinaio portoricano bi-defunto e il pompiere spompato, che vanno bene giusto per fare da comparsa nel video di “Danza Kuduro”.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

venerdì 5 agosto 2011

02 - The Riccardelli Hall Of Fame induction is...

…Bubba Smith! 



Grazie Hightower! Proprio come diceva il mitico Mahoney quando il gigante timido e buono arrivava a risolvere le situazioni fisiche e spinose come le risse al Blue Oyster Bar per l’assegnazione dell’ambitissimo primo premio per il Tango Contest. Il 3 Agosto 2011 a Los Angeles, una città appena liberata da recenti invasioni aliene, si è spento all’età di 66 anni l’uomo che per anni è stato il manifesto dell’inferiorità fisica delle forze dell’ordine di tutto il mondo. La notizia mi è giunta sul telefono durante una partita con gli “Uccelli Infoiati” e il mondo ha smesso di girare per un po’, in dissonanza con i miei testicoli. Mentre in questi giorni il suo corpo viene spolpato come una trota da un anatomopatologo, il mio pensiero va alle risate che quest’uomo mi ha regalato, ma soprattutto ai sogni, tra cui spicca quello, mai realizzato per incapacità fisica, di portare in giro qualsiasi essere umano come una valigia afferrandolo per la cintura. Nel meraviglioso e meglio riuscito libro “Cuore” che è stato “Police Academy”, Moses Hightower era il Garrone a cui nessuno sarebbe mai andato a rompere le scatole, colui al quale mi sono ispirato, ogni giorno di scuola della mia vita, per rispondere all’appello non con il consueto “Presente!”, ma con “Eccolo!”, pronto a ricevere l’immancabile ramanzina sul mio volermi distinguere dalle altre scimmie dal Mauser di turno. Un fiorista in divisa con la forza di Pastamatic e il cuore di Suor Germana, preoccupato per l’incolumità di tutte le Laverne Hooks del mondo. Perché farlo entrare nella Hall of Fame, se così ricco di qualità? Semplice, perché un uomo di tal fatta, un uomo capace di scegliere con coscienza di chiamarsi per tutta la vita Bubba, come l’amico idiota al cubo del già idiota al quadrato Forrest Gump, deve essere ricordato ogni giorno che la Riccardelli Society avrà vita. Caro Bubba, sappi che adesso resterò ogni notte alla finestra ad aspettare che tu possa arrivare, come angelo vendicatore garbato e sorridente, a prendere come valigie Luca Marin, Federica Pellegrini e Filippo Magnini per lanciarli in una vasca di acido solforico e porre fine, alla tua maniera, a questa stucchevole e inutile soap opera all’aroma di cloro (se proprio non riesci tutti e tre basta la Pellegrini). 

Sinceramente tuo, 

Johnny Little Niggers

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.