…Bel Ami – Storia di un Seduttore!
Il cinema torna a essere arte. Finalmente il grande racconto moderno ritorna d’attualità e il grande schermo ci restituisce una storia di vita mondana, priva di colpi di scena che non siano labili erezioni e timidi sfottò, che farebbe dormire anche la caffeina. Riuscirà il G8, presa coscienza della presenza di un manichino attraente, a evitare un conflitto su larga scala tra adolescenti e tardone per ottenere feticci sudati, sguardi languidi, sorrisi molli e fiatelle importanti, e a mettere la questione in agenda al posto della situazione greca di cui è palese che non freghi nulla a nessuno?
Parigi, XIX secolo. Georges Duroy Durello Pattinson è un ex soldato impiegato alle ferrovie. Mangiare pane stantio e bere vino sciapo non gli basta. Il suo sogno è fare il puttan tour di Parigi, fermandosi alle stazioni più interessanti, ma purtroppo la sua misera paga gli consente solo dosi massicce di onanismo. Una sera, frequentando una bettola di semilusso, Georges incontra l’ex commilitone Charles Forestier, un magnaccia nobilitato che, in linea con l’apparenza, fa il giornalista. L’uomo regala un paio di monete d’oro al ragazzo che lui prontamente investe in una fregatina con la mignottella di turno e un abito da sera. Invitato a cena da Charles, il novello pingone incontra l’editore Rousset e consorte, la vedovazza Clotilde Vogliosa Ricci e la moglie di Charles, Madeleine Uma Sthurbam, e comincia a scambiare sguardi umidicci a vanvera nella riprovazione generale.
Georges viene assunto al giornale di Rousset con il compito di redigere il diario di un soldato a puntate. Scrivendo come un impiegato di segreteria italiano, cioè ignorando la maggior parte delle coniugazioni che non sono indicativo presente e condizionale presente, il giovane viene aiutato da Madeleine, per la quale sviluppa un’infatuazione nonostante lei si faccia pinolare da un conte che sembra Julio Iglesias. A secco di gnocca, Duroy Durello timbra ripetutamente la vedova Clotilde che si innamora di lui, gli compra uno scannatoio full optional e lo mantiene finché non scopre il suo passato di puttaniere. Il giornale è sul punto di licenziarlo, ma lui, con un colpo di coda, pastura la moglie dell’editore a colpi di pere Williams e si fa assegnare la rubrica di cronaca mondana. Grazie ai suoi buoni legami con tutte le strappone della città Georges diviene famoso, sebbene disprezzato dai nuovi pari.
Il destino sembra sorridergli con i denti marci di uno scorbutico quando il gigolò riesce a subentrare a Charles, morto di tubercolosi. Madeleine non lo sdruma a dovere e gliela dà frettolosamente solo quando non c’è il conte Iglesias o vi sono scandali politici imminenti: Georges ama i preliminari e diventa infelice. Nel frattempo, le macchinazioni di Madeleine con l’editore Rousset umiliano il ragazzo, che si sente un burattino nelle loro mani. La reazione è sempre la stessa: Durello Pattinson si mette chiappe al vento e gli da giù di trapano alla moglie dell’editore per sottrarle informazioni. La tattica è una stronzata colossale e si rivela tale quando il fantoccio si perde una speculazione finanziaria milionaria sul Marocco, di cui beneficiano tutti tranne lui. L’unica presenza sana della sua vita è Clotilde, cui, ogni tanto, regala qualche centimetro di carne, da fedelissimo sostenitore della Dieta Iperproteica Dukan.
La vendetta è un piatto che va servito a letto. Dopo aver sgamato Madeleine, ereditiera unica del conte, a fornicare con le Ministre du Petrole, la ripudia per adulterio e incassa una causa milionaria. Poi, non contento, seduce la figlia dell’editore Rousset e cerca di portarla all’altare nel tripudio generale: l’editore vorrebbe darsi fuoco, la moglie dell’editore vorrebbe buttarsi nella Senna, Madeleine rosica come un castoro e Clotilde piange come una neonata per l’ennesimo infrangersi del suo sogno d’amore. Sembra che le vecchie amicizie di Georges avvizziscano repentinamente, come il pistolino di un ottantenne, ma quando, sulla navata della chiesa, il ragazzo vede la vedovazza sorridente capisce che la sciacquetta appena sposata non è altro che un bancomat per potersi permettere di scegliere tra tutto il campionario delle mignotte francesi. Sfortunatamente per lui, oltre a essere fuori epoca, Carla Bruni è italiana.
Pappetta multigusto per sdentati, la pellicola segna, per il pubblico, il regresso dall’età della masturbazione all’età degli omogeneizzati a colpi di bustini femminili e chiappe color marmo del protagonista maschile, di materia minerale anche quando esercita senza costrutto la posizione della pecorina con una meretrice navigata. Punto di riferimento per il Culto dell’Ascensione di Pattinson, il film rappresenta la dimostrazione empirica e teologica che l’attore è uno e trino: un individuo che ruota vorticosamente tre espressioni, rabbiosa, sorridente e neutra, provocando il medesimo effetto, cioè il prolasso delle palpebre. Interessante dal punto di vista anale, il prodotto è talmente bolso che, per dargli un senso, anche il pubblico si sente ben penetrato dal poco eccitante protagonista, con tutto il seguito di patologie che ne possono derivare, ma con la speranza malcelata che siano solo emorroidi.
Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)
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