Terrore, tensione, suspence, sciolta e scarichine diarroidine ci hanno accompagnato nel deserto, nelle metropoli, in provincia, sugli aerei, sulle navi, nelle scuole: era ora che anche le candide nevi antartiche si colorassero di rosso sangue, grigio cervello e giallo moccio. Riuscirà una sceneggiatura improbabile, ambientata in un luogo improbabile, interpretata da attori che imitano altri attori che interpretano la loro stessa parte, a non far emergere quel leggero, piccolo stimolo a domandarsi perché si è rimandata l'urinoterapia per stare davanti allo schermo?
Si parte con un'accozzaglia di sovietici su un aereo su cui non si sarebbe imbarcato nemmeno un indù trovato nudo a Islamabad nella stanza da letto della moglie del presidente pakistano. I russi, noti per la loro calma olimpica, sbevazzano e si sparano, tanto da far precipitare il velivolo. Salto temporale di circa cinquant'anni, Antartide. Piccola Ketty Beckinsale, agente federale di stanza alla base, si fa una doccia bollente e questo la dice tutta sulla fiducia del regista nel suo prodotto: si parte con l'erotico soft in un thriller. Nemmeno il tempo di asciugarsi la patatina e lasciar finire gli onanisti e si deve volare in mezzo al pack (non ancora quello rigonfio del pubblico, ma ci si arriverà) perché è stato trovato un morto: un geologo di un distaccamento. Il capo dice alla sciacquetta di muoversi con le indagini, poiché arriva l'inverno e ci si deve tutti trasferire al caldo.
Ketty, investigatrice scoppiata e sessualmente repressa per averlo fatto l'ultima volta con un licantropo incrociato con un vampiro magiaro, vola insieme al pilota oracolo Delphi al distaccamento dove spera di trovare sopravvissuti. Purtroppo trova un altro cadavere, un agente dell'ONU di nome Price (strano, uno dell'ONU che di nome fa "prezzo") e l'ineffabile "serial killer della piccozza da ghiaccio". Durante una colluttazione con questo, la ragazza si ustiona due dita con il ghiaccio polare e viene medicata alla meglio prima di volare a un altro distaccamento dove viene scoperta un'area di ricerca geologica misconosciuta. Esplorando attentamente il luogo, i tre eroi incappano nella carcassa dell'aereo russo, da cui i geologi avevano trafugato materiali sconosciuti. Per non essere da meno si inforcano un paio di bottiglie di vodka, di cui ce n'erano tre casse, e sopravvivono alla solita stucchevole sceneggiata dei sepolti sotto il ghiaccio.
Tornati alla base arrivano le belle notizie: l'evacuazione è stata anticipata (verrebbe da rispondere che gli spettatori evacuano già da molto) causa tempesta del secolo e le dita ustionate devono essere amputate per un inutile dramma da copione. Piccola Ketty piange a dirotto mentre il suo amico Doc, un vecchio medico alcolista con la fiatella, le tronca mignolo e anulare con un tronchesi da idraulico. Non c'è tempo di cauterizzare che attraverso un controllo al pc sul database di Google, la donna scopre che un solo pilota ha volato trasportando geologi nella giornata del delitto. Anche la penultima sorpresa è andata: il "serial killer della piccozza da ghiaccio" è uno scoreggione tatuato australiano. Ketty e Price lo arrestano, ma lui scappa, accoltella il pilota oracolo, salvato da Doc, e cerca un aereo con cui fuggire prima che arrivi la violenza della natura.
Inizia una partita a "Ce l'hai" in cui tutti si rincorrono sul ghiaccio attaccandosi la sfiga. Alla fine, l'australiano viene martoriato e la refurtiva recuperata. La base purtroppo è evacuata: sarà un lungo inverno e i due agenti esaminano il malloppo sovietico, dei cilindri di metallo pieni di Smarties. Il flatulente isolano aveva un complice. Chi sarà se su quattro due sono sbirri e uno, guarda caso l'unico negro di tutto il cast, giace moribondo con il ventre squarciato? Originariamente i cilindri erano pieni di diamanti grezzi e il buon Doc si voleva fare la pensione a Pompinopoli con il ricavato della vendita. Il pover'uomo, smascherato, si ammazza di scotch e poi va all'aperto a vedere l'aurora australis in canotta a meno cinquanta. I tre superstiti, invece, passano otto mesi al buio giocando a bowling in corridoio e battendo il record polare di masturbazione.
Agghiacciante pastone, mai aggettivo fu più azzeccato, in cui lo spettatore scopre il valore terapeutico dell'assideramento, sebbene cresca la frustrazione per il suo mancato arrivo. Profilo narrativo pari a quello di una puntata dei Teletubbies, il film è diretto da un eiaculatore precoce manifesto che si diverte ad arrivare sempre prima del dovuto nello svelare i misteri. Trama strutturata per abbattersi al primo rutto, combatte accanitamente con "Motorpsycho" per l'ambitissimo riconoscimento di film thriller in cui si è riusciti a far comparire il maggior numero di mezzi di trasporto, compreso un gatto delle nevi ingolfato, riducendo la possibilità che succedesse qualcosa di minimamente plausibile. Prodotto che sta al genere come il "memento mori" a una casa di riposo per anziani: inizia e finisce con una grattata.
Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)
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