...Resident Evil Afterlife!
Nemmeno il tempo di un morso alla giugulare che si archiviano i cadaveri imbalsamati con i dentoni per fare largo a un'orda di salme putrefatte e mugolanti. Spizzichi, bocconi, frattaglie, cervella e sanguinaccio per un assedio che raccatta tutto il peggio del cinema già visto. Riuscirà qualche milione di zombie famelici a eliminare finalmente la bella Milla multiclonata e a porre fine al genere umano, risparmiando ai superstiti nelle sale l'uscita del quinto estenuante capitolo di una saga inflazionata come un paio di mutande di cotone bianco indossate per un anno nel deserto del Gobi?
Tokio. Alice Jovovich invade il Giappone con i suoi cloni e, schivato uno scontro tra Jeeg Robot e gli Aniwa, dirige verso il laboratorio sotterraneo del nemico. Obiettivo dell'infervoratissima gnoccolona il presidentissimo della Umbrella Corporation Albert Wesker, un surrogato di paninaro ricoperto di gel per capelli e capace di indossare occhiali da sole anche cento metri sotto terra. Il laboratorio è sorvegliato da migliaia di guardie armate giapponesi pronte a morire a frotte sparando colpi in direzioni sbagliate. Wesker, capito l'andazzo, scappa con un elicottero, ma Alice, sacrificando tutti i suoi cloni, alla faccia dell'etica biologica, lo acchiappa. Colluttazione nell'abitacolo durante la quale l'omaccione, indossata la divisa Naj-Oleari e il piumino Moncler, inietta un'antitossina che priva Alice dei poteri del virus T. Giusto in tempo per schiantarsi contro il Monte Fuji durante l'uscita di Mazinga.
Alice sarà anche tornata una semplice umana, ma sopravvive senza ferite allo schianto e, non contenta, trova chissà come un aereo monoelica biposto con il pieno di carburante, pronto per volare sino in Alaska. Nella fredda regione la aspetta Arcadia, la terra degli esseri umani sopravvissuti che si rivela una bufala peggio del tubo Tucker. Per non farsi mancare nulla, la donna chiava di mazzate la vecchia compagna di sbronze Claire Redfield, preda di amnesie a causa di uno strano congegno tossico. Ripreso l'aeroplano, rifornito dalla fatina buona del cazzo amica del Sergente Maggiore Hartman, le due donne volano verso la California alla ricerca di qualche superstite. Los Angeles è stranamente deserta: tutti gli zombie, scappati dalle grinfie delle gang, assediano il carcere dove un gruppo di disperati si difende. Nel frattempo l'energumeno sanguinario di Silent Hill, in visita agli Universal Studios, sbaglia set e comincia ad aizzare i morti viventi.
Le due tipe atterrano sul tetto del carcere dimostrando che i poteri di Alice erano solo un limite a tutte le cose che poteva fare senza. Dopo i soliti convenevoli e la scoperta che Arcadia è una nave guarda caso ormeggiata al largo di Los Angeles, le difese dei disperati, che hanno retto per anni, improvvisamente cedono e gli zombie invadono il luogo, ma non sono zombie normali, bensì residuati di vampiri mutati di “Blade II” venuti via in saldo per due foto a seno nudo della modella croata. Tra sbudellamenti, tritacarnone, stupri e sesso interspecie, Claire riceve il postino della De Filippi: nel carcere ritrova suo fratello Chris, membro delle forze speciali. Pianti, lacrime e decapitazione di buona parte degli zombie, energumeno compreso, dopo ripetuti duelli stile Matrix. Un subdolo individuo si frega l'aereo, che deve avere un serbatoio tipo Boeing 757, e i nostri prodi fuggono dalle fogne verso la baia, lasciando indietro l'unico negro del gruppo.
Raggiunta Arcadia, la nave si rivela una trappolona della Umbrella Corporation che sta raccogliendo superstiti per fare nuovi esperimenti e ridonare la sua umanità a Wesker, il quale si è iniettato il virus dopo lo schianto e dopo aver sconfitto anche il grande Mazinga. Alice, Claire e Chris a colpi di fucile, come dei veri americani, scotennano il presidentissimo, nonostante le sue Vans nuove, la cintura El Charro, i suoi dobermann zombie e tutti i mostri presenti nell'ultimo film di Romero. I tre liberano tutti gli esseri umani congelati nei laboratori della nave, lasciando il subdolo chiuso a morire nella stiva, e salpano verso l'isola dei porno famosi dove si impegneranno per far riprodurre l'umanità. Purtroppo il negro, sicuramente più adatto allo scopo, viene lasciato all'imboccatura delle fogne dove fredda altri zombie e avvia un traffico di crack per non morti.
Autentico capolavoro del cinema ambientalista, la pellicola si distingue per il record internazionale di riciclaggi, sebbene insorga potente la voglia di archiviarla nell'unico posto dove potrebbe essere davvero utile, ossia un termovalorizzatore. Vacuo e poco presente, come lo sguardo del pubblico pagante dopo i primi tre minuti, il film è un'abile e articolata gincana tra elementi potenzialmente plausibili alla ricerca, riuscita, della madre di tutte le idiozie. Impianto narrativo costruito sui toccanti dialoghi tra morti viventi e sull'abilissimo alternarsi di spari e lame che stridono, soffre alla lunga l'eccessivo presenzialismo della protagonista e dei suoi insopportabili monosillabi. Bandito dall'indice vaticano per il nome azzardato della nave che, volto al maschile e non contestualizzato, potrebbe rappresentare giudizio molto efficace.
Sleep-o-Meter: 02 –La Luna (Sonno Ortodosso)
Sleep-o-Meter: 02 –