sabato 10 luglio 2010

19 - Cinque Appuntamenti per Farla Innamorare

Come disse Morpheus: "E' lui, è l'Eletto!". Lo abbiamo aspettato. Dopo anni di terrore, piegati alla convinzione che nessuno potesse mai raccogliere l'ingrato fardello, finalmente una luce, una nuova speranza si affaccia dai balconi di Wheeling di Sotto. Riuscirà John Corbett, l'alternativa americana al marmo di Carrara, a raccattare le frattaglie di pudicizia, le briciole di dignità lasciate da Sua Maestà Nicolas Cage e a trasformarsi nella nuova promessa del cinema ittico, scalzando crostacei, cetacei e cefalopodi e imponendo l'assoluto stile cernia come unico teologico?
Uno spettro si aggira per le strade di New York. E' lo spettro del botulinismo. Genoveffa, una maschera mortale di iniezioni nei punti sbagliati, gestisce un negozio di fiori insieme a due obliqui che amano farsi le sopracciglia con il fertilizzante (e non oso pensare a cosa fanno con i cactus). La donna è sempre felice perché ha scoperto il metodo per non soffrire in amore: relazione di cinque appuntamenti e poi chiusura concordata con il potenziale partner. Grazie a questa teoria ride come una scema per il quartiere che le va dietro come un branco di cinesi durante la rivoluzione culturale di Mao, anche se si sa che i gatti preferiscono Whiskas. A rompere la monotonia del luogo lo stentoreo Greg che, abbandonata la facoltà di legge, ha deciso di comprare il negozio più fallimentare e farne un tapas bar. Un essere più crudele di San Francesco d'Assisi, irriguardoso degli sforzi paterni e votato a parlare agli uccelli.
Dopo le prime schermaglie, dopo aver dispensato inutili consigli sbagliati agli amici falliti, Genoveffa, imbeccata dal duo Gloria Gaynor, comincia a flirtare con Greg che nel frattempo, utopista, aveva sperato di imbastire una relazione duratura con un'assistente di volo. Come andare a pesca utilizzando come esca il proprio pisello con la convinzione che il pesce succhi senza mordere. Immancabile premessa, la regola dei cinque appuntamenti deve valere anche per loro. Pronti via! Si parte con l'appuntamento di conoscenza, per poi convolare all'appuntamento culturale, seguitare con il puntello avventuroso e proseguendo con l'immancabile trombata estenuata da sette ore con orgasmi multipli, apparizioni di santi, rivelazioni mistiche e scoperta di cure per malattie incurabili. Genoveffa trasecola, ma improvvisamente lui non la chiav... ehm chiama più.
Infatti, dopo un attento esame con il commercialista, Greg, grazie allo scorporo dell'otto per mille alla comunità dei chirurghi cocainomani, ha scoperto che, essendo passata la mezzanotte a trombare, il quarto appuntamento si è trasformato anche nel quinto: è tutto finito. Genoveffa contesta la cosa e scrive a Rita dalla Chiesa che, tuttavia, su imbeccata della Sig.ra Irma di Frascati nega l'intervento. La ragazza è disperata: quante speranze di pinolo infrante. Gli amici, i dipendenti invertiti e mammà, una babbiona francese pluricornificata, cercano di tirarla su, mentre Greg viene aiutato a farselo tirare su da un amico avvocato egocentrico. Nel frattempo irrompono nella vita della donna anche il dramma di un padre playboy con cui non parla e gli amici che si accoppiano alla spicciolata con lingua a mulinello. Va tutto male, come quando si lasciano gli assorbenti con le ali nell'altra borsetta in giornate di flusso abbondante.
Il gruppo sfiga, rinforzato dal duo Raffaella Carrà, convince Greg a calcolare l'Iva al netto del sopravalore delle donazioni e a valutare il quarto appuntamento solo come quarto, ma lui, prima ben intenzionato, distrugge psicologicamente l'innamorata e torna a fare quarto più quinto prima di spedire tutto alle Olimpiadi di Matematica. Un disastro: si avvicina San Valentino, ma nemmeno nuove iniezioni di botox riescono a riportare l'espressione di Belfagor sul volto di Genoveffa. Lei ricompone la sua vita come una sbrisolona e incontra papà, un orrendo panzone con la coppola e le ascelle sudate. Si riappacificano. Manca solo Greg: e puntualmente arriva. Fa ciò che il Maestro Nicholas comanda: espressione da orata in brodetto di pomodorini, serenata con band rastafara, comparse a forma di cuore e richiesta a Genoveffa di diventare la sua fidanzata e condividere con lui, ancora una volta, quel rilassante sorriso rubato a Chucky la Bambola Assassina.
Film manifesto della decadenza civile e sentimentale della razza umana, giustifica tutti coloro che si danno a pratiche erotiche emulatorie in solitaria come buchi nei muri, bistecche arrotolate, soffocamento indotto. Giustifica qualsiasi epiteto lanciato contro i canadesi da prima della costituzione dello stesso Canada. Non bastano dosi sovrumane di taurina a rinunciare all'intervento del Sergente Maggiore Hartman, tanto che verso il quarantesimo minuto si opta per l'arruolamento in ferma lunga tra le truppe cammellate dell'esercito libico. Già previsto un'esaltante seguito a basso costo in cui gli attori protagonisti presteranno solo le voci e verranno sostituiti da due manichini delle Galeries Lafayette in pensione, certamente più credibili di un branzino che copula con il Jolly delle carte da ramino.

Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)

1 commento:

  1. Cape Fear al confronto è una puntata di Hello Spank! Che suspence e che originalità Arrivano tempi duri per Nicola Gabbia :)

    Grande Gianni!

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Statuto della Riccardelli Society

Il Gran Consiglio degli Onorati Membri della Riccardelli Society, riunito in plenaria, stabilisce nei seguenti articoli le regole costitutive e l'obiettivo della propria struttura:

Art.1 I film sono arte, ma anche l'idraulica lo è. (Clint Eastwood)

Art.2 La durata di un film dovrebbe essere direttamente commisurata alla capacità di resistenza della vescica umana. (Alfred Hitchcock)

Art.3 E' sempre meglio passare ai posteriori che ai posteri. (Tinto Brass)

Art.4 Tragedia è se mi taglio le dita. Commedia è se camminando cadi in una fogna aperta e muori. (Mel Brooks)

Art.5 Non è necessario che un regista sappia scrivere, ma se sa leggere aiuta. (Billy Wilder)

Art.6 Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen)

Art.7 Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. (Ennio Flaiano)

Art.8 La mia invenzione è destinata a non avere alcun successo commerciale. (Louis Lumiere)

Art.9 Hollywood è un viaggio nella fogna in una barca con il fondo trasparente. (Wilson Mizner)

Art.10 Al cinema preferisco la televisione. E' più vicina alla toilette. (Anonimo)

Art.11 Nella recitazione non rivelo altro che me stesso: essendo stupido non ho problemi. (Leslie Nielsen)

Art.12 Davanti a me vedo tutto meno quello che dovrei vedere. (Germano Mosconi)

Art.13 Il terrore travalica la mia capacità di razionalizzare. (Harold Ramis)

Eventuali ulteriori articoli possono essere segnalati e inseriti a insindacabile giudizio del Gran Consiglio degli Onorati Membri o chi ne fa le feci. Chiunque non dovesse rispettare lo Statuto, potrebbe ricevere una telefonata a casa e, entro sette giorni dalla stessa, copia di "City of Angels" autografata da Nicolas Cage in segno di monito e perenne marchio di infamia.