domenica 16 ottobre 2011

52 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…The Rommate!
Finalmente il grande thriller americano. Finalmente il grande thriller da campus universitario. Finalmente un po’ di belle rustegone che se la annusano facendo ingrifare tutti i maschietti, umide comparse al fetore di muschio bianco votate a raccogliere il femmineo frutto proibito. Riuscirà un film girato prevalentemente in una stanza con due squinzie e un gattino a mettere in ginocchio, per una fellatio cinematografica, conclamati capolavori del genere come “Bloodsucking Freaks” e “Poultrygeist”, rilanciando Gossip Girl verso ruoli che maggiormente le competono come friggitrice e hamburgeratrice da McDonald’s?
Los Angeles. Mentre la città viene ricostruita dopo l’attacco di un esercito di semirettili coreani, i giovani ricchi e bene continuano a frequentare l’università e ad accoppiarsi furibondi. Tra essi, la giovane Sara (senza la “h”, ma che fantasia con i nomi questi cinematografari) vuole diventare stilista. Mentre aspetta che inizino i corsi, in un campus dove nemmeno la turca pubblica può essere definita cesso, e arrivi la sua compagna di stanza, va con l’amica Tracy, una che ha visto più volatili che frutti, a una festa. Lì beve come una spugna e rimorchia Stephen, il batterista di un gruppo che non avrà mai futuro, nemmeno in Italia, il paese dove solo i mediocri hanno una speranza di emergere. Tornando a casa, la giovane incappa in Regina della Becca (Rebecca per gli amici), la futura coinquilina, una biondina inquietante che cambia personalità con la stessa leggiadria con cui cambia marca di lavanda vaginale.
La studentessa continua la normale vita universitaria americana e cerca di stabilire l’armonia tra Rebecca e Tracy, ma le due si adorano come gorilla maschi durante la stagione dei bollori. La compagna di stanza è un tantinello morbosa, ma la dolce Sara è tutta presa dal corso di design del Prof. Billy Zane (un attore una garanzia che il film sarà una ciofeca) e non se ne accorge, nemmeno quando la biondazza le sottrae i suoi effetti personali e li indossa, assorbenti compresi. Il rapporto tra le due diviene sempre più stretto e i maschietti alla visione già cominciano a fantasticare, in mancanza di uno straccio di trama, quando la popputa Tracy cerca di mettere Sara sull’attenti. Il pathos erotico, però, non demorde: la Regina incastra Tracy sotto la doccia stile Edvige Fenech e le strappa il piercing all’ombelico dopo toccamenti vari e inutili dettagli macro del corpo nudo della malcapitata.
Nemmeno il tempo di rifiatare per la povera psicopatica che il Prof. Zane cerca di sdrumare la dolce Sara: super Rebecca interviene e lo fa cacciare dall’università circuendolo come un militare di leva in libera uscita. A chi toccherà dopo? Tutti pensano Stephen, ma hanno sottovalutato il potere della gattina trovatella Coccola che ruba affetto e tempo e finisce dentro la prima lavatrice libera della lavanderia a gettoni per ammorbidire il pelo grazie al cugino Coccolino (disgustorama, disgustomatico). Ok, adesso è il turno di Stephen, personaggio talmente inutile da dover crepare per forza. E invece no! A contrapporsi al destino ci pensa Irene, una stilista amica di Sara con un debole per la patata, cotta in tutti i modi, ma soprattutto al sangue. A Rebecca tocca anche il bacio lesbo che nessun film ormai nega al pubblico degli oranghi. Esplosa l’erezione, le due amiche vanno in gita a casa di Rebecca.
Qui Sara scopre che la Regina non prende le pillole contro la schizofrenia e il bipolarismo da una vita, che i genitori e Ted Bundy hanno paura di lei e che al liceo aveva perseguitato tutte le ragazze della scuola, due bidelle e persino tre peripatetiche che bazzicavano nei pressi dell’istituto. La futura stilista cerca di trasferirsi da Irene, ma la trova legata al letto come un insaccato in stagionatura in compagnia di Rebecca armata di pistola. Gossip Girl confessa piangendo tutti i suoi delitti, sclera nella peggiore scena di pazzia dai tempi di Barbra Streisand e muore come si confà ai fuori di testa, riuscendo per un po’, ferita da un’arma da fuoco, a tenere testa al pagliaccio Stephen (il quale, peraltro, rischia persino di far finire l’amata giù dalla finestra). L’indomani, per cancellare un trauma che abbatterebbe Ned Flanders, basta portare il letto della Regina fuori dalla stanza e lasciarlo all’Amsa californiana per il ritiro prenotato.
Ottava meraviglia del mondo della pasticceria cinematografica, il lungometraggio è la perfetta riuscita di una torta a cinque strati di deficienza farcita di gustosissima crema di batterista cretino. Spauracchio per l’industria degli antiemetici, il film riesce a causare nausee da terza settimana di gravidanza dopo pochissimi minuti, acquisendo l’ambito riconoscimento di emetico più veloce del mondo. Avvincente nella sua infinità banalità, la pellicola è stata riconosciuta dalla comunità scientifica psichiatrica come collaudato sistema di valutazione della mediocrità intellettiva. Menzione d’onore per la protagonista, capace di arricchire la sua vita facendo un secondo lavoro interessante come l’attrice, sebbene la zappa rimanga una fonte di sicuro reddito.


Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)

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Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

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Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

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