giovedì 27 settembre 2012

86 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Chernobyl Diaries – La Mutazione!
L’amore: due persone si conoscono, si innamorano, si amano e infine una delle due spende una marea di quattrini per chiedere all’altra di sposarlo. Nulla è efficace, in questo rito terrificante a scopo di puro sostegno economico dell’indotto, senza il luogo adatto in cui esercitare le proprie annebbiate facoltà. Riuscirà una produzione a basso costo, farcita di comparse ucraine acquistate al mercato rionale al prezzo di 0,99 € al chilo, lo stesso della zucca verde napoletana, a promuovere il sito più contaminato del mondo come luogo ideale per effettuare la proposta (e, contemporaneamente, perdere l’uso della prostata)?
Paesi in via di sviluppo dove si scopa facile. Un gruppo di scamiciati appena sfuggiti alla pubertà, Chris Mezzachecca, la sua fidanzata Natalie Cosciafacile, e la loro comune amica Amanda Senzamutanda, sta facendo l’European Sex Tour. I ragazzi si fermano a Kiev, in Ucraina, paese dai costumi notoriamente irreprensibili, per visitare il fratello di Chris, Paul Ognibucoèbuono, prima di dirigersi a Mosca, dove Mezzachecca intende fare la proposta a Natalie, farla ubriacare di vodka e sperimentare il sesso anale prima del matrimonio. Dopo una notte in città, Paul suggerisce al fratello un nuovo ritrovato in materia di romanticismo: effettuare un "tour estremo" della città abbandonata di Prypiat che si trova all'ombra della centrale nucleare di Chernobyl, luogo del disastro nucleare, ma soprattutto caratterizzata da un paesaggio che non avrebbe potuto immaginare nemmeno Tim Burton sotto LSD mentre guarda la Bonham Carter che recita Shakespeare.
Al gruppo si unisce una coppia di fattoni girovaghi: la norvegese Zoe Senzatetta e l’australiano Michael Stupidovic. Il gruppo arriva al checkpoint presidiato da due bistecconi dell’esercito che vietano il passaggio, ma la loro guida turistica, Yuri Kazzenko, li porta attraverso una scorciatoia boschiva che presenta tutti i tratti della tragedia di massa. Il gruppo se la ride a iosa e, già che c’è, si butta giù un paio di trombe. Chris si attizza, Michael si attizza, Paul è già attizzato di suo, ma le ragazze, come di consueto, rifiutano l’orgia in nome di pseudo remore di natura morale. Lungo la strada, la comitiva si ferma presso un fiume dall’acqua arancione fluorescente, dove scopre un grande pesce mutato morto, con enormi denti e passione per i rutti. Mentre il gruppo torna al furgone, si scopre che il fiume è infestato dalle bestie ruttanti: secondo voi ci sarà un momento in cui i giovinastri cadranno nell’acqua?
Restano poche ore per esplorare il mortorio, evacuato all’epoca poco prima del grande concerto del primo maggio e scampato all’esibizione di Guccini, e Yuri porta tutti in un condominio, dove incontrano un cane putrefatto e un orso bruno terrorizzato. Ogni persona di buon senso sarebbe scappata già da qualche ora, ma, raggiunta l’illuminazione, lo spinterogeno del furgone è stato sabotato con tecniche di alto livello (i cavi sono stati rosicchiati). Al calar della notte, il gruppo inizia il giro degli insulti finché alcuni rumori non attirano Chris e Yuri fuori dal veicolo. Al primo va di lusso perché gli recidono solo l’arteria femorale, mentre Yuri è stato sgranocchiato e i suoi resti ritrovati da Paul, Amanda e Michael. Bisogna avvertire il nobile esercito ucraino e i tre si lanciano alla ricerca del posto di blocco, ma trovano solo uno sfasciacarrozze deserto con uno spinterogeno nuovo di pacca e un autobus carico di bossoli vuoti. Arriva la cagnara mutante e comincia l’inseguimento in ordine sparso delle future vittime con caduta nel fiume e morso di pesce: chi sopravvivrà ?
Il furgone è sparito, Chris e Natalie sono già nel forno a cottura lenta con un po’ di aromi e il resto del gruppo entra nella classica fase isterica che precede la decimazione violenta. Siamo circa a due terzi di film e qui scatta la genialata: siccome sono finiti i soldi per la pellicola giriamo tutto al buio con qualche grido straziante ogni tanto e torce elettriche a fasi alterne. Cadono anche, per riconoscimento vocale, Michael e Zoe, dilaniati dall’appetito mutante, ma con loro non sarebbe partita nemmeno la mandrakata: avevano ricevuto l’estrema unzione in aeroporto. Paul e Amanda fuggono in un rifugio antiatomico posto sotto il reattore della centrale da cui sono recuperati, contaminati marci, dalle forze speciali. Paul è freddato e Amanda portata in un sanatorio dove viene data in pasto ai pazienti della sua corsia, ossia i mutanti. Vince il banco perché muoiono tutti, con grande gioia del pubblico, sebbene non si possa chiedere la nuclearizzazione del sito per evitare un seguito: c’è già stata e ha ispirato questa cagata.
Noiosa come guardare una gara di velocità tra tartarughe cieche, la pellicola provoca l’otturazione immediata delle carotidi e un senso di ottundimento che non si registrava dall’ultimo attacco terroristico metropolitano con il gas nervino. Disarmante come indossare un paio di mutande di due taglie più piccole, il lungometraggio richiama nel pubblico la voglia di provare un intenso dolore fisico per scacciare quello psichico indotto dalla recitazione dei protagonisti. Intelligente come compensare i dispiaceri con il digiuno e la preghiera, il prodotto è decisamente gradito nei seminari dove ha un fattore di conversione del 100%, tra coloro che di solito consegnano la posta nel palazzo accanto, con una propagazione del tutto simile quella dell’avvelenamento da radiazioni. Complimenti al regista per il coraggio: se voleva essere emarginato bastava andare a Mosca con un cartello con su scritto “Putin Culo”, ma lui ha scelto la strada difficile.
 
Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

venerdì 21 settembre 2012

85 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Prometheus!
C’era una volta una grande saga di fantascienza. Poi, un giorno, in tempi recenti, un vetusto e ormai fulminato regista decise di distruggere tutto il retaggio facendo un prequel degno delle produzioni Troma, ma molto meno divertente. Un cast pregno, una protagonista pregna, ma poco fregna, ed effetti speciali che nell’anno della morte di Rambaldi sono un insulto all’arte, inquadrano il prodotto ancor prima di scriverci sopra. Riuscirà l’obnubilato Ridley Scott, che dovremmo chiamare Scotto visti i risultati, a farci rimpiangere persino le sconcertanti scene fuori tema di Aliens vs Predator?
Scozia, anno 2089 (e non hanno ancora ottenuto l’indipendenza). Elizabeth e Charlie sono due archeologi che scoprono l’esistenza di una razza di precursori dell’umanità, che battezzano gli Ingegneri, in diverse caverne del mondo. Ruggero De Ceglie Weyland (copyright Kilamdil), proprietario di Tele Ciancico e altre industrie, organizza una spedizione di scienziati su una luna di Saturno sospettata di essere la culla della civiltà ingegneristica, con la nave spaziale Prometheus. Dopo quattro anni di viaggio in ibernazione, sotto le inutili cure dell’androide David Fassbender, unico umanoide più espressivo del suo originale, la comandantessa Meredith Theron scongela tutti e manda gli scienziati e David a esplorare una struttura aliena sospetta, imponendo loro di non prendere contatto con nessuna forma vivente. Il torpedone con la scolaresca parte cantando “L’Astronave del Capo ha un Buco nel Propulsore Nucleare”.
Arrivati sul sito e inviate delle sonde per mappare l’area, gli scienziati cominciano a guardarsi intorno con circospezione, mentre il buon David, creato con alcune parti organiche dello Stifmeister, comincia a toccare tutto quello che trova, attivare il diario backup della struttura, aprire porte e gettare le basi per l’imminente tragedia. I compagni di classe lo inseguono eccitati fino a un pozzo, dove scoprono che si respira, e dove rinvengono vari cadaveri di Ingegneri. Che sia passato un Architetto da quelle parti e abbia attizzato l’atavica rivalità? Recuperata una testa di Ingegnere, gonfia di integrali e derivate, il gruppo si avventura in un deposito pieno di canopi e presidiato da un monolite dell’Isola di Pasqua somigliante a Benito Mussolini (che i fascisti siano stati anche su Saturno oltre che su Marte?). Parte uno smanazzo generalizzato, come fossero all’Autogrill, e David, birbante, trafuga un liquido appiccicoso che trasuda da un contenitore (sperma?). Gli altri lo ignorano perché sono in fregola, manca solo la masturbazione collettiva (che sveglierebbe il pubblico già morto, risorto e celebrato nelle chiese di tutto il mondo).
Si torna alla nave in fretta e furia a causa di una tempesta, non prevista inizialmente dal Centro Epson, e si perdono due sfasciati che restano nella struttura: il cinico geologo e il fobico biologo. I due geni si fanno un bagno termale in una strana melma nera che si accumula nel deposito e vengono uccisi malamente da degli spermatozoi grossi come pantegane. Nel frattempo David contamina il drink di Charlie con lo sperma raccolto nella struttura, proprio prima che gli dia di zifonella con Elizabeth. Passa la bufera e si torna al sito, dove sono rinvenuti i cadaveri dei due attori inutili, una nuova area contenente un Ingegnere vivo in stasi che progetta un ponte, pur non trovandosi con il Designer. Charlie manifesta ogni sintomo di malessere conosciuto e si scappa alla nave, dove il povero archeologo è incenerito con un lanciafiamme dalla capitana per paura di contaminazione. Elizabeth, invece, porta in grembo un dolce segreto alieno, ma decide di sgravare il calamaro ripieno con un auto-aborto.
Dopo poco si scopre che Ruggero Weyland é sulla nave con altri trecento servitori e intende recarsi dall’Ingegnere per scoprire il segreto della vita eterna. Ah, sì, la comandantessa Theron è sua figlia (ma è utile saperlo ai fini di questa vaccata?). Tutti vanno al deposito, che altro non è che una base militare con tanto di armi biologiche; anche Elizabeth, che perde sangue come in un giorno di flusso abbondante. L’Ingegnere, che come prima cosa dopo il risveglio ricorda che il copione prevede di dilaniare l’androide verso la fine, stacca la testa a David, ammazza gli altri e decide di distruggere la Terra con un cannone montato su astronave. Elizabeth fugge e assiste alla scena in cui il capitano della Prometheus (l’unico negro con un equipaggio di cinesi) fa il kamikaze e salva il pianeta. Finita? No, il relitto alieno schiaccia la Theron e, in una capsula di salvataggio, si consuma l’amplesso tra l’ultimo Ingegnere e il Calamaro Smisurato, da cui nasce la prima Alien (fiocco rosa su Saturno che si può vedere nelle serate limpide).
Agghiacciante come l’idea di passare un mese in compagnia di Anders Behring Breivik, il film attacca i neuroni dell’organismo vedente e li distrugge senza sosta provocando immediatamente un salto evolutivo all’indietro sino allo stadio melma nera corrosiva. Necessaria al progresso umano come il cono in carta riciclabile per consentire alle donne di pisciare in piedi, la pellicola funziona egregiamente in tutto ciò che non ha nulla a che fare con il cinema. Finito alla berlina come “L’Innocenza dell’Islam”, il lungometraggio ha causato violente proteste su Rapa Nui, dove è stato tacciato di blasfemia e dove un ambasciatore americano è stato ucciso a colpi di lancia, cotto alla griglia su pietra calda per ridurre la componente di materia grassa e l’assunzione di colesterolo, e consumato con due fave al guanciale e un buon bicchiere di chianti. Complimenti al regista per l’efficacia subliminale: in Svizzera hanno immediatamente approntato un letto per lui in una clinica di fine vita.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

giovedì 13 settembre 2012

84 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Lockout!
La grande fantascienza d’azione si ripropone al grande pubblico con un film che vuole lasciare inquietanti domande sull’ipotetico mondo del futuro. Il tema delle carceri ritorna a galla mefitico e silenzioso, come uno stronzetto nella tazza del water quando non si lascia agire in modo consono lo sciacquone, e stimola la necessità di scelte difficili nelle sensibili coscienze del pubblico conservatore: iniezione letale o sedia elettrica? Riuscirà Luc Besson a nascondere la sua paternità sulla sceneggiatura, esattamente come farebbe con un figlio illegittimo nato da una sua ipotetica relazione con un cetaceo spiaggiato?
Stati Uniti, anno 2079, tutto più brutto e meccanizzato, quindi Detroit ha mantenuto intatta la sua artificiale bellezza. Snow Pierce è un agente dei servizi segreti accusato di aver ucciso un coglionnello di nome Frank e aver trafugato una valigetta, contenente segreti di Stato. Dopo essere stato ripassato come una costata alla sagra del colesterolo, Snow viene condannato alla stasi, cioè al congelamento e al deterioramento cerebrale (può davvero peggiorare?) nel carcere orbitante MS1, dal Direttore dei Servizi Igienici Segreti Langral. Sembrerebbe tutto andare per il peggio, ma il suoi amico negro Shaw, con la faccia ambigua che quasi quasi sembra il colpevole finale, sembra volerlo aiutare a salvarsi la pellaccia. Di sicuro è più efficace l’azione combinata della bionda Emilie Grace, figlia del Presidente in visita alla struttura causa crisi di coscienza, e del suo bodyguard di colore, tanto intelligente da portare pistole in un carcere di massima sicurezza.
Scongelato il primo maniaco, per valutare la sua salute mentale (se era un pazzo quando era entrato e la stasi peggiora lo stato mentale, può essere migliorato?!?!?!?), il conto alla rovescia per la rivolta carceraria è veloce come l’orgasmo di un eiaculatore precoce. Lo psicotico segalitico, Hyndell, sbrina tutti gli altri e consegna al fratello maggiore Alex le chiavi della carretta, prigionieri compresi, ma come premio vuole sdrumarsi la bionda, di cui non conosce ancora l’identità. Dopo un intervento fuffa della polizia orbitale, organo di controllo inutile e composto di vecchi, e un rinvio dello stupro, si passa la palla allo specialista Snow. Inizialmente restio a farsi scannare come un maiale per la figlia del Presidente senza garanzie di favori sessuali, l’eroe accetta l’incarico perché su MS1 c’è Mace, l’uomo che può risolvere il mistero della valigetta e scagionarlo dalle accuse di omicidio, tradimento e prostituzione (quest’ultima no: era giovane e aveva bisogno di soldi).
Mentre l’aviazione orbitale, altro corpo di idioti, si fa massacrare durante un pattugliamento con le navette spaziali, Snow, arrivato sull’MS1 in dieci minuti con la tuta spaziale di Neil Armstrong (sai costruire una stazione carceraria criostatica orbitante e non hai messo a punto delle nuove tute spaziali?!?!?!?!?) si diverte a fare le capriole in assenza di gravità. Sarebbe ancora lì se non fosse per i carcerati che lo intercettano e gli sparano come fosse un piattello in volo. E’ giunta l’ora di entrare in azione: il soldato le prenderebbe anche da un centoduenne tetraplegico con il catetere, ma è fornito di tonnellate di esplosivi e munizioni e quindi se la cava con un paio di lividi. Tra un dilaniamento e l’altro Snow raccatta la biondazza, insopportabile come un riccio di mare infilato nel canale rettale, e Mace, il cui cervello è più spappolato di un’anguria settembrina. Nel frattempo Hyndell e Alex ammazzano comparse a ripetizione, finché non litigano e il primo ammazza il secondo.
Non ci fossero già abbastanza grane, l’MS1 sta collassando sulla Terra, esattamente sulla costa est degli Stati Uniti (ma non mi dire), e deve essere fatto esplodere: tanto dentro c’è la feccia ed era già una spesa assurda tenere in piedi la baracca (denoto un certo rammollimento negli statunitensi del futuro). Viene ordinato un attacco in forze e ci vuole una fuga rapida: Snow ed Emilie prendono due supertute spaziali (ecco dove le tenevano, nel carcere di massima sicurezza a marcire) e si lanciano direttamente sulla Terra (e la gravità assente? E’ assente, quindi gravità presente) mentre Hyndell, arrapatissimo, salta in aria insieme al resto dei Village People. Il volo è turbolento, ma alla fine i due cervelli in fuga riescono ad atterrare con il paracadute sul Grande Raccordo Anulare di New York. Ah, giusto, Shaw è il colpevole del complotto, ma la storia della valigetta è una tale stronzata che di solito si va via dalla sala prima.
Diretto nell’espressione dei suoi interessi evolutivi, il lungometraggio pone alla comunità scientifica una serie di obiettivi per il futuro prossimo e lontano, tra cui, pressante, quello sulla necessità di trovare l’anello di congiunzione estetico tra la Macaca Sylvanus Linnaeus e Guy Pierce. Inutile, come mettere la panna montata sul proprio organo riproduttivo prima di praticare la masturbazione, la pellicola brucia male, fa puzza e scalda poco, per cui ci si chiede ininterrottamente per quale ragione sia stata realizzata e distribuita nelle sale cinematografiche. Plausibile come curare un ascesso perianale con impacchi di sabbia e miele, il film basa la propria credibilità solo su idee tacciate di “superstizione” persino dalla Confraternita dei Rosa Croce e pertanto degne dell’attenzione e della penna di Luc Besson.
 
Sleep-o-Meter: 03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso)

giovedì 6 settembre 2012

83 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Quell’Idiota di Nostro Fratello!
Come ogni anno, immancabile, la metafora dell’ingenuo cittadino eccentrico sognatore torna dal profondo sepolcro in cui l’avevamo rinchiusa e ci sfracella gli ultimi neuroni in attività con la sua carica di bonaria ingenuità. Il periodo d’uscita è stato quello ideale: dopo un anno di crisi, alla vigilia delle non ferie, e con la voglia di uccidere anche il cincillà batuffolino bello bellino del vicino, il pubblico sarà certamente ben disposto verso una pellicola di questo tipo. Riuscirà il protagonista, Paul Rudd, a sopravvivere al prevedibile linciaggio verso la fine del decimo minuto e a scappare dal suo manager in tempo per accettare un altro ruolo demente?
Stati Uniti, città campagna e campagna città in giornata. Ned Rudd è un agricoltore biodinamico che, in compagnia del suo cane, Obi Wan Kenobi, vende i suoi prodotti naturali nei mercatini dei fricchettoni. Una mattina, facendo leva sulla sua scaltrezza, paragonabile a quella di uno in coma irreversibile, uno sbirro si fa vendere un sacchetto di marijuana e poi lo arresta per spaccio. Uno così si merita il peggio e, per la gioia dello spettatore, il peggio accade: uscito di galera, in libertà vigilata, dove era adorato, anche fisicamente, da tutto il braccio della morte, Ned scopre che la sua tipa, Janet, si è accoppiata con un disadattato, Billy, e gli ha sequestrato il cane. Per trovare soldi e riprendersi l’amato Obi Wan, l’uomo torna in famiglia: un lombrosario composto dalla mamma con un debole per il vino in cartone e dalle tre sorelle Liz Mortimer, sciatta ammogliata con prole; Miranda Banks, giornalista che la fa annusare al vicino di casa senza quagliare; e Nathalie Deschanel pseudo lesbica che non disdegna il tarello, perché l’importante è trombare.
Dopo un paio di notti da incubo da mamma, Ned si trasferisce da Liz e comincia a lavorare con il marito, Dylan, documentarista fallito e filosofo del cazzo: nel senso che gira documentari solo sulle donne che si sbatte a ripetizione. Chi patisce di più la situazione è il figlio della coppia, River: oltre al fatto di chiamarsi Fiume, il bimbo è costretto a vivere new age e a frequentare corsi di ballo pur essendo un convinto sostenitore della violenza fisica e delle arti marziali. Ned cerca di svegliarlo un po’, ma è immediatamente cacciato da casa dopo aver fatto vedere “The Pink Panther” al pupo (un’onta da lavare con il sangue: può un grande film imbrattare questa pellicola di merda?) e aver scoperto Dylan nudo che si impalmava la sua musa del momento. Trasferitosi da Miranda, sempre a caccia dello scoop per Vanity Fair, Ned entra nella sua vita con la leggerezza di una panzanella di tre giorni nello stomaco di un dializzato.
All’inizio sembra andare tutto bene, soprattutto quando le fornisce informazioni confidenziali per un suo articolo, raccolte flirtando con la protagonista del pezzo. Poi, per mantenere integro il filotto della devastazione famigliare, la sputtana con il vicino Jeremy, sciorinando tutte le cattiverie di Miranda su di lui, che smette improvvisamente di agognare il profumo del suo clitoride, e le rovina la carriera, non confermando le informazioni passate alla sorella di fronte a una commissione legale di Vanity Fair presieduta da Kermit la Rana. Miranda, che ha il piglio di Piggy, lo caccia a pedate in culo da Nathalie, che condivide l’appartamento con la compagna Cindy, uoma di razza e avvocato civilista a tempo perso. Neanche il tempo di mettere il deretano a mollo e Ned viene investito da uno tsunami di cazzi omosex: Nat si è fatta sbattere da un maschio ed è rimasta gravida! Di sicuro il bambino non avrà difficoltà in uscita, considerato che c’è un’autostrada a sette corsie in quella vagina.
In un tentativo di rapimento di Obi Wan Kenobi, presso la fattoria di Janet, Ned si lascia scappare la cosa con Cindy, all’oscuro di tutto, e demolisce la serenità anche dell’ultima coppia inserita nella sceneggiatura. Lo stress aumenta a dismisura la sua intelligenza e l’imbecille confessa al suo ufficiale di sorveglianza di essersi fatto una canna, acquisendo il passaporto gratuito per il carcere, dove i serial killer cominciano a fare incetta di saponette. Ned preferisce comunque la galera alla sua famiglia, ma la madre e le sorelle capiscono quale patrimonio sia il ragazzo: senza la sua idiozia congenita sarebbero costrette a fare i conti con la loro. Ripreso il cane e portato da Ned, le donne riescono a pacificarsi con il fratello e a far qualcosa di buono con la loro vita, oltre a dispensare sesso pidocchioso a caso. Ned apre un’azienda di riciclaggio candele di cera e fa accoppiare il buon Obi Wan con la Principessa Leyla, una cagnolina conosciuta al parco insieme alla sua padrona affetta da psicosi maniacale.
Esaltante come poggiare i genitali sulla macina di un frantoio in funzione, il prodotto produce nello spettatore la stessa gioia di una doccia di alcool denaturato mentre ci si strofina con una grattugia. Foriera di grandi interrogativi etici, la pellicola introduce pressanti domande sulla necessità dell’eutanasia di Stato per chiunque possa rispecchiarsi nel quadro famigliare delineato nel soggetto. Immediatamente registrato come marchio dalla SC Johnson, il film lascia un tale vuoto dentro, in ogni senso possibile, che dal prossimo mese verrà commercializzato un nuovo sgorgante per cessi, chiamato “Our Idiot Brother”, molto più potente di “Mr. Muscle”. Complimenti a Paul Rudd, che con la sua naturalezza nell’interpretare il ruolo è stato capace di creare un sottile filo logico sottotraccia tra tutte le sue interpretazioni di rilievo (due!) e di fornire a posteriori la lettura corretta per “A Cena con un Cretino”: il cretino vero era lui e non Steve Carell.
 
Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.