mercoledì 12 dicembre 2012

97 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…Total Recall!
Tra i più bei ricordi cinematografici della mia infanzia c’era Arnold Schwarzenegger che, indossando un turbante fatto con un asciugamano bagnato, s’infilava una sonda su per il naso e ne tirava fuori la più grossa caccola che avessi mai visto. Oggi questo importantissimo retaggio culturale è minacciato da un gruppo di brillanti cinematografari affetti da orchite. Riuscirà Colin Ciò Che Tocco Va In Cacca Farrell a portare sciagura e tempesta nel mondo della fantascienza datata e a distruggere le certezze dell’infanzia paranoide di chi scrive (e della Nasa) circa la possibilità che esista nel sistema solare un pianeta chiamato Marte?
Pianeta Terra, futuro marcio e incasinato, sempre piovoso. L’inquinamento chimico ha seriamente danneggiato il globo e l’umanità sopravvive solo in due aree: l’Unione Federale di Britannia (l’isola degli inchiavabili, che comandano) e la Colonia (l’Australia senza aborigeni, ma farcita di operai alcolizzati). Douglas Quaid Farrell è un operaio metalmeccanico, iscritto regolarmente alla FIOM, che vive nella colonia con la moglie ex-vampira Lori Beckinsale. Nel pianeta della tristezza, il progetto più intelligente è la linea 500 della metropolitana che attraversa il nucleo del pianeta, senza conseguenze, e porta le maestranze alla madrepatria. Ogni tanto, a detta di un servizio telegiornalistico degno di un cimicioso paese sudamericano, la resistenza, capeggiata dal vetusto Mathias, ex-vampiro impalato dal marito della Beckinsale in un’altra serie, fa saltare un convoglio: così, a cazzo di cane. Nel racconto di Dick non si parlava anche di Marte?
Attratto dalla prospettiva di una vita migliore, Doug si reca alla Rekall, una ditta cinese che installa ricordi nella testa delle persone. Come ogni prodotto cinese, la Rekall causa più guai che gioie: la sede viene invasa dai militari e l’operaio, vedendo sfumare il rimborso dei soldi, li ammazza tutti. Rientrato a casa, l’uomo viene aggredito da Lori, che cerca di farlo fuori, ma se ne libera come di una caccola. A proposito: quando si parte per Marte? Braccato come una volpe dai beagle nella campagna inglese, Quaid comincia una fuga rocambolesca alla ricerca del proprio passato, mente il Cancelliere Cohaagen intima a Lori di catturarlo vivo. Seguendo indizi improbabili e seguendo una trama altrettanto improbabile, l’operaio, gloria del proletariato planetario, salpa per Marte. Ah, no, non lo fa. Prende, invece la metro per andare a cercare Mathias e la sua organizzazione di combattenti per la libertà.
Durante il pellegrinaggio, entusiasmante per lo spettatore come quello di uno stitico dalla cucina al cesso e con un finale più scontato, Douglas incontra Melina Biel e, pur non ricordando un ciufolo, sente di amare il bagascione come non ha mai amato l’altro bagascione. Lori, cui fischiano le orecchie da inizio film, fa di tutto per accoppare entrambi, ma non riesce perché i due scappano su Marte. No, nemmeno stavolta, anzi, i due corrono da Mathias per ottenere aiuto, ma ci trascinano anche tutti i reparti speciali dell’esercito di Cohageen che compiono una strage. Nuovo record del mondo per Mathias che, dopo sole due battute inutili, muore senza un gemito. Fortunatamente i due innamorati, anche un po’ jellati, riescono a prendere l’ultimo shuttle per Marte e s’involano verso la liber… No, non s’involano. Saputo che il Cancelliere intende invadere la Colonia e distruggere il futuro dei lavoratori, Doug, pienamente cosciente di essere stato una spia in passato, e Melina si lanciano, in metropolitana, alle calcagna dei cattivi.
Dopo l’ennesimo conflitto a fuoco con Lori, di una noia mortale, il treno della metropolitana arriva alla Colonia, ma le truppe restano intrappolate dentro perché l’immarcescibile duo ha sabotato le porte. Ma che caz… Douglas e Cohageen si affrontano a manate sul tetto della stazione della metro, ma il secondo è troppo vecchio e rincoglionito per vincere (si vede che è un film, perché nella realtà i vecchi rincoglioniti continuano a vincere). Con una fuga precipitosa e l’esplosione del convoglio d’invasione sembra chiudersi la partita, ma Lori è ancora viva e cerca il colpo gobbo. Fortunatamente la Biel ha ancora un colpo in canna e la fredda senza pietà. Nulla potrà impedirle di limonare duro con il suo uomo, soprattutto adesso che ha dimenticato il suo passato di peripatetica, quando rapiva bambini su commissione. Il futuro è da scrivere e il primo capitolo sarà vergato sul piroscafo diretto su Marte… No, Marte proprio no. Al massimo chiameremo quel pianeta Marterella di Cervia.
Capolavoro indiscusso di genere fantascientifico documentarista, il prodotto è stato girato interamente sulla linea 2 della metropolitana milanese, con il patrocinio incompetente della giunta comunale, in modo da garantirsi continue rotture dei convogli, freddo, esplosioni, slow motion senza l’ausilio di effetti speciali costosissimi e soprattutto comparse depresse gratuite. Oggetto di culto per i Testimoni di Geova e per tutti gli altri culti che si fondano sull’ignoranza, la pellicola valorizza il ruolo della donna dimessa che aiuta il suo uomo a menare come un fabbro la virago di turno, ricondotta, alla fine, al culto del mocio e del ferro da stiro a colpi di pistola. Visionario, poco apprezzato dalla comunità scientifica, ma oggetto di riflessione per quella politica, il lungometraggio sembra una riscrittura concettuale del sistema solare operata da un partito di origini comuniste: il rosso c’è eccome, ma a pensarci bene si può far finta che non esista, almeno fino alla notte dopo le elezioni.
 
Sleep-o-Meter: 07 – Novecento (Danno Neurologico Irreversibile)

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