lunedì 11 ottobre 2010

27 - L'Ultimo Dominatore dell'Aria

...L'Ultimo Dominatore dell'Aria!
Antonetto, Giuliani e tutte le grandi famiglie della digestione sono in fibrillazione. Severino Cicerchia, detto lo scoreggione, è pronto allo scontro. Il mercato di fagioli, fave, ceci, lenticchie e piselli si è impennato come una protesi peniena alla fiera del cinema pornografico di Budapest. Riuscirà un ragazzino ricoperto di tatuaggi fluorescenti trovati nelle patatine a donare nuove inusitate speranze a milioni di persone affette da meteorismo, a scalzare il dominio dei bovini d'allevamento come maggiori produttori di gas serra e a resistere a una notte in cuccetta con il Geometra Calboni?
La giovane Scatarra vive con il fratello Socmel nel Villaggio dell'Acqua del Sud. La ragazza è la dominatrice dell'acqua del paesello, mentre il fratello è un mediocre cacciatore di cui, sin dai primi fotogrammi, ci si chiede l'utilità. Durante una battuta di caccia alla ricerca di foche tigre, versione transessuale del leone marino, i due si imbattono in un ragazzino calvo, tatuato e congelato insieme al suo FortunaBufalo, animale volante tipico delle tribù nomadi dell'aria. Fedeli al verbo di San Dionigi Tettamanzi si prendono lo zingarello Aang, ultimo dominatore dell'aria, in casa e questo, dopo aver rubato dei vestiti asciutti, comincia subito a dire che deve tornare al campo dove possiede una roulotte con tutti i comforts. Gli anziani del villaggio lo riconoscono come l'Avatar, colui che, rubando i poteri a tutti, porta la pace. Il bambino riparte per il suo campo nomadi e i due ragazzi dell'acqua lo seguono: già un doppio rapimento e non sono ancora passati quindici minuti.
Sfortunatamente, il campo nomadi è stato incendiato da Forza Nuova, convenzionata con la nazione del fuoco, e non c'è più alcun superstite. Rabbia e dolore, conducono il giovane Aang a incontrarsi con lo spirito del drago della scoreggia che lo indirizza al Villaggio dell'Acqua del Nord per acquisire il dominio dei fluidi organici. Sulle tracce dell'Avatar ci sono tutta la Nazione del Fuoco, uno pseudo regime militarista comandato da uno straccione indiano vestito come un legionario romano in vacanza in Cina di nome Ozai, e il principe ripudiato Sucamistatega, accompagnato dallo zio Antonio Iroh, vecchio wrestler del fuoco in pensione. Il viaggio del nano si snoda per vari villaggi, dove lo strano proliferare dei furtarelli e della microcriminalità viene imputato agli invasori del fuoco, aizzando la ribellione. Aang viene catturato più volte, ma grazie a loffe, cataloffe e piriti a rotelle se la cava.
Scatarra tenta di addestrare al dominio dell'acqua il piccolo nomade, ma questi è troppo anarchico, non si applica e continua a pensare al drago. Una notte, recatosi al tempio dell'Aria del Nord per chiacchierare con il rettile, il piccolo viene ingannato da un monaco che lo vende per trenta denari e un’abbonamento a “Monache Vogliose” al Generale Zhao a Tutti, il classico idiota messo lì con lo specifico obiettivo di morire a fine pellicola. Non si fa a tempo a torturare il delinquentello per scoprire dove ha messo la refurtiva che Sucamistatega interviene in suo aiuto per rapirlo e recuperare la stima di papà. Aang, ormai un virus contagioso della delinquenza, gli sfugge e riesce a raggiungere la città dell'Acqua del Nord dove la Principessa Azula lo accoglie e predispone il suo addestramento mentre si fa inchiavardare dall'aitante Socmel, che finalmente spiega la sua presenza nel copione. Zhao a Tutti, infuriato, predispone l'assedio della città e l'uccisione degli spiriti tutelari della stessa, due squallide carpe arcobaleno.
Scatta il delirio e l'assedio. Aang entra nel santuario degli spiriti per parlare con il drago, che lo sbeffeggia, emette svariate flatulenze e vola via. Scatarra protegge il piccolo, ma perde la sfida con Sucamistatega, ormai membro onorario dell’anonima sarda, che sequestra l'Avatar. Zhao a Tutti attacca, sfonda le linee di difesa, anche per l'inerzia totale dei soldati dell'acqua che contro il fuoco non usano l'acqua bensì alabarde, e si insinua nel santuario dove uccide gli spiriti di oceano e luna, prima di essere scacciato da Iroh, che passa da cattivo a buono e si allea con il gigante Baba. Sfuggito a Sucamistatega, il cui ripudio è giusitificato dato che toppa con frequenza disarmante, Aang è senza potere dell'acqua causa decesso carpe e solo grazie ad Azula, che sacrifica la sua vita per rianimare altri due pesci oltre quello di Socmel, può fare una simulazione di tsunami che terrorizza la flotta a vapore di Zhao a Tutti, massacrato da quattro dominatori dell'acqua che, finalmente, contro il fuoco usano l'acqua.
Film che giustifica la sua lunghezza solo per l'espressione completa della nomastica, che sembra scritta da Puffo Quattrocchi dopo la dose giornaliera di Anafranil. Appassiona nella misura in cui può appassionare la storia di un nomade minorenne inseguito dalle forze dell'ordine: sai già che non lo possono arrestare e che dopo qualche ora è ancora fuori a far danni. Capolavoro di autolesionismo razzista, evidenzia tutti i pregi del colonialismo belga più becero facendo apparire tutti i non occidentali come animali da soma campioni di inettitudine. Prodotto che sta al cinema come Carla Bruni a qualsiasi attività che non implichi l'utilizzo della vagina. Non raggiunge la profondità emotiva bolliwoodiana pur essendo infarcito di costumi, balli e gesti incomprensibili, ma mancando completamente dell'unico gesto consono: l'ombrello.

Sleep-o-Meter: 04 – Il Piccolo Buddha (Coma Etilico)

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Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.