lunedì 17 giugno 2013

114 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…G.I. Joe – La Vendetta!
La truppaglia patriottica esce nuovamente dai consunti blister di fine anni Ottanta per infradiciare i nostri schermi. Il rinnovato mix di testosterone, meccanizzazione, tecnologia e curve femminili c’inchioda alle poltrone nella sua infinita battaglia contro il terrore. Tutti i dirigenti di Hasbro, scampata l’ecatombe con il primo capitolo, tornano a tremare. Riuscirà una sceneggiatura privata di tutte le parti interessanti, partorita in modo da risultare comprensibile solo a un bambino di due anni che si rincoglionisce di Barbapapà, a scalfire il dominio incontrastato sul mercato di Ken Parrucchiere della Mattel?
Washington D.C., State Uniti se potete. Dopo aver divelto le terga del Cobra, i G.I. Johnson girano per il mondo facendo il culetto a strisce a tutti i cattivi del pianeta. Duke Tatum e Roadblock Johnson comandano l’unità più fica del quartiere dopo i Latin Kings. Il muto Snake Eyes, invece, è in giro per l’Oriente a caccia di significati filosofici misteriosi, ad esempio come affrontare le fistole e gli arrossamenti perianali. Il Presidente Bacucco, sostituito abilmente dall’infido Zartan, ordina il recupero di testate nucleari pakistane per tendere un’imboscata ai Joe, che ci cascano alla grandissima grazie all’acume dei due condottieri. Sopravvivono solo Roadblock, Lady Jaye, la popputa figona, e Flint, un pagliaccio che fa parkour e ci mette il triplo ad ammazzare i cattivi, ma finiscono immediatamente nella lista degli America’s Most Wanted, visto che President Zartan li accusa di tutte le nefandezze universali.
Nel frattempo, l’algido Storm Shadow, travestito da Snake Eyes, travestito da donna, travestito da samurai, s’introduce nella prigione dove è detenuto Cobra Commander, il regno degli arroganti, compie una prevedibile strage e libera il capo, lasciando il povero Destro in ibernazione: unico colpo di scena dell’intero film (figuratevi che roba). Il giappo, tuttavia, viene orribilmente ustionato e, perciò, inviato sul Monte Scroto per ricevere le necessarie cure da una babbiona tibetana. Il vero Snake Eyes, però, è sul pezzo e, raccattata Jinx, cugina di Storm Shadow, va a prendere la sua nemesi in bianco. Nel frattempo Roadblock torna nel ghetto dove è cresciuto (ma se è un cazzo di mezzo samoano!?!??!?) e stabilisce la nuova base dei Joe in una palestra. Il piano è quello di smascherare Zartan, rimettere Bacucco sullo scranno e tornare a invadere paesi canaglia. Per farlo hanno bisogno dell’aiuto del Generale Colton Willis (improvvisa impennata nella recitazione complessiva) che nicchia in assenza di prove concrete.
Lady Jaye s’infiltra al ricevimento di Zartan, bagnando le mutande a mezzo staff Cobra, e, ballando con il nemico, preleva una scaglia di forfora dal vestito. Analizzato il dna, il Cobra bluff è smascherato, ma il mercenario Firefly, un vecchio coperto di cicatrici, bracca The Ro… Roadblock Johnson e lo mena duro, talmente duro che serve un suv in corsa per placare il nemico. Nel frattempo Storm Shadow scopre che è stato Zartan a fare fuori il suo maestro e s’allea con l’antico nemico Snake Eyes. Riuniti tutti i Joe e una squadra di veterani pensionati al comando di Colton Willis, si va all’assalto del summit per il nucleare, dove Zartan gioca a chi ce l’ha più duro con le testate nucleari e impone il disarmo universale. Bene! Mica tanto, visto che qualche secondo dopo scarica una supposta di tungsteno da un satellite orbitale e distrugge Londra. Poi, in allegria, attiva il meccanismo per tutte le altre capitali del mondo. Cobra Commander, inutile come un film porno in Chiesa, dice due stronzate con la sua voce cavernosa e gongola.
Parte l’attacco dei Joe. Roadblock, evitando di metterci del suo e facendo fare tutto al veicolo, riesce a distruggere i mezzi corazzati Cobra. Lady Jaye e Colton si infiltrano nel covo nemico e salvano President Bacucco a colpi di revolver. Storm Shadow e Jinx attaccano Zartan facendolo a pezzi in pochi attimi. Firefly raggiunge Rock Dwayne e cominciano a fare a mazzate: uno scontro di una lentezza inaudita da cui il meno vecchio, Roadblock, esce vincitore (ma solo perché è nato un mese prima). Cobra Commander scappa in elicottero lanciando vane minacce e promettendo una punizione esemplare sul povero Destro, nonostante la sua assenza. I G.I. Joe sono ricostituiti sotto il comando di Colton e premiati da President Bacucco. Un finale scritto da dodici analfabeti che pigiano a caso i tasti di un pianoforte collegato alla tastiera di un computer rotto.
Bello e attrattivo come un percorso sui chiodi arrugginiti a piedi nudi, il lungometraggio è una validissima alternativa al tetano come mezzo per ottenere un’agonia lunga e dolorosa. Fitto di avvenimenti eclatanti come un articolo di fondo del Professor Giovanni Sartori, il prodotto causa l’immediato collasso del sistema nervoso centrale per l’enorme quantitativo di ovvietà servito in ogni minuto di proiezione. Autolesionistico al pari del trattenere la pipì di fronte a una fontana, il film è uno spartiacque per definire l’istinto di autoconservazione economica dell’individuo: chi l’ha guardato a scrocco può avere ancora una possibilità di sopravvivenza; chi ha pagato per vederlo è bene che prepari il testamento, ammesso che sia riuscito a conservare qualche soldo sul conto corrente. Il silenzio sul protagonista è voluto: è ora di finirla di sparare sulla Croce Rossa.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

lunedì 3 giugno 2013

113 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Hansel e Gretel Cacciatori di Streghe!
Favole, favole e ancora favole. Nonostante i leader politici del mondo, la popolazione ha ancora bisogno di immergersi nel fantastico. Dove andare a pescare? Stati Uniti? Abusati. Italia? Hanno finito tutti i sogni, gli è rimasto solo quello di fumare qualcosa senza pagarci una tassa sopra. Germania? Eh, perché no? In fondo se guardi la Merkel, puoi solo sognare infinite possibilità migliori del fisting. Riuscirà una produzione americana, con pochissimi scrupoli, a guastare indelebilmente l’immagine dei due piccoli assassini di pensionate che ha sorretto Elsa Fornero mentre progettava la sua finissima riforma della previdenza?
Augsburg, città della Germania un po’ augusta. Hansel e Gretel, al secolo Jasmine e Mohammed, due piccoli turchi adottati da genitori ariani, vengono abbandonati nel bosco dopo l’ennesimo rifiuto di mangiare bratwurst e fagioli a colazione. Vagando nel boschetto infestato, i due sfigatelli s’imbattono in una casa completamente fatta di Marzapane. Mentre cercano di farsi fuori i muri portanti con le loro boccucce di rosa, la proprietaria, strega, una sorta di Santanché migliorata, li segrega con l’intenzione di mangiarseli. Poco prima che Hansel venga arrostito, in quanto ingrassato a zuccheri come un’oca da paté, i due riescono a spingerla nel forno, scoprendo di essere immuni ai suoi poteri. Grazie alla piena occupazione tipica dei territori teutonici, i fratelli, nonostante la minore età, hanno già un lavoro: cacciatori di streghe.
Passata una pubertà fatta d’incesti, a causa della visone del Trono di Spade su Rai4, il diabetico (giuro!) Hansel e la popputa Gretel vengono chiamati dal sindaco di Augsburg, in cui non ricordano d’aver vissuto, per indagare sulle misteriose sparizioni di bambini. Lo sceriffo Berringer, dopo aver accusato il parroco locale, ha catturato Mina, una ragazza rossa de cavej che vive nel bosco, condannandola al rogo perché alza pericolosamente la media di gnocca della città. I due la salvano spaccando il naso allo sceriffo e attivando così una collaborazione altamente proficua. Ai cacciatori si unisce anche Ben, un pupazzo ammiratore esperto di stregoneria, che parla loro di Muriel, una strega strapagnona che a tempo perso gioca in attacco nella squadra italiana dell’Udinese. Hansel e Gretel si mettono subito a caccia con il loro arsenale di armi improbabili (balestre, fucili, dildi e preservativi alla frutta) e catturano una delle ancelle di Muriel: una virago con le corna più brutta di Rosanna Cancellieri.
Dopo una sessione di tortura a colpi di canzoni di Michele Zarrillo, si scopre che Muriel vuole usare il sangue di dodici teneri frugoletti nella Notte della Luna di Sangue per preparare un incantesimo che renderebbe le streghe cattive immuni al fuoco e dunque invincibili: bastava chiamare il chirurgo estetico di Berlusconi. Muriel e l'altra sua ancella irrompono nel villaggio in groppa alla loro fida Nimbus per rapire l'ultima bambina: nella lotta che ne segue Hansel e Gretel sono separati, affinché ne possa beneficiare lo spettatore, e il villaggio distrutto. Hansel é soccorso da Mina, golosa de osej, che se lo bomba alle terme del boschetto, mentre Gretel, attaccata dallo sceriffo, é salvata da Edward, il troll due volte Rocco. Dopo un paio di scene a caso per raggiungere l’ora e venti di montato, i due fratelli si ritrovano nella casa dei loro genitori in tempo per l’irruzione di Muriel che racconta loro la verità: la loro madre era una potente strega bianca, cioè dedita alla magia buona, alla fellatio e ai rapporti extraconiugali.
Siccome l’erede di una strega buona è a sua volta una zocc… una strega bianca e per il rito della Luna di Sangue serve il cuore di una meretrice, Muriel rapisce Gretel e organizza un sabba. Mina si rivela a sua volta una strega bianca (l’avevamo intuito dall’uso disinvolto della vagina) e con il suo aiuto e quello di Ben, il ragazzo irrompe con delle armi benedette a casa di Muriel, stermina tutte le streghe e impedisce il sacrificio della sorella. La strega fugge, ma é ferita gravemente da Ben e dal suo fedele fucile di precisione teutonico. Hansel e Gretel la inseguono fino alla casetta di marciopane (dopo quindici anni mi sembra il minimo), dove ingaggiano una lotta furiosa contro di lei. Mina é uccisa nel corso della battaglia, ma la missione è compiuta: abbiamo visto tutti il suo bellissimo e latteo culo a mandolino. Muriel ha i minuti contati (anche noi): decapitata al volo e pronti per girare il mondo a caccia di tutte quelle che non la danno al secondo incontro.
Interpretazione di bassissimo profilo del seguito di una nota fiaba, la pellicola è paragonabile a una grattata di testicoli appena sveglio: interrompe dolcemente il sonno, ma lascia inalterate le condizioni per riprendere a dormire. Urticante, nella sua pochezza, come il guardaroba di un agente immobiliare, il prodotto garantisce alla lunga le stesse irritazioni cutanee della viscosa indossata a pelle in una qualsiasi giornata di Luglio. Complesso e sfaccettato come una sfera di marmo, il film si pianta sullo stomaco dello spettatore con il medesimo peso specifico del bardiglio rendendo impossibile digerire persino l’acqua naturale iposodica. Complimenti agli interpreti per la loro chiarezza teatrale, poiché sin dal primo minuto risulta palese come abbiano accettato la parte solo per assenza di meglio da fare: più o meno come i candidati alla segreteria del Partito Democratico italiano.
 
Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.