…Stolen!
Un uomo che non conosce il passare del tempo. Un uomo che ha fatto più tagliandi e ritocchi di un’automobile elaborata da un filippino. Un uomo che stranamente non risente della crisi e continua a inondare il mercato di prodotti. Nicolas Cage è di nuovo tra noi, davanti a noi, ma soprattutto dietro di voi, se avete pagato il biglietto. Mentre i Maya incombono sul mondo con i loro assurdi e vetusti calcoli, a scanso di equivoci, Nick ci propina il suo ultimo lavoro prima del 21 Dicembre 2012. Riuscirà l’asteroide Toutatis a impattare con il pianeta prima che il primo milione di spettatori abbia visto questa immensa boiata?
New Orleans, Stato Federale del Nordamerica devastato dai fenomeni climatici. Will Montgomery Cage è un rapinatore di banche braccato dall’FBI, un’agenzia governativa costituita interamente da idioti che imbastiscono operazioni speciali sbagliando il luogo del crimine di qualche chilometro. Durante l’ultimo colpo, tuttavia, il socio di Will, uno svalvolato cocainomane di nome Vincent, cerca di ammazzare il bidello della scuola accanto al caveau, suscitando la reazione del Robin Hood dal parrucchino cromato, che gli spara a una gamba. L’FBI arriva di gran carriera e mentre i complici se la svignano alla chetichella, il povero uomo plastico viene lasciato a piedi con un borsone pesantissimo pieno di banconote. L’arresto è imminente e il genio delle rapine, prima di consegnarsi al Federal Bureau of Idiots, brucia il malloppo.
Dopo otto anni di galera, Will esce con il sederino intatto, dato che durante l’ultimo lifting gli hanno chiuso l’ano erroneamente. Come prima cosa cerca di riattivare i contatti con la figlia, ma è subito intercettato dall’Ispettore Rinco, un uomo votato all’arresto. Sbolognati i federali, il galeotto riabilitato incontra la sua vecchia complice Svedesen Fighen e la figlia, una sgallettata con la sindrome dell’abbandono e la nota spese di un armatore greco per psicanalisti e terapeuti. La dolce ragazzina rifiuta la presenza del padre giusto in tempo per essere rapita da Vincent, nel frattempo ridotto a un relitto umano (senza tre dita e senza una gamba, altrimenti il buon Cage non gli sarebbe stato dietro, dato che ha vent’anni di meno). Will pensa bene di denunciare l’ex-complice all’FBI, ma gli agenti lo coglionano. Parte la caccia autonoma al rapitore. Nicolas si sforza persino di correre e saltare sui tetti, ma ricorda un bradipo con l’asma bronchiale.
Prima tappa a casa del vecchio complice Gayney, un panzone che impegna il protagonista in una scazzottata a rallentatore, prima di lasciare questo mondo crivellato dagli sbirri (spero che non abbiano pagato l’attore per questa roba). Vincent, nel frattempo, circola per le vie di New Orleans con la bimba nel bagagliaio del suo taxi e, per ingannare il tempo, aggredisce giovani turisti in fregola lasciandoli svenuti per la strada in quartieri malfamati. Dopo un inseguimento estenuante, per lui, la carcassa umana Nicolas riesce a intercettare la compagnia di taxi per cui lavora Vincent, ma la madama piomba su di lui come una poiana obesa e lo trae in arresto. Montgomery Cage gioisce, poiché crede che il film sia finito, invece è semplicemente cambiato il genere: da azione a fantascienza. Mentre lo portano in centrale, il vetusto si sloga un pollice all’indietro senza fiatare, si sfila le manette, aggredisce gli agenti, fa fare tre capriole al veicolo, esce dallo stesso, si rimette a posto il pollice e chiama Vincent per organizzare una rapa, il cui bottino sarebbe da scambiare con la figlia. Me cojoni!
Will e Svedesen Fighen devono rapinare una banca in pieno giorno passando per le fogne: il piano diabolico prevede di perforare il pavimento del caveau e liquefare i lingotti d’oro con la fiamma ossidrica. L’oro cola copioso e a contatto con l’acqua delle fogne, per coerenza, forma delle piccole merdine. La sacca con gli stronzi dorati viene portata a Vincent al vecchio luna park. Colluttazione, sparatoria, Vincent che prende fuoco, Will ferito allo stomaco, automobile che si trasforma in una camera a gas e bagagliaio che non si apre: una scena scritta per l’istituto mondiale stereotipi. Si torna veloci alla fantascienza: Will si mette al volante e lancia il veicolo infuocato in un laghetto (per affogare la figlia?), poi stende il terminator carbonincazzato Vincent, apre il cofano a mani nude, estrae la figlia, inserisce Vincent e lascia affondare l’auto con l’oro dentro! Il tutto, con una pallottola nella panza, senza morire, senza spettinarsi e soffrendo moderatamente. L’FBI porta in salvo entrambi a bocce ferme e chiude la vicenda. Nicolas può godersi il meritato shampoo del vincitore.
Curioso esperimento di cinematografia intergenere, la pellicola si riflette perfettamente nel valore dei suoi sceneggiatori, passando da un genere all’altro con la scioltezza con cui loro ruotano nel ritiro del sussidio di disoccupazione. Emblema palese d’incomprensione progettuale, il prodotto evidenzia la scarsa intelligenza dei produttori che, collocando Cage in un cast obiettivamente mediocre per farlo risaltare per bravura, hanno sottovalutato la sua attitudine di maschio alpha e la voglia assoluta di imporsi come il più mediocre. Avanguardistico nell’utilizzo della fotografia, il lungometraggio, nonostante le perplessità iniziali e le ripetute scene ambientate di giorno, riesce a sfruttare appieno i contrasti tra il nero corvino della tinta di capelli e la naturale fluorescenza della materia plastica apposta sulle gote del protagonista.
Sleep-o-Meter: 01 – Ultimo Tango a Parigi (Sonnolenza Postprandiale)