giovedì 13 settembre 2012

84 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Lockout!
La grande fantascienza d’azione si ripropone al grande pubblico con un film che vuole lasciare inquietanti domande sull’ipotetico mondo del futuro. Il tema delle carceri ritorna a galla mefitico e silenzioso, come uno stronzetto nella tazza del water quando non si lascia agire in modo consono lo sciacquone, e stimola la necessità di scelte difficili nelle sensibili coscienze del pubblico conservatore: iniezione letale o sedia elettrica? Riuscirà Luc Besson a nascondere la sua paternità sulla sceneggiatura, esattamente come farebbe con un figlio illegittimo nato da una sua ipotetica relazione con un cetaceo spiaggiato?
Stati Uniti, anno 2079, tutto più brutto e meccanizzato, quindi Detroit ha mantenuto intatta la sua artificiale bellezza. Snow Pierce è un agente dei servizi segreti accusato di aver ucciso un coglionnello di nome Frank e aver trafugato una valigetta, contenente segreti di Stato. Dopo essere stato ripassato come una costata alla sagra del colesterolo, Snow viene condannato alla stasi, cioè al congelamento e al deterioramento cerebrale (può davvero peggiorare?) nel carcere orbitante MS1, dal Direttore dei Servizi Igienici Segreti Langral. Sembrerebbe tutto andare per il peggio, ma il suoi amico negro Shaw, con la faccia ambigua che quasi quasi sembra il colpevole finale, sembra volerlo aiutare a salvarsi la pellaccia. Di sicuro è più efficace l’azione combinata della bionda Emilie Grace, figlia del Presidente in visita alla struttura causa crisi di coscienza, e del suo bodyguard di colore, tanto intelligente da portare pistole in un carcere di massima sicurezza.
Scongelato il primo maniaco, per valutare la sua salute mentale (se era un pazzo quando era entrato e la stasi peggiora lo stato mentale, può essere migliorato?!?!?!?), il conto alla rovescia per la rivolta carceraria è veloce come l’orgasmo di un eiaculatore precoce. Lo psicotico segalitico, Hyndell, sbrina tutti gli altri e consegna al fratello maggiore Alex le chiavi della carretta, prigionieri compresi, ma come premio vuole sdrumarsi la bionda, di cui non conosce ancora l’identità. Dopo un intervento fuffa della polizia orbitale, organo di controllo inutile e composto di vecchi, e un rinvio dello stupro, si passa la palla allo specialista Snow. Inizialmente restio a farsi scannare come un maiale per la figlia del Presidente senza garanzie di favori sessuali, l’eroe accetta l’incarico perché su MS1 c’è Mace, l’uomo che può risolvere il mistero della valigetta e scagionarlo dalle accuse di omicidio, tradimento e prostituzione (quest’ultima no: era giovane e aveva bisogno di soldi).
Mentre l’aviazione orbitale, altro corpo di idioti, si fa massacrare durante un pattugliamento con le navette spaziali, Snow, arrivato sull’MS1 in dieci minuti con la tuta spaziale di Neil Armstrong (sai costruire una stazione carceraria criostatica orbitante e non hai messo a punto delle nuove tute spaziali?!?!?!?!?) si diverte a fare le capriole in assenza di gravità. Sarebbe ancora lì se non fosse per i carcerati che lo intercettano e gli sparano come fosse un piattello in volo. E’ giunta l’ora di entrare in azione: il soldato le prenderebbe anche da un centoduenne tetraplegico con il catetere, ma è fornito di tonnellate di esplosivi e munizioni e quindi se la cava con un paio di lividi. Tra un dilaniamento e l’altro Snow raccatta la biondazza, insopportabile come un riccio di mare infilato nel canale rettale, e Mace, il cui cervello è più spappolato di un’anguria settembrina. Nel frattempo Hyndell e Alex ammazzano comparse a ripetizione, finché non litigano e il primo ammazza il secondo.
Non ci fossero già abbastanza grane, l’MS1 sta collassando sulla Terra, esattamente sulla costa est degli Stati Uniti (ma non mi dire), e deve essere fatto esplodere: tanto dentro c’è la feccia ed era già una spesa assurda tenere in piedi la baracca (denoto un certo rammollimento negli statunitensi del futuro). Viene ordinato un attacco in forze e ci vuole una fuga rapida: Snow ed Emilie prendono due supertute spaziali (ecco dove le tenevano, nel carcere di massima sicurezza a marcire) e si lanciano direttamente sulla Terra (e la gravità assente? E’ assente, quindi gravità presente) mentre Hyndell, arrapatissimo, salta in aria insieme al resto dei Village People. Il volo è turbolento, ma alla fine i due cervelli in fuga riescono ad atterrare con il paracadute sul Grande Raccordo Anulare di New York. Ah, giusto, Shaw è il colpevole del complotto, ma la storia della valigetta è una tale stronzata che di solito si va via dalla sala prima.
Diretto nell’espressione dei suoi interessi evolutivi, il lungometraggio pone alla comunità scientifica una serie di obiettivi per il futuro prossimo e lontano, tra cui, pressante, quello sulla necessità di trovare l’anello di congiunzione estetico tra la Macaca Sylvanus Linnaeus e Guy Pierce. Inutile, come mettere la panna montata sul proprio organo riproduttivo prima di praticare la masturbazione, la pellicola brucia male, fa puzza e scalda poco, per cui ci si chiede ininterrottamente per quale ragione sia stata realizzata e distribuita nelle sale cinematografiche. Plausibile come curare un ascesso perianale con impacchi di sabbia e miele, il film basa la propria credibilità solo su idee tacciate di “superstizione” persino dalla Confraternita dei Rosa Croce e pertanto degne dell’attenzione e della penna di Luc Besson.
 
Sleep-o-Meter: 03 – La Tragedia di un Uomo Ridicolo (Sonno Paradosso)

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