...Leslie Nielsen!
Avrei voluto inaugurare questa nuova rubrica del blog con il nuovo anno, proprio prima di preparare la corsa al Riccardello d'Oro, l'ambito premio cinematografico per le ciofeche dell'anno solare, tuttavia stamane, pieno di lavoro e di cose da fare, sonnecchiavo sul sito del Corriere della Sera in attesa di un facile viatico verso la tazza. Superata la ripugnanza per il serioso ambiente redazionale, mi sono imbattuto nella notizia che non avrei mai voluto leggere. Tra le confessioni di una puttana (ehm escort sennò si offende) e le rivelazioni di un sito "politicamente scorretto" (uh, che brividi, ma per chi volesse sapere tutto, anche delle epoche passate, basta aprire un libro di storia a una pagina qualsiasi et voilà: è sempre successo), ho appreso della morte di Leslie Nielsen, l'attore che, nelle pause di vita reale, prendeva il posto di Frank Drebin, tenente della Police Squad; un uomo a cui tutti dobbiamo momenti memorabili e irripetibili, come uccidere un pesce lottatore giapponese cercando di occultare una penna samurai bagnata; oppure salutare un paraplegico dicendogli di stare comodo; per non parlare di tentare di cancellare una voglia dalle natiche del medesimo invalido con un flessibile; o ancora scatenare una rivolta carceraria a causa della temperatura del vino bianco servito alla mensa. Tanti ancora ce ne sarebbero da citare, ma mi sono venuti in mente questi, insieme all'eco di mille risate e, di conseguenza, mille momenti di benessere vissuti. Oggi, a Fort Lauderdale (Florida) all'età di 84 anni, è morto un eminente membro della mia personale equipe psichiatrica. Molti potrebbero chiedersi perché inserire una persona che ha fatto del buon cinema demenziale nella nostra Hall Of Fame. Ebbene, risponderò al diretto interessato: caro Leslie, sperando che un domani tu possa tornare tra i vivi come zombie a morderci le terga flaccide, ti prego solo di non prendere in considerazione la variante vampiresca: diciamocelo fuori dai denti, "Dracula Morto e Contento" è stata una schifezza degna di "Twilight" (scegli pure il capitolo che preferisci, a meno che la polmonite che ti ha stroncato non sia diretta conseguenza della visione di uno dei tre immortali capolavori).
Sinceramente tuo,
Johnny Little Niggers

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