…Senza Freni!
Nonostante un titolo da pornaccio, non si vede nemmeno mezza chiappa nuda, al massimo qualche polpaccio (poesia pura). Tutti coloro che credevano di trovarsi davanti a una sfrenata sfilata erotica, si trovano davanti a un carosello di catene ingrassate, ascelle sudate e magliette bisunte nella cornice poco ridente degli esclusivi acquartieramenti della borghesia finanziaria americana. Riuscirà l’eterno ragazzino Joseph Gordon-Levitt a superare i suoi limiti fisici e ad apparire uomo dai testicoli d’acciaio, per almeno venti secondi di proiezione, superando in un sol colpo una pubertà che non sembra finire mai?
New York, isola di Manhattan. Wilee Gordon-Levati (è voluto non è il correttore) è il classico contestatario delle formalità borghesi che, nonostante una laurea in una materia indefinita e ottime referenze accademiche, decide di fare il corriere in bicicletta per non dover mettere la cravatta tutti i giorni. Per chi non l’ha mandato a cagare subito ed è ancora in sala, la storia continua. Lui è il migliore nel suo campo, anche se è insidiato da Manny, un negro che parla come uno scaricatore di porto e si fa di steroidi. Non contento, Mandingo insidia anche la tipa di Wilee, Vanessa, manco a dirlo laureata a pieni voti che passa la vita su una graziella. Wilee è talmente fico che non ha i freni sulla sua bici, così può sfrecciare meglio e causare incidenti gravi. Chi non l’ha mandato a cagare nemmeno dopo questa boiata, sappia che da qui in avanti il film peggiora. L’asso delle due ruote viene mandato dal suo capo al campus per una consegna urgente.
A destinazione il ragazzo trova Nima, la coinquilina cinese di Vanessa, evidentemente infelice perché lavora solo otto ore al giorno con i contributi, le ferie e le malattie pagate. La ragazza gli consegna una busta da portare a Chinatown entro un’ora, ma appena fuori dall’edificio il Gimondi di Park Avenue viene avvicinato da Bobby, un poliziotto corrotto che vuole a tutti i costi la busta, nemmeno stesse partecipando a una trasmissione di Giancarlo Magalli. Wilee lo buggera alla grande e parte verso la destinazione, ma viene inseguito e rischia la vita una decina di volte in pochi metri, senza contare la ventina di poliziotti che ha umiliato e che lo vogliono appendere per lo scroto al pennone della centrale di polizia. Ne ha abbastanza, la sua pellaccia non vale i quaranta dollari della corsa, perciò, il Bartali di Park Drive West riporta il pacco al mittente.
Finita? Ma quando mai. Vanessa racconta a Wilee che quella busta contiene il certificato di un deposito in nero alla triade, con cui Nima vuole riscattare suo figlio per farlo arrivare da clandestino negli States, e che Bobby, lo sbirro, lo vuole per ripagare i debiti di gioco fatti con la stessa triade. Un vero patriota denuncerebbe tutto all’immigrazione facendo finire in galera un po’ di musi gialli, ma purtroppo siamo in presenza di un pagliaccio che si lancia all’inseguimento di Manny, suo sostituto nella consegna. Dopo una gara per Central Park, i due cavalli schiumanti vengono presi dalla polizia: il negro viene percosso senza motivo (ordinaria amministrazione newyorkese), mentre Wilee viene investito da un taxi uscendone con diverse costole incrinate e un gomito maciullato. Vanessa recupera la busta dallo zaino di Manny e la nasconde nel manubrio della bici di Wilee che viene sequestrata: laureata a pieni voti, mica cazzi! Dall’altra parte del mondo, il cinesino è respinto all’imbarco per mancanza di fondi: non sapendo cosa fare si mette a cucire a mano un pallone da calcio.
In ambulanza Bobby prova a frollare le costole di Wilee e lui confessa l’ubicazione della busta. Deviazione verso il deposito dove Vanessa ha già recuperato l’involto. Riuniti i piccioncini ciclisti, si riparte alla velocità della luce, d'altronde si sa che una corsa in bici è indicata nella riabilitazione dei traumi costali. Dopo capriole, dribbling, limonate dure in sella e sottopassaggi contromano, si arriva a destinazione, dove Bobby aspetta a pistola spianata. Ma Wilee, che è intelligente, anche se il suo comportamento dice costantemente il contrario, ha pronta la trappola: ha chiamato tutti i corrieri ciclisti di New York che confondono lo sbirro prima di lasciarlo nelle sapienti mani dei killer della triade che lo freddano con una guida del telefono scaduta (giuro sui miei gioielli di famiglia che finisce così). Il ticket è consegnato e il cinesino, futuro sterminatore di cani e gatti, può portare il suo culetto stitico sul suolo americano.
Residuato bellico non convenzionale del Primo Conflitto Mondiale, il prodotto causa immediata paresi da incredulità e sembra uscito da un’enciclopedia militare, alla voce sostanze gassose nervine e paralizzanti. Di notevole densità strutturale, la pellicola è talmente ricca di cazzate immani che ne è inficiato persino il peso atomico, collocandola, come stabilità, tra il Piombo e il Bismuto. Progressista, il film è una sorta di Asilo Mariuccia per il recupero degli spettatori affetti da prostituzione intellettuale, cioé tutti coloro che si ostinano a guardare cose del genere in modo acritico: dopo la visione il recupero è garantito almeno a livello Aldo Grasso. Eccezionale Gordon-Levati: un’interpretazione degna dei fratelli Marx, soprattutto quando ci vuole far credere di riuscire a stare in equilibrio su una bici da adulto senza le rotelle.
Sleep-o-Meter: 02 – La Luna (Sonno Ortodosso)
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