lunedì 15 novembre 2010

30 - Paranormal Activity 2

...Paranormal Activity 2!
In tempi di crisi non si va troppo per il sottile ed è possible che anche un demone, nonostante il suo alto livello di competenze personali e di leadership, debba vivere da abusivo nella cantina di una media famiglia americana. La triste epopea di un belzebù qualsiasi, che, a differenza dei quadri di Lehman Brothers, non riesce a ricollocarsi nemmeno da Strozus, si arricchisce di un nuovo esaltante capitolo. Riusciranno le sorelle materassi a incastrare il povero disoccupato e a farsi possedere ripetutamente come nemmeno John Holmes in “The Good The Bad & The Horny”?
Nella cittadina di Carlsbad, antico rifugio di nazisti, è tempo di fiocchi azzurri. Daniel Roy e sua moglie Kristie dopo una copula perfetta portano a casa il piccolo Hunter. Ad accoglierli Ali, la figlia di primo pene di Daniel, Abby la pastora tedesca e la domestica portoricana Martine, appena arrivata da Goon Docks, dove agiva sotto le mentite spoglie di Rosalita e teneva separate le droghe. Passa un anno e i coniugi Roy, tornando da una gita al mattatoio, trovano la casa devastata a eccezione della stanza del piccolo moccioso insopportabile. Daniel che gestisce casa con lo stesso polso con cui gestisce il suo punto vendita Burger King vuole ripartire di slancio e organizza una bella grigliata a base di grassi saturi, conservanti e carboidrati: la cucina tipica americana. Nell’occasione sono della partita una budelona flaccida di nome Katie, sorella di Kristie, e un idiota fissato con le telecamere dal sorriso ottuso chiamato Micah.
Daniel fa installare un circuito di telecamere di sicurezza negli ambienti principali della casa in modo da evitare che la figlia adolescente faccia le zozzerie con il suo ganzo, Brad, un personaggio agghiacciante, prova vivente che alcuni quando si grattano la testa si stanno masturbando. Cominciano i rumorini, poi i rumoretti, poi i rumoracci. Hunter, che dimostra giorno dopo giorno di essere un ritardato (a un anno non sillaba, si esprime solo a versi e vive tra lettino e seggiolone), piange di notte; Abby ha un comportamento strano; il macchinario di pulizia della piscina a forma di Pikachu si sposta da solo e le pentole cadono dai ganci. Mentre Martine avvisa Ali che lei ha presentato un esposto con tanto di malocchio per lo sfratto esecutivo dei demoni dalla cantina, Kristie pensa che si tratti del fantasma di una prozia partenopea che vuole darle i numeri del lotto (11, la pentola vuota; mangia che è bbuono).
Una sera, marito e moglie scoprono Martine che fa una contromacumba in casa. Daniel, laico democratico non credente favorevole alla cittadinanza breve per gli immigrati, anche dall’Inferno, licenzia la donna sostenendo che è tutta suggestione da sindrome premestruale. Peccato che la babbiona sia in menopausa. Ali, invece, crede ciecamente alla domestica e si documenta sulla possessione demoniaca. Il demone è lì perché qualcuno, nella famiglia di Kristie, ha fatto un contratto con l’equo canone per arricchirsi e adesso col cavolo che se ne va, anzi se lo si fa arrabbiare è possibile che faccia la cacca sul letto e rapisca il bambino per fargli lavare i vetri delle auto al semaforo. Partita la colf, la casa diventa un enorme parco giochi per l’inquilino invisibile: disturba il segnale via cavo di Mediashopping, chiude fuori Ali di notte, accende e spegne le luci, apre contemporaneamente tutti i pensili della cucina mentre Kristie si sta facendo il the.
Katie, un cervello obnubilato dallo strutto, dice alla sorella che va tutto bene e lei ci crede. La situazione degenera quando in due notti il demone ingroppa la cagna, facendola entrare in coma, e poi copre Kristie che va in stato catatonico e si barrica nella stanza della scimmietta Hunter, che gioca con i protozoi e le amebe della sua fantasia. Daniel sventola sotto il naso di Martine un bel permesso di soggiorno a tempo indeterminato e l’innocente signora suggerisce il piano diabolico: ci sarebbe una certa soffitta a casa di Katie e Micah. L’uomo, al pensiero di suo cognato, accetta immediatamente. Kristie non è dello stesso parere: una volta assaggiata la virilità esotica del demone non ne vuole sapere di tornare da suo marito e per ripicca disdice il contratto elettrico costringendo tutti al buio, ma non basta a evitare il trasferimento coatto. Trasferimento che pagano con gli interessi quando Katie posseduta e mai così felice, dopo aver sbudellato Micah (grazie!), torna a prendersi il ritardato Hunter e ammazza i cognati: il demone non ama il fast food, preferisce la macrobiotica.
Capolavoro struggente e feroce che dipinge una società insensibile al lato umano di patti e maledizioni. Come nel precedente capitolo, lo spettatore è in immediata sintonia con il demone e la sua condizione di disagio in mezzo a una famiglia di deficienti. Surreale nell’illustrare la vita degli unici adolescenti che non si danno alla fornicazione con piscina libera e fratellino analfabeta, recupera in realismo dimostrando come l’amniocentesi sia indispensabile per evitare incidenti come Micah, come Katie, come Hunter, come Kristie, come Daniel, come Ali. Triste nel suo ostracismo contro la verdura, la pellicola si infiamma nella scena di sesso con la cagna, di certo la migliore interprete del ruolo assegnato, pur dimostrando la superiore intelligenza del felino che già dal primo rumore si sarebbe trasferito dai vicini a dormire sulla poltrona più morbida e a bere litri di latte fresco.

Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)

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