lunedì 23 dicembre 2013

01 - Buon Natale con Buon Gusto

Tanti Cari Sentitissimi ed Emozionatissimi Auguri di Cuore di Feste Serene e Felici (Puah!)
The Riccardelli Society augura a tutti le migliori feste, anche se non gliene frega un cazzo di quello che farete. Per questo vi lascia con una sequenza memorabile tratta dal film con il più alto tasso di spirito natalizio di sempre. Buona visione, buone feste, ci rileggiamo a Gennaio!
 
 


Sincerely Yours

JLN

venerdì 13 dicembre 2013

127 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Elysium!
La grande fantascienza del cazzo irrompe sugli schermi, nel senso che un autore ha preso il suo pene e l’ha lasciato libero di scrivere un soggetto. La sperequazione, il conflitto di classe, la lotta per la sopravvivenza, la fame di uguaglianza: tutte cose che lo spettatore medio odierà dal profondo dopo aver visto un nano biondo rotolare da una parte all’altra della pellicola senza motivare alcuno dei suoi atti insensati. Riuscirà Matt Damon a sconfiggere la legge Bossi-Fini e a far penetrare le masse indigenti in una nazione orbitante abitata da cloni di Flavio Briatore?
Anno 2154. La Terra è al collasso. Purtroppo, invece di esserci guerrieri giapponesi che imperversano e fanno saltare per aria la gente calmierando l’aumento della popolazione, le masse spingono verso lo spazio, mentre i riccastri si ammazzano di pippe e festini sulla stazione orbitante Elysium. Max Da Costa Damon è un pregiudicato furfante che, dopo aver tentato di entrare nel governo, ha optato per la catena di montaggio nella speranza di farsi la sua compagna di orfanotrofio Frey. Purtroppo, però, la tipa non se lo fila e lui rosica. Un bel giorno, causa un inceppamento della sua catena produttiva, l’uomo viene irradiato da raggi gamma, ma invece di diventare grosso, verde e incazzoso (l’incredibile Borghezio), vomita e caga a spruzzo: gli restano solo cinque giorni di vita e l’unica alternativa è andare su Elysium a farsi curare. Max scende a patti con Spider, uno scafista dello spazio, che promette di mandarlo per aria dopo che avrà rapito John Carlyle, un giovane emulo di Marchionne, nonché ex-capo di Max.
Prima di mandarlo in missione, però, Spider deve rimettere in piedi la carcassa umana e lo manda in una carrozzeria degli Hell’s Angels dove gli viene impiantato un chip nel cervello e un esoscheletro sulla carne viva (inutile citare le condizioni igieniche, basti sapere che il chirurgo fumava durante l’intervento e l’infermiere si mangiava le caccole). Quello che gli scassati non sanno è che Carlyle ha appena limonato virtualmente con Jessica Foster, l’incoitabile Ministra della Difesa, per organizzare un colpo di stato. Max guida la sua squadra verso morte certa, ma riesce a rubare dalla testa dell’uomo d’affari i dati per disabilitare le difese di Elysium e approvare la riforma sanitaria, ferma al Congresso dal 2013. La Ministra manda subito i suoi psicopatici da guerra, appena licenziati dalla testa in formalina di Obama perché spiavano dentro le mutande di Angela Merkel, e il povero Damon colleziona la prima batosta della giornata.
Salvato da Frey, calda infermiera, Max scopre che la figlia della figazza ha la leucemia e deve essere curata, ma siccome lei non gliel’ha mai data si rifiuta di portarle su Elysium. Ben più persuasivo è il mitico Spider che ricatta Damon dicendogli di possedere alcune sue foto da piccolo a “Io Canto”. Nel frattempo la psico-brigata rapisce Frey e la bimba per ricattare lo sfigato: da una parte o dall’altra Da Costa si deve rassegnare a prenderlo in culo, al massimo può scegliere il lubrificante. Sceglie la psico-brigata: piuttosto che favorire il proletariato, meglio provare a bombarmi la tipa dei miei sogni. Si va su Elysium, ma durante il viaggio i cattivi tentano l’omicidio e lui risponde facendo cadere la navetta nella piscina della centosettantreenne Paris Hilton. Che pelo, a momenti colpivano una copia di Palazzo Grazioli e il povero Dudù. Colluttazioni disastro e tragedia. La Ministra fulmina i suoi scagnozzi, ma il capo della banda, Kruger, la fredda e poi si fa pompare con un esoscheletro cazzotto.
Siamo alla resa dei conti e, mentre Spider arriva su Elysium insieme a un centinaio d’immigrati clandestini siriani sfuggiti alle persecuzioni di Assad XXXIX, Max deve vedersela con i cattivi. Nonostante il nanismo, un evidente ritardo cognitivo e il pisello verde e barzotto (problemi dati dalle radiazioni), Matt riesce a sfondare Kruger e a fare bella figura con la gnocca, ma i sensi di colpa per la piccola lo attanagliano e decide di assecondare Spider. L’uomo, in un estremo atto di eroismo che fa venire la diarrea, scarica i dati dalla sua testa, attiva il virus letale che lo uccide e sblocca l’assicurazione sanitaria per tutti i messicani, i loro nipoti, i nipoti dei loro nipoti e qualche rom che lavava i vetri delle navette ai semafori intergalattici. La bimba è salva, la Terra è salva: speriamo solo che il tempo della rovina di Elysium sia sufficiente per un ripristino del pianeta altrimenti sono cazzi dei marziani.
Profondamente commemorativo a livello artistico, il prodotto rivive per via intestinale la stagione dell’action painting di Jackson Pollock trasferendo temporaneamente il bianco della tela sul bianco della ceramica della tazza. Inutile come un dito infilato nell’ano per capire se piove, il lungometraggio poteva tranquillamente rimanere nella testa dello sceneggiatore senza che la razza umana ne patisse alcunché. Destabilizzante per i bassi livelli del clero femminile, la pellicola è talmente intrisa di buonismo che attacca la rabbia alle suore missionarie e le induce ad atti di violenza gratuita contro bambini denutriti e gestanti. Grandissimo Matt Damon, eletto dalla comunità gay a icona della protesta contro la Barilla: in questo film lui non mangia pasta e rifiuta una famiglia tradizionale con la strapagnona di turno, evidente segno che è dalla parte dei giusti.

Sleep-o-Meter: 04 – Il Piccolo Buddha (Coma Etilico)

lunedì 2 dicembre 2013

126 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Shadowhunters – La Città di Ossa!
Ancora? No, davvero, ancora? No, no, ma davvero, ancora? Eh, ancora. Puttanelle, efebi, amanti, omosessuali, eterosessuali, puttanieri nel solito mescolone romantico paranormale che a cadenza bimestrale colpisce i nostri organi riproduttivi e li riduce in poltiglia. Riuscirà l’azione combinata di una scrittrice mediocre, uno sceneggiatore mediocre e un regista mediocre a risollevare i destini nefasti di una pellicola che non sarebbe dovuta uscire, ma che grazie alla febbre del proibito che ha colpito le casalinghe di mezzo mondo potrebbe persino avere un seguito?
New York City, Stati Uniti fino al prossimo bilancio dello stato federale. Clary Fary Collins è un’adolescente con le visioni e un amico nerd, Simon, che se la vuole fare. Una sera, in discoteca, mentre si fa di Oki, vede uccidere un uomo dal biondissimo, etereo, capezzolato su gilet di pelle, Jace. Nessuno pare averlo visto e la ragazzina subito sclera come un’aviopenica. Tornata a casa, la bambolina scopre che l’appartamento è distrutto e la madre, Jocelyn Headey regina dell’incesto, sparita. Dopo un paio di singhiozzi di rito, Clary viene attaccata da un demone Rottweiler e salvata da Jace che le rivela di essere uno shadowhunter, un guerriero addestrato per uccidere i demoni nascosti sulla terra. Un po’ di sorpresa, ma non troppa. Chi si sorprende più per queste cose. Clary ha altri pensieri, più o meno quelli che il nerd fa su di lei. In un impeto di lucidità, mammina ha lasciato un messaggio: Valentine sta tornando e vuole la Coppa Mortale.
Ci si mette in cammino con quella palla al cazzo di Simon appresso. Prima tappa dalla Sig.ra Dorotea, strega di colore che predice il futuro e che svela a Clary i piani di Valentine: ammazza che strega, era tutta roba che sapevano già. Seconda tappa da Luca, il cane da riporto di mamma: un licantropo buonista che tradisce l’amica dopo un paio di smatafloni da parte degli scagnozzi di Valentine. Sfuggiti al pericolo, i tre si recano al covo degli shadowhunters dove incontrano la coppia di fratellini Gay Pride Alec, cui viene duro appena vede Jace, e Isabelle, cui viene duro appena vede Simon, nonché il capo della baracca tale Hodge, un vecchio babbione con il pallino della storia che svela l’obiettivo di Valentine, cioè prendere la coppa e sottomettere tutti in stile “Cinquanta Sfumature di Grigio”. A Clary parte la seconda crisi isterica: è la protagonista, ma per un momento pare che nessuno se la voglia chiavare.
Nessun problema, dopo un giretto a casa di maghi e maghetti per sbloccare i poteri di Clary, che la madre ha fatto seppellire tra lo sfintere e l’ano, e scoprire che sono completamente inutili ai fini dell’intreccio, ci si fionda al covo dove la tipa e Jace limonano durissimo in faccia ad Alec e Simon che, a loro volta, hanno uno sturbo simultaneo che non si vedeva dai tempi di Leopoldo Mastelloni in Rai. La mente della ragazza si sblocca e lei scopre che la coppa è nascosta nei tarocchi di Dorotea. Questa, però, è stata posseduta analmente da un demone che ferisce mortalmente Alec (quando non ci sono i negri, sotto con i froci: un film che sembra scritto dai senatori del partito repubblicano). Scampati a un giro di sodomia gratuita, i ragazzi tornano al covo giusto in tempo per capire che Hodge ha tradito e che sono talmente nella merda che non basta l’intervento dei licantropi a mettere le cose a posto.
Non appena il puzzo di cane bruciato s’intensifica, fa la sua comparsa Valentine con il suo esercito di demoni, che rivela a Jace di essere padre suo e di Clary. Bacio incestuoso. Bacio incestuoso. Bacio incestuoso. Momento malizia e masturbazione: sembra il congresso dei raeliani. Mentre Hodge si ravvede e aiuta Simon e Isabelle a bloccare l’ingresso dei demoni nel covo, perdendo la vita, Valentine le prova tutte per adescare i due figli, ma la figlia non ne vuole sapere che Jace sia il fratello, perciò opta per il patricidio. Finita la lotta, si scopre che Alec è stato guarito dal mago Magnus (intervento in extremis dei democratici al Congresso), che anche Clary può essere addestrata come shadwohunters, ma soprattutto che Simon non uscirà mai dalla friend zone e che la sciacquetta ci gode pure. Si rimanda al prossimo capitolo della saga per le ammucchiate con i cugini e i parenti di terzo grado. Questi qua è già un miracolo che non raglino con le abitudini che hanno.
Capolavoro di culinaria interculturale, la pellicola è un minestrone di cagate in cui è stata fatta bollire una crosta di cinematografia che tenta, senza successo, di mantenere accettabile il saporaccio di predigerito. Esempio di co-produzione americana e tedesca, il prodotto si concentra prevalentemente sulla parte “co-pro” della parola, sia per l’attitudine degli attori a co-prire tutto quello che si muove in senso sessuale, sia per quella degli spettatori a privilegiare la co-profagia alla visione. Scontato e banale come gli effetti di un dito chiuso nella portiera dell’automobile, il film rasenta la perfezione solo quando si tratta di indurre gli occupanti la sala a far uso massiccio di cocaina per non suicidarsi leggendo in una notte tutti i romanzi di Giorgio Faletti. Tremendo il modello maschile proposto: era dall’esplosione di Massimo Giletti che non si vedeva uno scempio simile.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.