lunedì 27 maggio 2013

112 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Re della Terra Selvaggia!
La tradizione del romanzo di formazione, unita alla tradizione fiabesca, unita alla tradizione del dramma famigliare, in un affresco dell’America più recondita: questo, ovviamente, sarebbe un buon sunto per un adattamento cinematografico di “Zanna Bianca”, ma non certo per questa sorta di “Zanna Pelosa” in salsa di paludacchio. Riuscirà una troupe improvvisata, con l’aiuto di attori improvvisati e alligatori improvvisati, a tratteggiare il solito, crudo, disegno di difficoltà e di rivincita che provoca orgasmi nella critica radical (che passa il tempo in casa a invidiare i protagonisti seduta su divani di pelle di alligatore improvvisato)?
Louisiana, Stati Uniti a rischio di alluvione. Nella Grande Vasca, un acquitrino paludoso puzzolente, vivono Hushpuppy e suo papà Wink. I due abitano una baracca arredata dallo sfasciacarrozze locale, hanno un caravanserraglio di animali, tra cui una scrofa pigra, e si spostano su una barca ricavata dal rimorchio di un pick-up. Wink beve come una spugna e urla dietro alla figlia, mentre Hushpuppy girovaga per i prati con gli altri bambini nati da rapporti incestuosi. Insomma: la vita che tutti sognano finché non subentra la scabbia, il tetano o il colera. I problemi cominciano subito, perché il padre della piccola seienne si dà alla macchia per un paio di giorni e lei, con abilità sopraffina, riesce a incendiare la baracca. Al ritorno del disagiato, dopo un litigio e un inseguimento, l’uomo stramazza e la bimba va a chiedere aiuto alla santona locale che le consegna un vaso pieno di stoppie. Il significato? Ancora lo stiamo chiedendo invano alla critica radical.
Fin qui siamo ancora entro i confini della decenza, quand’ecco che il genio ci illumina: arriva l’uragano e Wink, gridando “enchanting!” (questa è sottile e non arriverà a tutti), decide di rimanere e affrontarlo. Ovviamente la bambina è coinvolta e protagonista, anche perché l’uomo si sbronza, grazie a una mistura di benzene e acqua di bucato di calzini sudati, e parte in quinta: indossato un caschetto da minatore e imbracciato il fucile esce dalla baracca e spara alla pioggia. Contemporaneamente all’alluvione nel lontano circolo polare antartico si scongelano gli Aurochs, maiali giganti ancestrali con le corna e le zanne, e partono alla carica contro Hushpuppy. La mattina dopo l’uragano, figlia e padre partono con la barc-up alla ricerca di superstiti che sono nell’ordine: due avvinazzati, un maniaco delle armi con il suo chihuahua, un ritardato vestito come Malcolm X, tutti i bimbi incestuosi e la santona. Il significato? Continuano le richieste invano.
Dato che sono in mezzo alla mota fino ai gomiti, i superstiti decidono di festeggiare a iosa mangiando gamberi e granchi crudi. Durate la festa emerge il reale obiettivo di Wink, cioè indurire Hushpuppy affinché sia pronta alla vita e farla diventare la regina della Grande Vasca. Obiettivo ambizioso per uno che non riesce a camminare diritto. Costruita una casa zattera, il gruppo comincia a navigare per la palude scoprendo l’ovvio, cioè che l’invasione delle acque salate marine sta uccidendo tutto l’ecosistema (cioè, questi passano dal ruttarsi in faccia a parlare di ecosistema, per la gloria masturbatoria non si sa di chi). Wink spara il secondo “enchanting!” (recupero per chi non ha capito prima) e decide di organizzare una spedizione alla diga per far fluire l’acqua dolce nella Grande Vasca. Preparato un luccio esplosivo (!), sarà proprio Hushpuppy a far saltare tutto prima di rischiare l’annegamento. Gli Aurochs avanzano. Il significato? Invano richiedere invano.
La ASL di New Orleans arriva di gran carriera e li porta tutti all’ospedale, dove Wink scopre di essere malato terminale: fatichiamo a capirne la ragione dato il suo stile di vita irreprensibile. Con le ultime forze, la comunità delle paludi organizza l’evasione e il ritorno a casa. Hushpuppy deve compiere l’ultimo passo: trovare la mamma che se n’è andata tanto tempo prima. E quale nobile mestiere può fare la mamma? Ma la puttana in un bordello galleggiante per vecchi! Raggiunta dalla figlia, con grande senso materno, la donna le prepara del coccodrillo fritto e la disillude su qualsiasi possibile gioia nella vita. Poi la rispedisce dal moribondo con il doggy bag, giusto in tempo per l’arrivo degli Aurochs. La bimba affronta il capobranco dicendo che deve prendersi cura del papà e questo le risponde con uno sguardo che può significare solo una cosa: “Che senso ha questa storia?”. Chi se ne frega, vado a fare la cacca.
Illustre prodotto di scuola culinaria cinematografica, il film è un polpettone ambientalista in cui gli unici che non si divertono sono gli animali, soprattutto crostacei e rettili, martoriati in continuazione, e che riporta alla memoria il messaggio più puro del vero ambientalismo alimentare: “Io non mangio più carne da quando ho scoperto che gli animali vengono uccisi da vivi”. Simbolo per il nuovo mondo di domani, la pellicola brilla della stessa intelligenza folgorante di quelli che liberano le cavie di laboratorio, che dovrebbero passare ogni tanto in qualche cinema a liberare anche gli spettatori o, in alternativa, liberare tutti dalla loro presenza. Singolare tributo al maiale e per questo osteggiato in tutto il mondo ebraico e islamico, il prodotto è già un cult in Cina, dove si stanno armando spedizioni per la caccia all’Auroch poiché certamente può essere preparato in agrodolce o con le mandorle per quei coglioni di occidentali.
 
Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

lunedì 20 maggio 2013

111 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Anna Karenina!
Per la dodicesima volta nell’ultimo secolo, la mitica Anna torna sul grande schermo a frantumarci i testicoli, non fosse altro, per l’assortimento incomprensibile di donne d’incomparabile bruttezza. L’aveva sfangata molto bene in “Orgoglio e Pregiudizio”, nonostante l’inutilità del bustino e l’assenza di un qualsivoglia decolleté. Riuscirà la fenomenale protagonista a infrangere in scioltezza il Guinness World Record sulle espressioni facciali distorte e comiche, mentre gli altri attori cercano di capire il significato dei nomi russi presenti sul copione e quale sia il loro personaggio?
Russia, il paese dell’allegria, XIX secolo. L'aristocratica tavola da ramino Anna Marchesini Knightley Karenina è sposata con il Aleksej Law Karenin, un ufficiale governativo con l’attaccatura dei capelli sulla nuca e lo sguardo penetrante di un depresso di lungo corso, e ha un figlio, Serëža. Suo fratello, Stiva, un ufficiale civile oltre che un deposito navale, ha tradito la moglie Dar'ja Aleksandrovna (detta Dolly, come la pecora) e l’orripilante Anna viene chiamata da San Pietroburgo a Mosca per convincere la pecorina Dolly a non lasciarlo. Durante il viaggio in trenino elettrico (la produzione non ha badato a spese), Anna conosce la Contessa Vronskaja Trombajevna e l'affascinante figlio, il Conte Jas Ga Vronskij, anch'esso ufficiale, nella fattispecie coglionnello. Mentre questi bacia la mano ad Anna con lingua, in stile Loris Batacchi, un addetto della ferrovia con famiglia a carico viene ucciso, investito dal treno che sta controllando (e qui due persone normali avrebbero capito l’antifona).
Nello stesso momento, Konstantin Dmitrič Dai La Cera Levin La Cera, amico di Stiva, arriva a Mosca per chiedere la mano della sorella minore di Dolly, Kitty (manca Pussy e sembra un pornazzo), al secolo Katerina Ščerbackaja Figovna Legnova, la quale però rifiuta, aspettando una proposta dall’algido Conte Vronskij. Anna, dopo aver parlato con Dolly e scossa dalle insistenti attenzioni di Vronskij, che le fa le lingue mentre ballano la mazurca valzerata, ritorna immediatamente a San Pietroburgo, tanto il marito ha l’effetto del bromuro, ma Vronskij la segue sullo stesso treno (nessun morto stavolta). Levin ritorna al podere che gestisce lui stesso, abbandonando ogni speranza di matrimonio, insieme al fratello: un orrendo bolscevico moribondo che vive con una zoccola. Anna, dopo aver dato un’altra occhiata al coniuge, decide di ascoltare l’urlo della sua vagina e inizia una relazione passionale con il Conte Vronskij, rimanendo incinta (scopando otto volte al giorno sarebbe stato sospetto il contrario).
Durante una gara equestre tra pupazzi decorati, Anna manifesta i suoi sentimenti al pubblico e al marito, preoccupandosi quando il Fico Conte cade da cavallo. Karenin s’impunta come un pingone, quale è, e, invece di divertirsi a rovinare la consorte, la minaccia di non farle più vedere quell’idiota di loro figlio: un cazzo di mammone che invece di sparare ai cervi gioca con i trenini. Anna si oppone con tutte le espressioni rancide che conosce, il caleidoscopio degli orrori, e Karenin comincia a valutare la possibilità di divorziare. Solo le complicazioni del parto, qualche faccina strizzata e una bella figlia di quindici mesi, fanno ripensare Karenin che, al suo capezzolo (unico indizio che la protagonista abbia una ghiandola mammaria), perdona Vronskij. Anna migliora (solo da punto di vista medico, perché per il resto rimane un cesso), e decide di partire per l'Europa con il Conte e la loro figlioletta Anja (che fantasia cambiare una consonante) senza aver ottenuto il divorzio, che lei stessa ha chiesto (Karenin è un coglione, anche lo Zar lo ha capito).
Nel frattempo Levin La Cera e Kitty si riconciliano (cioè lui si zerbina e lei gliela fa annusare) e si sposano (eccallà, incastrato e con mazzi di corna). Ga Vronskij e Anna tornano in Russia. Karenin è supportato e plagiato (forse anche altro) dalla contessa Lidija Illibanskji che gli consiglia di tenere Serëža lontano dalla madre, ma Anna è determinatissima a rimanere la figa dominante ovunque, sotto gli occhi increduli sgranati di Karenin. Anna, tuttavia, è gelosa di tutto, s’incammina sulla strada della schizofrenia e non sopporta che esistano donne con le tette. Mentre Vronskij è a farsi gli affari suoi, Anna, confusa e felice, triste, annoiata e asciutta decide di diventare la nostra Venere storpia e si getta sotto un treno per la gioia della famiglia del ferroviere tranciato a inizio pellicola. Karenin Law, stereotipo dello sfigato, si vede rifilata la marmocchietta che dovrà mantenere almeno sin quando non vorrà seguire le orme della madre.
Compendio particolareggiato delle contrazioni muscolari del viso, il lungometraggio sembra il dizionario della smorfia, sfortunatamente non quella napoletana, quindi se doveste sognarlo si tratta di un banale incubo e non vale lo sforzo di associare cose a numeri per vincere al lotto. Chiaro ed efficace nei suoi elementi statistici, il prodotto è la dimostrazione che la ripetizione sterile dei fattori che hanno generato un colpo di culo non genera a sua volta un colpo di culo. Clamorosa e delirante nelle sue contestualizzazioni razziali, la pellicola genera confusione estetica nello spettatore assegnando a un popolo esteticamente orribile, qual è quello inglese, l’interpretazione di un popolo esteticamente gradevole, qual è quello russo: praticamente come chiedere a una merdaccia da marciapiede di interpretare un uovo di Pasqua. Una menzione per la Knightley che insegue la statuetta dandosi un tono, quando è ormai evidente che si può vincere solo con le cadute: di tono e non.

Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.