martedì 22 aprile 2014

04 - The Riccardelli Society presenta per voi...

…Riccardello d’Oro 2014!
Per il quarto anno della kermesse più attesa in tutte le discariche non abusive del paese, abbiamo badato a spese e non abbiamo formalmente ingaggiato nessuna celebrità. Dopo una fantastica edizione autarchica, in cui il Tiranno e le sue emorroidi l’hanno fatta da padrone con i loro insindacabili giudizi, la giuria di qualità incaricata l’anno scorso ha finalmente capito cosa significa la parola “algoritmo” e ha prodotto una formula in base alla quale scegliere il vincitore per ogni categoria. Una formula più segreta di quella della Coca Cola e dagli effetti certamente dirompenti sull’establishment, tanto che all’ultima cerimonia degli Oscar avrebbe persino fatto vincere Di Caprio. Ci è stato chiesto di non divulgarla, per cui, ligi a quest’imperio, ci apprestiamo a un’edizione del Riccardello d’Oro 2014 scientificamente approvata da un comitato paritetico che affiancherà la giuria di qualità e vigilerà sulla corretta applicazione di questa roboante scoperta. Aspettando che il comitato paritetico s’insedi e produca un documento di presentazione, operazione che dovrebbe durare almeno sino al mese di Aprile 2015 a causa di un conflitto di competenze sull’utilizzo del distributore di dolciumi con la giuria di cui sopra, abbiamo affidato l’onere della scelta alla gattara del Castello Sforzesco di Milano e al suo insieme di randagi. Buon divertimento!

1 – Premio “Lee Aaker” per il Migliore Animale in Scena
a) La scrofa gigante zannuta in "Re della Terra Selvaggia"
b) Beverly Hills Chihuahua in "World War Z"
c) Hugh Jackman in "Wolverine L'Immortale"
d) Melissa McCarthy in "Io Sono Tu"
e) David Bautista in "Riddick"

…and the winner is DAVID BAUTISTA in "Riddick" per la versatilità e l’intensità con cui ha interpretato malissimo tutti gli esseri viventi del creato, vegetali e compresi, a eccezione dell’essere umano normodotato e senziente.

Albo d’Oro
2011 – Taylor Lautner
2012 – Taylor Lautner
2013 – Taylor Lautner
2014 – David Bautista


2 – Premio “Ilona Staller” per il Migliore Sesso Interspecie
a) L'ammucchiata tra Melanie, Wanda, Jared e Ian in "The Host"
b) Gretel e il troll Edward in "Hansel e Gretel Cacciatori di Streghe"
c) Il nano Kili e l'elfa Tauriel in " Lo Hobbit - La Desolazione di Smaug"
d) Lo zombie R e la sciacquetta Julie in "Warm Bodies"
e) Polifemo e il satiro vestito da ciclopa in "Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo - Il Mare dei Mostri"

…and the winner is POLIFEMO E IL SATIRO VESTITO DA CICLOPA in " Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo - Il Mare dei Mostri " per la dolcezza con cui, in un film per ragazzi, s’introducono tematiche a sfondo sociale come l’omosessualità, il travestitismo e le unioni civili interrazziali.

Albo d’Oro

2011 – Il pastore tedesco esorcista e il demone
2012 – La piccola Kristi e il demone Toby
2013 – Il calamaro gigante e l’Ingegnere
2014 – Polifemo e il satiro vestito da ciclopa

3 – Premio “Adam West” per i Migliori Effetti Anali
a) Richard Gere e Susan Sarandon che sembrano umani nonostante i lifting in "Arbitrage"
b) I demoni che riciclano il trucco dei Klingon in "I, Frankenstein"
c) Lo zombie con l'alito fresco in "Warm Bodies"
d) La bocca spalancata di Josh Hamilton in "Dark Skies - Oscure Presenze"
e) Audrina Patridge che vive in una casa arredata con gusto in "The Bling Ring"

…and the winner is RICHARD GERE E SUSAN SARANDON CHE SEMBRANO UMANI NONOSTANTE I LIFTING in "Arbitrage" per la sensibilità dimostrata, in un periodo di crisi, verso la possibilità di creare occupazione per almeno venti stuccatori nel settore dell’edilizia facciale.

Albo d’Oro
2011 – I capelli di Nicolas Cage
2012 – Computer grafica a caso su scene a caso
2013 – La sedia a dondolo tirata con il filo di nylon
2014 – Richard Gere e Susan Sarandon che sembrano umani nonostante i lifting

4 – Premio “Sandra Dee” per la Migliore Sciacquetta da Commedia Sentimentale
a) Teresa Palmer in "Warm Bodies"
b) Alice Englert in "Beautiful Creatures"
c) Saoirse Ronan in "The Host"
d) Lily Collins in "Shadowhunters - La Città di Ossa"
e) Paula Patton in "L'Amore in Valigia"

…and the winner is SAOIRSE RONAN in "The Host" per la gioia con cui è stata affrontata la sindrome da personalità multipla in relazione alla possibilità di accoppiarsi con frequenza con più partner tutti inutilmente lontani dall’ideale di uomo normale.

Albo d’Oro
2011 – Jennifer Aniston
2012 – Reese Witherspoon
2013 – Miley Cyrus
2014 – Saoirse Ronan

5 – Premio “Giulio Terzi di Sant’Agata” per il Migliore Intervento a Sostegno dei Protagonisti
a) I Seal che vengono falcidiati nel giardino della Casa Bianca in "Attacco al Potere"
b) Il tiro alla fune contro i giganti capeggiato dal Re in "Il Cacciatore di Giganti"
c) Gli inutili poliziotti onesti in "Robocop"
d) I vicini di casa più assatanati dei serial killer in " La Notte del Giudizio"
e) I soldati israeliani categorie protette in "World War Z"

…and the winner is IL TIRO ALLA FUNE CONTRO I GIGANTI CAPEGGIATO DAL RE in "Il Cacciatore di Giganti" per la forza con cui si è denunciato come il Capo di Stato, nelle società umane, sia sempre un colossale idiota, primus inter pares.

Albo d’Oro
2011 – L’inutile boyfriend della bionda
2012 – Il monaco bubbonico
2013 – La farfallina che richiama dei grossi uccelli
2014 – Il tiro alla fune contro i giganti capeggiato dal Re

6 – Premio “Burt Ward” per la Migliore Espressione di Neorealismo
a) I medici americani che non utilizzano la sedazione in "Re della Terra Selvaggia"
b) La sicurezza della Casa Bianca che ricorda quella del supermercato in "Attacco al Potere"
c) Gli abitanti di una cittadina del Sud degli States che inveiscono contro una donna bianca in "Beautiful Creatures"
d) Il talk show che detta le regola alla politica in "Robocop"
e) I giapponesi indifferenti a qualsiasi catastrofe in "Wolverine L'Immortale"

…and the winner is IL TALK SHOW CHE DETTA LE REGOLE ALLA POLITICA in "Robocop" per l’ingenuità con cui gli americani considerano fantascientifico ciò che in Italia è ormai una prassi consolidata per la produzione legislativa.

Albo d’Oro
2011 – Il premier italiano che affronta la morte pregando con la famiglia
2012 – I petali di fiori di ciliegio che volano durante un duello samurai nel deserto americano
2013 – Le tombe dell’antica Grecia con iscrizioni in inglese
2014 – Il talk show che detta le regole alla politica

7 – Premio “Adam Kadmon” per la Migliore Nuova Teoria Scientifica
a) Se non hai l'anima, la puoi guadagnare facendo qualcosa di buono in "I, Frankenstein"
b) Gli alieni che vengono a rapire la gente raramente sono rettiliani in "Dark Skies - Oscure Presenze"
c) Los Angeles nel 2154 avrà ancora un tessuto sociale in "Elysium"
d) Gli zombie tornano umani grazie all'amore in "Warm Bodies"
e) Un criminale senza pietà può diventare il coach di un gruppo di mercenari in "Riddick"

…and the winner is GLI ALIENI CHE VENGONO A RAPIRE LA GENTE RARAMENTE SONO RETTILIANI in "Dark Skies – Oscure Presenze" per aver sfatato un mito ormai diffuso sulle attività criminali dei rettiliani, quando si sa benissimo che hanno smesso di rapire la gente a metà degli anni ‘70.

Albo d’Oro
2011 – La conversione dei vampiri in umani
2012 – I sacerdoti che rispettano il voto di castità
2013 – Le variazioni monetarie dello Yuan legate alla dimensione della prostata
2014 – Gli alieni che vengono a rapire la gente raramente sono rettiliani

8 – Premio “Kay Parker” per la Migliore Performance Orale
a) Keira Knightley in "Anna Karenina"
b) Michelle Rodriguez in "Fast & Furious 6"
c) Chloe Grace Moretz in "Carrie - Lo Sguardo di Satana"
d) Emma Watson in " The Bling Ring"
e) Lindsay Lohan in "The Canyons"

…and the winner is LINDSAY LOHAN in " The Canyons" per essere riuscita a rimanere fuori di galera il tempo giusto per girare un film brutto e aggiudicarsi un premio già suo solo per la scelta ridicola di voler fare l’attrice.

Albo d’Oro
2011 – Monica Bellucci
2012 – Milla Jovovich
2013 – Kristen Stewart
2014 – Lindsay Lohan

9 – Premio “Kirk Morris” per la Migliore Afflizione del Testosterone
a) Matt Damon in "Elysium"
b) Ewan McGregor in "Il Cacciatore di Giganti"
c) Jaden Smith in "After Earth"
d) Jason Bateman in "Io Sono Tu"
e) Johnny Depp in "The Lone Ranger"

…and the winner is JADEN SMITH in "After Earth" per la sfacciataggine con cui ha smesso i pannolini della recitazione e ha scelto di lanciare la propria carriera di attore nel cesso al fianco di suo padre, cercando di recitare come suo padre con un soggetto scritto e diretto dal regista peggiore a disposizione.

Albo d’Oro
2011 – Robert Pattinson
2012 – Robert Pattinson
2013 – Robert Pattinson
2014 – Jaden Smith

10 – Premio “Terrence Malick” per il Migliore Film Inutile
a) Shadowhunters - La Città di Ossa
b) Hansel e Gretel Cacciatori di Streghe
c) The Host
d) Warm Bodies
e) Beautiful Creatures

…and the winner is WARM BODIES per il tempismo con cui ha proposto un dramma amoroso zombie in un’annata cinematografica in cui l’argomento zombie non è quasi mai stato toccato…dal cinema birmano.

Albo d’Oro
2011 – Legion
2012 – 30 giorni di buio 2
2013 – La leggenda del cacciatore di vampiri
2014 – Warm Bodies

E anche quest’anno è andata. Come dite? Alcuni risultati non vi sono piaciuti? Siamo spiacenti, ma essendo un blog che tratta film di merda non è che il risultato di una premiazione tra questi film possa essere molto diverso, se non altro per coerenza. Comunque sia, se vi abbiamo strappato almeno un sorriso, anche quest’anno la missione è stata compiuta. In caso contrario, se suscitiamo il vostro sdegno, potete sempre cercare qualcosa di autorevole come la Hollywood Foreign Press Association o l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences…ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!

giovedì 17 aprile 2014

140 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…L’Amore in Valigia!
La memorabile commedia in salsa afroamericana si ripropone al grande pubblico con tutti i suoi migliori interpreti in un caleidoscopio di cattivo gusto e romanticismo spiccio. Tra doppi sensi e razzismo al contrario, finalmente il film definitivo in cui è difficile identificarsi anche per la popolazione di colore di una qualsiasi democrazia occidentale. Figurarsi per un idiota italiano svaccato sul suo divano. Riuscirà il cinema Perlana Nero Assoluto a lasciarci la sua edificante visione del mondo futuro e dei rapporti di coppia in modo da stimolare il sistematico accesso alla vasectomia?
Stati Uniti di una dimensione parallela. La giovane Montana Moore Patton batte ormai i trentacinque senza avere uno straccio di marito, mentre quel baldone della madre ne ha già seppelliti cinque. A mettere il carico da undici sulla vicenda, ci pensa il migliore amico William, imprenditore edile felicemente accoppiato, e la sorellina minore, in procinto di sposare un suo compagno di college, star del football. Mancano giusto i sette nani per avere l’incipit perfetto di una fiaba e le cose sembrano cambiare anche per Montana, un nome una garanzia per ogni partner occasionale, che ha iniziato a frequentare Graham, uomo d’affari in grana. Non stando più nella pelle, la donna si confida con i suoi colleghi assistenti di volo: Gail, popputa e assatanata di sesso, e Sam, un gay, bianco (unico del film) che è stato assunto per le pari opportunità in una compagnia aerea a totale presenza nera e utilizzata solo da clienti neri, maschi e aitanti.
Anche gli aeroporti degli States sono frequentati interamente da neri, ma quel piccolo esserino pallido continua a non sconvolgere nessuno. Arrivata dal suo bel Graham per il giorno del Ringraziamento, Montana viene montata (in una scena di sesso in cui lui indossa mutande nere con l’elastico alto e la scritta ricamata in rosso fuoco) e piantata in asso causa riunione di lavoro. Pedinato Graham, la hostess scopre che ha già famiglia e se ne torna in hotel con le pive nel sacco. Rincasata giusto in tempo per prendersi un po’ d’insulti dalla madre, Montala decide, con l’aiuto di Gail e Sam di incontrare in volo gli ultimi suoi ex al fine di trovare un futuro marito e presentarsi accompagnata al matrimonio della sorella. Si parte con un dj rapper, ma è accoppiato, poi si prosegue con un pastore protestante, ma è un pastore e quindi è fissato con la pecorina e si arriva a Langston: un assurdo candidato al Congresso a caccia di soldi.
Come primo giro fa peggio che schifo, ma la ragazza, imbeccata dal duo di deficienti, continua il tour, concedendosi pochi momenti di gioia con il suo amico fraterno William. Durante i pellegrinaggi, costellati da individui sempre più improbabili e in cui si vede sfocata in sottofondo una comparsa bianca accompagnata da un’asiatico (fatta la marchetta, ma dove sono gli ispanoamericani? Si vede che stanno sui coglioni anche ai neri), Montami incrocia Taylor, la ragazza di William, in compagnia della versione sfigata di Sylvester Pappone (c’è persino l’italoamericano monoporzione!). Cosa fare? Dire o non dire? I sentimenti si mescolano e non si capisce più chi ama chi e chi è infatuato da chi. Bene, forse siamo alla fine. A sparigliare arriva l’ultimo ex, Quentin, proprietario di un lussuoso albergo che propone a Montatemi un giro intorno al mondo senza legami amorosi.
Dopo un alterco con William, in cui lei spiattella tutto sulla fidanzata Taylor, Montateci decide quasi quasi di accettare la proposta di Quintino, ma prima deve chiarire i conti con tutti. Sfancula la madre, che la ringrazia e si dichiara orgogliosa di lei (????), e manda a puttane il matrimonio della sorella, inducendo il dubbio in quel grande pensatore che è il futuro marito, la cui testa sulle spalle ricorda un’oliva su una scrivania. Tornata a casa, dopo aver respinto il bell’albergatore perché lei vuole un marito, Montatevi apre il regalo di Natale di William: due biglietti per Parigi. Nemmeno il tempo di farsi la pipì addosso per l’emozione e si corre all’aeroporto dove i colleghi frenano la partenza solitaria di William e si può consumare la limonata dura con labbroni umidi e sensuali. Montana sarà montata almeno per venticinque anni, ponendo un solido freno alle nostre sofferenze.
Esempio classico di cinematografia di rilievo, il lungometraggio si staglia nel panorama della commedia come una soletta da scarpe utilizzata da almeno un anno ed emana i medesimi afrori esotici. Devastante sulla memoria a breve e lungo termine, la pellicola ha sul cervello umano gli stessi effetti nocivi del cromo esavalente sui polmoni, ma lascia molte meno possibilità di guarigione. Pennellata di maschilismo in salsa nerissima, il prodotto punta talmente sul cervello delle donne che la protagonista potrebbe essere tranquillamente senza tronco superiore senza che la trama ne accusi il benché minimo scossone. Una menzione particolare per il buon gay bianco che, dopo anni di discriminazione, vive in un mercato del sesso potenzialmente sterminato e dalle misure imponenti.

Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

venerdì 11 aprile 2014

139 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Robocop!
Era lì. Giaceva solo soletto su una mensola avvolto nella sua pizza di alluminio. Non dava fastidio a nessuno. Poi è passato un imbecille e ha ci ha costretto a un remake datato di un film di fantascienza datato, ma che ci piaceva così com’era, cioè con tettone, meches biondo platino, festini a base di cocaina, cattivi stempiati, miopi e con le rughe, poliziotte culone e scagnozzi sciolti nell’acido che vagano come zombies. Riuscirà la nuova versione del poliziotto che non passa il metal detector a sviare l’attenzione degli spettatori dal fatto che la Detroit di oggi è diventata esattamente quella raffigurata nella versione del 1987?
Futuro prossimo in cui gli States ancora s’illudono di dominare il globo. Si parte in Iran dove le truppe robotizzate della Omnicorp se la vedono con i terroristi. Senza i soldati non ci sono perdite e senza le perdite si possono fare tutte le guerre che si vogliono, ma in Texas la disoccupazione aumenta vertiginosamente. Perché allora non estendere la robotizzazione anche alla polizia? Mentre il dibattito infiamma gli ambienti della politica, nella lurida Detroit, un uomo solo si batte contro la corruzione: il detective Alex Murphy. Peccato che nessuno gli ha detto che è l’unico non corrotto insieme al suo collega Lewis che da donna bianca insicura è diventato un afroamericano molto sicuro di sé. Talmente sicuro di sé che dopo sette minuti gli sparano, ma lui è sicuro di sopravvivere. Meno sicuro è il povero Murphy che viene fatto saltare per aria con la sua automobile sul vialetto di casa.
Alla povera signora Murphy resta solo un tronchetto della felicità pesantemente ustionato, ma la mitica Omnicorp le offre la soluzione: trasformare il suo moncone parlante in un perfetto poliziotto cibernetico che unisca l’efficienza delle macchine all’emotività dell’essere umano. La donna, per mantenere la reversibilità delle pensione INPS del marito, accetta. Una volta svegliato e preso contatto con la sua nuova carrozzeria, il buon Murphy sclera. Il Dottor Norton Oldman, messi da parte gli antivirus, lo invita a proseguire nel cammino per tornare ad abbracciare moglie e figlio. Titubante, il poliziotto cibernetico comincia l’addestramento, ma manifesta evidenti segni di emotività per cui gli devono taroccare il cervello (tanto valeva proseguire con le macchine e accorciare il film di venti minuti buoni, ma ci teniamo sta roba). Passati tutti i test, svolti in un impianto in Cina, Murphy torna a Detroit per debuttare nel corpo di polizia.
Purtroppo, mentre gli riversano nel cervello tutto il database della polizia, l’unico in cui è contenuta la vera età di Ruby Rubacuori, lui collassa per l’incazzatura e sono costretti a sedarlo pesantemente (un po’ quello che succede a Enrico Letta tutte le volte che gli dicono “stai sereno”). Ripresosi, prima della presentazione alla stampa, non riconosce più moglie e marmocchio e comincia una serie incredibile di arresti, tra cui sua nonna, rea di non pagare l’IVA sulla pasta per dentiere. Finalmente la dimostrazione che esiste un poliziotto incorruttibile e che la legge antimacchine può essere abolita. Robocop comincia a circolare per le strade e risolvere casi, anche spinosi. Gli unici che non lo vedono come un mito, anzi non lo vedono proprio, sono i suoi famigliari che sono tenuti a distanza dalla Omnicorp con le motivazioni più intelligenti: è indisposto, oggi ha il ciclo dell’olio lubrificante, soffre di una fastidiosa corazzapatia, ha i condotti rettali intasati.
L’idillio finisce quando Robocop comincia a indagare sul suo tentato omicidio. Cadono nell’ordine: due colleghi, il Capo della Polizia, il sindaco, la zia del sindaco, il sottosegretario Gentile e tutta la redazione de “L’Ora della Calabria”. Il nuovo prototipo di sbirro deve essere fermato e il capo della Omnicorp, Raymond Sellars Keaton, impelagato in tutta la vicenda, ordina di installare un software che non gli permetta di rivoltarsi contro i membri della compagnia. Giunto alla sede Omnicorp, Robocop é crivellato di pallottole come una forma di emmenthaler e se non fosse per il suo collega Lewis e la sua pistola ad acqua, sarebbe morto. Nel frattempo, il malvagio Sellars prende in ostaggio moglie e figlio di Murphy, che vagavano da giorni senza motivo nell’enorme grattacielo corporativo. Sul tetto si consuma la fine del dramma, in cui Robocop si ribella al software, fa prevalere la propria umanità e salva mugghiera e figghiu. E anche noi, che finalmente, scontata la condanna, possiamo uscire dal cinema.
Indispensabile per il corretto e mieloso evolvere del mercato dei cereali da colazione, la pellicola costituisce il sottilissimo anello di congiunzione tra Miel Pops e Cheerios, unici elementi paragonabili alla dimensione dei cervelli dei poveri spettatori, atrofizzati dopo la visione. Veloce come grattarsi il coccige con un rastrello da ghiaia, il film è molto versatile e flessibile a patto che non sia utilizzato all’interno di un cinema: per esempio per tenere fermo un tavolo traballante o come sottovaso. Manifesto a favore della carcerazione preventiva di sceneggiatori e registi, il prodotto è talmente monocorde e privo di spunti da configurare il reato penale di diffusione della noia e circonvenzione di spettatore. Una messa funebre per il povero Joel Kinnaman, protagonista che fa rimpiangere l’interpretazione cartonata di Peter Weller.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

mercoledì 2 aprile 2014

138 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…I, Frankenstein!
Il cadavere puzzle più famoso del mondo torna mostrando il suo lato più umano, cioè le terga, diventando protagonista di un film scritto con una chiappa, costruito con l’altra e girato con tutta l’areola anale. Aaron Eckhart quando ha letto il copione era incredulo di fronte alla possibilità di fare quattrini a palate con una boiata del genere. Riusciranno il costumista e l’aiuto pulitore del cesso chimico del set a vincere la scommessa fatta con l’attore circa la possibilità di non dover rinunciare a quasi tutto lo stipendio di tre anni per pagargli l’onorario pattuito con la produzione?
Luogo sperduto vicino al boschetto della mia fantasia. Dopo aver ingaggiato con il suo paparino Viktor Von Frankenstein una lotta senza quartiere per avere uno straccio di puledra con cui fare zin zin, il mostro di Frankenstronz chiude la vicenda al Polo Nord, proprio come scrisse Maria Ascella (oggi ci sentiamo autarchici). Preso dal rimorso, il cadavere rimesso insieme con lo sputo decide di tornare a casa per seppellire il genitore, ma al cimitero è attaccato da un gruppo di demoni che assomigliano in modo inquietante ai Klingon di “Star Trek”. Dopo una colluttazione e l’intervento di due strani figuri un po’ evanescenti, il decomposto è condotto in una cattedrale al cospetto della Regina Leonore, capo dell’esercito delle gargolle, discendente di San Michele, unico baluardo contro il principe Naberius e la sua orda di 666 legioni di demoni (meno male che non ha una targa sulla porta di casa sennò pagava la TASI anche quella), che gli sequestra il diario di Viktor e se lo mette in cantina. Per quelli non ancora morti dal ridere: “me cojoni!”.
Il putrefatto la pensa evidentemente come il pubblico e per non essere coinvolto in questa enorme idiozia decide di auto esiliarsi per duecento anni. Successivamente, preso dal vago ricordo della puledra di cui sopra, rientra nella vita civile, scoprendo che la maggior parte del mondo non utilizza ancora il bidet ad eccezione di un paese che è più incivile per tutto il resto. Felice come una Pasqua, il mostro di Frankenstronz s’imbatte nuovamente nel conflitto tra demoni e gargolle. Privo di uno scopo, il marcione si mette alle calcagna di Naberius che tenta senza troppo successo di replicare sulle pantegane l’esperimento di Viktor: va bene l’amore per la topa, ma così è feticismo. Leonore, d’altra parte, fa la svenevole, lo invita a stabilirsi nella cattedrale e lo battezza Adam, come un modello di auto in voga tra i giovani. Di avviso diverso il capo gargollo Gideon, che trasuda testosterone e vuole lo scontro con il senz’anima. Tra uno scazzo e l’altro, verso la metà del film la bestia incontra la Dott.ssa Terra, capo progetto al servizio di Naberius.
Comincia così un percorso di avvicinamento alla gattina tra scuoiamenti di demoni, conflitti, trappole, assedi e scoregge. Sul più bello, gli sgherri di Naberius rapiscono Leonore e il bel Gedeone, per riaverla, consegna il diario di Viktor. Qui siamo all’apice del pathos, quindi è il momento di un panino. Tornati al seggio con la bocca ancora sporca di senape, si scopre che il disfatto ha recuperato il diario e lo ha consegnato alla sua figheira che lo ha riconsegnato a lui che lo ha portato a Leonore che ordina a Gedeone di ucciderlo. Purtroppo Gedeone fallisce e il film va avanti. Nel frattempo, grazie alla lettura del diario, Terra è riuscita a rendere fattivo il sistema per rianimare i cadaveri che serve a Naberius per creare tanti corpi senz’anima in cui far rientrare i demoni finiti all’Inferno. Ma il mostro di Frankenstronz ha scoperto tutto e vuole mandare a monte l’operazione per scappare in Polinesia con la dottoressa e mettere fine a un’erezione durata duecento anni.
Inseguito dai demoni e dalle gargolle, Adam conduce le ultime nel covo dei primi, convincendo Leonore della sua bontà nonostante l’eccessivo periodo di frollatura delle carni. Comincia un conflitto violento ricco di colpi bassi, da cui escono vincitrici le gargolle. Tuttavia il piano di Naberius sembra andare a buon fine. Il putrefatto cerca di arrivare a distruggere la macchina progettata da Terra, ma il principe dei demoni lo intercetta e lo mena come fosse un pesta carne sulla fettina panata. Bloccato, inoffensivo, Adam viene costretto a ospitare un’anima demoniaca. Lui spera tanto in quella di Linda Lovelace, ma purtroppo scopre di avere un’anima propria e vede sfumare anche le ultime possibilità di accoppiarsi. Incavolato come un militare in licenza che trova il bordello chiuso, stermina Naberius e salva il mondo. Tutte le donne rimaste sul pianeta inneggiano a lui, ma è già ora di inseguire un altro sogno: diventare il più grande cacciatore di demoni del mondo. Ha appena ucciso il capo dei capi dei demoni, quindi sarà prontissimo per il sussidio di disoccupazione per precari del Job Act di Matteo Renzi.
Pappone psichedelico gradito solo a psicopatici indemoniati, il lungometraggio è la cura definitiva per tutte le forme di schizofrenia conosciute dalla psichiatria contemporanea: a confronto di questa trama, il delirio paranoide è uno stato di estrema lucidità. Epica e coinvolgente come un tubetto di dentifricio caduto dentro al water, la pellicola toglie a qualsiasi spettatore la voglia di utilizzarla una seconda volta, a meno di non voler rivivere tutta la sintomatologia di una diverticolite allo stadio finale. Rampa di lancio per la scuola cinematografica australiana, il prodotto rappresenta l’ennesimo tassello al mosaico di schifezze scritte e dirette da Stuart Beattie che dovrebbe completarsi raffigurando la sua faccia. Apprezzato dalla critica impegnata, il film è talmente brutto che facilita la scelta tra tutti gli altri mai girati per qualsiasi premio di settore.

Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.