venerdì 22 novembre 2013

125 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Io Sono Tu!
Sentivamo prepotentemente la mancanza della sua faccia da bassethound castrato. Non potevamo fare a meno dell’insuperabile medietà di ogni sua movenza. Torna sui grandi schermi, perché quelli piccoli sono in sciopero dal giorno della prima, il più grande attore da commedia che abbia mai abitato casa propria e due terzi del garage. Riuscirà Jason Bateman, protagonista e produttore, a mantenere la dicitura “attore” sulla sua carta d’identità senza incorrere in una più che giustificata censura da parte dell’ufficio anagrafe del suo comune di residenza?
Denver, Colorado. Sandy Bigelow Patterson Bateman è un impiegato amministrativo con il nome da donna. Un bel giorno riceve una telefonata da una lurida panzona che gli chiede tutti i suoi estremi per evitargli un furto d’identità. L’imbecille, invece di far partire una denuncia, le dice tutto, anche il numero di sgommate di cacca sulle sue mutande (avete visto un bidet in zona? Io no). La balenottera, che in realtà si chiama Diana McCarthy e vive in Florida, comincia subito a produrre carte di credito false e a spendere e spandere a nome del pingone (che se lo merita). Nel frattempo, il povero Sandy (povero solo perché non ha più un centesimo ma non lo sa), se ne va con alcuni colleghi per fondare una nuova società di cui è nominato vice presidente giusto in tempo per essere arrestato (Diana in Florida ci ha dato dentro con l’alcool e ha schiacciato un paio di bevitori dentro un locale…che brutta fine).
Chiarito l’equivoco con gli sbirri, Sandy viene informato che per risolvere il furto d’identità serve almeno un anno, per questioni di giurisdizione (se Sandy fosse stato italiano sarebbe stato un grande successo della giustizia solo un anno), a meno di non portare la truffatrice a Denver per una piena confessione. L’uomo, sul lastrico, ha sette giorni prima di perdere il lavoro e si mette subito in marcia verso la Florida. Giunto tra le palme e i narcotrafficanti, l’uomo fa il terrificante incontro con la donna che cerca subito di buggerarlo. Comincia così un rapporto in cui lui viene ripetutamente umiliato e malmenato da questa enorme massa corporea con i capelli rossi fino a quando un gruppo di malviventi non decide di farla fuori: a quel punto Denver raggiunge l’appeal delle Hawaii.
Si parte per un viaggio emozionante all’insegna di scoregge, sbronze, sesso con improvvisati cowboy, dita nel sedere (non sto scherzando, vi pare che possa scherzare su un dito in culo?) e piccole truffe, cui si aggiunge anche un cacciatore di taglie con la faccia e la resistenza di Terminator 2. Nel frattempo, una parola tira l’altra e i nostri eroi cominciano a conoscersi sempre meglio apprezzandosi a vicenda e scoprendo che se non lavorano insieme e non si autoproducono le pellicole non faranno mai più cinema. Braccati, senza soldi e a corto di battute intelligenti i due cercano di utilizzare il trucco del furto d’identità con il vecchio capo di Sandy, un uomo ripugnante vestito come un italoamericano degli anni ’80. Sembra andare tutto bene, l’amicizia si salda e l’uomo scopre che Diana non è il vero nome della donna, poiché lei non lo sa in quanto trovatella (eufemismo, più che altro trovatona).
Arrestati dalla polizia di St. Louis, i due riescono a fuggire, a incastrare cacciatori di taglie e malviventi e a tornare a Denver. Diana si ferma a casa di Sandy per la notte e scopre la sua bella famiglia media, in una casa media, con pretese medie e si commuove nel profondo (lei piange per la gioia, noi per gli sbadigli, ma sono dettagli). La mattina successiva Sandy non trova più Diana e pensa subito alla fuga, ma la trova presso il suo ufficio a rendere piena confessione firmata delle sue malefatte. Il momento è talmente patetico che nemmeno le comparse riescono a rimanere serie. Con l’allegra famiglia che va a trovare l’orca assassina in carcere e le consegna il suo certificato di nascita si chiude questa sonora vaccata, nella speranza che il seguito sia distribuito solo sui satelliti di Giove.
Frenetico e scattante come una maratona corsa da un branco di bradipi, il film si propone come soluzione definitiva a qualsiasi problema di sedazione nei soggetti allergici alla maggior parte degli anestetici di origine farmaceutica. Letale se guardata oltre la metà, la pellicola, dopo opportune verifiche e incontri bilaterali tra USA e Russia, è stata ufficialmente inserita nella lista delle armi chimiche bandite e di cui si sospetta il possesso da parte del regime siriano. Unico nel suo genere, il prodotto è una perfetta unità di misura per l’intelligenza umana: se si decide di produrre il seguito siamo di fronte alla peggiore forma di ritardo mentale conosciuta dall’uomo. Incomprensibile Jason Bateman: dato che interpreta uomini che svolgono mestieri diversi, perché non avviare una carriera in un altro settore?

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

martedì 12 novembre 2013

124 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…La Notte del Giudizio!
Finalmente un film di critica sociale. Finalmente un prodotto che colpisce le coscienze. Se poi, come in molti casi, la coscienza risiede nell’area genitale, il colpo è ancora più duro. L’uomo più truce del cinema torna sullo schermo per difendere le sue conquiste materiali ed emotive come il più bieco dei cavernicoli. Riuscirà Ethan Hawke a evitare che la sua inutile prole venga devastata da una torma di maniaci minacciando di proiettare per dodici ore consecutive tutta la sua filmografia stracciamaroni a cominciare dall’irrinunciabile capolavoro intitolato “Prima dell’Alba”?
Stati Uniti, anno 2022. I nuovi Padri Fondatori, per tenere in piedi una nazione che sembra governata da Enrico Letta, istituiscono la notte della Purificazione: dodici ore in cui alla popolazione è consentito tutto, tranne utilizzare armi da guerra e uccidere funzionari governativi (nemmeno al cinema li puoi fare fuori), come forma di catarsi. I tassi di disoccupazione e criminalità non sono mai stati così bassi, il Ku Klux Klan è tornato alla situazione di circolo ricreativo e le minoranze sono tenute sotto controllo e non insidiano più l’ascesa dei bianchi alla presidenza. In questo contesto, la famiglia Sandin si prepara alla carneficina: papà James Hawke, ebbro vincitore della classifica di vendite della sua ditta di sistemi di sicurezza; mamma Mary Headey, ex regina incestuosa fantasy e casalinga modello; la figlia Zoey, tredicenne vestita come Sailor Moon con l’hobby dei diciottenni; e il figlio Charlie, nerd obiettore di coscienza con il pallino della robotica e dello spionaggio.
Dopo essersi riuniti attorno al desco e aver litigato come tutte le famiglie con almeno un adolescente, i quattro si raccolgono vicino agli schermi del circuito di sorveglianza per assistere al sicuro alla mattanza. Suona la sirena delle 19.00 e si parte: fino alle 07.00 del mattino tutto è lecito. Zoey si sposta nella sua stanza per chattare con le altre puttanelle, ma vi trova Henry, il suo ganzo, che si è intrufolato prima della blindatura della villa. Cosa facciamo: scopiamo a sangue o vado a uccidere tuo padre? Nel frattempo, Charlie assiste alla richiesta di aiuto di un senzatetto di colore e decide di disarmare la sicurezza per farlo entrare. Il padre, accortosi della cosa, non riesce a impedire che il negro entri in casa e si trova costretto a dargli in moglie la figlia per chiuderla in stile “Indovina Chi Viene a Cena”. Henry, ovviamente, non è d’accordo e spara a James: lo manca come uno stronzo e merita di crepare tra atroci sofferenze.
Riarmato il bunker e perso l’intruso, James si ricorda di essere un bianco armato di pistola e parte a caccia. Nel frattempo si presentano alla porta i Testimoni di Thanatos, un gruppo di giovinastri con brama di sangue, per reclamare la carcassa del colorato e purificarsi a colpi di machete. Se l’uomo non sarà consegnato, è pronto il piano d’irruzione e squartamento generale. Si comincia con l’interruzione della corrente elettrica e conseguente down di sistema (come i miei coglioni: tutto super efficace e non hanno previsto la caduta di tensione?). James, con l’aiuto di Zoey e Mary, riesce a catturare il barbone, ma arriva Charlie accompagnato dalle sue occhiaie da segalitico e induce il dubbio nel padre. Quest’ultimo, dopo attenta riflessione di quindici secondi, distribuisce armi pesanti alla famiglia e si prepara a difendere il fortino e il disadattato.
I Testimoni di Thanatos fanno irruzione, ma la famigliola regge bene: a fare la parte del leone è paparino, che con il suo fucile a pompa non conosce avversario. Fino all’ultimo crede fermamente nel punteggio pieno, ma, dopo aver piantato un’ascia da pompiere nella schiena della sfitinzia del capo dei maniaci, viene trafitto come un churrasco da quest’ultimo. Mary sopraggiunge piangente con i due pargoli: sembra la fine, ma irrompono i vicini di casa che freddano i cattivi. Mary ringrazia come un’oca prima di capire che i vicini sono intervenuti solo per avere il piacere di dar loro una morte atroce, ma ecco sopraggiungere il vero protagonista, cioè il buon clochard, che disarma il nemico e chiede a Mary se li vuole freddare. La donna, stanca di tutta quella violenza, decide di aspettare la fine della purga in salotto sorseggiando un mirto e spaccando il naso rifatto della sua dirimpettaia.
Un classico per tutti i generi tranne che per il proprio, il prodotto sembra il rimestamento intestinale di un rinoceronte che ha fatto indigestione di cavolfiori, ma come tale impedisce al pubblico di collassare grazie a una costante flatulenza: il classico puzzo di minchiata. Brutale, ricca di messaggi sociopolitici e assolutamente realistica, la pellicola è il manifesto di una nuova società paragonabile a quella in cui ti fanno vedere per 364 giorni Barbara D’Urso e poi il 365° t’impediscono di ammazzarla: praticamente è l’oggi con persone più brutte. Pietra miliare della politica interna, il lungometraggio sembra la scaletta di un congresso di partito, grazie a un iniziale richiamo all’unità, cui segue la cannibalizzazione dei giovani, la successiva piazza pulita dei vecchi leader, la pugnalata alle spalle dei compari senza scrupoli e dei vicini di scranno e, infine, l’emersione di una nuova inutile personalità dominante in cui non crede nessuno.
 
Sleep-o-Meter: 01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)

mercoledì 6 novembre 2013

123 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The Host!
Ci siamo innamorati dei vampiri. Abbiamo sfruttato la posizione del missionario con gli zombie, a causa della ridotta mobilità. Abbiamo sperimentato lo smorza candela con le streghe, a causa della loro nota indipendenza e attitudine al comando. Adesso è venuto il momento di fare sesso anale con gli alieni: sia per questioni di salvezza del pianeta che per questioni di personale sollazzo. Riuscirà un gruppo di giovani ribelli a combattere una nuova razza di dominatori, senza rinunciare a tutti i piaceri del sesso interspecie, generando la solita, confusa e soprattutto inutile storia d’amore?
Stati Uniti, se li cancellassimo dal pianeta non succederebbe più niente a nessuno. In un futuro non troppo lontano, dopo che l’Hokuto Shinken ha salvato il pianeta dall’Hokuto Ryuken, una razza aliena si è impossessata della maggior parte degli umani e ha imposto una società basata sulla pace e l’armonia, senza guerra, senza crimine, senza colesterolo e senza autoerotismo. Un gruppo di giovani si ribella a questo stato di cose e rifiuta l’assimilazione; tra essi Melanie, il fratellino Jamie e il figaccione Jarod. La prima, nel tentativo di salvare il fratellino dalle grinfie del malefico Cercatore, una biondazza algida evidentemente frigida, si fa catturare e assimilare. Dentro la prigioniera é trasferita l’anima di un tale Viandante, tuttavia la ragazza è ancora presente e rende la vita impossibile al nuovo occupante del monolocale. L’obiettivo del Cercatore è palese: sfruttare i ricordi di Melanie per scovare la base dei ribelli e distruggere per sempre l’ultima sacca di clienti di McDonald’s.
Dopo una battaglia psicologica furibonda durata ben tre minuti, Melanie riesce a convincere il Viandante a scappare alla ricerca dei ribelli, che si trovano nel bel mezzo di un deserto di roccia. Dopo aver camminato per giorni sotto il sole, la donna sviene per la disidratazione, ma é salvata dal capo dei ribelli, lo zio di Melanie, Jab, un uomo un fondamentale del pugilato. Contro ogni tentazione, l’uomo risparmia la nipote, nonostante la possessione, ma nella comitiva si forma subito la più classica delle spedizioni punitive capeggiata da Jarod che non vuole infilare il suo pipino dentro un Viandante (e come biasimarlo). Il tentativo fallisce a causa delle esitazioni di Ian, il bel tremebondo (un uomo affetto da inedia da sano). La convivenza forzata e l’intercessione del piccolo Jamie (tutti con la J, ma che cavolo aveva mangiato lo sceneggiatore?) favoriscono la conoscenza reciproca tra la comunità e il Viandante che impara ad apprezzare i cardini della convivenza umana: spararsi, insultarsi e menarsi.
Nel frattempo, grazie a un appunto rubato al Viandante, il Cercatore circoscrive l’area di ricerca e tenta l’assalto alla base ribelle tra lo sgomento dei superiori che puntano chiaramente all’autoestinzione degli umani sfruttando i loro appetiti. Intercettando una spedizione per saccheggiare un supermercato guidata da Jarod (lui capeggia di mestiere), Cercatore arriva vicinissimo alla base, ma nel momento del colpo finale viene deriso dai compari di merende che ne hanno le palle piene di lui/lei (anche noi). Tra gli umani, invece, Viandante, detto Wanda dopo le 23.00, e Ian cominciano a provare un’insana attrazione reciproca e qui si pone un dilemma: una gnocca per due pingoni. In tutto questo delirio alieno, il piccolo Jamie si ferisce con un falcetto e contrae il tetano. Viandante torna nel mondo civile alla ricerca delle super cure aliene e, già che c’è, porta con sé anche la tecnologia per far tornare le anime fuori dai corpi, visto che il dottore comunitario, Doc, sta facendo scempio di uomini e alieni nel tentativo.
Cercatore non se la passa benissimo. Abbandonato da tutti, ossessionato dalla conquista totale, si lancia in solitaria alla ricerca del nemico e viene catturato, estratto dalla biondazza e spedito su un pianeta lontanissimo e popolato solo da microcefali che si scaccolano. Siamo alle battute conclusive e Wanda propone di essere estratto per ridare vita a Melanie, decretando la propria morte. Ian si strugge, Jarod pensa già a fornicare e tutti gli altri si disperano perché sono attori e sono stati pagati per farlo. Proprio quando sembrava che gli umani fossero migliorati scatta il cinismo più bieco: Wanda viene trasferito nel corpo di una sconosciuta in coma che Doc pensava di macellare per fare il ragù: la matematica non è certo un’opinione se ci sono due pingoni ci vogliono due gnocche. E vissero per sempre felici, copulanti, posseduti, ribelli, alieni e cazzi vari. Che porcheria.
Sintesi della disgrazia, apice dell’apoteosi della schifezza, la pellicola è bella come la Sig.ra Pina di Fantozzi quando si prepara per andare a letto con annessa maschera di crema ai cetrioli. Utile come la fontana con i putti in giardino, il lungometraggio, a fronte di un godimento di pochi minuti, diviene immediatamente un onere e, alla lunga, rischia solo di intasare gli impianti idraulici di luoghi pubblici e privati. Delirio romantico spicciolo al sapore di fragola fermentata, il prodotto è assimilabile a un panino gigante farcito d’idiozie assortite che persino Adam Richman rifiuterebbe di provare. Ambiguo e ricco di ammiccamenti, il film tratta la tematica del disturbo di genere in maniera innovativa, ma scade nella conclusione di sempre, anche per gli spettatori, cioè che se vuoi essere felice devi ricorrere al chirurgo.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.