giovedì 29 marzo 2012

02 - The Riccardelli Society presenta per voi...

…Riccardello d’Oro 2012!
Dopo la roboante e dispendiosa edizione californiana dello scorso anno, quest’anno la cerimonia per la consegna del Riccardello d’Oro è stata pignorata nella sua interezza da Equitalia, che non si è fermata nemmeno di fronte al gesto inconsulto del nostro padre putativo, Nicolas Cage, che si è dato fuoco per difendere il nostro diritto allo sfarzo e allo spreco immotivato. Resta un po’ di amaro in bocca, ma almeno abbiamo contribuito alla sua memorabile interpretazione in Ghost Rider 2 (coming soon on The Riccardelli Society). Pensavate fossero effetti speciali? E invece no: Nicolas è al naturale in versione Equitalia (teschio fiammeggiante e chiodo di mio nonno) e viene ritoccato con il suo volto da parata (lifting, trapianto di capelli, tinta color nero corvino, riporto e vestiti spaiati) per le grandi occasioni.
Edizione in piena linea con l’austerity, imposta solo a tutti quelli che non contano un tubo, per la nostra rassegna annuale sul meglio del peggio di quanto recensito sulle pagine del blog. Passiamo alla premiazione: dieci le categorie in concorso e vincitori scelti grazie al giudizio di qualità dei Riccardelliani. Un sistema che ha funzionato benissimo in questi due anni, perciò, essendo in Italia, è giusto cambiarlo in futuro con qualcosa di estremamente complesso, incomprensibile e inutile come fosse stato pensato alla Bocconi. Aspettatevi grosse sorprese in merito per la prossima edizione, quindi, al pari di chi utilizza contraccettivi fatti in casa.

1 – Migliore Animale in Scena
a) Chloe Moretz in "Hugo Cabret"
b) Alex Pettyfer in "Beastly"
c) Il lupo famelico in "Frozen”
d) Taylor Lautner in "The Twilight Saga - Breaking Dawn Parte 1"
e) L'elefantessa polacca Rosie in "Come l'Acqua per gli Elefanti"


…and the winner is TAYLOR LAUTNER in "The Twilight Saga - Breaking Dawn Parte 1" per la capacità di superare in identificazione persino il mitologico John Candy, nella sua interpretazione di Barf il canuomo in “Balle Spaziali”, e avere l’imprinting con un produttore di Ciappi delle Montagne Rocciose.

Albo d’Oro
2011 – Taylor Lautner
2012 – Taylor Lautner


2 – Migliore Sesso Interspecie
a) Le ragazze dello spring break e i piranha in "Piranha 3D"
b) La cameriera arrapata e il pupazzo posseduto da Nicolas Cage in "Drive Angry"
c) Amanda Seyfried e il lupo mannaro in "Cappuccetto Rosso Sangue"
d) La piccola Kristi e il demone Toby in "Paranormal Activity 3"
e) La hostess bionda e lo zombie panzone in "Quarantine 2 Terminal"


…and the winner is LA PICCOLA KRISTI E IL DEMONE TOBY in "Paranormal Activity 3" per l’infinita dolcezza dell’amplesso cinematografico tra la bimba inquietante e il suo demone di compagnia, mentre quest’ultimo stermina in modo brutale tutta la famiglia, compreso il coniglio abusivo del vicino di casa.

Albo d’Oro
2011 – Il pastore tedesco esorcista e il demone
2012 – La piccola Kristi e il demone Toby


3 – Migliori Effetti Anali
a) La latrina degli uccelli suicidi in "The Presence"
b) Le gambe finte che si spezzano in "Frozen"
c) I capelli di Barbie e l'occhio sinistro di Ken su Nicolas Cage in "Drive Angry"
d) Computer grafica a caso su scene a caso in "Dragon Wars"
e) Le sfere elettriche volanti assassine in "Salvate New York"


…and the winner is COMPUTER GRAFICA A CASO SU SCENE A CASO in "Dragon Wars" per la mescolanza cubista di elementi visivi in grado di scatenare poderosi attacchi di dissenteria persino in un gruppo di naufraghi che popolano un’isola dove crescono solo riso e limoni.

Albo d’Oro
2011 – I capelli di Nicolas Cage
2012 – Computer grafica a caso su scene a caso

4 – Migliore Sciacquetta da Commedia Sentimentale
a) Reese Witherspoon in "Come l'Acqua per gli Elefanti"
b) Vanessa Hudgens in "Beastly"
c) Kristen Wiig in "Le Amiche della Sposa"
d) Anna Faris in "Sex List (What's Your Number?)"
e) Kelly Macdonald in "Una Sposa in Affitto"

…and the winner is REESE WITHERSPOON in "Come l’Acque per gli Elefanti" per l’abilissimo utilizzo delle proprie fossette in luogo della capacità di recitazione in una pellicola in cui non era richiesto nemmeno quello in quanto impossibile da migliorare.

Albo d’Oro
2011 – Jennifer Aniston
2012 – Reese Witherspoon

5 – Migliore Intervento a Sostegno dei Protagonisti
a) Il portinaio portoricano in "Skyline"
b) Il nano negro babysitter in "The Warrior's Way"
c) Il fantasma di Squaquerville in "The Presence"
d) Il maestro cieco e la cameriera clandestina in "Beastly"
e) Il monaco bubbonico in "L'Ultimo dei Templari"

…and the winner is IL MONACO BUBBONICO in "L’Ultimo dei Templari" per la professionalità con cui ha finto un attacco fulminante di peste durante le riprese della scena nel monastero, pur di non ridere alla vista del posticcio maculato sfoggiato da Nicolas Cage.

Albo d’Oro
2011 – L’inutile boyfriend della bionda
2012 – Il monaco bubbonico


6 – Migliore Espressione di Neorealismo
a) Gli aeroportuali che non distinguono un ratto da un criceto in "Quarantine 2 Terminal"
b) La costruzione di un condominio con più intercapedini che appartamenti in "The Resident"
c) Le scimmie che invadono una nazione in "L'Alba del Pianeta delle Scimmie"
d) Il ponte marcio che regge un carro da una tonnellata in "L'Ultimo dei Templari"
e) I petali di fiori di ciliegio che volano durante un duello samurai nel deserto americano in "The Warrior's Way"

…and the winner is I PETALI DI FIORI DI CILIEGIO CHE VOLANO DURANTE UN DUELLO SAMURAI NEL DESERTO AMERICANO in "The Warrior’s Way" per l’inutilità generale dei petali di ciliegio in qualsivoglia scena cinematografica che non sia ambientata in Giappone, durante l’era Edo, in un villaggio fantasma in cui si è consumato un amore clandestino, o un tradimento, alla fine dell’estate.

Albo d’Oro
2011 – Il premier italiano che affronta la morte pregando con la famiglia
2012 – I petali di fiori di ciliegio che volano durante un duello samurai nel deserto americano

7 – Migliore Nuova Teoria Scientifica
a) La contaminazione dei cervelli con le luci di Natale in "Skyline"
b) Il metodo educativo CIA basato solo sulle percosse in "Abduction"
c) Il morto e risorto in quaranta minuti senza conseguenze neurologiche in "Faster"
d) Le atmosfere terrestri sull'orlo del divorzio in "Salvate New York"
e) I sacerdoti che rispettano il voto di castità in "Priest"

…and the winner is I SACERDOTI CHE RISPETTANO IL VOTO DI CASTITA’ in "Priest" per la dimostrazione che il vero pensiero scientifico non si ferma nemmeno di fronte a eventi di comprovata impossibilità nel cercare nuove vie di studio.

Albo d’Oro
2011 – La conversione dei vampiri in umani
2012 – I sacerdoti che rispettano il voto di castità

8 – Migliore Performance Orale
a) Milla Jovovich in "Stone"
b) Olga Kurylenko in "Vendetta Assassina"
c) Amber Heard in "Drive Angry"
d) Courtney Cox Arquette in "Scre4m"
e) Leighton Meester in "The Roommate"

…and the winner is MILLA JOVOVICH in "Stone" per l’utilizzo completo e sistematico del cavo orale in attività molto lontane dall’esprimere una qualsivoglia forma linguaggio conosciuta all’uomo, lasciando il compito ad altre parti anatomiche.

Albo d’Oro
2011 – Monica Bellucci
2012 – Milla Jovovich

9 – Migliore Afflizione del Testosterone
a) Matt Damon in "Hereafter"
b) Jeffrey Dean Morgan in "The Resident"
c) Cam Gigandet in "Priest"
d) Robert Pattinson in "Come l'Acqua per gli Elefanti"
e) David Arquette in "Scre4m"

…and the winner is ROBERT PATTINSON in "Come l’Acqua per gli Elefanti" per la grande attitudine all’interpretazione del medesimo ruolo di maschio “teta” in tutte le pellicole, indipendentemente dalla sceneggiatura, con tutti i registi, in tutte le condizioni fisiche, economiche, chimiche, fisiche e biologiche.

Albo d’Oro
2011 – Robert Pattinson
2012 – Robert Pattinson

10 – Migliore Film Inutile
a) Dragon Wars
b) 30 Giorni di Buio 2
c) Abduction
d) The Presence
e) Salvate New York

…and the winner is 30 GIORNI DI BUIO 2 per l'immotivata scarica pressoria che ha simulato un ictus di due settimane nella testa dello sceneggiatore consentendogli di esercitare una pressione sui tasti tale da produrre un elaborato inutile persino per concimare dei gerani morti.

Albo d’Oro
2011 – Legion
2012 – 30 giorni di buio 2

Bene amici, anche per questa edizione del Riccardello d’Oro è tutto: grandi conferme e grandi novità. Saprà rifarsi chi quest’anno ha perso lo scettro del peggiore? Un pressante interrogativo di cui non frega nulla nemmeno a chi scrive, nella migliore tradizione riccardelliana. Adesso scusate, ho una lista lunga un chilometro di film osceni da visionare. Nicolaaaaaas, attacca il dvd e dì alla Bellucci di mettere i maccheroni sul fuoco! Buone visioni.

venerdì 23 marzo 2012

65 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…ATM – Trappola Mortale!
Lo state pensando tutti. ATM: Azienda Trasporti Municipali. Finalmente un film che parla del disagio dei milioni di lavoratori che tutte le mattine, mentre vanno al lavoro, si rifanno la bocca con le sorelle del dolore: Ascella e Fiatella. Niente di più sbagliato. Gli americani ci tolgono ogni speranza di rivalsa, un po’ come agli afghani, perché ATM è uno schifoso bancomat. Riuscirà la moderna cinematografia della tensione a costruire una storia plausibile, ambientata presso uno sportello automatico di istituto creditizio, senza l’utilizzo del terrificante direttore di filiale e dei moduli di richiesta di finanziamento a tassi da usura?
Indefinibile e inutile città, Stati Uniti d’America. David Dopo Questo Film Non Reciterò Mai Più è un aitante consulente finanziario esperto nel rovinare i suoi clienti con investimenti sbagliati. In questa lodevole attività, visto soprattutto il periodo economico, è accompagnato dall’amico Corey Ho Tutte Le Dipendenze Da Sostanze, uno squallido alcolista abituato a intessere relazioni sociali sfottendo gli altri. Alla festa natalizia aziendale il buon David riesce, dopo mesi di senzapallismo, ad avvicinare la bella Emily Prima Facevo Solo Commedie Cretine e a strapparle la possibilità di accompagnarla a casa. Corey, alcolizzato a dovere, insiste per avere un passaggio e rovinare il festino erotico all’amico: il bambascione accetta. La combriccola muove verso casa di Corey, il quale, non contento di fare il paralume da parata, obbliga i piccioncini a una sosta al bancomat per prelevare e andare in pizzeria per sedare la fame chimica.
Poteva essere un prelievo tranquillo, ma David, per vendetta, posteggia a due chilometri dallo sportello nel tentativo di far assiderare l’amico nel tragitto. Quest’ultimo, in rosso da circa quattro settimane a causa di ripetuti acquisti di stupefacenti, non riesce a ritirare e costringe David a fargli un prestito. In auto rimane solo Emily che, spazientita, decide di raggiungere i due. Non riuscendo a chiudere la macchina, la donna pensa bene di lasciarci dentro, borsa, cellulare, assorbenti con ali e senza, assegni in bianco e testamento. Non appena i tre si sono riuniti, fuori dal bancomat compare un individuo in anfibi, passamontagna e pellicciotto con fare molto minaccioso: per presentarsi ammazza senza motivo uno sfigato che stava portando fuori il cane a pisciare. L’uomo non entra nel bancomat e i tre si chiedono perché: forse la telecamera? Non ci arrivano e cominciano a prodigarsi in inutili atti di vandalismo contro lo sportello.
David tenta una sortita verso l’auto per recuperare il cellulare di Emily, ma viene quasi sezionato come una mezzena da un macellaio. Si decide per l’attesa, ma lo psicopatico comincia a tagliare i benfit: riscaldamento, luce, servizio in camera, escort. Corey demolisce ogni iniziativa, tranne quelle stupide, e beve whiskey, sottratto alla festa, come un cammello. In seguito alla tentata demolizione dello sportello, giunge sul luogo il metronotte di turno che crepa in modo orribile: indovinate un po’, era negro? Sì. Dopo l’ennesima litigata e con la temperatura in picchiata, i tre vengono sorpresi da un altro impellicciato che entra e viene crepato di mazzate fino a morte accertata. Era semplicemente il secondo sfigato della serata: un custode (bianco) che voleva prendere dieci dollari per il caffè e il cui corpo viene saccheggiato e profanato peggio che a Guantanamo. Corey è stanco e parte per una fuga alla Dorando Pietri: preso dopo cento metri e segato.
David e Emily, nel frattempo, pensano di scaldarsi con una gangbang a due, ma il maniaco li interrompe cercando di abbattere il muro. Corey è ancora vivo, nonostante una pinza nella panza, e i due lo recuperano per medicarlo con dei moduli di prelievo in cartoncino, notoriamente consigliati dalla medicina d’urgenza. Trovato il suo accendino, i ragazzi cominciano a fare le addizioni: accendino + cestino + moduli = incendio quindi allarme quindi pompieri. Il processore funziona meglio a basse temperature. Lo psicopatico cerca di allagare il luogo dal bocchettone dell’aria e scattano le comiche di David Hill: spostando Corey lo fa sbattere dappertutto sino a decesso, tenendo Emily sulle spalle con il cestino infuocato attiva l’allarme, ma scivola e lei tira una craniata terrificante contro una mensola e muore. Il killer si gode lo spettacolo su una poltroncina pieghevole prima di sfondare la parete con l’auto del vigilante, consentire al superstite di tirare una molotov torbata (Corey non si era scolato tutto) al cadavere afro messo sul seggiolino e farlo arrestare dai sopraggiunti soccorsi. Assassino dieci, idiota zero.
Messaggio di profondo avanguardismo sociale, il film traccia le linee future per l’ampliamento dei servizi bancari all’utenza e istituisce la figura del serial killer di sportello, la sopravvivenza al quale, senza arresto, diviene la prima indispensabile modalità di scrematura per accedere alla richiesta di mutuo. Premio della critica alla Festa della Lavandaia di S. Cristina di Quinto (TV), la pellicola è talmente noiosa e priva di tensione che consente ai più audaci di tenere le stesse mutande per un giorno in più usufruendo di una buona deodorazione. Psicologicamente forte, il lungometraggio porta all’estremo la capacità della psiche umana di scotomizzare gli eventi traumatici al punto che gli spettatori, appena fuori dalla sala, ne dimenticano la presa visione. Irritante Alice Eve che si ostina a lavorare con la fascia cervicale senza dare il corretto sviluppo cinematografico ai suoi lombi.

Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

domenica 18 marzo 2012

64 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…War Horse!
La iattura corre su quattro zampe tra i campi di battaglia d’Europa e la posizione di dominio acquisita dalla sfiga epocale stessa vacilla pericolosamente. Persino il Re dell’Occulto si è arreso nella ricerca di tutti i peli irti e setosi su un cavallo di circa quattro quintali. Riuscirà un ragazzotto del Devonshire, sapendo che non c’è dono più divino che sopravvivere all’equino, a raccogliere la pesantissima eredità della mitica Wanda di “Cicciolina Number One” tenendo il pubblico inchiodato per circa due ore allo schermo a guardare le avventure di un ruminante?
Devonshire, Regno Unito. Le giornate tetre degli agricoltori locali sono allietate dalle fiere del bestiame, dove ognuno può bere a sfinimento e compiere le peggiori cazzate della sua vita. Sembra il copione di Ted, claudicante mezzadro che, giunto per acquistare un cavallo da tiro, torna a casa con un purosangue da corsa, comprensivo di autoradio, fendinebbia, sensori di parcheggio e fari allo xeno, per il modico costo di due fattorie e mezza. Per pagarlo, la famigliola deve utilizzare l’animale come bestia da soma e anche quando il peggio sembra essere passato, un’improvviso acquazzone fuori stagione distrugge i raccolti, unica fonte di reddito, e le speranze. Papà Ted, contro il parere del figlio Albert, che ha allevato il cavallo come un cugino del nipote del fratello di suo nonno, capisce subito che c’è puzza di iella nera e rifila l’equino, battezzato Joey, a un rampante tenente di cavalleria prossimo alla partenza per la Grande Guerra.
Alla prima carica in battaglia, complice un capitano evidente frutto di un rapporto tra consanguinei, il tenente viene crivellato come un setaccio da un nido di mitragliatrice tedesco, il capitano catturato e i cavalli appartenuti ai due arruolati tra le file dell’esercito del kaiser. L’ondata di fortuna si abbatte sull’esercito tedesco, che da quel momento non vince più una battaglia, ma soprattutto sui due stallieri che, per non finire al fronte, disertano, insieme ai cavalli, e vengono intercettati, dentro un vecchio mulino abbandonato, da una pattuglia che li fucila sul posto. Joey porta più sfiga del pupazzo Gnappo, ma gli umani non lo sanno e continuano imperterriti a curarlo come fosse una benedizione del cielo. E’ il turno della piccola Emilie e di suo nonno, proprietario di un ridente frutteto da marmellate, che, dopo aver vissuto per anni isolati dal mondo, vedono passare da casa loro quindici battaglioni di artiglieria prussiana che requisiscono anche gli escrementi dalla latrina.
La bimba protegge i due cavalli dal primo raid, ma non può nulla pochi giorni dopo e le due bestie vengono unite al battaglione per trainare il cannonissimo Elsa: un micidiale aggeggio del peso di qualche tonnellata capace di spararle più grosse del ministro Fornero. Mentre il cavallo del fu capitano arranca, Joey spacca il sederino in quattro anche ai più nerboruti cavali da tiro, tanto che uno stalliere paciarotto si affeziona a lui e lo coccola ignaro che la nera signora con la falce incombe sulla sua lurida pellaccia. Nel frattempo, il buon Albert è stato chiamato al fronte insieme al suo amico del cuore Carne da Cannone, un uomo con scritta in fronte la data di scadenza. Al primo assalto, infatti, i due, pur sopravvivendo al tiro di quarantasette mitragliatrici, finiscono gassati in una trincea: Albert resta temporaneamente cieco, mentre Carne da Cannone viene letteralmente polverizzato.
Sul fronte avverso Joey assiste alla morte del suo compare equino, all’arresto con infamia dello stalliere e ai rovesci militari tedeschi. Basta, è ora di finirla con questi morti non causati da lui: l’animale corre come un forsennato e travolge un carro armato, dieci battaglioni, trentanove cavalli di Frisia e due lavandaie, prima di essere atterrato da un groviglio di metallo, sfiorando il record di quaranta cavalli Frisia appartenuto a suo nonno. Liberato da una missione equinitaria anglo tedesca, il portatore di rogna viene condotto nell’infermeria britannica, dove il capitano medico, onde evitare una strage annunciata, lo cura e lo fa ricongiungere ad Albert che lo riporta nel Devonshire, a una distanza tale da non nuocere ai centri abitati, alle campagne, ai raccolti, ai soldati che ci riescono benissimo da soli e, a Dio piacendo, anche agli spettatori (ammesso che Spielberg non lo impieghi come nuova incredibile arma contro i nazisti nel prossimo “Indiana Jones e il cavallo dei cavalli di Frisia”).
Polpettone sentimental-animalistico indigeribile, il film commuove solo coloro che hanno investito tutti i risparmi non tassati dal governo nel biglietto senza puntare sulla moderna industria della caffeina. Incompiuto capolavoro della regia ripetitiva, il lungometraggio fonda la sua fortuna commerciale sull’essere candidato a tutti i premi possibili, senza riuscire a vincerne uno, in modo da occupare con facilità i primi trenta secondi del suo trailer. Modesta come una sveltina dopo sei ore di nuoto nelle acque polari, l’opera potrebbe essere venduta alle principali compagnie di navigazione oceanica come rompighiaccio: nelle sue due ore di durata distrugge il pack degli astanti come mai si è visto. Menzione d’onore per il cavallo Joey che regge da solo il pathos recitativo in mezzo a una muta anarchica di cani randagi in costume.

Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)

lunedì 5 marzo 2012

63 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Una Sposa in Affitto!
Un bel tacer non fu mai detto, scritto e da oggi anche filmato. La cinematografia britannica non resiste al dolce richiamo della copula e si lancia in una produzione efficace come un piroscafo della Carnival. Purtroppo però, a parte una co-protagonista discretamente pisellabile, occorre puntare sulle bellezze albioniche, e la missione si arena come una balena stitica in un portaccio commerciale. Riuscirà un film ambientato prevalentemente su uno scoglio a non far scoglionare esseri umani, cetacei, crostacei, mitili, pesce azzurro e anche il comparto verdure di questa immensa frittura al gusto di gasolio per natanti?
Isole Incestuose a nord della Scozia, Regno Unito. Lara Non C’è Bisogno Che Io Sappia Parlare è una famosa attrice (maddeche?) americana e vuole convolare a giuste nozze con James Arber Macht Frei, scrittore plurifallito con la prosa fluida di Margaret Mazzantini e le idee stimolanti di Susanna Tamaro. Il primo tentativo non va a buon fine a causa dell’intervento del re dei paparazzi, tale Marco Ballani: orrendo stereotipo di burino capace di nascondersi in un confessionale e urinare amabilmente in una coppa da cerimonia. Per completare l’idillio, i due futuri sposi decidono di celebrare su un’isola sperduta delle Ebridi Esterne chiamata Hegg, dove James ha ambientato l’inutile romanzo “La Moglie dell’Ornitologo” (e se gà partiamo con gli uccelli): un polpettone sentimentale che i locali utilizzano come carta da culo (è tutto vero, nonché documentato nella scena migliore del film). Lara incarica il manager, il cocainomane Steve, di organizzare la cosa.
Steve giunge su Hegg e si accorge che James si è inventato di sana pianta l’ambientazione del romanzo: il castello principesco sembra l’Abbazia di Montecassino dopo il passaggio degli Alleati e il maggior polo turistico è una latrina pubblica infestata da ragni velenosi. Steve chiama la squadra di Extreme Makeover Home Edition che ristruttura il rudere nel modo più pacchiano possibile per renderlo atto ad accogliere degnamente degli americani. Nel frattempo, la popolazione isolana (età media 97 anni) cresce di una unità per il ritorno a casa di Katie Never Were Gnocche, reduce dall’ennesima delusione amorosa. La prima isolana a mangiare la foglia del matrimonio segreto è proprio la madre a rotelle di Katie, che, invece di dar retta alle stucchevoli lamentele della figlia, avvisa dell’avvenimento anche l’ufficio stampa di Cronaca Filatelica con fini speculativi: meno male che i disabili dovrebbero essere più sensibili.
Lara e James devono correre ai ripari e il buon Steve partorisce l’idea delle idee: noleggiare una vagina del luogo, smaltare dove possibile e imbastire un finto matrimonio per depistare i paparazzi celebrando quello vero a bocce ferme. Tutti gioiscono della pensata come la popolazione di un asilo quando arriva la merenda del pomeriggio. La prescelta è Katie che, pensata ancor più geniale, davanti a un vero officiante pronuncia i voti e sposa sul serio James. Lara, nel frattempo, gira l’isola truccata da Mamma Ebe, scoprendo che la madre a rotelle di Katie si è venduta lo scoop per fare il giro del mondo. I novelli sposi per finta che lo sono diventati sul serio trovano il pretaccio del paese che fornisce loro la soluzione: se la sposa è ancora illibata, il matrimonio può essere annullato entro mezzanotte grazie al rito vichingo. Tutti felici, tutti di nuovo single grazie ai nerboruti razziatori di capre, cui, storicamente, già facevano schifo le donne di Hegg.
La magia stile “Studio Aperto” si spegne improvvisamente. Hegg acquisisce notorietà grazie al matrimonio saltato, grazie al nuovo film di Lara e grazie alla guida turistica scritta da Katie per la serie “Aviopenic Countries”, ma i protagonisti sono tutti infelicemente brutti e britannici. La fama investe la figlia di Hegg con la violenza di una scarica elettrica sul clitoride, ma dopo la morte di mammina rotellina la solitudine non molla la presa come un pitbull infoiato. Prossima alla partenza per Singapore, per scrivere una guida sul turismo sessuale, l’obbrobrio delle Ebridi vede arrivare James, fresco di pubblicazione di seconda minchiata, che le confessa di essere ancora signorino e pronto a limonare duro. Katie, signorina con il buco da signora, accoglie l’invito del pennellone sperando che si tratti di quello giusto in virtù del pressing esercitato dall’orologio biologico.
Capolavoro indiscusso di separatismo cinematografico scozzese, la pellicola distrugge tutte le certezze in materia di effetti nefasti della copula indiscriminata tra isolani consanguinei, trovando un modello umano nettamente peggiore di Bridget Jones e con ancora più voglia di sembrare un’idiota. Pluripremiato alla Grande Festa dell’Ortica di Fabbrica Curone (AL) per il maggior numero di grattate sullo scroto, il film provoca, nel pubblico maschile a corretta produzione ormonale, un’infinita serie di spasmi che ricorda le intossicazioni da gas tipiche della vita di trincea durante la Grande Guerra. Apprezzata dagli ortopedici di tutto il mondo, l’opera costituisce un nuovo filone di ricerca nella normalizzazione del piede equino, poiché gli affetti dalla patologia non resistono in sala alle prime sollecitazioni e fuggono come puledri da corsa durante la Royal Ascot.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

giovedì 1 marzo 2012

03 - The Riccardelli Hall of Fame Induction is...

…Germano Mosconi!



Questo giorno doveva arrivare. Un giorno in cui si è piegato persino il grande Lucio Dalla, incapace di reggere alla notizia: Germano Mosconi è storia, le registrazioni a TeleNuovo sono storia, le carte con la cola che se taca ostia sono storia. Era il lontano 2007 quando, durante una trasferta in un punto vendita, un Capo Reparto Hi-Fi, appena licenziato, attaccò sull’impianto home theatre il noto successo musicale “Il Porcodrillo”, lo mise in ripetizione continua e spezzò la chiave della saletta non insonorizzata nella serratura in modo che si sentisse per tutta la giornata. La fede nel germanesimo portò quel giovane lavoratore a divulgare il verbo anche in una delle sue giornate peggiori. Lo sappiamo, Germano Mosconi non era uno stinco di santo, al massimo uno stinco, ma ciò che conta è la sua eredità, ciò che ci lascia sia in termini filosofici sia etici. Una carriera in difesa dei diversi, di coloro che, consci della piccolezza dell’essere umano, richiamano costantemente il divino e gli assegnano una dimensione facilmente comprensibile. The Riccardelly Society si occupa di cinema (e non vorrebbe fare diversamente), ma non può che assegnare “honoris causa” l’ingresso nella sua Hall of Fame a questo importante personaggio che, in un’ormai storica registrazione, fece di tutto per ricordare il suo film preferito: Bubù di Mauro Bolognini, lo spaccato di una società in evoluzione e di un’Italia del Nord ricca di piccoli drammi borghesi. Ricordiamo l’eccezionale mattatore, l’uomo capace di difendere con i pugni la propria professionalità contro l’avanzata dei raccomandati, l’immenso Germano, che lascia in noi un vuoto grande come un “ma che oooohhhh”, abbracciando un’ultima importantissima richiesta da rivolgere al Padre Eterno: accogli in Paradiso chi ha sempre avuto con Te un dialogo, duro, ma onesto, ricordando che la migliore qualità è la capacità di perdonare, e assegnagli un posto accanto a San Pietro di modo che, almeno lassù, nessuno sbatta la porta e la richiuda urlando. Caro Germano goditi un meritato riposo e se ti capita di incontrare quello che ti ha fatto innervosire chiamami, perché magari è lo stesso che fa innervosire tutti noi.

Sinceramente tuo,

Johnny Little Niggers

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.