…The Twilight Saga – Breaking Dawn Parte 2!
Cento recensioni e non sentirle. Nonostante questo, devo far notare che scrivere sempre inchinato sul cesso a vomitare non è esattamente la pratica più comoda che l’essere umano abbia pensato di intraprendere. La bella Bella è pronta, con le sue lenti a contatto rosse e una piccola devastata come figlia, per spaccare il popò ai pipistrelli. Riuscirà l’inutile torma di maschi infoiati a fare una magrissima figura, facendosi frollare come un quintale di nodini di maiale, da tutte le donne presenti sullo schermo, comprese le tardone settantenni della pubblicità dei pannoloni proiettata nell’intervallo?
Il luogo e il tempo li conoscete già, dato che sono cinque film che ci passeggiano sui testicoli in quella cavolo di foresta. Edoardo il vampiro e la bella Bella stanno recuperando il tempo perduto qualche ora dopo il parto sanguinario, fornicando come ricci che fornicano come ricci. La piccola Cataplasma, coccolata dai nonni pluricentenari è guardata a vista dal lupo Giacobbe, che già nutre un sano appetito. La madre Bella, moderatamente rinvigorita dalle iniezioni di carne, scopre l’avvenuto imprinting e spacca di mazzate il povero canuomo. C’è una notizia positiva: la bimba, che ha il potere di trasferire i suoi ricordi a cani e pipistrelli imponendo le mani come il mago di Napoli, non è una vampira completa, ma una mezzosangue e, come tale, destinata a essere schifata da tutti quelli che la circondano. Il problema vero è il nonno umano, lo Sceriffo Carlo, che non prenderebbe molto bene la possibilità di avere una nipote che cresce di un metro ogni giorno e salta in alto tre volte la distanza del primato mondiale.
A rompere il ghiaccio ci pensa Giacobbe, dopo la passeggiatina del pomeriggio per marcare il territorio, che confessa a Carluccio la sua natura: visto il licantropo, la nipote a confronto è un fiorellino di campo. Non si fa in tempo a gioire di nulla che la frugoletta Miasma viene vista da Irina, la gatta morta vampirina, che denuncia i Cullen ai Volturi. Ovviamente Edoardo reagisce alla notizia con la solita veemenza virile, piegando leggermente la bocca, toccando le tette a Bella e quasi piangendo. Non c’è tempo da perdere: occorre racimolare testimoni che confermino la natura pacifica della bimba e scongiurare così lo scontro con i capi supremi della vampirìa. Il papà di Edoardo, fine stratega, decide di chiamare a raccolta tutti i suoi amici intimi che, guarda caso, sono tutti quelli che stanno sui coglioni a morte ai volturi. Si mette come meglio non si potrebbe.
Nel frattempo Alice di Telecom Italia Mobile e Casperino il Carbonaro si sono dati alla chetichella, predisponendo anche la fuga della nipotina, ma la bella Bella vuole vivere sul suolo natio e quindi comincia l’addestramento per diventare SuperPuttan di terzo livello con specializzazione nello scudo mentale. Avendo elettroencefalogramma piatto, la vampira non ci mette molto a scudare con la sua assenza di stimoli anche i capitali provenienti dalla Svizzera. Anche tutta la muta dei cani randagi è pronta alla lotta di fianco al gruppo di strappone e avvinazzati succhiasangue. L’incontro avviene sulla piana innevata di quel posto di merda scelto come ambientazione di questa vaccata. Giacobbe è già pronto alla fuga con la piccola Broncospasmo, ma arrivano Alice e Casperino che fanno vedere il futuro al Capo Volturo, uno che faceva il licantropo nell’altra saga di vampiri, quella action, e adesso si ricicla con i dentoni, sebbene come attore faccia cagare uguale.
Si parte con le mazzate. Il pubblico spera insistentemente che si ammazzino tutti e tanti saluti, ma purtroppo non è così. La bimba Marasma e Giacobbe corrono via nel bosco, mentre papà Edoardo e mamma Bella scassano di legnate tutti quelli che incontrano sul loro cammino: un daino, due castori e dieci scoiattoli. Nelle fasi convulse della lotta volano teste a profusione, ma si distingue Emmetto, il forzuto, che prima di staccare la testa al suo avversario Volturo gli propina una chokeslam degna di Undertaker. Quando tutto sembra volgere al peggio, Edoardo e Bella inciampano nel Capo Volturo e lo uccidono, ma si tratta di una pia illusione: Alice di Telecom Italia Mobile ha taroccato i ripetitori trasmettendo nella testa del nemico il terrificante futuro prossimo. I Volturi, vista la possibile dipartita, perdono quote alla Snai e decidono di non lottare. Obiettivo proseguire la specie e la saga tra le bestemmie del pubblico sano di mente, convinto che, a questo punto, altre cinque cagate in fila non gliele toglierà nessuno.
Capolavoro di archeologia papirologica, il film presenta un cast di mummie truccate con Omino Bianco Smacchiatore la cui intelligenza è indecifrabile almeno quanto i geroglifici prima della scoperta della Stele di Rosetta. Grande operazione di marketing virale natalizio, il lungometraggio si distingue dai precedenti capitoli, guadagnando in talento recitativo e dinamismo, grazie alla sostituzione di tutto il cast con le originali action figures in edizione limitata. Utilissima per rivedere la propria appartenenza etnica, la pellicola potrebbe essere uno dei dieci motivi per interpretare correttamente e abbracciare l’etica del popolo Maya, soprattutto per ciò che concerne i sacrifici umani e il suicidio di massa. Incredibile per le sue similitudini con l’escalation di un virus intestinale, l’intera saga è partita come una piccola e mefitica scoreggia da ascensore e ha chiuso come una poderosa scarica diarroica da evacuazione totale dell’edificio. Un grazie speciale: senza di voi, noi non avremmo uno scopo.
Sleep-o-Meter: 09 – The Dreamers (Morte Cerebrale)
Auguri per le 100 boiate che hai dovuto sorbirti (e magari fossero solo 100 :-))
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