lunedì 21 marzo 2011

36 - Stone

...Stone!
L’ennesimo, ma mai il definitivo. Lo abbiamo visto in salsa ebraica, musulmana, metodista, cattolica, ortodossa, indù (naturalmente della durata di nove ore con molteplici pezzi cantati e ballati), buddista, scintoista, calvinista e luterana. Mancavano solo le sottoconfessioni cristiane e finalmente sono arrivate. Riuscirà l’ennesimo dramma religioso esistenziale con contaminazioni sociali a penetrare le nostre coscienze indurite dal cinismo e a stimolare una riflessione completa che ci conduca al reale significato di ogni nostro gesto o sarà qualche altra cosa a essere penetrata profondamente?
Nella campagna Americana il giovane Jack Quando Invecchio Divento De Niro si sta guardando la sua noiosissima partita di golf quando la moglie Madylyn, una Pina Fantozzi al quadrato, gli comunica che se ne vuole andare di casa. L’uomo incassa in scioltezza e minaccia di scaraventare la figlia dalla finestra. La donna resta e si condanna all’alcolismo. Passano diversi anni e Jack, alla soglia della pensione, è uno stimato esaminatore carcerario per le domande di libertà vigilata: con una verve assimilabile a quella di Antonio Socci decide di chiudere la carriera con il caso di Gerald Norton Creeson detto Stone, un piromane che da adolescente ha dato fuoco alla casa dei nonni con i vecchi dentro. Praticamente uno che in Italia uscirebbe con un encomio dell’INPS.
Il caso è tutt’altro che semplice. Stone cerca di convincere Jack che è un uomo cambiato, ma fatica a farlo perché, come il pubblico, fatica a capire se ha di fronte il Jack esaminatore di questo copione o quello ex-agente della CIA di “Meet the Parents”. Frustrato per le continue domande, la mancanza di fiducia e la natura ambigua del soggetto Gerald mette tutto nelle mani di Lucetta Jovovich, la sua cara mogliettina ninfomane che ha una grande esperienza nel gestire le cose con mani, piedi, bocca e altre parti anatomiche. La donna, dopo essersi sbattuta una comparsa, cerca subito un contatto con Jack, ma lui è troppo impegnato a farsi coglionare dal pastore della sua congregazione spirituale sul significato della vita, ad ascoltare predicozzi radiofonici su Radio Lutero Evangelico e a passare intere giornate in silenzio con la moglie, avvenente come un mocio vileda usato da due anni in una casa di riposo.
L’esaminatore cerca di essere professionale, ma alla fine incontra la moglie del detenuto che, infoiata come un plotone al fronte da sedici anni, tenta di sedurlo in tutte le maniere. Jack ha la prima erezione dai tempi della Guerra di Secessione e cede ripetutamente alle arti della donna. La sua opinione sul piromane cambia improvvisamente come la muta di spermatozoi nel suo scroto. La sua fede vacilla come un obeso su un cornicione, mentre quella di Stone nel potere della bernarda si fortifica vieppiù. L’esaminatore sempre meno lucido per il lavoro di cesello di Lucetta chiede per Gerald, santo subito, l’esame per la libertà vigilata. Stone esce di galera come il pane dal forno giusto in tempo per dire a Jack che è il secondo a coglionarlo dall’inizio di questo film dopo il prete. Anche la procace signora Creeson si allontana dalla pelle di daino, non prima di essersi fatta vedere dalla signora Pina, che ormai di cognome fa Four Roses. Jack tenta di far ribaltare il verdetto, ma è tutto inutile.
Una notte l’uomo si sveglia sentendo rumori in cucina e scopre che la sua casa in abete brucia benissimo. Capito che per la casa non c’è speranza, trae in salvo il rudere che ha sposato e si prepara a denunciare Stone, quando la moglie gli fa capire che è il miglior giorno della sua vita e che non testimonierà mai contro il suo salvatore. Abbandonato da Madylyn che va a vivere con la defenestrata, l’esaminatore raggiunge la pensione, si sbronza duro alla sua festa con un calippo al whiskey e cerca di intortarsi senza successo la collega che lo sostituirà. L’ultima cartuccia deve essere sparata e Jack corre da Lucetta dove incontra Gerald. Ma guarda il caso: incontrare il marito dalla moglie. Il vecchio vuole dimostrare al giovane che il suo pistolino raggrinzito non è l’unica canna rigida e gli punta contro la pistola, ma non ha il fegato di fare fuoco. Grave errore perché non passano che pochi minuti prima che Stone lo coglioni anche su Radio Lutero Evangelico durante il suo programma preferito: “Il Grande Fardello”.
Pellicola ammorbante che tuttavia riesce laddove hanno fallito “L’Ultimo Combattimento di Chen” e “Sulle Orme della Pantera Rosa”, cioè realizzare un lungometraggio con scene ed espressioni tagliate girate dal protagonista in film precedenti, sebbene l’essere in vita di De Niro ne abbia ridotto fortemente l’impatto commemorativo. Scaltro e astuto nell’utilizzare la Jovovich prevalentemente dalla vita in giù, limitando il recitato a espressioni beote e ansimi, il film procede alla velocità di un cetaceo arenato e malato di morbillo. Inquietante nel creare un paradosso senza risposta intrinseco al ruolo di Madylyn: si alcolizza il personaggio o l’attrice che ha bisogno di recitare in un film del genere? Da far vedere assolutamente ai corsi prematrimoniali organizzati dalle comunità religiose: se i due disperati sopravvivono alla visione è amore vero.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

lunedì 14 marzo 2011

35 - Skyline

...Skyline!
“Se arrivassero gli alieni dallo spazio profondo e dopo avergli mostrato la nostra civiltà quelli ci sfottessero, dovremmo dire che stavamo solo scherzando, che questa non è davvero la nostra civiltà ma una gag che speravamo gli sarebbe piaciuta. Poi dovremmo dirgli di tornare dopo vent'anni per vedere la nostra vera civiltà. Dopodiché dovremmo partire con un programma a tappeto per preparare una nuova e avanzatissima civiltà. Oppure semplicemente sparargli mentre fanno ciao ciao” [Jack Handey]. Fedele a questa filosofia, riuscirà il cinema americano a terrorizzare gli invasori dallo spazio imperniando la resistenza su un cast abborracciato capace di far rimpiangere quello de “Il Quarto Tipo”?
Jarrod Sconosciuto, uomo dalla professione indefinibile, ma che viene spinto dalla moglie Elaine a continuare a disegnare graffiti e murales su un blocco note come un bambino autistico, arriva a Los Angeles per il compleanno dell’amico fraterno Terry Dottore Nero di Scrubs, che ha fatto più soldi di Donald Trump e si alterna nel ruolo di chiavatore di Candice, fidanzata ufficiale, e Denise, segretaria ginocchia forti. Dopo una nottata di bagordi, in cui Terry invita Jarrod a trasferirsi lì per aiutarlo nel suo lavoro misterioso, ma redditizio, la città viene invasa da misteriose luci blu che prima praticano il laser retinico e poi sucano la gente. Elaine, che vomita da inizio film, sebbene l’unico a non aver capito che sia incinta è proprio Jarrod, si salva grazie al water, ma il suo compagno viene attirato e solo l’intervento di Terry lo salva dal più brutto soffocone della sua vita. Mentre Jarrod recupera la vista, Terry partorisce il più geniale piano mai partorito: rimanere lì ad aspettare aiuto.
Poi, convinto Jarrod a seguirlo, nonostante il parere negativo di Elaine e del feto, decide di fare una scampagnata per il condominio dove incontra solo un vecchio con il suo insopportabile Yorkshire. Il tutto brandendo in continuazione una pistola semiautomatica che lo fa sentire più macho. Arrivati sul tetto dell’edificio i ragazzi irresistibili si chiudono fuori, assistono allo sbarco degli alieni Bunga Bunga e vengono assaliti da un polipo meccanico con una enorme vagina sulla testa. Superate le pulsioni erotiche, i due fuggono di nuovo nell’appartamento abbattendo a pistolettate, circa un caricatore, la porta chiusa. Non si può attendere, bisogna andarsene, ma per farlo serve l’auto del vecchio. Terry si incarica di andarlo a prendere, mentre gli altri fanno le valigie. Tutto sarebbe andato bene se l’uomo di colore non fosse un deficiente e il cane un esserino inutile nato per abbaiare.
Il vecchio muore sucato e Terry se la da alla chetichella con le chiavi della Merdaces: utilitaria rispetto alla sua Ferrari. Mentre era fuori, Candice ha dato un’occhiata alle foto della luce blu scattate da Jarrod con la macchina fotografica di Denise e ha scoperto che questa si inzacchera il suo boy. Tutti nei garage: Terry e Denise in Ferrari, gli altri in Merdaces e una coppia di Brindisi in monovolume. In prossimità del cancello la Ferrari viene divelta, insieme all’intelligentissimo contenuto, da un mostro con delle stimmate a forma di ano sui palmi delle mani. I coniugi brindisini sono stati fatti a pezzi dal solito polipone e i tre superstiti vengono tratti in salvo dal portinaio che li conduce, dopo varie peripezie degne di Benny Hill, nell’appartamento di Terry. Il custode ispanico, che sarà il prossimo a morire dopo il negro e le zoccole al suo seguito, elabora un grande piano: rimanere lì ad aspettare soccorsi. Intanto Jarrod sente una forza dentro che neanche lui riesce a spiegare come, peggio della Signora Famoso Jole.
Il governo Americano, non contento dell’invasione e voglioso di far ricadere il fallout sui suoi stessi cittadini, bombarda nuclearmente gli alieni con il risultato di farli incazzare come delle bestie. Il portinaio si accorge che Jarrod non è più lo stesso e lo minaccia di espulsione dal paese in quanto clandestino. Dopo un alterco, il ragazzo prende Elaine e decide per una sortita. Il feto dotato di cervello, ma non di parola, deve acconsentire e vedere il padre che sviluppa I suoi poteri e ammazza a pugni una delle fighe volanti descritte poc’anzi. Candice viene sucata, tanto non serviva a niente, il portinaio fa il kamikaze con il gas, la cui fornitura a differenza dell’acqua non si è interrotta, tanto serviva ancora a meno, mentre i due sposini finiscono sull’astronave madre dove il cervello di Jarrod, rosso peperonata in quanto contaminato dal potere, viene mangiato da una macchina aliena di cui si impossessa, cominciando la distruzione dall’interno degli invasori per proteggere la “mugghiera”.
Film per tutte le stagioni, tranne quella in corso, la pellicola si articola prevalentemente seguendo percorsi intimisti di riflessione sull’utilizzo dei propri orifizi. Solido nell’uso degli effetti speciali fino al terzo minuto, il prodotto decade immediatamente nel tentativo di mostrare un afroamericano che si è arricchito grazie al cervello. Lento e doloroso come una fellatio fatta con un apparecchio ortodontico, il film inchioda alla poltrona acari e batteri, unici organismi che dovrebbero circolare per la sala durante la proiezione. Plausibile come lo potrebbe essere “Die Hard” con Claudio Bisio e Luciana Littizzetto nel ruolo di protagonisti, il lungometraggio risulta carente nel casting: sarebbe bastato scritturare Aurelio De Laurentiis nella parte del genere umano per far empatizzare il pubblico con gli alieni e giustificare l’utilizzo di armi nucleari tattiche contro gli asili nido.

Sleep-o-Meter: 03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso)

lunedì 7 marzo 2011

34 - The Tourist

...The Tourist!
“O cara Venezia t’incanti, el xe tanto belo el to mar, mile gondole soni e canti, Venezia, me par de sognar!”. Erano belli gli anni dei dogi e della Serenissima, erano belli gli anni in cui un italiano poteva essere qualcosa di diverso da Nino Frassica in divisa da carabiniere, ma bisogna tornare alla cruda realtà delle cose: il dialetto è scomparso, sono tutti corrotti e ignoranti, dal portiere d’albergo al commissario di polizia. Riusciranno due divi di Hollywood a riportare un po’ di sano realismo in quest’Italia dove si ostinano a permanere le differenze culturali e la convinzione malsana che i treni siano scadenti e sempre in ritardo?
Parigi. La procace e labbruta Elise, amante del trucco a cazzuola e dei lineamenti morbidi, è l’unico anello di congiunzione tra il fisco britannico e il suo amante truffatore Alexander Pierce, debitore per centinaia di milioni. L’ispettore Acheson, scaltro come un diabetico in pasticceria, la tiene d’occhio con l’aiuto della Suretè e fa arrestare tutti quelli che si avvicinano. Per la legge dei grandi numeri, Pierce, in fregola, cadrà nell’astuto tranello. Il malfattore, invece, pensa bene di comunicare con la sua amante solo per lettera, facendo ingabbiare tre quarti dei corrieri postali francesi. Tutti maghrebbini, per la gioia delle banlieue. Alexander dice a Elise di infilarsi su un treno per Venezia e rimorchiare il primo fesso con la sua corporatura per sviare i sospetti. Su un Eurostar, pulito come non mai, la donna si attacca come una cozza a Frank Depp Sparrow Tupèlo Per Tutti, insegnante americano di matematica in visita nel Bel Paese.
I due flirtano in viaggio, consumando persino un pasto nel vagone ristorante senza rimanere intossicati, mentre Scotland Yard attiva ricerche sull’uomo scoprendo lo stratagemma di Alexander. Non così furbo, un passacarte corrotto avvisa il ganster Shaw Must Go On che il suo ex-banchiere Pierce, altri non è che Frank. Il malvivente parte con la sua muta di russi da guardia per andare a freddare il vecchio amico. Mentre Elise si trascina Frank come un barboncino da passeggio per i ristoranti di Venezia, il peggio del cinema italiano fa la sua comparsata con il pietoso Marcoré in veste di portiere d’albergo. Dopo una nottata sul divano della stanza di Elise con plaid azzurro ospedale e pigiama a righe stile carcerato casual, il povero Frank si trova a fuggire per i tetti inseguito dagli scagnozzi di Shaw. L’Interpol osserva e se la ride, Scotland Yard osserva e se la ride, anche Elise osserva un obeso in pigiama che zompa sulle tegole e si preoccupa.
Sbattuto il maresciallo Frassica in un canale, Frank è preda del commissario De Sica. Nell’Italia ideale del regista i carabinieri arrestano la gente e la portano alla polizia di stato. Il commissario è, nemmeno a dirlo, corrotto e scarica il povero matematico in braccio ai russi. Meno male che Elise si ricorda di aver interpretato Salt pochi mesi prima e salva l’ignaro spasimante con un’improbabile scena d’azione su battelli in abito da sera griffato, per poi abbandonarlo su un molo come un qualsiasi tunisino a Lampedusa. Alexander si fa vivo via lettera, ma Elise non ne può più: dove sono finiti quei bei gondolieri che consegnavano il loro timone alle turiste? Contattato Acheson, di cui rivela essere collega sotto coperta ehm copertura, Elise organizza il trappolone per Alexander al Gran Ballo del Doge, dove l’aitante Bova, Conte Gancia, ci prova spudoratamente senza successo a colpi di spumante omonimo.
Frank, inossidabile e innamorato, si presenta al ballo giusto in tempo per un due di picche, una danza e una caterva di mazzate da parte di Acheson che lo segrega in un furgone. Nel frattempo Elise riceve una missiva da Alexander e si reca all’indirizzo indicato, dove Shaw la sequestra e invece di dargli giù di zifonella si incaponisce sulla ricerca di una cassaforte. Trovata la cassa dietro a un fregio del cinquecento, Shaw minaccia di morte la donna per avere il codice, ma interviene Frank, liberatosi degli intelligentissimi sbirri, offrendosi di aprirla per salvare la tipa. Che eroe! Non vi ricorda Laplace? L’Hopital? Finalmente i cecchini, bloccati per mezz’ora da Acheson nella loro brama di sangue, sparano e lo spettacolare Shaw termina lì. Acheson arresta un turista a caso per giustificare quel casino e Frank si rivela essere Alexander con un colpo di scena degno di un film girato da Neri Parenti.
Capolavoro di dadaismo surrenale in cui emergono sia elementi di neorealismo, circa l’idiozia patentata delle polizie mondiali, sia elementi di alta fantascienza, circa la puntualità e cortesia su un convoglio delle ferrovie italiane. Politicamente esplosivo, il film rappresenta l’incubo di ogni veneto, prefigurando una Venezia priva di accenti, inflessioni e in cui il più veneziano è un attore siculo che imita un conte piacione. Intreccio pirandelliano in cui nemmeno il più cattivo dei cattivi riesce a essere minimamente credibile nel ruolo e potrebbe tranquillamente interpretare quello della protagonista femminile, statuaria Venere di Milo con le braccia e il naso. Aiuta contro la calcolosi e le infiammazioni alla prostata come e meglio di una cisterna di acqua termale Tamerici, sebbene non raggiunga la profondità di conclamati capolavori di genere come “Russian Spies Says Niet To Porn Career”.

Sleep-o-Meter: 03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso)

giovedì 3 marzo 2011

33 - Hereafter

...Hereafter!
Dopo aver arrestato anche la zia del vicino, dopo aver addestrato masse di smidollati, dopo aver salvato la vita al presidente, dopo aver cercato di trombare Meryl Streep con tutto quello che ciò comporta, dopo aver sterminato vietnamiti, pellirossa, cubani e portoricani, dopo aver sacrificato la sua Gran Torino per un buzzicone orientale con la nonna sdentata, riuscirà Clint a lanciare la sfida all’avversario più ostico, alla summa teologica cinematografica, al “Malleus Malleficarum” della tristezza e a costruire un film a episodi intrecciati capace di non far rimpiangere “Fratelli d’Italia” dei fratelli Vanzina?
Thailandia. La frigida anchor-woman Marie de la France, della rete nazionale francese, si trova nel paese per il consueto tour nelle ex-colonie con annessi rimpianti. La donna si reca al mercato degli indigeni per comprare il solito ciarpame e fare sfoggio di sciovinismo nazionalista, quando viene travolta da uno tsunami. Durante il percorso benessere per le vie della città, Marie si prende una portiera in testa, comincia a vedere la luce alla fine del tunnel e viene salvata da una coppia di surfisti. Contemporaneamente, a San Francisco, George, nonostante riesca a vedere anche i parenti morti dei cani e possa lucrare sulle sfortune della gente, insiste come un idiota per andare avanti a fare l’operaio e frequentare corsi di cucina per circuire donne sole e deboli mentalmente.
Nel frattempo, a Londra, i gemelli Marcus e Jason lottano con i servizi sociali per non diventare vittime di un prelievo coatto a causa della madre, un’orrenda meretrice eroinomane con l’aggravante di assomigliare a Helena Bonham Carter. Proprio mentre si reca in farmacia a prendere la dose alla mamma, Jason viene stirato come una tenda d’organza da un minivan furgonato a trazione anteriore. Intanto, Marie è tornata in Francia. Ah, la France, l’amour, la television. La sua vita non è più la stessa dopo l’incidente: non riesce più a fare domande cretine agli ospiti, non riesce ad ammiccare ai telespettatori, non passa più la sua lingua voluttuosamente sulle labbra al cambio di notizia; insomma, persino Barbara d’Urso si vergognerebbe di lei. Anche il network comincia a schifarla e lei cerca di rilanciare la sua immagine scrivendo un libro: il ballottaggio è tra una mummia, Mitterand, una scommessa, la luce in fondo al tunnel, e un dubbio esistenziale, il bidet.
Negli States, contemporaneamente, tira un’aria agghiacciante. George, intelligente come l’attore che lo interpreta, riesce in pochi giorni a perdere il lavoro e una scopata sicura con una sciacquetta conosciuta al corso di Chef Tony sull’utilizzo di “Miracle Blade III”. La sua unica soddisfazione è ascoltare i romanzi di Charles Dickens letti alla radio da Derek Jacobi: praticamente la vita di un condannato con il 41 bis. Dopo un piccolo pensiero a una carriera di cartomante su una televisione provinciale italiana, rinsavisce e scappa a Londra sputtanandosi la liquidazione. Nel frattempo, in Inghilterra, Marcus, traumatizzato dalla scomparsa del fratello e affidato a due squallidi ottimisti, gira per la città, scampando ad attentati dinamitardi e cercando un sensitivo che lo metta in comunicazione con il povero Jason. Marie, invece di scrivere una cialtronata su un politico, decide di esplorare l’occulto e si reca in Svizzera alla clinica della Dott.ssa Von Tironen esperta in fenomeni parastatali parlanti.
Il libro piace talmente all’editore di Marie che la bandisce da tutti i cataloghi. Fortunatamente, una casa editrice messicana si offre di non lasciare il capolavoro a prendere polvere in un cassetto e lo vuole presentare alla fiera del libro di Londra. Tutti a Londra: Marcus c’è già, ma vorrebbe essere altrove; George sta finendo i soldi e ci rimarrà bloccato per sempre; Marie ci arriva con il consueto snobismo verso il vicino albionico. Alla fiera del libro George vede Marie e si fa venire la prima erezione della sua carriera di clochard. Marcus vede George, lo riconosce dal ritratto sul suo sito, e lo affligge con uno stalking serrato che non si vedeva dai tempi di “Attrazione Fatale”. George imbastisce una seduta paragnostica in albergo per togliersi dai piedi il marmocchio ed evitargli l’assideramento chiedendo in pagamento l’indirizzo di Marie. Bava alla bocca, George arriva dalla bella francesina, che come negli anni ’40, non disdice l’invasione americana.
Pellicola ambiziosa nei propositi e ambiziosa anche nella pretesa di legare l’aldilà e la stitichezza: un fenomeno inevitabile per almeno le due settimane successive. Clint scuote le coscienze dei benpensanti, dimostrando come persino un proletario sensitivo possa arrivare all’ambizioso traguardo di avere una radio, mentre racconta il commuovente conflitto tra un piccolo afasico e un sistema sociale che presto lo integrerà come uno dei suoi massimi dirigenti. Eccezionale e futuristica visione della popolazione francese strettamente suddivisa tra belle figliole abili con le mani e la bocca e laidi maschi da accoppiamento con il pallino del comando. Inizio di una “nouvelle vague” per il giovane Eastwood che, data l’età, si para il culo con l’aldilà, prospettando un incubo per tutti i viventi, cioè che i cadaveri comincino a parlare oltre che a popolare le assemblee parlamentari.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.