martedì 22 novembre 2011

56 - Johnny Little Niggers ha visionato per voi...

…L’Alba del Pianeta delle Scimmie!
“Spaceballs?!?!? Oh, maledizione! E’ l’inizio della fine”. Così due scimpanzé sentinella dibattevano all’arrivo del Presidente Scrocco, di Lord Casco Nero e del Colonnello Nunziatella sul Pianeta delle Scimmie. Mentre questo momento si avvicina inesorabile come la dissenteria a Sharm El Sheik, riuscirà lo spettatore medio, ignaro dei contenuti della proiezione, costretto ad andare al cinema per non ascoltare i famigliari, ad affrontare i primi dieci minuti in sala senza cominciare a fare paragoni tra ogni scimmia sullo schermo e ogni parlamentare sullo scranno?
Mondo cane sull’orlo del collasso, giorni nostri. Mentre i congolesi sono chiamati al referendum per decidere se rimanere in Africa, alcuni sgamati si danno al bracconaggio in cambio di preservativi bucati e superalcolici scadenti. Gli scimpanzé, catturati con metodi sofisticatissimi come reti, tagliole, dinamite, cani da riporto e canarini da richiamo, vengono inviati al laboratorio californiano della Gen-Sys, azienda galenica guidata da un afroamericano imborghesito peggio del parolaio di Washington. Lì il Professor Will Figlio Sfigurato del Goblin sta conducendo esperimenti per curare l’Alzheimer e va inoculando un virus benefico nei primati. Occhiluminosi, un’esemplare femmina, dopo l’inoculazione, oltre ad accentuare la propria somiglianza con Livia Turco ne raggiunge anche il livello intellettivo, riuscendo a mangiare senza sbrodolarsi. Eureka! La scoperta deve essere presentata agli investitori, ma proprio nel giorno X Occhiluminosi comincia a sentirsi strana, entra in modalità Rosy Bindi e deve essere crivellata di pallottole.
Il consiglio di amministrazione, presieduto dalla rana Kermit, opta per l’abolizione delle Province e l’abbattimento di tutta la muta di antropoidi: nonostante le resistenze, anche gli esemplari più paciosi e restii ad abbandonare il seggio devono essere sottoposti a iniezione letale. Si salva solo il cucciolo di Occhiluminosi, motivo della sua furia omicida, che viene adottato da Will, in considerazione del fatto che la differenza genetica tra la bestia e la badante del padre malato è inferiore allo 0,5%. Il ricercatore, giovane fanatico della scuola medica tedesca anni ’30, si porta a casa anche tre o quattro tonnellate di virus per continuare le ricerche e sperimentarlo sul vecchio rincoglionito, ormai parassita sociale. Passano gli anni, papà migliora, entra nelle mire di Brunetta come falso invalido, e il cucciolo, Cesare, mostra di essere molto più sveglio della media del nucleo famigliare, sebbene tenda ad aggredire le figlie del vicino con la sua protesi peniena a pompa.
Will, insulso come uno scroto depilato a metà, grazie all’animale rimorchia una pin-up, che di secondo mestiere fa la veterinaria, e, grato per i soffoconi presenti e futuri, premia Cesare con una bella gita alla foresta delle sequoie dove, finalmente, può farla seduto su un ramo. Ma l’idillio è destinato a finire, come la carriera dell’inutile Tabacci. Papà peggiora improvvisamente dopo un servizio di Striscia la Notizia, Cesare viene rinchiuso in un ricovero per scimmie gestito dalle Orsoline SS e Will deve tornare a lavorare come un sottosegretario qualsiasi. L’unico che non perde la trebisonda è il primate che comincia la campagna di tesseramento del suo movimento politico raccogliendo lo scontento che serpeggia nelle masse indignate che si spulciano alla luce del sole. Grazie a un orango e un gorilla, che chiameremo per comodità Pierferdinando e Gianfranco, Cesare assume la leadership durante il primo storico congresso e rifiuta di tornare a casa con Will. Più virus dell’intelligenza per tutti: le scimmie cominciano a pensare e riescono a evadere dal lager mangiando biscotti.
Nel frattempo gli esperimenti condotti da Will in laboratorio danno i primi frutti: il custode degli scimpanzé muore contagiato come una blatta sotto il Baygon e Koba Bossi, il quadrumane guerrigliero indipendentista, conduce la rivolta degli scimpeones del Congo del Nord. Le forze scimmiesche si riuniscono in un governo tecnico di salute nazionale appoggiato da Cesare e Koba e cercano la fuga verso la foresta promessa, ma sul Golden Gate vengono affrontati dalla polizia della Val Susa in tenuta antisommossa. Le forze della natura hanno la meglio, e Koba riesce a uccidere il boss della compagnia ricacciandolo sullo zatterone fetido con il quale era arrivato dalla Libia. Solo Will riesce ad arrivare alla foresta, implorando Cesare di andare con lui alle Isole Cayman, ma l’amico di un tempo lo congeda giusto in tempo per rispondere alla richiesta di dimissioni presentata dai rappresentanti dell’opposizione dei gorilla di montagna guidati dagli accidiosi Nichi, Tonino e Pierluigi.
Mirabolante interpretazione della storia contemporanea, il film cancella le ansie generazionali sul futuro stimolando una risposta concreta alle recenti difficoltà economiche, cioè investire nello sviluppo del Congo e soprattutto della sua popolazione non umana. Approvata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la pellicola diffonde un’insana fiducia nel sistema immunitario di una specie oberata da vaccinazioni e abuso di farmaci e immobilizzata dal numero trentasette. Aperto e speculativo, il prodotto lascia immaginare diverse soluzioni, anche le più avveniristiche, per il suo proseguo sebbene le limiti all’ampio e levigato alveo delle possibili alleanze elettorali. Per tutte le età, per tutti gli orientamenti ideologici e per tutti i livelli intellettivi: non serve un Big Bang per capire la naturale evoluzione di primati che sono sulla cresta dell’onda da circa duemila anni.

Sleep-o-Meter: 05 – Il The nel Deserto (Coma Farmacologico)

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