…Io Sono Tu!
Sentivamo prepotentemente la mancanza della sua faccia da bassethound castrato. Non potevamo fare a meno dell’insuperabile medietà di ogni sua movenza. Torna sui grandi schermi, perché quelli piccoli sono in sciopero dal giorno della prima, il più grande attore da commedia che abbia mai abitato casa propria e due terzi del garage. Riuscirà Jason Bateman, protagonista e produttore, a mantenere la dicitura “attore” sulla sua carta d’identità senza incorrere in una più che giustificata censura da parte dell’ufficio anagrafe del suo comune di residenza?
Denver, Colorado. Sandy Bigelow Patterson Bateman è un impiegato amministrativo con il nome da donna. Un bel giorno riceve una telefonata da una lurida panzona che gli chiede tutti i suoi estremi per evitargli un furto d’identità. L’imbecille, invece di far partire una denuncia, le dice tutto, anche il numero di sgommate di cacca sulle sue mutande (avete visto un bidet in zona? Io no). La balenottera, che in realtà si chiama Diana McCarthy e vive in Florida, comincia subito a produrre carte di credito false e a spendere e spandere a nome del pingone (che se lo merita). Nel frattempo, il povero Sandy (povero solo perché non ha più un centesimo ma non lo sa), se ne va con alcuni colleghi per fondare una nuova società di cui è nominato vice presidente giusto in tempo per essere arrestato (Diana in Florida ci ha dato dentro con l’alcool e ha schiacciato un paio di bevitori dentro un locale…che brutta fine).
Chiarito l’equivoco con gli sbirri, Sandy viene informato che per risolvere il furto d’identità serve almeno un anno, per questioni di giurisdizione (se Sandy fosse stato italiano sarebbe stato un grande successo della giustizia solo un anno), a meno di non portare la truffatrice a Denver per una piena confessione. L’uomo, sul lastrico, ha sette giorni prima di perdere il lavoro e si mette subito in marcia verso la Florida. Giunto tra le palme e i narcotrafficanti, l’uomo fa il terrificante incontro con la donna che cerca subito di buggerarlo. Comincia così un rapporto in cui lui viene ripetutamente umiliato e malmenato da questa enorme massa corporea con i capelli rossi fino a quando un gruppo di malviventi non decide di farla fuori: a quel punto Denver raggiunge l’appeal delle Hawaii.
Si parte per un viaggio emozionante all’insegna di scoregge, sbronze, sesso con improvvisati cowboy, dita nel sedere (non sto scherzando, vi pare che possa scherzare su un dito in culo?) e piccole truffe, cui si aggiunge anche un cacciatore di taglie con la faccia e la resistenza di Terminator 2. Nel frattempo, una parola tira l’altra e i nostri eroi cominciano a conoscersi sempre meglio apprezzandosi a vicenda e scoprendo che se non lavorano insieme e non si autoproducono le pellicole non faranno mai più cinema. Braccati, senza soldi e a corto di battute intelligenti i due cercano di utilizzare il trucco del furto d’identità con il vecchio capo di Sandy, un uomo ripugnante vestito come un italoamericano degli anni ’80. Sembra andare tutto bene, l’amicizia si salda e l’uomo scopre che Diana non è il vero nome della donna, poiché lei non lo sa in quanto trovatella (eufemismo, più che altro trovatona).
Arrestati dalla polizia di St. Louis, i due riescono a fuggire, a incastrare cacciatori di taglie e malviventi e a tornare a Denver. Diana si ferma a casa di Sandy per la notte e scopre la sua bella famiglia media, in una casa media, con pretese medie e si commuove nel profondo (lei piange per la gioia, noi per gli sbadigli, ma sono dettagli). La mattina successiva Sandy non trova più Diana e pensa subito alla fuga, ma la trova presso il suo ufficio a rendere piena confessione firmata delle sue malefatte. Il momento è talmente patetico che nemmeno le comparse riescono a rimanere serie. Con l’allegra famiglia che va a trovare l’orca assassina in carcere e le consegna il suo certificato di nascita si chiude questa sonora vaccata, nella speranza che il seguito sia distribuito solo sui satelliti di Giove.
Frenetico e scattante come una maratona corsa da un branco di bradipi, il film si propone come soluzione definitiva a qualsiasi problema di sedazione nei soggetti allergici alla maggior parte degli anestetici di origine farmaceutica. Letale se guardata oltre la metà, la pellicola, dopo opportune verifiche e incontri bilaterali tra USA e Russia, è stata ufficialmente inserita nella lista delle armi chimiche bandite e di cui si sospetta il possesso da parte del regime siriano. Unico nel suo genere, il prodotto è una perfetta unità di misura per l’intelligenza umana: se si decide di produrre il seguito siamo di fronte alla peggiore forma di ritardo mentale conosciuta dall’uomo. Incomprensibile Jason Bateman: dato che interpreta uomini che svolgono mestieri diversi, perché non avviare una carriera in un altro settore?
Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)