Volevano i pantaloni e li hanno indossati. Volevano lavorare e sono andate a lavorare. Volevano diventare il capo, con il segretario gnocco, e sono diventate il capo, anche se con il segretario gay perché è meno molesto. Volevano superare i confini biologici e organici e hanno bevuto il Tantum Rosa. Riuscirà un film scritto con la cervice uterina e rifinito nei periodi di ovulazione a sublimare a tal punto il femminismo da trasformarlo in maschilismo oltranzista, fornendo anche utili e plausibili scuse su come abbandonare la propria famiglia con i pargoli in fasce?
Zoe è una culona portoricana che gestisce un negozio di articoli per animali e condivide l'appartamento con un topo ragno a rotelle. Stanca di cercare l'uomo ideale e desiderosa di repentini sbalzi ormonali, la donna pensa di farsi ingravidare in provetta da un donatore rosso de cavei e goloso d'usei. Ignorando gli amici Clive e Mona, molto forte in Veneto, soprattutto d'estate sulla litoranea, che le sconsigliavano il passo, Zoe va da un ginecologo e si fa fare una bella peretta di sperma. Uscendo dall'ambulatorio, la donna si litiga un taxi con Stan, produttore indipendente di formaggi di capra che studia alle scuole serali, e comincia a sentire un certo non so che. Per affrontare la gravidanza serenamente, la donna si inserisce in un gruppo di spostate fiere di essere madri single composto da camioniste, veline maggiorate, otarie pallide e stereotipi vari della madre abbandonata.
La ragazza incontra di nuovo Stan al mercatino dei piccoli produttori. C'è una simpatia di fondo che l'uomo, ricordando i buoni consigli di De Beers, cerca di alimentare con il caprino. Lui la desidera e insiste, lei sente che le manca qualcosa da un po' e Mona, che se ne intende, la spinge tra le braccia dell'aitante casaro. Un appuntamento tira l'altro, ma la pagnotta lievita tanto da indurre voglie, nausea e orgasmi multipli nelle prime dieci ore. E' inevitabile che l'ometto sappia: dopo un weekend alla fattoria, qualche ciulatina e una cena a base di avanzi di stufato, la donna si confessa. Stan è un po' sorpreso, ma lei, vista la sua difficoltà nel fare una professione di fede alla cieca e su due piedi, lo scarica come fosse il peggiore dei cornificatori. Il masochista, confessando di essere uno studente delle serali, con una fattoria in perdita, accetta di fare da padre al pane di Altamura. Arriva la prima ecografia e i due colombi scoprono che Natica Prominente Lopez è incinta di due gemelli.
Lui è in paranoia totale, complice anche un giovane padre afro con un figlio raccogli merda conosciuto al parco, e comincia a fare i conti di quanti soldi servono da qui all'università per mantenere i due bastardelli. Lei, dopo essere stata anche ostracizzata dal Circolo dell'Eroina (intesa come madre coraggio, forse) e dopo aver fatto mente locale sul suo sedere da giovane (non c'era modo di farcelo entrare altrimenti), lo rimbalza di nuovo in favore di un cuscino per donne gravide. Ma come, fai anche i conti, invece di pensare romanticamente alla venuta al mondo di Brian di Nazareth I & II? Stan continua a non capire che il destino lo vuole smaccatamente favorire e rimane vicino alla donna. Giusto in tempo per assistere dal vivo al parto-esorcismo dentro una piscina gonfiabile di una magazziniera lesbica appartenente a gruppo di autoaiuto. Di ritorno da questo evento nefasto, si consuma la rottura definitiva quando Stan ammette l'ovvio in presenza di una compagna di studi: i figli non sono suoi.
Zoe è decisa a fare tutto da sola, nonostante Mona e sua Nonna Alice (orfana di Mel, Vera e Flo) la vogliano riavvicinare al formaggiaio. Lei risponde che il suo modello è la nonna stessa, che in vita non si è mai fidata degli uomini, ma, colpo di teatro per tutta la Residenza Anni Azzurri di New York, Nonna Alice ha deciso dopo quarant'anni di fidanzamento di sposare Howard Cunningham alla faccia di Marion, Richard, Joanie, Fonzie e quell'infoiata di Lory Beth. Zoe capisce che, in fondo, un idiota che le dedica un formaggio come Stan non lo troverà mai e ritorna a tampinarlo. Alla festa di matrimonio della babbiona si rompono le acque e ciò che segue è il normale cammino della partoriente: si va con la macchina degli sposi a chiedere scusa al papà in barba alle doglie e poi all'ospedale dove i gemelli attendono fumando sigarette con l'ostetrica che arrivi la bernarda da cui uscire. E vissero tutti felici e contenti: lui aprendo una formaggeria, lei, ripristinato il culetto santo, aprendo qualcosa d'altro e rimanendo di nuovo incinta.
Abominio cinematografico che getta oscuri presagi sul futuro della commedia e in cui anche le compagne dell' Unione Donne in Italia finiscono per parteggiare per l'unico pene funzionante dell'intero film. Lento ad arrivare alla fine come una testuggine di mare sopra un tapis roulant, il lungometraggio alterna sapientemente momenti stupidi a momenti cretini a momenti dementi. La protagonista ruota meravigliosamente le sue quattro espressioni, ma non riesce mai a scalfire il dominio del caprino, vero e indiscusso mattatore della pellicola nelle versioni stagionato, dolce, di latte vaccino e light. Da non proiettare in tutti gli stati del nord in quanto è stato scientificamente accertato che le grida della partoriente, durante la scena dello sgravio casereccio, attraggono mandrie di renne maschio in calore. In tutto ciò della gravidanza non frega nulla a nessuno, attori compresi, tanto da guadagnare tutte le nomination possibili per la Notte degli Oscal (Academy Movie Awald): versione cinese scadente, ma politicamente orientata, dell’ambito premio cinematografico.
Sleep-o-Meter: 08 – L’Ultimo Imperatore (Esperienza Premorte)
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Gianni grandissimo come sempre. Se non ci fossi tu a sottoporti a coraggiose iniezioni di cinema spazzatura di certo io avrei rischiato di vedermi propinare questo film da Gabry, o per lo meno, sarei morto senza conoscere il soggetto del film!!!
RispondiEliminaHo scritto da poco un nuovo raccontino (è davvero brevissimo), se ti va di visionarlo lo trovi sul mio blog
http://langoloamici.blogspot.com/ si intitola Nuovi arrivi.
Saluti da Agra