martedì 11 maggio 2010

13 - Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo - Il Ladro di Fulmini

Mentre l'adolescente britannico medio gira con la tonaca, un paio d'occhiali fuori moda già durante lo sbarco in Normandia, una sciarpa bicolore e un pezzo di legno grazie al quale sibila incantesimi tipo "Ventilatio Putrens", "Defecatio Isterica" e "Docta Manus Amica", riuscirà il testosteronico yankee a dare l'assalto al pantheon ellenico, a far esibire Afrodite in uno strip-club e a togliere il pesante scettro delle scemenze magiche dalle mani di una setta di invasati che si ritira presso un castello vicino a Lockness sotto la perspicace guida di uno che si chiama Silente, ma non fa altro che blaterare?
Zeus e Poseidone, inguardabili tamarri, a causa della recente crisi che ha colpito la Grecia, si sono trasferiti a New York e si incontrano sull'Empire State Building riattato alla meglio come residenza divina. Qualcuno ha rubato i fulmini al primo, nonostante avesse chiuso bene la porta dell'Olimpo e inserito l'allarme. I sospetti cadono sul figlio del Dio dei Mari, un sedicenne farlocco di nome Percy, campione mondiale di apnea, sguardo da pesce di fondale e capace solo di leggere il greco antico, il che non spiega come abbia fatto ad arrivare al liceo in un paese anglosassone. Durante una gita al museo delle antichità greche, dove sono conservati reperti che la Grecia non sapeva nemmeno di avere, il baby dio viene assalito da una furia alata sotto forma di Letizia Moratti. La minaccia di un Ecopass olimpico è insostenibile e mammà, sposa di un puzzone, decide di spedire il bamboccione al campo di addestramento per semidei, due querce a sinistra dopo quello del Ku Klux Klan e prima di quello dell'Alleanza Ariana.
Nel viaggio, mammà viene rapita da un minotauro, incrociato accidentalmente mentre broccolava in un pascolo di frisone da latte poco fuori città. Percy, con l'aiuto del satiro Grover, suo custode, raggiunge illeso il campo dove il suo professore paraplegico si rivela essere il grande addestratore di eroi Chirone (il mistero si infittisce su come si possa nascondere un corpo di cavallo in una sedia a rotelle ultraleggera, copyright Paxcow). Neanche il tempo di una pugnetta in compagnia che il bambascione rischia la carriera per mano della bella Annabeth (l'attrice fa Daddario di cognome, nomen est omen), figlia segreta di Atena CSI New York, si vede arrivare Ade in mezzo a una festa che gli annuncia di voler scambiare mammà con la folgore di Zeus e si perde un'orgia con le ninfe.
Grazie a Luke, figlio di Ermes, Percy, Grover e Annabeth vengono attrezzati di scudo, mappa e scarpe alate per una spedizione alla ricerca delle perle di Persefone, capaci di far uscire dagli Inferi, e al recupero della genitrice. Comincia un pellegrinaggio coast to coast per gli States, in cui gli impavidi recuperano le perle dalle grinfie di Medusa Thurman (Kill Bill Vol. Omerico), Idra e Lotofagi. Il trio sbarca negli Inferi, a Hollywood (hanno capito che questo film li dannerà in eterno), e incontra la coppia al comando degli studios: Ade è un rockabilly stagionato, Persefone una ninfomane vestita come la sorella di zorro. Scoperta folgorante, è il caso di dirlo, la folgore di Zeus è nello scudo che Luke ha regalato a Percy, ma impietrisce il fatto che tutti cerchino deliberatamente di ignorarlo addossando la colpa ad Ade.
Grazie a Persefone, che fulmina il marito stanca del suo alito che sa di morto, mamma Ebe è libera, ma le perle sono solo tre e il gruppo di eroi è formato da quattro. A Grover tocca stare negli inferi a trombarsi Persefone, mentre gli altri rischieranno la pelle a più riprese: davvero un eroe quel satiro. Orfani della capra, mamma, figlio e comparsa corrono in cima all'Empire State Building per riattaccare la corrente a Zeus e scongiurare la guerra, ma vengono sorpresi da un nemico impensabile (secondo gli sceneggiatori): Luke, avido di sostituirsi agli Dei. Furibondo duello in cui Percy Mosè, con l'aiuto delle cisterne di acqua piovana, imbastisce un Mar Rosso sui tetti e annienta Pattini d'Argento Luke riportando la quiete intestinale sull'Olimpo prima di tornare da Chirone, personaggio inutile.
Pellicola al di sotto delle attese come un ottantenne in un bordello che ha lasciato il viagra negli altri pantaloni. Si sente che manca il coinvolgimento tipico di "Antonio e Clitopatra", sebbene abbia il pregio di far intuire che la resistenza dell'imene ateneo è destinata a fiaccarsi in pochi episodi. Un film che lancia messaggi sensati solo in greco antico, come tali incomprensibili ai più, e per cui non vale resistere agli attacchi di meteorismo prodotti dai pop corn ingurgitati come Xanax durante la proiezione. Persino "Ercole contro i Tiranni di Babilonia" appare neorealista al cospetto di un impianto narrativo fondato su una madre che per nascondere l'odore del sangue divino di suo figlio lascia il talamo del dio dei mari per infilarsi in quello di un individuo obeso che puzza come il bagno degli uomini durante una fiera.

Sleep-o-Meter: 03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso) 

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Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

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Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

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