Finalmente un film che parla di assassini, truce, crudo, violento. Dopo i flop di Assassins, Hitman e della serie Smokin' Aces, tornano alla ribalta i sicari e, per non spaiare, le redini sono state consegnate a Nicolas Cage. Riuscirà il Re Mi(er)da della cinematografia, ben shakerato con una coppia di fratelli registi dal cognome, Pang, identico a un videogioco anni '90 il cui scopo era far scoppiare le palle, resistere alla tentazione di interpretare un soggetto, tendenzialmente feroce, ma al contempo gigione, che richiedesse una tintura per capelli peggiore di quella mostrata nella serie National Treasure?
L'ormai attempato killer N.C. (per il rispetto della privacy), unico capace di girare con un cocker nero morto in testa facendolo passare per una chioma, dopo aver freddato un potenziale testimone detenuto dalla polizia in quel di Praga, sparandogli da due km, contro vento e facendosi la manicure, decide che è ora di mettere la parola fine alla propria carriera di ammazzasette, poiché l'antigene prostatico è oltre i livelli di soglia e la difficoltà con cui si arriva all'erezione è insormontabile anche con l'aiuto delle pilloline. Ci vuole un ultimo lavoro per finire con il botto; guarda caso in Thailandia, paese rinomato per gli alti livelli di criminalità e topone, c'è un quadruplice omicidio da compiere per conto della malavita organizzata: persone rispettabili che tutto possono creare fuorché problemi prima della pensione. L'uomo accetta felice e con la consueta espressione da orata si imbarca sul volo per Bangkok.
Prima regola del killer non farsi notare. N.C. compra una villa di tre piani con giardino in piena giungla, da cui gestire tutte le operazioni, e assolda un ladruncolo di nome Kon come messaggero tra lui e la malavita. Il giovane Thailandese, dopo nemmeno due secondi di lavoro, tira la sfiga al datore di lavoro poiché questi possiede un ritratto di elefante con la proboscide in giù (e non è l'unica cosa a stare giù in quella casa) che notoriamente porta male. La carogna, già prepotente sulla spalla di N.C., diventa ben presto un infestante: durante il primo omicidio il killer si ferisce per non investire una bambina dando prova di grande sensibilità. In farmacia, dove si reca cercando cure, si innamora della farmacista sordomuta di nome Pioggia (e sai che sorrisi) che fa uscire il gattone arruffato che c'è in lui. Nel frattempo il buon Kon si pastura una ballerina da night club e fugge disperato dai creditori. Dopo uno scontro con questi ultimi, scopre il mestiere di N.C. e da buon Thailandese chiede di essere immediatamente istruito.
N.C., ormai cuore d'oro, si prende pure l'allievo: di giorno insegnante, di notte tombeur de sourd-muet. Sudando come una mortadella al ristorante e divorando del basilico, N.C. seduce platonicamente Pioggia, accettando persino di conoscere la vecchia babbiona che l'ha data alla luce, cui riesce a far bere che i suoi capelli sono veri e che lavora in banca. Il gattone arruffato si è già trasformato nell'orsetto mieloso, tuttavia anche il secondo e il terzo omicidio se ne vanno veloci: Kon ha sete di sapere e non va deluso dato che ciula con la meglio gnocca di Bangkok. Nel frattempo arriva la commessa per l'ultimo omicidio che si rivela un bersaglio grosso: il Romano Prodi thailandese, colui che riuscirà a portare la Thailandia in Asia. N.C. chiede più soldi per un lavoro così rischioso, ma i malavitosi non sono d'accordo e cercano di eliminare la prostatite ambulante. N.C. elimina due scagnozzi proprio sotto gli occhi di Pioggia e proprio dopo che lei gli aveva scritto quanto era felice con lui e il cocker, trasformandolo da orsetto mieloso a coniglietto dolcissimo. La ragazza scappa terrorizzata per non tornar mai più.
Non essendo più lo spietato gattone di un tempo, N.C. non riesce a uccidere colui che porterà l'Asiatassa al popolo bue. Inseguito dagli sbirri che lo vedono alla finestra e gli scatenano contro un arsenale con tanto di mitragliatrice, N.C. trova una festa di pallottole anche a casa sua. Kon è stato rapito e ha parlato o gli facevano fuori la paciarottona. Dopo aver fatto saltare per aria la casa rifugiandosi nella vasca da bagno, il killer, incavolato come Winnie Pooh quando Tigro gli ha fottuto l'alveare, si reca al quartier generale chiedere conto degli ultimi incresciosi avvenimenti; non prima, però, di aver ringraziato Pioggia per avergli spezzato il cuore. Il morbido N.C., un muffin umano, stermina i cattivi senza fatica, spegnendo la luce e sparando a qualunque cosa in movimento in modo da non sudare e non prendere freddo. Salvato Kon con figheira appresso, il terrificante pavesino propende per il suicidio nella macchina del boss insieme a quest'ultimo, il solito panzone smidollato, intingendosi in un bicchiere di latte caldo.
Prodotto che sta al cinema d'azione come la Fratellanza Ariana al Bar Mitzvah. Era da "I Diafanoidi vengono da Marte" che un essere inconsistente non ammazzava così tante comparse armate di pistole accendisigari. Film che regala anche piccoli momenti di suspence, soprattutto quando la carotide del tenerone si gonfia al minimo segno di attività fisica. Premiata la versatilità del protagonista, capace, per l'ennesima volta, di interpretare "The Family Man" in un contesto che non c'entra nulla e insignito a furor di popolo del ruolo elitario di primo membro umano del Museo di Madame Tussauds. Un memento per Kon, tipico esempio di subdolo levantino, che, sfruttando l'ingenuità degli occidentali, ne esce incensurato e in compagnia della Tinì Cansino di turno.
Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
Nessun commento:
Posta un commento