…LOL – Pazza del Mio Migliore Amico!
Ui, c’est l’amour, vraiment, vraiment, vraiment! Torna il cocktail che ha reso grande il cinema americano: il remake, della stessa regista, di un film francese con adolescenti che si recano in gita scolastica in Francia e deridono i francesi (stereotipati male, visto che non fanno la pernacchietta alla fine di ogni frase e non viene dato il giusto risalto all’assenza del bidet, cioè quello strano attrezzo che in Italia utilizzano per appoggiare e/o lavare il mandolino mentre stanno cagando). Riuscirà la nostra eroina Hanna Montana, trasformata per l’occasione in Hanna Montatemi, a scuotere i rimbambiti coetanei da una pericolosa andropausa anticipata?
Stati Uniti, città inesistente dove tutti possono avere una possibilità. Lola Cyrus è una diciassettenne innamorata di Chad, il figo del gruppo, e grande amica di Kyle, il figo in seconda del gruppo con il ciuffo riporto a diciotto anni. E’ appena trascorsa l’estate e Chad confessa a Lola che al campo estivo si è bombato tutte quelle che respiravano, anche nei giorni festivi dedicati alla preghiera. Lola, in un impeto di gelosia, ammette la stessa cosa, pur non vera, e lui la molla al volo non mancando occasione per darle della zoccola. Anche a casa la situazione non è delle migliori: mamma Demi Moore, in astinenza da flauto a pelle, non trova niente di meglio che intraprendere una relazione clandestina con l’ex-marito (patetico). Se il pubblico si trova ancora in sala, a questo punto scopre che Chad è marcato a uomo da Ashley, la puttanella bella del liceo, e che Lola comincia a sentire una fregolina alla fragolina: obiettivo il ciuffo di Kyle.
Il bellimbusto dai buoni sentimenti, in perenne conflitto con il padre, ha delle velleità musicali destinate a finire come il Titanic, ma è giovane e ha diritto di sognare. Poi si tratta di un film, quindi il gruppetto musicale di cui fa parte arriva in finale alla gara delle band con una canzone che farebbe cadere l’uccello anche a Gianni Togni. Manco a dirlo è dedicata a Lola. Su questo fronte a farla da padrona è la milf Demi Moore che rimorchia uno sbirro davanti al tribunale e poi, indefessa, si porta il marito al centro benessere per fare le zozzerie. Lola è lasciata alle cure della nonna, una nave scuola che in ricordo delle vecchie battaglie trinca whiskey a ripetizione, e le organizza un festino sotto il naso. Sfiga vuole che mamma torni a casa prima, poiché le zozzerie nella Jacuzzi sono andate male, e sgami il delirio adolescenziale di alcool e marijuana. Lola è in punizione per un mese e la gita scolastica a Parigi è a rischioooooooo!
Nel frattempo, parte il gioco degli equivoci: la ragazza vede Kyle entrare in un bagno e sente degli strani mugolii, da cui deduce un tradimento inesistente. Lola lo insulta pesantemente e non gli rivolge più la parola, ma quando le cose vanno sistemandosi, lui viene messo in punizione con sequestro del telefono e quindi sembra che la stia tirando, nonostante la sua faccia da culo non lo consenta. Alla fine, Emily, migliore amica di Lola, confessa di essere stata lei a sveltinare nel bagno con un nerd (rivincita compiuta), per cui i due protagonisti amorosi di questa vaccata si riappacificano proprio prima della partenza per la Francia. La rurale cornice della periferia parigina è il teatro delle furibonde ciulate dei giovinastri americani, mentre degli assurdi francesi pettinati come Giovanna d’Arco dicono amenità avulse dal contesto, hanno figli molesti affetti dalla sindrome di Down (è tutto vero, lo giuro, e non è un film dei fratelli Wayans), mangiano cervella e bevono beaujolais: la fiera delle stronzate.
Tornati a casa, mamma Demi legge accidentalmente il diario della figlia, scoprendo che non solo è una troietta, ma spippacchia sigarette di droga. Lola scappa di casa e va dal papà che se la piglia come un pacco consegnato da un corriere. I conflitti genitori-figli si susseguono: anche Kyle deve lottare per la sua carriera musicale, mentre le coppiette di secondo piano, Chad-Ashley e Emily-Nerd, si assestano a colpi di pennello. Arriva la sera della finale della gara delle band: l’idillio parte con Demi Mamma che, soddisfatta sessualmente dai settecento metri di nerchia dello sbirro, riprende la figlia in casa e la manda in giro a troieggiare libera; segue il papà di Kyle che va a vedere il figlio alla gara e gli dice “Power” facendo le corna. La gioia s’impossessa di tutti quelli ancora svegli, i ragazzi sono pronti per il college, mentre la preoccupazione assale i vertici del partito democratico statunitense che, in crisi per i potenziali candidati del futuro, convocano immediatamente una riunione con i cavoli dell’orto della Casa Bianca per decidere le strategie.
Interessante come un catalogo Postal Market senza la sezione “Biancheria Intima”, la pellicola solleticherebbe le fantasie degli adolescenti italiani, se solo questi andassero al cinema invece che nella consueta piazzetta suburbana a sedersi su un muretto per valutarne la resistenza al proprio peso. Intenso, deciso, dal sapore vagamente fruttato con sentori di escrementi stagionati, il prodotto è una delirante commistione di sapori ignobili che allieta solo gli ipotetici esperti di vino, che possono utilizzare, nella valutazione, tutti i termini che non sono in grado di spiegare a un pubblico di normodotati. Economicamente miope e raffazzonato, il lungometraggio cerca di darsi un tono, ma non si avvede delle reali doti della protagonista che, con le sue labbra a canotto e la bocca sempre aperta, sarebbe una modella perfetta per una nuova linea di bambole gonfiabili “teen friendly”.
Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)
Nessun commento:
Posta un commento