domenica 17 ottobre 2010

28 - Resident Evil Afterlife

...Resident Evil Afterlife!
Nemmeno il tempo di un morso alla giugulare che si archiviano i cadaveri imbalsamati con i dentoni per fare largo a un'orda di salme putrefatte e mugolanti. Spizzichi, bocconi, frattaglie, cervella e sanguinaccio per un assedio che raccatta tutto il peggio del cinema già visto. Riuscirà qualche milione di zombie famelici a eliminare finalmente la bella Milla multiclonata e a porre fine al genere umano, risparmiando ai superstiti nelle sale l'uscita del quinto estenuante capitolo di una saga inflazionata come un paio di mutande di cotone bianco indossate per un anno nel deserto del Gobi?
Tokio. Alice Jovovich invade il Giappone con i suoi cloni e, schivato uno scontro tra Jeeg Robot e gli Aniwa, dirige verso il laboratorio sotterraneo del nemico. Obiettivo dell'infervoratissima gnoccolona il presidentissimo della Umbrella Corporation Albert Wesker, un surrogato di paninaro ricoperto di gel per capelli e capace di indossare occhiali da sole anche cento metri sotto terra. Il laboratorio è sorvegliato da migliaia di guardie armate giapponesi pronte a morire a frotte sparando colpi in direzioni sbagliate. Wesker, capito l'andazzo, scappa con un elicottero, ma Alice, sacrificando tutti i suoi cloni, alla faccia dell'etica biologica, lo acchiappa. Colluttazione nell'abitacolo durante la quale l'omaccione, indossata la divisa Naj-Oleari e il piumino Moncler, inietta un'antitossina che priva Alice dei poteri del virus T. Giusto in tempo per schiantarsi contro il Monte Fuji durante l'uscita di Mazinga.
Alice sarà anche tornata una semplice umana, ma sopravvive senza ferite allo schianto e, non contenta, trova chissà come un aereo monoelica biposto con il pieno di carburante, pronto per volare sino in Alaska. Nella fredda regione la aspetta Arcadia, la terra degli esseri umani sopravvissuti che si rivela una bufala peggio del tubo Tucker. Per non farsi mancare nulla, la donna chiava di mazzate la vecchia compagna di sbronze Claire Redfield, preda di amnesie a causa di uno strano congegno tossico. Ripreso l'aeroplano, rifornito dalla fatina buona del cazzo amica del Sergente Maggiore Hartman, le due donne volano verso la California alla ricerca di qualche superstite. Los Angeles è stranamente deserta: tutti gli zombie, scappati dalle grinfie delle gang, assediano il carcere dove un gruppo di disperati si difende. Nel frattempo l'energumeno sanguinario di Silent Hill, in visita agli Universal Studios, sbaglia set e comincia ad aizzare i morti viventi.
Le due tipe atterrano sul tetto del carcere dimostrando che i poteri di Alice erano solo un limite a tutte le cose che poteva fare senza. Dopo i soliti convenevoli e la scoperta che Arcadia è una nave guarda caso ormeggiata al largo di Los Angeles, le difese dei disperati, che hanno retto per anni, improvvisamente cedono e gli zombie invadono il luogo, ma non sono zombie normali, bensì residuati di vampiri mutati di “Blade II” venuti via in saldo per due foto a seno nudo della modella croata. Tra sbudellamenti, tritacarnone, stupri e sesso interspecie, Claire riceve il postino della De Filippi: nel carcere ritrova suo fratello Chris, membro delle forze speciali. Pianti, lacrime e decapitazione di buona parte degli zombie, energumeno compreso, dopo ripetuti duelli stile Matrix. Un subdolo individuo si frega l'aereo, che deve avere un serbatoio tipo Boeing 757, e i nostri prodi fuggono dalle fogne verso la baia, lasciando indietro l'unico negro del gruppo.
Raggiunta Arcadia, la nave si rivela una trappolona della Umbrella Corporation che sta raccogliendo superstiti per fare nuovi esperimenti e ridonare la sua umanità a Wesker, il quale si è iniettato il virus dopo lo schianto e dopo aver sconfitto anche il grande Mazinga. Alice, Claire e Chris a colpi di fucile, come dei veri americani, scotennano il presidentissimo, nonostante le sue Vans nuove, la cintura El Charro, i suoi dobermann zombie e tutti i mostri presenti nell'ultimo film di Romero. I tre liberano tutti gli esseri umani congelati nei laboratori della nave, lasciando il subdolo chiuso a morire nella stiva, e salpano verso l'isola dei porno famosi dove si impegneranno per far riprodurre l'umanità. Purtroppo il negro, sicuramente più adatto allo scopo, viene lasciato all'imboccatura delle fogne dove fredda altri zombie e avvia un traffico di crack per non morti.
Autentico capolavoro del cinema ambientalista, la pellicola si distingue per il record internazionale di riciclaggi, sebbene insorga potente la voglia di archiviarla nell'unico posto dove potrebbe essere davvero utile, ossia un termovalorizzatore. Vacuo e poco presente, come lo sguardo del pubblico pagante dopo i primi tre minuti, il film è un'abile e articolata gincana tra elementi potenzialmente plausibili alla ricerca, riuscita, della madre di tutte le idiozie. Impianto narrativo costruito sui toccanti dialoghi tra morti viventi e sull'abilissimo alternarsi di spari e lame che stridono, soffre alla lunga l'eccessivo presenzialismo della protagonista e dei suoi insopportabili monosillabi. Bandito dall'indice vaticano per il nome azzardato della nave che, volto al maschile e non contestualizzato, potrebbe rappresentare giudizio molto efficace.

Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)

lunedì 11 ottobre 2010

27 - L'Ultimo Dominatore dell'Aria

...L'Ultimo Dominatore dell'Aria!
Antonetto, Giuliani e tutte le grandi famiglie della digestione sono in fibrillazione. Severino Cicerchia, detto lo scoreggione, è pronto allo scontro. Il mercato di fagioli, fave, ceci, lenticchie e piselli si è impennato come una protesi peniena alla fiera del cinema pornografico di Budapest. Riuscirà un ragazzino ricoperto di tatuaggi fluorescenti trovati nelle patatine a donare nuove inusitate speranze a milioni di persone affette da meteorismo, a scalzare il dominio dei bovini d'allevamento come maggiori produttori di gas serra e a resistere a una notte in cuccetta con il Geometra Calboni?
La giovane Scatarra vive con il fratello Socmel nel Villaggio dell'Acqua del Sud. La ragazza è la dominatrice dell'acqua del paesello, mentre il fratello è un mediocre cacciatore di cui, sin dai primi fotogrammi, ci si chiede l'utilità. Durante una battuta di caccia alla ricerca di foche tigre, versione transessuale del leone marino, i due si imbattono in un ragazzino calvo, tatuato e congelato insieme al suo FortunaBufalo, animale volante tipico delle tribù nomadi dell'aria. Fedeli al verbo di San Dionigi Tettamanzi si prendono lo zingarello Aang, ultimo dominatore dell'aria, in casa e questo, dopo aver rubato dei vestiti asciutti, comincia subito a dire che deve tornare al campo dove possiede una roulotte con tutti i comforts. Gli anziani del villaggio lo riconoscono come l'Avatar, colui che, rubando i poteri a tutti, porta la pace. Il bambino riparte per il suo campo nomadi e i due ragazzi dell'acqua lo seguono: già un doppio rapimento e non sono ancora passati quindici minuti.
Sfortunatamente, il campo nomadi è stato incendiato da Forza Nuova, convenzionata con la nazione del fuoco, e non c'è più alcun superstite. Rabbia e dolore, conducono il giovane Aang a incontrarsi con lo spirito del drago della scoreggia che lo indirizza al Villaggio dell'Acqua del Nord per acquisire il dominio dei fluidi organici. Sulle tracce dell'Avatar ci sono tutta la Nazione del Fuoco, uno pseudo regime militarista comandato da uno straccione indiano vestito come un legionario romano in vacanza in Cina di nome Ozai, e il principe ripudiato Sucamistatega, accompagnato dallo zio Antonio Iroh, vecchio wrestler del fuoco in pensione. Il viaggio del nano si snoda per vari villaggi, dove lo strano proliferare dei furtarelli e della microcriminalità viene imputato agli invasori del fuoco, aizzando la ribellione. Aang viene catturato più volte, ma grazie a loffe, cataloffe e piriti a rotelle se la cava.
Scatarra tenta di addestrare al dominio dell'acqua il piccolo nomade, ma questi è troppo anarchico, non si applica e continua a pensare al drago. Una notte, recatosi al tempio dell'Aria del Nord per chiacchierare con il rettile, il piccolo viene ingannato da un monaco che lo vende per trenta denari e un’abbonamento a “Monache Vogliose” al Generale Zhao a Tutti, il classico idiota messo lì con lo specifico obiettivo di morire a fine pellicola. Non si fa a tempo a torturare il delinquentello per scoprire dove ha messo la refurtiva che Sucamistatega interviene in suo aiuto per rapirlo e recuperare la stima di papà. Aang, ormai un virus contagioso della delinquenza, gli sfugge e riesce a raggiungere la città dell'Acqua del Nord dove la Principessa Azula lo accoglie e predispone il suo addestramento mentre si fa inchiavardare dall'aitante Socmel, che finalmente spiega la sua presenza nel copione. Zhao a Tutti, infuriato, predispone l'assedio della città e l'uccisione degli spiriti tutelari della stessa, due squallide carpe arcobaleno.
Scatta il delirio e l'assedio. Aang entra nel santuario degli spiriti per parlare con il drago, che lo sbeffeggia, emette svariate flatulenze e vola via. Scatarra protegge il piccolo, ma perde la sfida con Sucamistatega, ormai membro onorario dell’anonima sarda, che sequestra l'Avatar. Zhao a Tutti attacca, sfonda le linee di difesa, anche per l'inerzia totale dei soldati dell'acqua che contro il fuoco non usano l'acqua bensì alabarde, e si insinua nel santuario dove uccide gli spiriti di oceano e luna, prima di essere scacciato da Iroh, che passa da cattivo a buono e si allea con il gigante Baba. Sfuggito a Sucamistatega, il cui ripudio è giusitificato dato che toppa con frequenza disarmante, Aang è senza potere dell'acqua causa decesso carpe e solo grazie ad Azula, che sacrifica la sua vita per rianimare altri due pesci oltre quello di Socmel, può fare una simulazione di tsunami che terrorizza la flotta a vapore di Zhao a Tutti, massacrato da quattro dominatori dell'acqua che, finalmente, contro il fuoco usano l'acqua.
Film che giustifica la sua lunghezza solo per l'espressione completa della nomastica, che sembra scritta da Puffo Quattrocchi dopo la dose giornaliera di Anafranil. Appassiona nella misura in cui può appassionare la storia di un nomade minorenne inseguito dalle forze dell'ordine: sai già che non lo possono arrestare e che dopo qualche ora è ancora fuori a far danni. Capolavoro di autolesionismo razzista, evidenzia tutti i pregi del colonialismo belga più becero facendo apparire tutti i non occidentali come animali da soma campioni di inettitudine. Prodotto che sta al cinema come Carla Bruni a qualsiasi attività che non implichi l'utilizzo della vagina. Non raggiunge la profondità emotiva bolliwoodiana pur essendo infarcito di costumi, balli e gesti incomprensibili, ma mancando completamente dell'unico gesto consono: l'ombrello.

Sleep-o-Meter: 04 – Il Piccolo Buddha (Coma Etilico)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.