martedì 25 marzo 2014

137 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Paranormal Activity – The Marked Ones!
Qualcuno li fermi. Qualcuno intervenga. Mentre il mondo scende in piazza per riaffermare la propria libertà, gli spettatori delle sale cinematografiche arrancano storditi di fronte all’ennesimo capitolo della saga immobiliare in cui un tenero demone e la sua confraternita nomade cercano un bilocale a prezzi concorrenziali nelle più grandi città californiane. Riusciranno le coliche renali e le cistiti provocate dallo spin-off in salsa ispanoamericana di questa immonda vaccata a puntate a far immediatamente rimpiangere capolavori del genere come “Poultrygeist” e “Dead Sushi”?
California, Mai Più Stati Uniti dal 2013. Il giovane Jesse organizza una festa per il diploma a casa sua e si trastulla a spiare la vicina di casa Anna con l’amico Hector. Casualmente la ragazza sta effettuando un rito satanico fornicatorio (quale vicina di bell’aspetto non ha questo hobby?) e i due si arrapano come lemuri. Lo stato di barzottismo dura per giorni, finché non si scopre che la ragazza è morta in circostanze misteriose per mano di un tale Oscar conosciuto a scuola. Irrompendo insieme a un paio di amiche di coscia facile nella casa di Anna, Jesse e Hector cercano indizi sul caso e s’imbattono in Oscar che dichiara di aver dovuto procedere all’eliminazione di Anna perché era una strega. Qualunque essere umano normodotato qui avrebbe chiamato il reparto psichiatrico dell’ospedale più vicino e invece Jesse continua la conversazione scoprendo che Oscar ha il marchio dei maledetti e si deve suicidare.
La mattina successiva, guarda caso, Jesse si sveglia con il marchio sul braccio e decide di proseguire nelle indagini insieme a Hector, che in quanto lobotomizzato esegue tutto come un automa. Scoperta una botola in casa di Anna, i ragazzi trovano un tavolo da satanismo completo di tutti gli accessori, tra cui foto di Jesse e sua madre. Qualsiasi essere umano normodotato qui chiamerebbe la polizia e l’esercito, ma siamo in pieno delirio portoricano quindi le cose si risolvono in casa, possibilmente a coltellate. Guarda caso anche la mamma di Oscar era stata vittima del rito e il fratello delinquente del morto fornisce ai due investigatopi una pista con l’indirizzo di una tipa informata sui fatti. Chiunque, a questo punto, si stia chiedendo se la sceneggiatura sia stata scritta con le feci di un gibbone, ha pienamente ragione.
La tizia svela che in giro c’è una setta d’infoiate che svolge strani riti su donne incinte e sui loro primogeniti. Jesse comincia a manifestare i segni della possessione e allora la nonna decide d’imbastire un rito di esorcismo secondo i dettami della Dottoressa Tirone. Il rito va a gonfie vele: Jesse e il suo demone, che comunica con lui tramite Super Simon, spazzano via l’intera casa. Il ragazzo cade preda della febbre, poi rinviene e tortura il suo Chihuahua. A questo punto un essere umano normodotato chiamerebbe la protezione animali o almeno Edoardo Stoppa, invece Hector torna dall’informatrice e si fa dire l’indirizzo della casa dove si svolgono i riti. Lungo il tragitto, grazie a un incidente d’auto, i tre amigos si perdono Jesse che viene rapito. E’ ora di farla finita alla portoricana. Chiamata tutta la banda del fratello di Oscar, i “Los Cojones”, Hector li conduce alla casa per un’irruzione armata.
Dopo uno scontro a fuoco, Hector e la ragazza rimangono gli unici superstiti dei “Los Cojones” e si rifugiano con scaltrezza nella casa degli orrori dove comincia il consueto, stucchevole gioco di luci e ombre. Dopo un po’ di inseguimenti, richiami ai capitoli precedenti e cazzi vari, ecco che risbuca Jesse, posseduto da Pastamatic, il demone con la forza di cento braccia. Hector se la deve dare a gambe e cerca riparo nella casa degli orrori due, quella dei vicini. Ora: i vicini di una setta di pazzi possono essere due persone normali? Ovviamente no e infatti ecco sbucare dalle scale la mitica Katie la quale, visto un portoricano fare irruzione in casa sua, urla come un’aquila. Il redivivo Micah si catapulta con un coltello da pesce in mano e squarta il povero Hector appellandosi al II emendamento e al diritto di utilizzare coltelli da pesce per difesa personale.
Noioso al limite dell’inverosimile, il film è la pietra tombale di qualsiasi ricerca quantistica sul viaggio nel tempo a causa della remota possibilità di ripiombare nel cinema all’inizio della proiezione. Pesante come la crema al burro, la pellicola è divertente come arrivare in un ristorante a digiuno da settantadue ore e scoprire che il cuoco è un integralista della cucina britannica. Spaccato monumentale della vita inutile di una comunità ispanoamericana, il lungometraggio ha decuplicato le iscrizioni in tutte le associazioni razziste degli Stati Uniti e spostato il baricentro dei voti per la Presidenza verso Ross Perot, che potrà così candidarsi per la quarantatreesima volta. Menzione d’onore per il povero Hector, esempio fulgido del fatto che se non ci si sceglie bene gli amici sono augelli per diabetici.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

martedì 18 marzo 2014

136 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...



…Carrie – Lo Sguardo di Satana!
Avevamo l’Alpha. Era solo questione di giorni per l’arrivo dell’Omega. Come un regionale di Trenitalia, cioè in ritardo di circa vent’anni, l’impeto distruttore si è insinuato nelle menti deboli di alcuni cinematografari d’assalto e ha rovinato uno dei pochi film horror ben riusciti, sfruttando il principio che con la gnocca imbruttita si va sempre sul sicuro. Riuscirà un gruppo di artisti la cui vita è evidentemente strappata al lavaggio strade a sbriciolare anche le ultime certezze di Stephen King e a farlo ripiombare nel tunnel della tossicodipendenza?
Sobborgo di Chamberlain, Stato del Maine, USA. La signora Margaret White Moore é una fanatica religiosa che dopo aver preso il pingone partorisce una bambina senza alcuna assistenza. La donna è palesemente affetta da sturbo e vaginite, tanto che tenta di assassinare immediatamente la neonata con un coltello da disosso, fermandosi all'ultimo istante a causa di un’interessante televendita di rosari su Calvinista Channel. Si salta immediatamente all’adolescenza della ragazza, battezzata Carrie, una tipa dolce come un maritozzo e vestita come una suora laica con problemi di forfora. Il suo look la rende molto popolare al liceo dove viene bullizzata, emarginata, sfottuta, picchiata, insultata e qualsiasi altra cosa sgradevole che finisce per “ata”. Dopo una lezione di nuoto in cui per poco non decapita una compagna con una pallonata, mentre fa la doccia nello spogliatoio femminile della scuola per il delirio masturbatorio di qualche adolescente, Carrie ha le sue prime copiose mestruazioni divenendo donna clitoridea in un batter di ciglio.
Non essendoci un movimento femminista in zona per reclamare immediatamente l’utero e non essendo a conoscenza della causa del copioso sanguinamento, Carrie si lascia prendere dal panico e, terrorizzata, chiede aiuto alle proprie compagne che con grande sensibilità la deridono, sommergendola con una salva di Tampax Ultra al grido "mettiti il tappo". Una di esse in particolare, Chris La Classica Mignottella Americana del Quinto Anno, riprende l'accaduto con il proprio cellulare e gongola insieme al fidanzato tamarro. Venuta a sapere dell'accaduto dalla professoressa di ginnastica, Margaret riporta la figlia Carrie a casa e, credendo che le mestruazioni siano frutto di pensieri impuri come ascoltare tutta la discografia di Justin Bieber, la rinchiude in uno sgabuzzino fetido tappezzato di crocefissi, ordinandole di pregare la Madonna dello Sterpeto. In un impeto d'ira, in quanto devota della Madonna del Carmelo, Carrie manifesta dei poteri telecinetici alla Giucas Casella danneggiando la porta con le sue unghie dei piedi.
Alcuni giorni dopo la professoressa di educazione fisica riesce a far sospendere Chris La Mignottella dalle lezioni, impedendole così di partecipare all’agognato ballo di fine anno in cui già si prospettava il record di figli concepiti prima del matrimonio. Per ripicca, la ragazza posta il filmato su SuckBook, il social network preferito dalle madri teenager, causando ulteriori derisioni ai danni della povera mestruata. Nel mentre Sue Snell, la bionda slavata dai buoni sentimenti, pentitasi per ciò che ha fatto, convince il proprio ragazzo acqua sapone e mazza, Tommy il Belloccio Che Farà Una Fine Orribile, a invitare Carrie al ballo per farle vivere una bella serata. Dopo una prima fase d’incredulità determinata dal proprio confronto con lo specchio, Carrie cede al pruritino e accetta. Naturalmente la madre la prende benissimo e tenta d’impedire alla figlia di vivere appieno la propria sessualità, ma la ragazza la inchioda con la telecinesi e la rinchiude nello sgabuzzino ordinandole di pregare Padre Pio.
Chris, nel frattempo, venuta a sapere della cosa si reca con il suo ragazzo a sgozzare un maiale per fare uno scherzone alla nuova rivale. Trucca il concorso di Reginetta del Ballo “Incanto Sotto il Glande” per far vincere Carrie e poi le rovescia in testa il sangue di porco. Nemmeno fosse un imam o un rabbino, Carrie s’incazza a morte e comincia a fare strage di adolescenti, tra cui la sua persecutrice e il suo ganzo. Tornata a casa, viene assalita dalla madre infoiata e la crocifigge alla porta dello sgabuzzino con i coltelli di Chef Tony. Sotto shock, Carrie perde il controllo del proprio potere e inizia a far crollare il suo meraviglioso attico vista discarica. Sue tenta di salvarla, ma Carrie la aggredisce come una gatta gravida finché non capisce che la biondazza è pregna di Tommy. A quel punto la salva prima che la catapecchia collassi su questa incommensurabile cacata nel Golfo del Maine.
Eccitante come un romanzo erotico ambientato in una casa di riposo, il prodotto è talmente avvincente che l’unica cosa che resta nel cervello degli spettatori è l’interrogativo circa la loro presenza in sala. Speciale mix di esperienza e giovinezza, la pellicola mescola abilmente un cast d’eccezione in cui l’interprete migliore è certamente lo sguardo di Satana, a tutt’oggi non pervenuto. Avversato da Femen, il lungometraggio sconta il peccato originale di aver protetto troppo le giovani attrici che non possono esporre le proprie nudità a vanvera lanciando messaggi inflazionati al mondo. Sociologicamente valido come un’articolessa di Gramellini, il film è l’ennesima conferma che dai quattordici ai diciotto anni essere onesti non conviene nemmeno in Nordamerica, dato che il più sfigato dei farabutti, oltre a poter ammazzare liberamente i capi degli allevatori di maiali, gira su una Mustang.

Sleep-o-Meter: 04 – Il Piccolo Buddha (Coma Etilico)


giovedì 13 marzo 2014

135 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...


…Lo Hobbit – La Desolazione di Smaug!
Lo abbiamo aspettato come calcoli alla cistifellea. Non si percepiva una tale eccitazione dai tempi dell’uscita di “A Me Mi Torna In Mente Una Canzone” di Gigi Sabani. Il gioca jouer fantasy più costoso di tutti i tempi torna con nuove incredibili mosse mai viste come: camminare, saltare, camminare, arrampicare, camminare ancora, curare, navigare e lottare. Tattataratatattataratatà. Riuscirà l’ufficio del turismo neozelandese a sfangarla ancora una volta e a propinarci altre due ore e mezza di pubblicità occulta sulle bellezze nazionali mascherata da film fantastico?
Terra di Mezzo ai miei coglioni. Nonostante dopo le tre ore del primo capitolo avessimo già capito che Gandalf aveva spronato Thorin, il regista, che non sapeva come occupare le dodici ore a disposizione, ci infila un bel prologo alla locanda, che fa molto Dungeons & Dragons. Tre, due, uno: partiti! Si parte a passo lento, ma l’arrivo di Azog il Profanatore costringe subito alla corsetta leggera e poi allo scatto. Sulla scia dei nani e dello hobbit, guidati da Gandalf, ci si mette anche il muta pelle Beorn: uno zotico che quando è preda delle emorroidi si trasforma in orso. Tra le due minacce, il beota Beorn è la migliore e il gruppo s’intrufola in casa sua. Questi pur non amando i nani, li preferisce agli orchi, per cui li aiuta a infilarsi nel Bosco Atro, dove vengono abbandonati dal senzatetto grigio che deve indagare sul negromante di Dol Guldur. Lo stesso fa Azog che molla la patata bollente al figlio Bolg. Sopravvissuti al delirio nomastico, il bosco è infestato dai ragni giganti e non fosse per lo spadino frivolo di Bilbo, battezzato Pungolo, i nani sarebbero passati alla storia come un gruppo d’involtini.
Dalla casseruola alla brace: gli elfi silvani, guidati da Grumpy Legolas e dalla bella Tauriel, clone a basso costo di Arwen, catturano il party e dopo un altro po’ di cammino (non si lesina mai un po’ di trekking per allungare il brodo) lo conducono al cospetto di Re Thranduil, un elfo con i capelli di Donatella Versace e la spocchia di Marco Travaglio. Bilbo, scaltro come una faina, ha indossato l’anello magico, quello che causerà tutti i casini a suo nipote, e grazie all’invisibilità riesce a far evadere i compagni nascondendoli in alcuni barili e cacciandoli in un canale di scolo. Il tutto non prima che sbocci l’ammore tra il nano Kili e la bella elfa. Grumpy Legolas decide di sfruttare la fuga per aprire una nuova attrazione a Gardaland e parte di corsa. I nani, dopo che Kili apre la chiusa e si becca una freccia avvelenata da un orco, si lanciano tra i flutti della giostra e capriolando con i barili, come fossero del Cirque du Soleil, ammazzano un po’ di orchi (il nano da sempre è noto per la sua leggiadria).
Nulla a che vedere con gli elfi silvani che, integralisti dell’arco, non usano il pugnale nemmeno a sei centimetri di distanza incoccando frecce su frecce dalle loro faretre unlimited ammo (hanno installato la patch prima di montare il film). Dopo questo fantastico intermezzo, il gruppo arriva a Pontelagolungo dove, grazie al contrabbandiere Bard, una versione umana di Legolas, ma un po’ più zozzo, riescono a entrare in città. Qui Thorin riesce a blandire la gente (si sa, nani e ballerine fanno sempre colpo) e a farsi finanziare la spedizione alla montagna, contrapponendosi a Bard, erede del signore cittadino che non riuscì a uccidere il drago Smaug con le frecce nere. Nel frattempo Gandalf scopre che dietro tutti gli orchi c’è il mitico Sauron: come farselo mancare (spiace di non rivedere anche Brunga, il nemico di Chobin). Thorin lascia indietro un po’ di nani inutili, tra cui Kili, e si reca alla volta della montagna solitaria.
Dopo una manfrina stucchevole per trovare la serratura della porta segreta, il coraggiosissimo Thorin manda Bilbo a recuperare l’Arkengemma (il gioiello capace di riunire i sette reami dei nani e anche i frammenti del mio scroto) dal drago Smaug. Tutti pensano che la sua arma più potente sia il fuoco, ma in realtà è la logorrea, dato che blatera come un politico e non conclude nulla. Riattivando la fornace, sovvertendo la fisica con l’oro fuso, i nani e lo hobbit sconfiggono il drago, che s’invola verso la città per vendicarsi sugli umani, e recuperano la gemma. Nel frattempo a Pontelagolungo, gli orchi cercano di uccidere i nani rimasti, ma sono intercettati da Tauriel e Grumpy Legolas. La prima, visto Kili in condizioni pietose, usa la magia elfica, ispirata dal suo enorme schwantzstuck, e lo guarisce. Il secondo si lancia all’inseguimento di Bolg. Il povero Bard viene catturato dalle milizie governative, ma riesce a consegnare l’ultima freccia nera antidrago al suo figlio più idiota, personaggio del film deputato alle considerazioni ovvie, che la baratterà certamente con uno yo-yo prima del tramonto.
Esempio imbattibile di nerdgasmo hollywoodiano, il film raccoglie tutto il meglio del genere fantasy e non lo utilizza per valorizzare al meglio un gruppo di attori che procede per metà della pellicola tra grugniti e lingue inventate di sana pianta. Apprezzatissima dal CONI, la pellicola sponsorizza una serie di nuove discipline olimpiche in cui gli italiani possono agevolmente ottenere ottimi piazzamenti: il tiro con l’arco da due centimetri, il salto del barile, l’evasione dal carcere e lo spreco di denaro della collettività. Cavallo di battaglia per la riforma sociale, il lungometraggio lancia il guanto di sfida al mondo intero con quella che sarà la relazione più controversa dai tempi di “Indovina Chi Viene a Cena”: la fuitina tra il nano Kili e l’elfa Tauriel (nomina sunt omina). Una menzione per il drago Smaug che, sogno di ogni moglie, appena sveglio parla per ore e riesce a sostenere conversazioni su tematiche che vanno oltre la dicotomia “mangio-cago” e il terzo trasversale “esco”.

Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

lunedì 3 marzo 2014

134 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The Canyons!
Il cinema indipendente batte il suo colpo più duro, dritto sui denti degli spettatori. Una storia di turpitudine, immoralità, perversione e intrigo, incredibilmente ambientata fuori da un’assemblea parlamentare, che lascerà tutti con la fiatella sospesa. Un capolavoro di cinematografia finanziata dal pubblico solo perché voleva vedere un’alcolista sderenata dai vizi messa a cane da uno sconosciuto. Riuscirà questa immondizia cinematografica a rimanere abbandonata nelle sale e sugli scaffali dei negozi senza che la nettezza urbana chiami l’Agenzia per l’Ambiente e la faccia trattare come rifiuto speciale?
Los Angeles, Stati Uniti della fornicazione. Christian Deen è un pingone ricco sfondato che per dare a papà l’idea di saper cosa fare della sua vita ha deciso di produrre film. Sebbene fin qui sembri la storia di Vittorio Cecchi Gori, le cose si complicano quando l’uomo mette sul piatto i suoi vizietti erotici durante una cena di lavoro insieme a Tara Lohan, sua compagna, nonché pesce persico che una volta faceva la modella; Ryan Merluzzo, aspirante attore protagonista con il carisma di una lettiera per gatti usata; e Gina Fredda Vagina, segretaria di produzione con le corna pronte. Dopo un sereno dibattito su ciò che è lecito o meno fare su un materasso, ognuno torna alla sua vita. Il film è già una noia e il regista se ne rende conto per cui inserisce una bella scena di sesso con Christian, Tara e uno sconosciuto che si masturba mentre li guarda.
Christian non è mai sazio e il giorno dopo si reca da Cynthia, aspirante attrice che massaggia culi flaccidi a tempo perso, dove si appresta al coito. Tuttavia, la donna ci mette troppo sentimento, addirittura gode, e lui s’indispettisce per l’assenza di perversione. A quel punto lei s’indispettisce ancora di più per la ricerca costante della perversione da parte di lui e lo caccia. Nel frattempo scopriamo che Tara e Ryan erano amanti e ancora oggi mantengono lo status di trombamici: lui, tuttavia, è ancora innamorato e cerca di persuadere la ragazza a lasciare lo psicotico. Lei valuta attentamente la cosa: il ricco psicopatico che mi fa fare una vita da regina o il giovane aitante semidisoccupato con le pezze al culo? Lui insiste e lei a quel punto gli somministra il grande anestetico: una bella dose di figa gratis.
Christian comincia ad avere sospetti sulla moglie: i suoi sensi di topo ragno gli dicono che c’è qualcosa che non torna. Lei ha insistito troppo perché Ryan avesse la parte del protagonista della sua nuova ciofeca a basso costo e la cosa è degna di valutazione da parte del suo psicanalista. L’ennesima caduta di ritmo ci costringe a una scena di sesso gratuito. Comincia una guerra psicologica a tre, da cui è esclusa Gina a causa della piattezza del suo inutile personaggio. Ryan che ha studiato recitazione insieme a Cynthia, in una scuola che poi è fallita dato il calibro degli allievi, le chiede aiuto e lei cerca di persuadere Tara raccontandole della sua tresca con Christian e delle sue perversioni. Tara dice di avere la situazione sotto controllo e tornata a casa seduce il marito.
Lui per non farsi mancare niente chiama immediatamente due scambisti e parte l’ammucchiata. Tara trova il colpo di genio e fa ingroppare Christian dall’altro energumeno di sesso maschile, mentre lei lesbica. Lo stratagemma serve a infiammare il pubblico per il gran finale al gusto di pistacacchio: Christian scopre la tresca tra Ryan e Tara e mentre loro stanno scopando duro chiama un hacker che prosciuga il conto corrente di lui. Poi, non contento, si reca da Cynthia e la sgozza. Tornato a casa confessa tutto a Tara e la obbliga a fornirgli un alibi, promettendole in cambio la libertà. Ryan spiffera tutto a Gina e viene cacciato da casa sua: da jobless a homeless in un paio d’ore. Tara, invece, sbatte subito la vagina in faccia a un altro milionario e se la ride. Marchetta per i fan fatta. E adesso si può tornare a bere.
Prima pietra di un nuovo genere cinematografico definito “scottex & latex”, la pellicola si struttura in modo che il pubblico consumi almeno un rotolo di carta igienica prima di ottenere quei pochi minuti di perversione gratuita. Spot pubblicitario per tutte le cliniche di chirurgia estetica convenzionate con Kickstarter, il prodotto riesce a penetrare ogni anfratto della trasformazione in anfibio di Lindsay Lohan lasciando nel pubblico una curiosità morbosa sugli sviluppi futuri dell’estetica interspecie. Esempio di casting fatto nelle zone limitrofe al distretto cartario di Fabriano, il lungometraggio colpisce per la versatilità dei poster che sostituiscono gli attori in quasi tutte le scene, ad esclusione di quelle che contengono solo paesaggi. Complimenti vivissimi al protagonista James Deen che ha scelto proprio il nome giusto per finire anticipatamente la sua carriera.

Sleep-o-Meter: 10 – Io Ballo da Sola (Antimateria Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.