…The English Teacher!
Ogni tanto qualcuno ironizza sui cinepanettoni. Ogni tanto qualcuno ironizza sui cineombrelloni. Ogni tanto qualcuno ironizza sui cinepolpettoni e anche sulle fisscio. A meno che chi ironizza non sia Andrea Bocelli, che è giustificato per manifeste difficoltà oggettive, sarebbe bene che si guardassero anche le commedie provenienti da altre tradizioni cinematografiche. Riuscirà Julianne Moore a rinverdire i fasti della bruttezza interpretando la vita sciatta di un’insegnante che non lavora per la scuola italiana trattenendo spettatori oltre il quinto minuto?
Cittadina sperimentale per il Progetto Manhattan, Stati Uniti. Linda Sinclair Moore è un’insegnante che ha dedicato la vita alla letteratura inglese trascurando tutto il resto, soprattutto quelle ore di sesso necessarie all’equilibrio ormonale e psichico. I suoi allievi sono l’unica passione di una vita fatta di moderazione inutile, bistecchine di pollo e insalata verde. Lei è talmente inserita nel suo ruolo che quando esce con un relitto umano (talmente disperato da voler uscire con un raro esemplare di rana coreana) alla fine della serata gli dà un voto tra A e F. Fin qui si può ancora chiedere il rimborso per il biglietto, quindi niente panico. Una bella sera Linda viene avvicinata da Jason Sherwood Angarano, suo ex-allievo. L’imbecille, che veste come un disadattato, ha la bella idea di approcciarla al bancomat e lei lo inonda di spray urticante. Riaccompagnandolo a casa, l’insegnante scopre che è un drammaturgo fallito.
La donna, in preda a un attacco di vaginite, chiede a Jason di farle leggere la sua unica opera “La Crisalide” (un titolo che è già una revolverata nei maroni, figurarsi il testo), storia tragica di un’adolescente. Linda s’immedesima a tal punto nel povero Jason, orfano di madre e perseguitato da un padre insensibile a sua detta, e sceglie di far produrre la commedia dal liceo in cui insegna, impegnandosi a coprire tutte le spese fuori dal budget previsto. L’ufficio di presidenza della scuola, costituito da marito e moglie decerebrati seguaci di Sarah Pahlin, prima nicchia e poi accetta di dare la regia all’insegnante di teatro Carl Kapinas per farlo tacere per più di sei secondi. Si comincia con tutte le buone vibrazioni: il team creativo discute su tutto, gli attori che contestano vengono emarginati e la puttanella protagonista Hallie Anderson Collins fa la gatta morta con l’autore. Dopo una piccola discussione Linda e Jason si trovano in aula da soli e ci scappa la fregatina.
Quando c’è di mezzo il pennello, tutto cambia, soprattutto se uno dei due è uno scopatore seriale. Dalla mattina seguente Jason comincia a tampinare Hallie, mentre Linda cerca di difendere il perimetro (una volta che scopa, mi sembra il minimo). Di questa benedetta crisalide non frega una cippa a nessuno, tanto meno al Dott. Sherwood, padre di Jason e protagonista controvoglia di questa inutile farsa, dato che viene accusato senza motivo di ogni nefandezza. Dallo scazzo tra Linda e Hallie segue sputtanamento generale della professoressa, licenziata ed estromessa dalla produzione pur continuando a pagarne i conti (della serie facciamo i finocchi col culo degli altri), e dell’autore che si rivela un impacciato idiota che potrebbe essere scritturato per un film scadente su un’insegnante che si beve le stronzate di un suo ex-allievo. Linda si ritira nel suo dolore, dopo aver confessato al Dott. Sherwood di aver sdrumato il suo ingenuo virgulto.
Tutto sta andando a rotoli e il comitato di presidenza prega Linda di rientrare alla direzione della rappresentazione. Stima? Macché, Carl Kapinas ha avuto un coccolone e non si fa più in tempo a cambiare soggetto. La crisalide si è formata in mezzo alle palle di tutti, ma bisogna andare avanti. Dopo una serie di scambi raffinati a suon di “puttana”, “vecchia stronza”, “figa moscia”, “immaturo puttaniere”, la donna convince Hallie e Jason a smettere per un attimo le pratiche erotiche e a finire questa immane cagata. Si arriva alla sera della prima, gli applausi scrosciano, Jason raggiunge il successo, tutti sono fighi e la povera Linda resta con un pugno di peli pubici in mano. Sembra tutto tornato a una blanda normalità, quando il Dott. Sherwood, dopo essere stato insultato per tutto il film, estrae il coniglio dal cilindro e decide di rimorchiare la professoressa del figlio. Lei, incredula circa la possibilità di trombare due volte in pochi giorni, si prende il pacco sia in senso metaforico sia in senso fisico.
Clamoroso esempio di metempsicosi cinematografica, il prodotto risulta piatto e molliccio come il decolleté della protagonista che nonostante la chioma fulva non richiama alcuna fantasia becera nel pubblico maschile. Gradita dalle imprese di pompe funebri come manifesto di settore, la pellicola è un’enorme inumazione del genere commedia in cui, per un incidente, purtroppo non finiscono seppelliti anche gli indegni interpreti. Emotivamente complesso come “Ursus nella Valle dei Leoni”, il film incentra le proprie fortune su una protagonista che si alterna, scena dopo scena, a una serie di animali non collaboranti. Una menzione particolare per il regista, Craig Zisk, che insiste nella professione nonostante il suo agente gli abbia detto più volte che per uccidere impunemente degli esseri viventi basta vendere i diritti sul suo cognome a una società che produce insetticida.
Sleep-o-Meter: 06 – L’Assedio (Coma Profondo)