…Bubba Smith!
Grazie Hightower! Proprio come diceva il mitico Mahoney quando il gigante timido e buono arrivava a risolvere le situazioni fisiche e spinose come le risse al Blue Oyster Bar per l’assegnazione dell’ambitissimo primo premio per il Tango Contest. Il 3 Agosto 2011 a Los Angeles, una città appena liberata da recenti invasioni aliene, si è spento all’età di 66 anni l’uomo che per anni è stato il manifesto dell’inferiorità fisica delle forze dell’ordine di tutto il mondo. La notizia mi è giunta sul telefono durante una partita con gli “Uccelli Infoiati” e il mondo ha smesso di girare per un po’, in dissonanza con i miei testicoli. Mentre in questi giorni il suo corpo viene spolpato come una trota da un anatomopatologo, il mio pensiero va alle risate che quest’uomo mi ha regalato, ma soprattutto ai sogni, tra cui spicca quello, mai realizzato per incapacità fisica, di portare in giro qualsiasi essere umano come una valigia afferrandolo per la cintura. Nel meraviglioso e meglio riuscito libro “Cuore” che è stato “Police Academy”, Moses Hightower era il Garrone a cui nessuno sarebbe mai andato a rompere le scatole, colui al quale mi sono ispirato, ogni giorno di scuola della mia vita, per rispondere all’appello non con il consueto “Presente!”, ma con “Eccolo!”, pronto a ricevere l’immancabile ramanzina sul mio volermi distinguere dalle altre scimmie dal Mauser di turno. Un fiorista in divisa con la forza di Pastamatic e il cuore di Suor Germana, preoccupato per l’incolumità di tutte le Laverne Hooks del mondo. Perché farlo entrare nella Hall of Fame, se così ricco di qualità? Semplice, perché un uomo di tal fatta, un uomo capace di scegliere con coscienza di chiamarsi per tutta la vita Bubba, come l’amico idiota al cubo del già idiota al quadrato Forrest Gump, deve essere ricordato ogni giorno che la Riccardelli Society avrà vita. Caro Bubba, sappi che adesso resterò ogni notte alla finestra ad aspettare che tu possa arrivare, come angelo vendicatore garbato e sorridente, a prendere come valigie Luca Marin, Federica Pellegrini e Filippo Magnini per lanciarli in una vasca di acido solforico e porre fine, alla tua maniera, a questa stucchevole e inutile soap opera all’aroma di cloro (se proprio non riesci tutti e tre basta la Pellegrini).
Sinceramente tuo,
Johnny Little Niggers

Ritengo che un buon necrologio debba sempre essere fatto seguendo questi canoni. Visto che non esiste rimedio alla morte, per lo meno scacciamo la depressione!
RispondiEliminaNon posso che condividere l'ultima parte:-)