martedì 11 maggio 2010

10 - Alice in Wonderland

L'ha intitolata "Edward Mani di Forbice" e l'abbiamo potata. L'ha intitolata "Il Mistero di Sleepy Hollow" e l'abbiamo cavalcata. L'ha intitolata "La Fabbrica di Cioccolato" e l'abbiamo masticata. L'ha intitolata "Sweeney Todd" e l'abbiamo canticchiata. Ormai questa ricetta della creatività si rimescola nelle viscere dello spettatore come i fagioli con le cotiche, pronta per una violenta espulsione. Corriamo continuamente al cesso del ristorante, ma è sempre temporaneamente chiuso per le pulizie e torniamo a tavola con i crampi e il sudorino freddo. Riuscirà Tim Ciclostile Burton a farci buttar giù l'ennesimo cucchiaio di sbobba tenendoci incollati alla sedia senza subire il fascino indiscreto dell'immacolato candore delle ceramiche da profanare?
Alice d'Inghilterra è cresciuta e i tempi in cui si sfondava di crack con il Brucaliffo sono lontani. Papà è morto, ma ha lasciato alla famiglia un impero commerciale. La madre, strappona in pensione, pensa bene di consegnare tutto alla famiglia del socio del caro estinto facendo sposare la figlia minore al figlio di questi: un ripugnante individuo con alitosi, aerofagia, piede equino e prolasso rettale precoce. Dopo aver scoperto il cognato che controllava le tonsille di una serva, via lingua, all'insaputa della sorella, convinta di avere una vita perfetta, Alice sceglie di infilarsi volontariamente nella tana del Bianconiglio: una voragine posta sotto un albero rachitico (dove ho già visto un buco sotto un albero da cui escono esseri soprannaturali?). La ragazza cade per qualche centinaio di metri, ma invece di sfracellare le sue dolci membra contro la dura terra, plana miracolosamente in un giardino vittoriano con le siepi a forma di animale (dove ho già visto un giardino apparentemente selvaggio con siepi a forma di animale?).
Non c'è tempo per sorprendersi, perché Alice viene immediatamente contattata dall'Alleanza Ribelle (due coglioni con sti ribelli, sono ovunque, mai un reame tranquillo) che le spiega quanto segue: "nel giorno gioiglorioso dovrai uccidere il Ciciarampa grazie alla spada Bigralace". A giudicare da come si esprimono sono ben altre le spade di cui preoccuparsi. Le strapotenti forze della Regina Rossa dei Nani di Cuori, comandate dal Fante George McFly giungono per arrestare l'eroina (non la droga, ma Alice) con la potenza del Grafobrancio (essere mezzo iena e mezzo felinide nutrito a europatate OGM), il quale ferisce Alice e perde l'occhio di vetro per opera di un ghiro con gli occhiali da sole. La ragazza fugge e incontra il cappellaio matto Depp, capo segreto delle armate della Regina Bianca delle Polveri Euforiche, che la nasconde a scapito della sua libertà (ma dove ho già visto quel cappello a cilindro e quel sorriso ebete?). Alice si sente in colpa e decide, dall'alto della sua minuscola statura, di fare irruzione al castello per liberare il cappellaio.
Il Bianconiglio le fornisce un pezzo di torta alla marijuana e lei diventa immediatamente una gigantessa nonché la favorita della Regina dei Nani di Cuori, spacciandosi per tale Em. Mentre il cappellaio fabbrica cappelli (primo momento sensato della prima ora di proiezione), giusto il tempo di attizzare gli ormoni del Fante MacFly, restituire l'occhio di vetro al Grafobrancio (e farsi curare dallo stesso la ferita) e la ragazza si impossessa della spada Bigralace. Il ghiro, geloso degli sguardi languidi di Alice al cappellaio, svela l'identità della ragazza agli sgherri della Regina Rossa che, circondatala, devono soccombere all'impeto del grato Grafobrancio (ormai il vero protagonista della storia erroneamente incentrata sulla sciacquetta britannica). La biondina fugge dalla Regina Bianca che le dona dimensioni umane e le confessa che lei sarà la sua paladina nella prossima battaglia tra Regine. Alice nicchia e la bianca dama le dice che non è obbligata, ma se rifiuta sarà un'ecatombe (giusto per non metterle pressione e lasciarla scegliere lucidamente).
Dopo che il cappellaio ha svelato le falsità di corte alla Regina Rossa, scampando un'esecuzione con la complicità dello Stregatto, la nanerottola imbufalita muove guerra alla sorella minore. Guerrieri carta da gioco contro guerrieri pezzi degli scacchi, cappellaio Depp (dove ho già visto uno in gilet che manovra lame vorticosamente e fa vittime cantando?) contro Fante McFly, Alice d'Inghilterra contro Ciciarampa (un drago: tutto sto casino per un rettile alato con in cervello grosso come una noce!). Tre set a zero. Gioco, partita, incontro. Alice stacca la testa alla bestia, le polveri bianche vincono contro i globuli rossi e la Regina dei Nani di Cuori viene condannata all'esilio perenne ammanettata al Fante George McFly, cosicché si possa consumare il loro "delfino". Alice, dopo un'ultima tirata con il cappellaio, ritorna nel mondo reale, schifa il potenziale marito e diventa corrispondente commerciale oppiacei dal Sudest Asiatico per l'azienda di famiglia.
Epopea "stupefacente" per suggestione, ma estenuante per durata: un po' come se in "Rocco Invades Poland" si fossero utilizzate pomate ritardanti. Pellicola finita immediatamente nella lista dei film da non proiettare in aereo (insieme a Airport 747, Snake on a Plane, Flightplan), in quanto causa repentine conversioni all'islam radicale, dirottamenti e schianti contro edifici densamente abitati. Inutile per qualsiasi finalità, proprio come i rilievi zigrinati sui preservativi finisce più per danneggiare i membri interni che sollazzare gli esterni. Burton cerca di farci credere di avere ancora qualche idea originale, ma fa la figura della prostituta di stanza al porto quando sostiene l'integrità del suo imene. Di particolare pregio l'interpretazione della Bonham Carter nei momenti in cui non è in scena.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale) 

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Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

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Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.