lunedì 29 novembre 2010

01 - The Riccardelli Hall Of Fame induction is...

...Leslie Nielsen!
Avrei voluto inaugurare questa nuova rubrica del blog con il nuovo anno, proprio prima di preparare la corsa al Riccardello d'Oro, l'ambito premio cinematografico per le ciofeche dell'anno solare, tuttavia stamane, pieno di lavoro e di cose da fare, sonnecchiavo sul sito del Corriere della Sera in attesa di un facile viatico verso la tazza. Superata la ripugnanza per il serioso ambiente redazionale, mi sono imbattuto nella notizia che non avrei mai voluto leggere. Tra le confessioni di una puttana (ehm escort sennò si offende) e le rivelazioni di un sito "politicamente scorretto" (uh, che brividi, ma per chi volesse sapere tutto, anche delle epoche passate, basta aprire un libro di storia a una pagina qualsiasi et voilà: è sempre successo), ho appreso della morte di Leslie Nielsen, l'attore che, nelle pause di vita reale, prendeva il posto di Frank Drebin, tenente della Police Squad; un uomo a cui tutti dobbiamo momenti memorabili e irripetibili, come uccidere un pesce lottatore giapponese cercando di occultare una penna samurai bagnata; oppure salutare un paraplegico dicendogli di stare comodo; per non parlare di tentare di cancellare una voglia dalle natiche del medesimo invalido con un flessibile; o ancora scatenare una rivolta carceraria a causa della temperatura del vino bianco servito alla mensa. Tanti ancora ce ne sarebbero da citare, ma mi sono venuti in mente questi, insieme all'eco di mille risate e, di conseguenza, mille momenti di benessere vissuti. Oggi, a Fort Lauderdale (Florida) all'età di 84 anni, è morto un eminente membro della mia personale equipe psichiatrica. Molti potrebbero chiedersi perché inserire una persona che ha fatto del buon cinema demenziale nella nostra Hall Of Fame. Ebbene, risponderò al diretto interessato: caro Leslie, sperando che un domani tu possa tornare tra i vivi come zombie a morderci le terga flaccide, ti prego solo di non prendere in considerazione la variante vampiresca: diciamocelo fuori dai denti, "Dracula Morto e Contento" è stata una schifezza degna di "Twilight" (scegli pure il capitolo che preferisci, a meno che la polmonite che ti ha stroncato non sia diretta conseguenza della visione di uno dei tre immortali capolavori).
Sinceramente tuo,
Johnny Little Niggers

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Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.