mercoledì 15 ottobre 2014

152 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The Purge: Anarchy!
Torna la purga e non si tratta di un rigurgito di squadrismo all’italiana. L’ennesima dimostrazione che ogni idiozia ha un seguito che la sovrasta in dimensione. Un soggetto facile facile, più o meno come trovare prove incriminanti nella scrivania di un consigliere regionale. Il futuro distopico prova a fare da spauracchio al presente. Riuscirà il secondo capitolo delle avventure dell’America secondo Ross Perot a impressionare il resto del mondo e a non sembrare, all’apice della violenza, come una semplice nottata da ubriachi in un sobborgo inglese?
Anno 2023. Come nella puntata precedente la criminalità negli Stati Uniti è scesa ai minimi storici, come la disoccupazione e il tasso di povertà, da quando nove anni prima i "nuovi padri fondatori" hanno inaugurato la notte della Purga, in cui ogni atto illegale, compreso fare beneficenza nei quartieri dei messicani, rimane impunito a partire dalle 19:00 per le dodici ore seguenti. Eva Sanchez, una cameriera di una tavola calda, tornando a casa in fretta e furia dopo il suo cencioso lavoro, incontra diversi soggetti che tentano di vendere armi ai passanti, respinge le avances moleste del vicino di casa (il classico tamarro portoricano con la gotta a furia di grigliate) e si ricongiunge alla figlia Cali e al padre Rico, uomo con un piede nella fossa. Cali sta seguendo un video di Carmelo, il leader che denuncia come la notte di violenze sia in realtà il mezzo attraverso il quale la classe dirigente ricca tiene sotto controllo il livello demografico e la redistribuzione della ricchezza, applicando le nobili teorie espresse dal Prof. Sartori sulle pagine del Corriere della Sera.
Verso la periferia della città Shane e Liz, una coppia prossima a farsi la Purga in casa tutte le sere, tanto vanno d’accordo, rimangono bloccati sulla strada a causa della manomissione della macchina ad opera di un gruppo di uomini truccati e mascherati, (vai al super in un ghetto e lasci la macchina incustodita? Direi che meriti di morire male). Parte la sirena e pronti via: Rico scappa per andare a fare il martire da due ricchi annoiati che gli danno centomila dollari per anticipare di un po’ l’inevitabile. Le sue ragazze, invece, devono tenere a bada il pipino del vicino: fortunatamente, a stupro iniziato, arrivano degli omaccioni armati di tutto punto a sterminare la teppaglia e a cercare carne da cannone per Big Daddy: un macellaio pigro con una mitragliatrice rotante nel furgonato multiaccessoriato. Nulla che il trucido sergente Leo Barnes non possa sistemare con la sua macchina blindata, a forma di dildo e armata più di un corazzato. Guarda caso, a far del bene si fa sempre male. In due nanosecondi il povero Barnes si trova in auto tutta la marmaglia: madre e figlia e coppia scoppiata.
La macchina viene colpita e dopo pochi isolati diventa inutilizzabile (se vi state facendo domande sulla qualità della blindatura, sono lecite). Eva allora propone a Leo di scortare lei e il resto del gruppo a casa di una collega, Tanya, la quale in cambio gli donerà la sua automobile. Durante la marcia il gruppo incontra altri uomini in tenuta antisommossa, dimostrando che Carmelo sarebbe un solido candidato alle europee per il Movimento Cinque Stelle non fosse per l’ostracismo di Di Battista che vorrebbe essere l’unico a dire cazzate in pubblico. Arrivati dalla collega, i nostri eroi assistono al classico dramma messicano dove una sorella scopa il marito all’altra e tutto finisce nel sangue (capite perché mi casa es su casa? Per abbassare la probabilità di morire). Fuggito con la macchina della collega, il gruppo incappa in una battuta di caccia allo straccione per neoricchi, ma grazie all’addestramento di Leo e all’arrivo di Carmelo finisce tutto in vacca (gli scoppiati crepano, ma è un dettaglio nel grande disegno del finché morte non vi separi).
Rubata un’altra auto e arrivati sul luogo dove Leo voleva arrivare, cioè a casa di quello che gli ha stirato il marmocchio guidando ubriaco, tale Warren, le due donne cercano di convincere il sergente a desistere dal suo piano di vendetta. Leo, impermeabile come una traversina geriatrica, s’intrufola nella casa senza combinare un tubo per uscirne poco dopo, quando mancano meno di cinque minuti alla fine dello sfogo annuale. Big Daddy, purtroppo, è riuscito a identificare il sergente Barnes e dedurre dove si sarebbe diretto quella notte, così da seguirlo e sparargli. Leo viene ferito, crolla a terra come un sacco di letame e sta per essere apostrofato da Hooks di Police Academy, quando Warren interviene uccidendo Big Daddy. Poco dopo viene annunciata con la sirena la fine dello sfogo, di tutte le nostre sinapsi e l’inizio di un altro anno ricco di giogioia e buona vita.
Apprezzato dalle imprese di pulizia del pianeta, il lungometraggio sublima a tal punto la dissenteria da provocare immediata disidratazione, già dai primi fotogrammi, senza necessità di scariche intestinali e con bassa incidenza sulle toilettes. Piatto come il décolleté Milla Jovovic, il prodotto ha un intreccio talmente avvincente che sembra scritto da un Teletubbies lobotomizzato affetto da disgrafia. Prorompente e deflagrante, la pellicola rappresenta un’innovazione epocale nel campo degli esplosivi a uso militare, poiché la sua visione equivale a piazzare delle microcariche sui genitali degli spettatori e a farle saltare a intervalli regolari. Pregiatissimo il cast, talmente farcito di sconosciuti e seconde scelte da non far rimpiangere alcun cadavere nella lunga carneficina. Purtroppo il regista è già lontano quando suona la sirena e Big Daddy si mette in movimento.

Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.