…G.I. Joe – La Vendetta!
La truppaglia patriottica esce nuovamente dai consunti blister di fine anni Ottanta per infradiciare i nostri schermi. Il rinnovato mix di testosterone, meccanizzazione, tecnologia e curve femminili c’inchioda alle poltrone nella sua infinita battaglia contro il terrore. Tutti i dirigenti di Hasbro, scampata l’ecatombe con il primo capitolo, tornano a tremare. Riuscirà una sceneggiatura privata di tutte le parti interessanti, partorita in modo da risultare comprensibile solo a un bambino di due anni che si rincoglionisce di Barbapapà, a scalfire il dominio incontrastato sul mercato di Ken Parrucchiere della Mattel?
Washington D.C., State Uniti se potete. Dopo aver divelto le terga del Cobra, i G.I. Johnson girano per il mondo facendo il culetto a strisce a tutti i cattivi del pianeta. Duke Tatum e Roadblock Johnson comandano l’unità più fica del quartiere dopo i Latin Kings. Il muto Snake Eyes, invece, è in giro per l’Oriente a caccia di significati filosofici misteriosi, ad esempio come affrontare le fistole e gli arrossamenti perianali. Il Presidente Bacucco, sostituito abilmente dall’infido Zartan, ordina il recupero di testate nucleari pakistane per tendere un’imboscata ai Joe, che ci cascano alla grandissima grazie all’acume dei due condottieri. Sopravvivono solo Roadblock, Lady Jaye, la popputa figona, e Flint, un pagliaccio che fa parkour e ci mette il triplo ad ammazzare i cattivi, ma finiscono immediatamente nella lista degli America’s Most Wanted, visto che President Zartan li accusa di tutte le nefandezze universali.
Nel frattempo, l’algido Storm Shadow, travestito da Snake Eyes, travestito da donna, travestito da samurai, s’introduce nella prigione dove è detenuto Cobra Commander, il regno degli arroganti, compie una prevedibile strage e libera il capo, lasciando il povero Destro in ibernazione: unico colpo di scena dell’intero film (figuratevi che roba). Il giappo, tuttavia, viene orribilmente ustionato e, perciò, inviato sul Monte Scroto per ricevere le necessarie cure da una babbiona tibetana. Il vero Snake Eyes, però, è sul pezzo e, raccattata Jinx, cugina di Storm Shadow, va a prendere la sua nemesi in bianco. Nel frattempo Roadblock torna nel ghetto dove è cresciuto (ma se è un cazzo di mezzo samoano!?!??!?) e stabilisce la nuova base dei Joe in una palestra. Il piano è quello di smascherare Zartan, rimettere Bacucco sullo scranno e tornare a invadere paesi canaglia. Per farlo hanno bisogno dell’aiuto del Generale Colton Willis (improvvisa impennata nella recitazione complessiva) che nicchia in assenza di prove concrete.
Lady Jaye s’infiltra al ricevimento di Zartan, bagnando le mutande a mezzo staff Cobra, e, ballando con il nemico, preleva una scaglia di forfora dal vestito. Analizzato il dna, il Cobra bluff è smascherato, ma il mercenario Firefly, un vecchio coperto di cicatrici, bracca The Ro… Roadblock Johnson e lo mena duro, talmente duro che serve un suv in corsa per placare il nemico. Nel frattempo Storm Shadow scopre che è stato Zartan a fare fuori il suo maestro e s’allea con l’antico nemico Snake Eyes. Riuniti tutti i Joe e una squadra di veterani pensionati al comando di Colton Willis, si va all’assalto del summit per il nucleare, dove Zartan gioca a chi ce l’ha più duro con le testate nucleari e impone il disarmo universale. Bene! Mica tanto, visto che qualche secondo dopo scarica una supposta di tungsteno da un satellite orbitale e distrugge Londra. Poi, in allegria, attiva il meccanismo per tutte le altre capitali del mondo. Cobra Commander, inutile come un film porno in Chiesa, dice due stronzate con la sua voce cavernosa e gongola.
Parte l’attacco dei Joe. Roadblock, evitando di metterci del suo e facendo fare tutto al veicolo, riesce a distruggere i mezzi corazzati Cobra. Lady Jaye e Colton si infiltrano nel covo nemico e salvano President Bacucco a colpi di revolver. Storm Shadow e Jinx attaccano Zartan facendolo a pezzi in pochi attimi. Firefly raggiunge Rock Dwayne e cominciano a fare a mazzate: uno scontro di una lentezza inaudita da cui il meno vecchio, Roadblock, esce vincitore (ma solo perché è nato un mese prima). Cobra Commander scappa in elicottero lanciando vane minacce e promettendo una punizione esemplare sul povero Destro, nonostante la sua assenza. I G.I. Joe sono ricostituiti sotto il comando di Colton e premiati da President Bacucco. Un finale scritto da dodici analfabeti che pigiano a caso i tasti di un pianoforte collegato alla tastiera di un computer rotto.
Bello e attrattivo come un percorso sui chiodi arrugginiti a piedi nudi, il lungometraggio è una validissima alternativa al tetano come mezzo per ottenere un’agonia lunga e dolorosa. Fitto di avvenimenti eclatanti come un articolo di fondo del Professor Giovanni Sartori, il prodotto causa l’immediato collasso del sistema nervoso centrale per l’enorme quantitativo di ovvietà servito in ogni minuto di proiezione. Autolesionistico al pari del trattenere la pipì di fronte a una fontana, il film è uno spartiacque per definire l’istinto di autoconservazione economica dell’individuo: chi l’ha guardato a scrocco può avere ancora una possibilità di sopravvivenza; chi ha pagato per vederlo è bene che prepari il testamento, ammesso che sia riuscito a conservare qualche soldo sul conto corrente. Il silenzio sul protagonista è voluto: è ora di finirla di sparare sulla Croce Rossa.
Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
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