…The Lone Ranger!
Il pubblico infoiato chiede bonazze, ma da noi otterrà solo bonanza. Questo il motto che ha guidato la mano del regista per accontentare mamma Disney nella distruzione di uno degli ultimi eroi della vecchia era. Ad armare la Dumbo Connection, dopo un luculliano accordo a suon di svanziche, tutti i feticci di Tim Burton, anche il pupazzo putrefatto che aveva nella culla. Riuscirà la più grande accozzaglia di attori inadatti al ruolo, capeggiata da un finto giovane e una vera vecchia, a demolire l’ultimo baluardo di testosterone western dai tempi di William P. Cody detto Buffalo Bill?
Tanto tempo fa, in un west lontano lontano, Stati Uniti. Un marmocchio ignorante viene irretito dal vecchio comanche Tonto, un idiota con un corvo marcio in testa, che gli racconta la vera storia del cavaliere solitario. Si comincia nel profondo ovest, dove la ferrovia e i cinesi rubano la terra e i posti di lavoro ai fieri padani comanche e dove il pluriomicida rapinatore stupratore cannibale Butch Cavendish deve andare alla forca. Sul treno che lo trasporta anche un giovane Jack Sparrow, ah no un giovane Tonto Depp e l’avvocato John Reid Hammer, fratello del Texas Ranger che ha catturato la bestia. Ovviamente i tutori della legge sono scelti tra i peggiori deficienti e Cavendish scappa. No problem, i fratelloni Reid si mettono all’inseguimento e cadono in un’imboscata: Cavendish fredda il maggiore e poi ne mangia il cuore (il minore ha una tale faccia da scemo che viene solo ferito).
Passava di lì Tonto, che aveva appena parcheggiato la Perla Ne… Riparto. Passava di lì Tonto che dopo aver seppellito tutti, si accorge che sua imbecillità è ancora vivo. Tonto vorrebbe seppellirlo lo stesso, ma il cavallo bianco che transitava di lì per caso lo convince del contrario. Si parte a caccia dei cattivi, ma per sfruttare l’effetto redivivo si utilizza la tecnica Superpippo: mascherina nera e tutti a domandarsi chi sarà mai in gran segreto il cavaliere solitario. Si vola al bordello frequentato da Cavendish dove la sexy tenutaria stagionata Bonham Carter vuota il sacco: il territorio comanche è ricco d’argento e i cattivoni vogliono appropriarsene. Guarda caso, la bella moglie del defunto fratello, Rebecca Ciuccia Becca ha una tenuta di duecentomila milioni di ettari sul posto (la trama sembra scritta dagli sceneggiatori del Mega Almanacco).
L’orrendo cannibale assalta la tenuta travestito da indiano e causa l’arrivo del settimo cavalleggeri, che in piena linea nordamericana promette sterminio totale della nazione indiana. Tonto e Più Tonto accorrono al capezzolo della bella cognata per sventare il conflitto, ma finiscono catturati nelle tende full optional della tribù di Tonto. Qui gli anziani svelano il segreto: Tonto è tonto perché, prima di fare il pirata, si era fatto fregare dai pionieri un numero tale di volte da essere espulso con disonore dalla tribù. Dopo essere stati seppelliti vivi e salvati dal cavallo bianco di Napoleone, i due indagano e scoprono che Cavendish è il fratello del crapulone Cole, padrone delle ferrovie e speculatore argentifero. Mentre gli spettatori scappano al cesso, gli eroi sono catturati dalla cavalleria americana (questi due passano da una cattura all’altra, confidiamo tutti nel cavallo, ma alla fine dobbiamo ringraziare i guerrieri comanche).
Si arriva stancamente alle battute conclusive: il ranger e Tonto minano il ponte della ferrovia per bloccare il treno che trasporta l’argento di Cole, i comanche attaccano bersagli a caso e la plebaglia trasecola. Colpo di gonadi: Rebecca Ciuccia Becca e il figlio Danny sono prigionieri sul treno. Sparatorie, colluttazione, colluttori e dentifrici contro la sensibilità dentale. I nostri eroi fanno il bello e cattivo tempo in un delirio di gag e pose da deficienti. Il vagone con sopra Cavendish viene fatto deragliare e l’uomo venduto a trance in un mercato rionale. La locomotiva, con a bordo Cole, precipita dal ponte saltato e affonda nel fiume: argento siete e argento tornerete. Tipa e figlio sopravvivono: lei offre la sua patatina al ranger, ma Tonto impedisce la fornicazione perché il west attende che altri torti vengano raddrizzati e non solo il pipino del castigamatti.
Noiosamente country folk, la pellicola è talmente monocorde nei suoi ritmi narrativi da far insorgere la necessità di ascoltare ore di musica bluegrass, sposare la propria sorella e andare a vivere in una palude. Demente e distorto come l’interpretazione della Costituzione in Italia, il lungometraggio è un compendio di casi umani che farebbe impallidire Franz Joseph Gall e le sue teorie sulla misurazione cranica. Lento, impacciato e poco brillante, il film sembra l’estenuante moviola del primo incontro sessuale tra un seminarista e una escort. Rilevante dal punto di vista ornitologico, il prodotto è talmente ricco di uccelli da fare invidia a una gangbang, ma non decolla, soprattutto per il fatto che l’unico esemplare veramente degno di nota è impagliato e sta sulla testa di Johnny Depp: avrà notato similitudini di encefalo.
Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)