…Scre4m!
Escono dalle tombe. Entrano nelle nostre case in silenzio. Strisciano inarrestabili sul nostro pavimento fino alla meta e ci mordono le terga. Non è un’estrema sintesi di un film di Romero, ma il contemporaneo ritorno sugli schermi cinematografici di David Arquette, Courtney Cox e Neve Campbell. Riuscirà il sofisticatissimo dead-o-meter dell’Obitorio Civico di Tomba (UD) a conteggiare minuto per minuto, ma che dico secondo per secondo, la scia di cadaveri adolescenti che fanno da corolla funebre ai tre feretri hollywoodiani in cerca di rilancio impossibile?
Woodsboro, Stati Uniti. A dieci anni dagli efferati delitti del serial killer Ghostface, White Snow Campbell Prestgnock torna nella cittadina natale per presentare il libro in cui mette a nudo la sua rinascita e il passaggio dal ruolo di vittima al ruolo di cugina della prossima vittima. In questa occasione la tipa incontra lo sceriffo Linus Arquette Arquone Che Fresca Bontà e sua moglie, la ex giornalista Gale Sucking Cox. Pronti via, nemmeno il tempo di una presentazione alla libreria di quartiere e il killer si fischia due biondine slavate orfane, che condividono una casa a tre piani con tanto di garage automatizzato (ding, ding), durante la visione di “Squartati 7”, film stupido tratto dalla storia della Prestgnock. Linus torna in azione insieme al suo vice, la bionda infoiata ed evidentemente psicopatica Judy, generando un inutile conflitto di bernarda con la moglie Gale che si giustifica solo con la desinenza “sboro” nel nome della città.
Ai fantastici tre si uniscono diversi adolescenti tra cui occorre indovinare vittime brutalizzate e un paio di assassini: le tre lavoratrici di pingone Jill, cugina della Prestgnock, Kirby e Olivia; i due nerd segalitici Charlie e Robbie; e Trevor ex fidanzato di Jill, reo di aver appoggiato la regale pannocchia su qualche altra squinzia del liceo. Unici adulti in gioco (oltre agli zombie, la madre al botox di Jill, Kate, e la manager della Prestgnok, Rebecca) sono i giornalisti che eseguono brillantemente la parte di loro stessi, cioè gli organi genitali. Linus, preoccupato per la ripetitività del film, fa una mossa a sorpresa, ossia mette due sbirri a guardia della casa di Jill e cugina. I due prendono l’incarico alla lettera e quindi Ghostface squarta con facilità Olivia, che vive alla porta accanto (ding). La popolazione orfana di Woodsboro cala sempre più, ma l’assassino è un neomalthusiano e non guarda in faccia nessuno: anche Rebecca, personaggio inutile, è fottuta (ding).
Mentre Linus tranquillizza inutilmente la popolazione e si vede recapitare il cadavere di Rebecca dal quindicesimo piano, collezionando l’ennesima figura di cioccolato fondente, Ghostface irrompe alla maratona “Squartati”, organizzata dai due nerd segalitici e per poco non fa fuori Gale, accorsa sul posto per indagare lontana dal cretino di suo marito. Mentre la polizia si arrabatta al festival horror, ormai andato in vacca, il killer va a casa di White Snow, fa fuori i due sbirri di guardia (ding, ding), tra cui l’unico negro dell’intero cast operatori compresi e la mamma botulinica Kate (ding), che si sostituisce a uno stipite per salvare la Prestgnock. Non stanno tranquilli nemmeno i ragazzi, trasferitisi al brefotrofio cinque stelle in cui vive da sola Kirby per continuare la visione di “Squartati 7”. Robbie, disperato per l’evento andato in fumo, viene trafitto mentre sorbisce uno scotgs alla Calboni (ding).
Trevor e Jill spariscono al piano di sopra per una rimpatriata anale e arriva il turno di Charlie che viene legato a una sedia, pronto per le torture. Kirby, che se lo vuole spupazzare nel ripostiglio, cerca di salvarlo partecipando a Raschiatutto contro Ghostface: la bella slandrona sembra avere vinto la puntata, ma quando slega Charlie, scopre, grazie a un cesareo al volo, che il killer è lui (ding). Intanto la Campbell arriva magicamente in loco per assistere Trevor mentre si becca una palla in fronte dalla tenera Jill (ding), che si rivela una psicopatica in combutta con Charlie. Il povero coglione non può neanche festeggiare che diventa anche lui una mezzena di vitello (ding). Teen psycho tenta di ammazzare la cugina con una coltellata e poi si autofrolla per passare da vittima e ottenere imperitura fama giornalistica; ma Santa Amanda Knox guarda dall’alto e permette a Linus, White Snow e Gale di ottenere l’illuminazione e fucilare la sgarzolina in una stanza d’ospedale. I giornalisti, nel frattempo, continuano a concentrarsi su cose futili come i rating borsistici.
Fotocopia senza toner delle precedenti tre edizioni, la pellicola si distingue solo per la sua utilità scientifica nel dimostrare l’esistenza di emorroidi di natura psicosomatica. Brillante come lavare le tende in lavatrice utilizzando delle bovacce al posto del detersivo, il lungometraggio emerge come manifesto delle pari opportunità cinematografiche mettendo sullo stesso piano umano normodotati (spettatori) e ritardati gravi (produttori). Lineare e diretto come la partita doppia, il film riporta in auge prepotentemente il sillogismo aristotelico come forma di ragionamento: gli attori fanno schifo, il film è interpretato da attori, quindi il film fa schifo. Menzione d’onore al personaggio di Judy, unico essere umano donna capace di essere preso sul serio nonostante le tette di Callahan e il cervello di Tuckelberry.
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