martedì 26 agosto 2014

149 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The English Teacher!
Ogni tanto qualcuno ironizza sui cinepanettoni. Ogni tanto qualcuno ironizza sui cineombrelloni. Ogni tanto qualcuno ironizza sui cinepolpettoni e anche sulle fisscio. A meno che chi ironizza non sia Andrea Bocelli, che è giustificato per manifeste difficoltà oggettive, sarebbe bene che si guardassero anche le commedie provenienti da altre tradizioni cinematografiche. Riuscirà Julianne Moore a rinverdire i fasti della bruttezza interpretando la vita sciatta di un’insegnante che non lavora per la scuola italiana trattenendo spettatori oltre il quinto minuto?
Cittadina sperimentale per il Progetto Manhattan, Stati Uniti. Linda Sinclair Moore è un’insegnante che ha dedicato la vita alla letteratura inglese trascurando tutto il resto, soprattutto quelle ore di sesso necessarie all’equilibrio ormonale e psichico. I suoi allievi sono l’unica passione di una vita fatta di moderazione inutile, bistecchine di pollo e insalata verde. Lei è talmente inserita nel suo ruolo che quando esce con un relitto umano (talmente disperato da voler uscire con un raro esemplare di rana coreana) alla fine della serata gli dà un voto tra A e F. Fin qui si può ancora chiedere il rimborso per il biglietto, quindi niente panico. Una bella sera Linda viene avvicinata da Jason Sherwood Angarano, suo ex-allievo. L’imbecille, che veste come un disadattato, ha la bella idea di approcciarla al bancomat e lei lo inonda di spray urticante. Riaccompagnandolo a casa, l’insegnante scopre che è un drammaturgo fallito.
La donna, in preda a un attacco di vaginite, chiede a Jason di farle leggere la sua unica opera “La Crisalide” (un titolo che è già una revolverata nei maroni, figurarsi il testo), storia tragica di un’adolescente. Linda s’immedesima a tal punto nel povero Jason, orfano di madre e perseguitato da un padre insensibile a sua detta, e sceglie di far produrre la commedia dal liceo in cui insegna, impegnandosi a coprire tutte le spese fuori dal budget previsto. L’ufficio di presidenza della scuola, costituito da marito e moglie decerebrati seguaci di Sarah Pahlin, prima nicchia e poi accetta di dare la regia all’insegnante di teatro Carl Kapinas per farlo tacere per più di sei secondi. Si comincia con tutte le buone vibrazioni: il team creativo discute su tutto, gli attori che contestano vengono emarginati e la puttanella protagonista Hallie Anderson Collins fa la gatta morta con l’autore. Dopo una piccola discussione Linda e Jason si trovano in aula da soli e ci scappa la fregatina.
Quando c’è di mezzo il pennello, tutto cambia, soprattutto se uno dei due è uno scopatore seriale. Dalla mattina seguente Jason comincia a tampinare Hallie, mentre Linda cerca di difendere il perimetro (una volta che scopa, mi sembra il minimo). Di questa benedetta crisalide non frega una cippa a nessuno, tanto meno al Dott. Sherwood, padre di Jason e protagonista controvoglia di questa inutile farsa, dato che viene accusato senza motivo di ogni nefandezza. Dallo scazzo tra Linda e Hallie segue sputtanamento generale della professoressa, licenziata ed estromessa dalla produzione pur continuando a pagarne i conti (della serie facciamo i finocchi col culo degli altri), e dell’autore che si rivela un impacciato idiota che potrebbe essere scritturato per un film scadente su un’insegnante che si beve le stronzate di un suo ex-allievo. Linda si ritira nel suo dolore, dopo aver confessato al Dott. Sherwood di aver sdrumato il suo ingenuo virgulto.
Tutto sta andando a rotoli e il comitato di presidenza prega Linda di rientrare alla direzione della rappresentazione. Stima? Macché, Carl Kapinas ha avuto un coccolone e non si fa più in tempo a cambiare soggetto. La crisalide si è formata in mezzo alle palle di tutti, ma bisogna andare avanti. Dopo una serie di scambi raffinati a suon di “puttana”, “vecchia stronza”, “figa moscia”, “immaturo puttaniere”, la donna convince Hallie e Jason a smettere per un attimo le pratiche erotiche e a finire questa immane cagata. Si arriva alla sera della prima, gli applausi scrosciano, Jason raggiunge il successo, tutti sono fighi e la povera Linda resta con un pugno di peli pubici in mano. Sembra tutto tornato a una blanda normalità, quando il Dott. Sherwood, dopo essere stato insultato per tutto il film, estrae il coniglio dal cilindro e decide di rimorchiare la professoressa del figlio. Lei, incredula circa la possibilità di trombare due volte in pochi giorni, si prende il pacco sia in senso metaforico sia in senso fisico.
Clamoroso esempio di metempsicosi cinematografica, il prodotto risulta piatto e molliccio come il decolleté della protagonista che nonostante la chioma fulva non richiama alcuna fantasia becera nel pubblico maschile. Gradita dalle imprese di pompe funebri come manifesto di settore, la pellicola è un’enorme inumazione del genere commedia in cui, per un incidente, purtroppo non finiscono seppelliti anche gli indegni interpreti. Emotivamente complesso come “Ursus nella Valle dei Leoni”, il film incentra le proprie fortune su una protagonista che si alterna, scena dopo scena, a una serie di animali non collaboranti. Una menzione particolare per il regista, Craig Zisk, che insiste nella professione nonostante il suo agente gli abbia detto più volte che per uccidere impunemente degli esseri viventi basta vendere i diritti sul suo cognome a una società che produce insetticida.

Sleep-o-Meter: 06 – L’Assedio (Coma Profondo)

lunedì 11 agosto 2014

148 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Maleficent!
Finalmente la cattiveria al potere. Finalmente una mora che ottiene la sua rivincita su una bionda. Finalmente la dimostrazione del Teorema di Casco Nero, cioè che il cattivo vince sempre perché il buono è stupido. Tuttavia un sospetto rimane: ma non era un film Disney? Uhmm. Non sono più così convinto di tutti quei finalmente e comincio a sentire un certo dolore in area perianale. Riuscirà la brillante e ossuta Angelina Jolie, attraverso un personaggio di cui avremmo fatto volentieri a meno, a spiegare la scelta del suo cognome d’arte dato che quando appare sembra sempre che le sia salita la carogna in groppa?
Regno delle Fatine buone del cazzo. Malefica Jolie è una creatura fata dalle ali di grifone, con la fiatella di roll, che vive in un bosco incantato chiamato Brughiera da un gruppo di idioti, poiché si tratta di un bosco e non di una brughiera. L’armonia del luogo viene turbata un giorno dall’arrivo di un ragazzino straccione con la faccia da figlio di mignotta (uno che Lombroso avrebbe fatto condannare a duecento nerbate al giorno solo per le sopracciglia). Dopo l’iniziale diffidenza, i due iniziano una tenera amicizia che si tramuta in amore finché Stefano non decide di dedicarsi alla carriera di attendente di gabinetto (inteso come cesso) del Re Enrico (il solito panzone con la voce roca e la barba bianca). Quest’ultimo, per sollazzo, decide di dichiarare guerra alla Brughiera, ma non ha fatto i conti con Malefica, fata guardiana e potentissima incantatrice. L’esercito degli umani è spazzato via e il Re ferito.
Ormai in punto di morte, il Re panzone decide di dare il trono a chi somministrerà il fine vita a Malefica. Stefano Copley, in fregola carrierista più di un partecipante di “The Apprentice”, tenta la sortita nella Brughiera, riconquista abilmente la fiducia di Malefica nonostante la faccia da psicopatico, se la inzacchera, la droga e le taglia le ali per consegnarle come prova al Re. Il budellone, prima di crepare, vistosi vendicato, lo nomina Re Stefano. Malefica, invece, addolorata, tradita e anche un po’ indispettita per la scopata tutto sommato scarsa (Brad è decisamente meglio a letto anche se ce l’ha corto), diventa una strega cattiva, getta l’oscurità sulla Brughiera ed erige una barriera di rovi per separarla dal Regno degli uomini. Passano anni e Stefano, grazie a massicce dosi di Cialis, riesce a impalmare la figlia di Re Enrico che dà alla luce la principessa Aurora. Malefica, venuta a sapere dell’evento dal fido Fosco, un corvo che ha salvato da una bastonatura e lei tramuta in quel che vuole, decide di presenziare al battesimo e lanciare sulla piccola una maledizione a sfregio.
Il giorno del suo sedicesimo compleanno la ragazza si pungerà con un arcolaio e cadrà in un sonno da cui la sveglierà solo il bacio del vero amore (inizialmente la scelta era caduta su “il giorno del sedicesimo compleanno la ragazza sposerà Alessandro Sallusti”, ma condannarla a passare l’intera vita trasformata in Daniela Santanché era troppo anche per una vendetta). Il Re, nel panico, affida la piccola a tre fatine buone che hanno il compito di crescerla nel bosco non incantato e di riportarla al castello solo dopo il sedicesimo compleanno, mentre tutti gli arcolai del Regno vengono bruciati o seppelliti nelle cantine. Stefano diviene un ossesso delle punture, rifiuta il vaccino contro il morbillo perché causa autismo, e nel tentativo di uccidere Malefica invia il suo inutile esercito a bruciare la barriera di rovi: la campagna è un fallimento totale al pari di ogni riforma costituzionale in Italia. Le tre fatine sono inadeguate e Malefica deve sopperire, ma avendo due protesi al silicone, allatta e cresce la piccola con l’aiuto delle creature della Brughiera.
Cresciuta e mestruata, Aurora Fanning piano piano scopre tutto il papocchio, nonostante il suo essere bionda e stupida per definizione, e torna al castello dove il pazzo Re Stefano ha in serbo un piano per eliminare Malefica per sempre. Aurora viene rinchiusa nella sua stanza che ha un passaggio segreto che porta dritto dritto alla cantina degli arcolai (ditemi voi se uno non si deve alzare e bestemmiare). La principessa si punge e cade nell’abbiocco. Malefica, raccattato tal principe Filippo, un pagliaccio con il busto e la calzamaglia, lo manda a baciare Aurora, ma lui non usa la lingua e lei non si sveglia. Allora è la volta di Malefica che la bacia da madre, il bacio del vero amore, e la risveglia mentre il latte è arrivato allo scroto verso l’infinito e oltre. Stefano attacca Malefica, Aurora libera le ali di Malefica (che sono ancora vive! Vi prego eviratemi e poi me lo riattacco tra sedici anni per vedere se funziona) e lei fa morire malissimo Re Stefano per la gioia di tutti quelli che si chiamano Filippo (il regno è a un passo). Aurora diventa regina di entrambi i regni e tutti possiamo correre a cagare a spruzzo.
Informe e insapore poltiglia in salsa Disneyana, la pellicola è il primo e peggior esperimento di cucina macroidiotica e spiega perfettamente per quale ragione fenomeni come Miley Cyrus e Justin Bieber finiscono dritti nello studio dello psichiatra. Soluzione morbida per la crisi irachena, il prodotto è l’unica cosa in grado di bloccare l’avanzata dei sunniti, preda di violente nausee a causa di una trama stucchevole come un marshmallow caramellato passato nel miele e nella granella di zucchero. Apprezzato dall’AMI (Associazione Maghi d’Italia) per la dimostrazione evidente delle loro teorie sulla preveggenza, il lungometraggio è un’immensa previsione sul futuro di Angelina Jolie fatto di corna, spigoli, voli pindarici e marmocchi non suoi. Premio della critica per Sharlto Copley che lancia la sua candidatura per mono personaggi psicopatici ricalcando da vicino le orme della tragica carriera di Anthony Perkins.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.