martedì 13 luglio 2010

20 - The Twilight Saga - Eclipse

Il momento è giunto. La più grande battaglia di vampiri senza la battaglia. Il più struggente dramma vampiresco senza il dramma. Lo cunto de li cunti. Abbiamo pianto con loro mentre piangevano, mentre ridevano, mentre dormivano, mentre giocavano, mentre si separavano. Riusciranno dei ventenni, che è meglio si godano ora il successo, perché fuori da questa saga possono solo andare raccogliere i pomodori Pachino, nell'impresa di far apparire il Conte Dracula uno stupido per aver riempito il suo castello di succubi vogliose quando sarebbe stato molto più romantico aspettare cinquecento anni, ammazzarsi di raspe e vivere un amore platonico con quella sciacquetta insulsa di Mina Harker?
La bella Bella, sempre più bella da quando ha riabbracciato il surgelato Edward, vive spensierata la sua stucchevole storia d'amore tra un ti amo e un bacio velocissimo e un ti amo e un bacio e un ti amo. Si avvicina il giorno in cui verrà sucata e trasformata e la ragazza non vede l'ora, tanto che deve aver smesso anche con l'eroina. Edward da galantuomo ottocentesco quale è rispetta il coprifuoco e la verginità imposti dallo sceriffo Charlie, padre della squinternata, tanto da buon sofficino si scalda solo con olio da frittura abbondante. Ma un pericolo incombe: la metallizzata Victoria Secret's ha ancora un conto in sospeso con la famiglia Intimissimi per la morte del suo James e sta facendo proseliti e capatine veloci nel boschetto della loro fantasia insieme al vitello dai piedi di balsa. La famiglia e i lupacchiotti fanno buona guardia, tuttavia cominciano a perdere colpi a causa della carenza di ripetitori in zona e dell'assenza di campo per i poteri della telepate Alice di Telecom Italia Mobile.
Bella, nel frattempo, vuole recuperare il rapporto con Jacob per la nota legge secondo cui una donna scopata poco o non scopata proprio si guarda in giro. Il rapporto è teso: Jake non sopporta Capitan Findus e viceversa, ma devono trovare un accordo quando i neonati di Victoria si fanno pericolosi soprattutto perché i Volturi giocano a incularella e non muovono un dito. Edward, fedele ai dettami de "The Last Boyscout", compra alla futura sposa un cane per quando lui non c'è, peccato che il cane è Jake. Il film potrebbe proseguire con lo scontro finale, ma perché non allungare il brodo già scipito? Ah, dimenticavo, i due innamorati si dicono ti amo circa ogni diciassette minuti e proliferano scene patetiche in cui Cucciolone, il gelato trigusto, e Bun Bun, il cane abbandonato, si sfidano con pose da macho per impressionare l'arrosto di tacchina con poco grasso e solo il 2% di colesterolo.
Cominciano una serie di inutili flashback: la tribù dei lupi, dopodiché Jake ci prova con Bella che si sturba di brutto, gli tira un pugno e si frantuma una mano; Rosalie, vampirella invidiosa sdrumata e che si vendica degli stupratori ubriachi; Jasper, ex ufficiale della guerra di secessione e grande stratega invitto. Drenato il liquido e presa l'azitromicina per tamponare l'orchite si torna sul pezzo: i vampiri buoni si alleano con i lupacchiotti, Edward chiede la mano di Bella dopo averle rifiutato la verga e tutti si addestrano insieme sotto la guida di Jasper per fronteggiare l'esercito ingrifato. La battaglia per l'intimo sta per cominciare. Il piano è geniale: spargere litri di sangue di Bella per la foresta, cosicché la vampiraglia giunga nella radura per essere maciullata, mentre Edward, Jacob e la sfitinzia si rifugiano in alta montagna. Fish and Crock Edward prende il dettame alla lettera: monta una canadese a seimila metri cosicché la sua amata possa rischiare l'assideramento in una notte di tempesta se non fosse per Jake che si infila nel letto e la scalda ignudo. Puah!
Bella sturba ancora: ha voglia di pingone e si dice innamorata anche del canuomo. Non c'è tempo. Ruttolomeo scopre il matrimonio imminente, si incavola come un lupo e va sbocconcellare frattaglie di pipistrello in umido. Victoria, captati i pensieri della bella Bella (bella zio!), scova il nascondiglio, ma viene scassata di mazzate da Edward grazie alla futura mogliettina, nonché gangbanger, che si taglia le vene e attira l'attenzione su di sè. Sembra tutto finito, ma Jacob per salvare un pastore maremmano del suo branco viene frantumato da un energumeno che viene fatto a pezzi a sua volta. Il tutto mentre al capo vampiro Intimissimo non si scombina nemmeno la pettinatura. Le mutande a basso costo sono salve: la catena popolare vince contro il lusso. Il pelosone viene riparato e i due piccioncini, o meglio la piccioncina e il pipistrellino possono programmare le future ammucchiate. Tuttavia l'ambiguità dei Volturi incombe. Cosa vorranno ancora esseri con un nome tanto idiota e indegni di più di cinque battute in un copione già insulso?
Capolavoro di qualsiasi arte figurativa che non sia il cinema, rivaleggia prepotentemente con un'ora e mezza di scariche elettrostatiche su un canale analogico dopo che è stato effettuato lo switch over al digitale terrestre. Ricco di spunti per gli amanti del sesso interspecie, si muove nei meandri dell'approfondimento psicologico con la stessa agilità che avrebbe Charles Manson dovendo officiare una Messa Copta. Potrebbe essere iscritto tra i grandi capolavori dell'espressionismo, non fosse per il fatto che a ogni battuta l'espressione del pubblico rimane monolitica. Comodissima la futura versione per dispositivi portatili per processioni religiose con espiazione, autodafè e processi di combustione umana a scopo di protesta. Divertente come esercitare il Valsalva dopo essersi nutriti con sole arachidi per dieci giorni.

Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

sabato 10 luglio 2010

19 - Cinque Appuntamenti per Farla Innamorare

Come disse Morpheus: "E' lui, è l'Eletto!". Lo abbiamo aspettato. Dopo anni di terrore, piegati alla convinzione che nessuno potesse mai raccogliere l'ingrato fardello, finalmente una luce, una nuova speranza si affaccia dai balconi di Wheeling di Sotto. Riuscirà John Corbett, l'alternativa americana al marmo di Carrara, a raccattare le frattaglie di pudicizia, le briciole di dignità lasciate da Sua Maestà Nicolas Cage e a trasformarsi nella nuova promessa del cinema ittico, scalzando crostacei, cetacei e cefalopodi e imponendo l'assoluto stile cernia come unico teologico?
Uno spettro si aggira per le strade di New York. E' lo spettro del botulinismo. Genoveffa, una maschera mortale di iniezioni nei punti sbagliati, gestisce un negozio di fiori insieme a due obliqui che amano farsi le sopracciglia con il fertilizzante (e non oso pensare a cosa fanno con i cactus). La donna è sempre felice perché ha scoperto il metodo per non soffrire in amore: relazione di cinque appuntamenti e poi chiusura concordata con il potenziale partner. Grazie a questa teoria ride come una scema per il quartiere che le va dietro come un branco di cinesi durante la rivoluzione culturale di Mao, anche se si sa che i gatti preferiscono Whiskas. A rompere la monotonia del luogo lo stentoreo Greg che, abbandonata la facoltà di legge, ha deciso di comprare il negozio più fallimentare e farne un tapas bar. Un essere più crudele di San Francesco d'Assisi, irriguardoso degli sforzi paterni e votato a parlare agli uccelli.
Dopo le prime schermaglie, dopo aver dispensato inutili consigli sbagliati agli amici falliti, Genoveffa, imbeccata dal duo Gloria Gaynor, comincia a flirtare con Greg che nel frattempo, utopista, aveva sperato di imbastire una relazione duratura con un'assistente di volo. Come andare a pesca utilizzando come esca il proprio pisello con la convinzione che il pesce succhi senza mordere. Immancabile premessa, la regola dei cinque appuntamenti deve valere anche per loro. Pronti via! Si parte con l'appuntamento di conoscenza, per poi convolare all'appuntamento culturale, seguitare con il puntello avventuroso e proseguendo con l'immancabile trombata estenuata da sette ore con orgasmi multipli, apparizioni di santi, rivelazioni mistiche e scoperta di cure per malattie incurabili. Genoveffa trasecola, ma improvvisamente lui non la chiav... ehm chiama più.
Infatti, dopo un attento esame con il commercialista, Greg, grazie allo scorporo dell'otto per mille alla comunità dei chirurghi cocainomani, ha scoperto che, essendo passata la mezzanotte a trombare, il quarto appuntamento si è trasformato anche nel quinto: è tutto finito. Genoveffa contesta la cosa e scrive a Rita dalla Chiesa che, tuttavia, su imbeccata della Sig.ra Irma di Frascati nega l'intervento. La ragazza è disperata: quante speranze di pinolo infrante. Gli amici, i dipendenti invertiti e mammà, una babbiona francese pluricornificata, cercano di tirarla su, mentre Greg viene aiutato a farselo tirare su da un amico avvocato egocentrico. Nel frattempo irrompono nella vita della donna anche il dramma di un padre playboy con cui non parla e gli amici che si accoppiano alla spicciolata con lingua a mulinello. Va tutto male, come quando si lasciano gli assorbenti con le ali nell'altra borsetta in giornate di flusso abbondante.
Il gruppo sfiga, rinforzato dal duo Raffaella Carrà, convince Greg a calcolare l'Iva al netto del sopravalore delle donazioni e a valutare il quarto appuntamento solo come quarto, ma lui, prima ben intenzionato, distrugge psicologicamente l'innamorata e torna a fare quarto più quinto prima di spedire tutto alle Olimpiadi di Matematica. Un disastro: si avvicina San Valentino, ma nemmeno nuove iniezioni di botox riescono a riportare l'espressione di Belfagor sul volto di Genoveffa. Lei ricompone la sua vita come una sbrisolona e incontra papà, un orrendo panzone con la coppola e le ascelle sudate. Si riappacificano. Manca solo Greg: e puntualmente arriva. Fa ciò che il Maestro Nicholas comanda: espressione da orata in brodetto di pomodorini, serenata con band rastafara, comparse a forma di cuore e richiesta a Genoveffa di diventare la sua fidanzata e condividere con lui, ancora una volta, quel rilassante sorriso rubato a Chucky la Bambola Assassina.
Film manifesto della decadenza civile e sentimentale della razza umana, giustifica tutti coloro che si danno a pratiche erotiche emulatorie in solitaria come buchi nei muri, bistecche arrotolate, soffocamento indotto. Giustifica qualsiasi epiteto lanciato contro i canadesi da prima della costituzione dello stesso Canada. Non bastano dosi sovrumane di taurina a rinunciare all'intervento del Sergente Maggiore Hartman, tanto che verso il quarantesimo minuto si opta per l'arruolamento in ferma lunga tra le truppe cammellate dell'esercito libico. Già previsto un'esaltante seguito a basso costo in cui gli attori protagonisti presteranno solo le voci e verranno sostituiti da due manichini delle Galeries Lafayette in pensione, certamente più credibili di un branzino che copula con il Jolly delle carte da ramino.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.